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inviato il 07 Dicembre 2021 ore 9:03
Tutto tace |
user226515
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inviato il 12 Dicembre 2021 ore 16:07
Un vecchio detto recita - nessuna nuova, buone nuove- purtroppo è solo un detto, la realtà è diversa. Chiedo scusa ma il ritardo non è dovuto a poca o cattiva educazione. |
user140392
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inviato il 19 Dicembre 2021 ore 20:28
nessun problema, quando sarai di nuovo pronta a riprendere il filo fai un fischio |
user226515
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inviato il 19 Dicembre 2021 ore 21:06
Ho fatto un po di ricerche, i genitori della bisnonna Filomena erano originari di Bonefro, lei di cognome faceva Vaccaro, quasi sicuramente era parente di questo www.monroegallery.com/gallery/artists/vaccaro Uno dei maggiori fotografi del secolo scorso, ha appena compiuto 99 anni. Adesso mi rendo conto di perché, fotograficamente ma non solo, io sia una...vergogna |
user140392
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inviato il 20 Dicembre 2021 ore 10:12
accidenti che sorprese che ti riserva la vita vergogna? magari non hai trovato ancora la tua dimensione, mica è una cosa semplice |
user226515
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inviato il 20 Dicembre 2021 ore 12:59
La parentela è una mia ipotesi, visto com'è piccolo il paese, magari è solo omonimia. Quello delle mie dimensioni, fisiche, è stato per anni un incubo per tutta la famiglia, mi auguro che almeno fotograficamente io sia stabile |
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inviato il 20 Dicembre 2021 ore 15:33
Molto belle le foto di Tony Vaccaro. |
user226515
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inviato il 20 Dicembre 2021 ore 17:25
Conoscevo Vaccaro, scoperto anni fa, cercando informazioni su Robert Capa e W.E. Smith, ma non lo avevo mai associato alla bisnonna, di cui non conoscevo il cognome sino a pochi giorni fa. A differenza dei 2 fotoreporter citati, era un soldato di fanteria appassionato di fotografia, niente Leica o Contax, usava una economica Argus, con la quale ha scattato immagini memorabili del secondo conflitto mondiale e della successiva ricostruzione in Europa. Il suo racconto di come si arrangiava coi negativi : Durante la battaglia del villaggio di Sainteny, in Normandia, mi trovai nelle rovine di una casa senza tetto e vidi fra un mucchio di pietre e polvere un pacchetto con su scritto a mano 'Hydroquinone' (alla High School il maestro, Mr. Lewis, mi aveva insegnato la formula per preparare lo sviluppo Kodak D-76, che contiene, appunto, l'Hydroquinone). Guardai intorno, e fra i rumori dell'artiglieria e dei fucili, realizzai di trovarmi tra le rovine di un negozio di fotografia. Cercai e trovai altri pacchetti di sostanze che mi sarebbero servite sia per sviluppare le pellicole che per il fissaggio. L'unico contenitore per sviluppare i miei rullini era il mio elmetto. Ma ne servivano cinque: quello con lo sviluppo, il D-76, poi l'acqua, l'iposolfito, l'acqua per il primo lavaggio dell'iposolfito e, alla fine, un secondo lavaggio più lungo. Per questo avevo preso un elmetto da un cadavere che mi stava vicino. Senza termometro e senza bilancia ho sviluppato il primo rullo di notte, a cielo aperto, tenendo le estremità della pellicola con le due mani e facendola scorrere su e giù per 11 minuti, quanto era necessario per svilupparla. Al termine del lavaggio, appendevo la pellicola sui rami degli alberi e, la mattina dopo, il negativo era pronto". Questa www.monroegallery.com/gallery/default/photoDetail/white-death-pvt-henr è considerata da molti la più bella foto sul conflitto mondiale in Europa. E pensare che molti, troppi, sono convinti che senza Nikon Z9, e simili, sia impossibile fotografare. |
user226515
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inviato il 20 Dicembre 2021 ore 21:13
Un'altra immagine della raccolta, è il piccolo della prima immagine postata, quella con la giovane sposa.
 Il piccolo stava per cappottarsi, è stato usato un tempo lento, notare il mosso della manina dx. Tutte le foto sono di piccole dimensioni, max 8x13 cm, questa è 7,3x10,5 |
user140392
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inviato il 21 Dicembre 2021 ore 21:13
quella storia dello sviluppo con gli elmetti la ricordavo e mi aveva colpito moltissimo ma avevo scordato a chi associarla, grazie per fare un parallelo con il desiderio di macchine avanzate, oggi si desiderano pure stampe enormi... ai tempi invece ci si accontentava di foto che oggi snobberemmo giudicandole minuscole |
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inviato il 28 Dicembre 2021 ore 11:22
riesumo questo post.. interessante |
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inviato il 28 Dicembre 2021 ore 11:45
parlando della moto.. potrebbe sembrare una gilera 150 sport... ma in questo caso dovrebbe avere lo scarico a destra. Tutte le gilera monocilindriche hanno scarico a destra. Lo scarico invece potrebbe indicare una gilera 300 bicilindrica.. ma il serbatoio non coincide. Sarei propenso a dire una gilera 150 sport e forse un negativo stampato al contrario? del resto, anche la persona che accompagna la sposa non dovrebbe trovarsi alla sua destra? |
user226515
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inviato il 28 Dicembre 2021 ore 13:19
Da quello che so io si da sempre la destra alla donna, per avere il lato sinistro, dove i maschi portano la spada libero. Però non ci metto la mano sul fuoco. |
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inviato il 28 Dicembre 2021 ore 13:47
boh.. non sono un matrimonialista.. per cui queste cose non le so. Son piu pratico di marmitte e cilindrate... La moto dalla fattura del cambio sembra una Gilera anni 50-60 Se ribalti la foto la moto sembra essere davvero una gilera 150 sport.. con la sella lunga. Ho cercato di trovare altri indizi, orologi, o medaglie.. non ne ho trovati. Il fiore dello sposo e' nel posto giusto? |
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