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La "battaglia"... per la gentilezza (ii)


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user198779
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inviato il 30 Settembre 2021 ore 13:22    

Sono d'accordo Skylab ma a volte bisogna capire per tempo che per il buon vivere non è il caso di continuare controbattere con l'interlocutore .

user225138
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inviato il 30 Settembre 2021 ore 14:40    

Ma cosa vuol dire "aver ragione"? Non esiste la ragione in senso assoluto, solo chi è accecato dalla fede può pensarlo.

Esiste la conoscenza, che è profondamente umana e quindi fallace.

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2021 ore 15:09    

Cortesemente, i concetti sono chiari anche senza rivolgersi a precisazioni relative alle religioni e/o al credo delle persone.
Proseguiamo con concetti di filosofia laica. Se non riusciamo ad astenerci dallo scrivere concetti relativi a religioni / fede asteniamoci dallo scrivere.

Grazie.

user203495
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inviato il 30 Settembre 2021 ore 15:32    

Giustezza dei termini è sanità del discorso.
Tengo a precisare che non ho mai inteso discutere di gentilezza,né di empatia.Altri hanno inserito questi sostantivi.Io ho replicato a :
Nella sofferenza non siamo soli
Intendo sofferenza che ci porta al limite.
E ne sono sempre convinto.Aldilà del compatire,che è legittima forma dell'esserci a fianco del sofferente.Ho posto al centro del sentire il soggetto.Non l'oggetto.Ritengo il dolore,la sofferenza un experimentum mortem.E se un evento è dato a noi umani in cui ci si ritrova soli......
Nè ho mai immesso nel post la religione come formula di accettazione del dolore e della sofferenza.Questo appartiene al sentire di ogni uomo.
Ho sì citato Giobbe,ma a ragione dell'essere il Libro di Giobbe trasversale.Ha interrogato uomini di varie estrazioni e di ogni credo.Al suo Libro hanno attinto le ricerche sul senso della sofferenza.Fossero veicolate sia da un profondo sentimento religioso che da un solido ateismo/agnosticismo.

"Quando parlo di solitudine nella sofferenza parlo di quegli avvenimenti che ci provocano molto dolore psicologico e, in alcuni casi, ci mettono alla dura prova anche fisicamente, e che, proprio perché tali, non possiamo condividerli con gli altri, perché gli altri non li stanno vivendo in prima persona oppure se li vivono lo fanno in modo diverso da noi, con un diverso coinvolgimento. Laura Pedrinelli Carrara. Psicoterapeuta

" «[n] el dolore del corpo, nel dolore fisico, si perde ogni contatto con il mondo, e si precipita nel gorgo di un radicale isolamento dal quale non si esce se non quando il dolore si attenui. Si è ripiegati
in se stessi: prigionieri di qualcosa dal quale si è sommersi nel corpo e nell'anima. I pensieri
, e le e-
mozioni, sono risucchiati in questo gorgo che non consente brecce di speranza; nell'attesa che il d
o-lore abbia fine»
7
. Da questo punto di vista, nel dolore patito, ogni malato «si accorge di non avere un corpo, ma di
essere
un corpo» e di fronte al
dolore che riduce il tutto dell'individuo nei limiti del suo
corpo, ben poco aiutano le parole di conforto
8
.
M.A.Bassetto S.Lovato Nel tempo del dolore
Grazie a tutti


avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2021 ore 15:36    

Da ora in poi, tutti gli autori di post con riferimenti religiosi verranno esclusi dal topic.

user203495
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inviato il 30 Settembre 2021 ore 15:43    

Ma ue' pust u spondapet m'bacc alla port du ascr?


Strana gentilezza.
Grattez le russe et vous verrez un tartare.

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2021 ore 15:46    

La gentilezza è superficiale, va bene per tutti, un tanto al chilo. Non richiede alcun lavoro, non pretende alcuno sforzo: la si dà a tutti, senza pensarci, senza riflettere.

Mmm... la vedo in maniera diversa. Gli sforzi possono esserci.
Prova a comportarti in maniera gentili con chi ti ha trattato male.
Alle volte per essere gentili è richiesto anche un certo sforzo fisico: ad esempio aiutare una persona a tirare su o giù da un treno un certo numero di valige pesanti. ;-)

Dipende dall'indole della persona: ad alcuni riesce facile essere scortesi, ad altri il contrario. Non credo ci sia una regola.
Per il rispetto è la stessa cosa.
L'amore è un'altra storia, facile per certi versi, e a volte più complicata.

Concordo ed aggiungo che essere scortesi è altamente difficile per chi ha un'indole tendenzialmente gentile.
Anche perché chi ha un'indole gentile poi a posteriori rischia di soffrirci, perché non si voleva comportare in quel modo (ad esempio anche solo mandare a quel paese una persona), ma ci è stata costretta dalla situazione e dall'interlocutore particolarmente insistente (per fare un esempio).
Poi ognuno ha i propri livelli di pazienza che variano anche in funzione degli avvenimenti giornalieri: stress, stanchezza, fastidio...

Se si è convinti di aver ragione, ma per avere la pace si lascia sempre correre, alla fine non si è né soddisfatti né tantomeno felici. Bisogna saper parlare e discutere con le persone, in modo da chiarirsi e capirsi vicendevolmente. Poi chi ha ragione e chi ha torto poco importa.

Ammesso che sia possibile lasciare correre, non sempre è facile e non sempre è fattibile.
Ad esempio, si deve parlare con una persona che ti interrompe continuamente per risolvere una questione importante. Che si fa? Purtroppo non si può sempre lasciar correre.

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2021 ore 15:55    

Intendo sofferenza che ci porta al limite.
E ne sono sempre convinto.Aldilà del compatire,che è legittima forma dell'esserci a fianco del sofferente.Ho posto al centro del sentire il soggetto.Non l'oggetto.Ritengo il dolore,la sofferenza un experimentum mortem.E se un evento è dato a noi umani in cui ci si ritrova soli......

Non ci si ritrova da soli, a meno che non lo si voglia o meno che non si sprofondi un grave stato di depressione (e lì ci vogliono degli esperti).
Mi è capitato di soffrire, come a tutti, nella vita, ma l'avere una parola di conforto, sapere di avere una persona affianco, ricevere un abbraccio (anche da amici)... ti fa capire che non sei solo e ti infonde un'energia tale da aiutarti anche a superare le avversità. L'uomo è un animale sociale in fin dei conti.

"Quando parlo di solitudine nella sofferenza parlo di quegli avvenimenti che ci provocano molto dolore psicologico e, in alcuni casi, ci mettono alla dura prova anche fisicamente, e che, proprio perché tali, non possiamo condividerli con gli altri, perché gli altri non li stanno vivendo in prima persona oppure se li vivono lo fanno in modo diverso da noi, con un diverso coinvolgimento. Laura Pedrinelli Carrara. Psicoterapeuta

" «[n] el dolore del corpo, nel dolore fisico, si perde ogni contatto con il mondo, e si precipita nel gorgo di un radicale isolamento dal quale non si esce se non quando il dolore si attenui. Si è ripiegati
in se stessi: prigionieri di qualcosa dal quale si è sommersi nel corpo e nell'anima. I pensieri
, e le e-
mozioni, sono risucchiati in questo gorgo che non consente brecce di speranza; nell'attesa che il d
o-lore abbia fine»
7
. Da questo punto di vista, nel dolore patito, ogni malato «si accorge di non avere un corpo, ma di
essere
un corpo» e di fronte al
dolore che riduce il tutto dell'individuo nei limiti del suo
corpo, ben poco aiutano le parole di conforto
8
. M.A.Bassetto S.Lovato Nel tempo del dolore

Se si parla di morte, malati terminali e depressione grave è un conto. Diversamente non concordo per nulla.
Pensa solo alla "Pet theraphy" che aiuta bambini, anziani, persone fragili a ritrovare il buon umore ed interfacciarsi meglio con i medici.
it.wikipedia.org/wiki/Pet_therapy

user203495
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inviato il 30 Settembre 2021 ore 16:07    

Hai ragione.Mi riferivo ad altra sofferenza.Anche l'ippoterapia può essere utile in quei casi.
In quanto alla gentilezza aggiungo che il più delle volte si deve sostenere uno sforzo abnorme per assumerla.
Comunque credo sia una virtù.Assai rara.Intendo la gentilezza rivolta vs gli estranei.

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2021 ore 16:08    

Frengod il fatto che si sia costretti a limitare gli argomenti di conversazione perché alcuni li utilizzano per screditare e provocare qualcuno con il rischio di scatenare una bufera,dimostra quanto sia vana una "lotta per la gentilezza", almeno fino a quando tutti noi non cominceremo a confrontarci con gli altri considerandoli superiori a noi, soprattutto in un forum in cui non conoscendoci di persona, non sappiamo chi c'è dall'altra parte e giungiamo a giudizi personali e parziali.


avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2021 ore 16:13    

@Maila,
La lotta per la gentilezza se si dovesse arrestare di fronte a tali episodi dimostrerebbe la debolezza (scarso convincimento) di chi la fa.
Ho gia' menzionato in precedenza che essere gentili non implica non essere determinati al contempo. Al contrario.

Sono molto tentato dall'intervenire. Ma, volutamente, non lo faccio da un po'. Mi sto limitando al ruolo del moderatore. Alcune affermazioni che non mi trovano d'accordo hanno gia' avuto modo di essere criticate e riviste.
Va benissimo cosi'.

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2021 ore 16:19    

A volte certe lotte occorrerebbe lasciarle perdere e concentrare le proprie energie a migliorare se stessi e a dare il meglio di noi al prossimo sempre e comunnque:sicuramente è l'unica battaglia che possiamo vincere.

[ I] dimostrerebbe la debolezza[/I


Questo 3d lo ha già dimostrato

user225138
avatar
inviato il 30 Settembre 2021 ore 16:27    

nel dolore patito, ogni malato «si accorge di non avere un corpo, ma di essere un corpo»


Il fatto che per la maggior parte di noi questa agnizione avvenga attraverso il dolore la dice lunga sulla mancanza di consapevolezza dell'essere umano.

Comunque, ho espresso la mia opinione sull'argomento e trovo gli interventi decisamente poco stimolanti. Buona continuazione.

avatarsenior
inviato il 30 Settembre 2021 ore 17:01    

@McBrandon:
Ammesso che sia possibile lasciare correre, non sempre è facile e non sempre è fattibile.
Ad esempio, si deve parlare con una persona che ti interrompe continuamente per risolvere una questione importante. Che si fa? Purtroppo non si può sempre lasciar correre

Hai ragione: quelle poche volte che arrivo al limite della sopportazione poi sbrocco anch'io, dico quello che penso, in modo forte e chiaro.
Se si tratta di persona cara o di famiglia passa un certo periodo di gelo, se si tratta di estranei o quasi, taglio i ponti e buonanotte.
La propria salute mentale va salvaguardata.
Quindi la gentilezza sì, come primo approccio e finché è possibile. Ma c'è un limite, che per ognuno probabilmente è diverso.

user198779
avatar
inviato il 30 Settembre 2021 ore 18:36    

La gentilezza secondo me è innata nelle persone non comporta nessuna costrizione anzi è appagante se sei gentile d'animo.
Purtroppo molte volte è solo di facciata.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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