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inviato il 22 Novembre 2020 ore 10:43
ma scusate se torno, a voi sembra giusto quanto ha fatto questo Fontcuberta nei confronti della Maier? a me pare solo un'incredibile mancanza di rispetto verso la sua figura, il suo lavoro e il suo talento! |
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inviato il 22 Novembre 2020 ore 11:09
Parto da un punto: ho visto un paio di mostre della Mayer e quello che ho visto mi é piaciuto. Devo mettere un ma sul lavoro: la scelta degli scatti e le composizioni di libri e mostre sono stati creati ad hoc per piacere ad un pubblico contemporaneo e non nel contesto di quegli anni, in più senza sapere idea dell'autrice. Questo é qualcosa che non può essere ignorato. Parlando di Fontcuberta sono 30 anni che vive e lavora a cavallo tra realtà e finzione obbligando il suo pubblico a pensare su quello che sta vedendo Da rappresentazioni plausibili ma distorte della realtà, a volte non mente ma la sequenza di immagini porta l'osservatore a cadere in inganno. Si é occupato molto di fake news e verità narrative presunte create anche nel mondo artistico dove certi autori sfruttavano le situazioni per darsi autorevolezza. Quello che fa va sempre visto in quest' ottica e nella spinta verso l'osservstore a uno sguardo critico e pensato Qui parlava di un altro progetto dove ha creato una sorta di erbario fake che poi in realtà ha esposto anche in musei di storia naturale proprio per giocare sul concetto di autorevolezza e fotografia come rappresentazione del reale www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2019/06/intervista-joan-fontc |
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inviato il 23 Novembre 2020 ore 14:03
...solo che questo filmato, ormai viene utilizzato come un " avete visto? Vivian Maier è un fake! L'avevo detto, io! ". |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 9:08
Fontcuberta è un fotografo di valore indiscusso oltre che un analista prezioso dei fenomeni comunicativi che portano alla "fama" nel mondo dell'arte. E' un peccato che venga giudicato come un "cazzaro" senza andare oltre la copertina e la provocazione che lancia in questa lectio. Io personalmente, e con me tante persone con cui ho avuto modo di affrontare l'argomento, trovo invece che la sua scelta di infondere il dubbio su Vivian Maier sia non solo azzeccata, ma esemplare dell'ambito provocatorio e meta-artistico di cui lui si occupa da una vita. Per chi ama Vivian Maier, come il sottoscritto, e ha sentito la necessità di approfondire la sua conoscenza attraverso la sua biografia, sarà noto il fatto che lei ha personalmente sviluppato e stampato una percentuale molto piccola della mole di negativi che Maloof ha messo insieme nella sua ricerca. Tante delle foto che l'hanno resa celeberrima, oltre ad arricchire lui, Vivian non le aveva mai riviste: lei aveva semplicemente scattato. E' qui che secondo me risiede l'humus della provocazione di Fontcuberta. Vivian Maier artista e fotografa esiste ed è reale in quanto rappresentante perfetta del gesto dello scatto puro, anti-performativo, completamente slegato dalla logica del riconoscimento pubblico e della fama, perfino scevro di qualunque narcisismo visto che manco lei ci teneva a riguardare le sue foto... Maloof nella sua operazione, che sia in buona fede o no poco cambia, travisa del tutto questa sua volontà convertendo un'artista unica in un fenomeno comunicativo che non la rappresenta affatto. E' chiaro che tutti da una parte gliene siamo grati, ma bisogna riconoscere che c'è un paradosso alla base di tutto. Secondo me Fontcuberta intende questo: Vivian Maier, come fenomeno di massa e artista da esposizioni, recensioni, condivisioni, celebrazioni, è un fake. Non è lei, e non sappiamo se lei avrebbe mai voluto questo. Sappiamo solo che John Maloof l'ha voluto, costruendoci intorno un baraccone milionario totalmente slegato dalla purezza del lavoro intimo di questa donna eccezionale, l'ha praticamente inventata come Fontcuberta ha inventato Ximo Berenguer, senza per giunta doversi sbattere ad usare foto proprie. Il fatto che ne stiamo parlando qui, dimostra che il fotografo catalano ha raggiunto il suo scopo. Questi thread sono molto utili ed interessanti. Grazie della discussione. tommaso |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 9:13
Condivido questa osservazione ma personalmente a me di tutta questa bagarre su marketing moda fenomeno di massa ecc non mi è mai impotato. Mi interessano le foto e se vedo del talento vero non ho retropensieri di questo tipo |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 9:19
Questo è chiaro, ma è proprio il fatto che tu, io o Fontcuberta vediamo quelle bellissime foto che è un fake. |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 9:36
Non è un fake x me anzi è un miracolo che quelle foto sono state ritrovate e non distrutte. Xche se seguiamo il suo ragionamento anche gli scavi di Pompei o di Ercolano sono un fake. Ringraziamo invece il contadino che x caso cadde nella buca. Il successo e la fama mondiale derivati dalla scoperta sono una conseguenza non la causa |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 9:41
No é diverso. Non é la banale esposizione di in ritrovamento ma vi é un lavoro dietro. C'é un lavoro di selezione e accostamenti immagini per mostre e libri di fatto non basato sulla Mayer ma con lo scopo di essere apprezzato da un pubblico contemporaneo Stessa cosa per lo sviluppo fatto a posteriori con una precisa idea In pratica si é creato un fenomeno Mayer sicuramente partendo dai suoi scatti ma con la contraddizione intrinseca di creare una fotografa di un particolare contesto storico sfruttando tutto quello che già si sa del passato e cercando di fare apprezzare il tutto ai contemporanei |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 9:56
Che è esattamente quello che ha fatto Fontcuberta con Ximo Berenguer. Questo tipo è un genio del male |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 10:20
Concordo con le osservazioni di Matteo e Tommaso che hanno centrato il punto: Vivian Maier è reale sia come le foto sono reali, mentre il fenomeno "artista di fama internazionale che viene apprezzato e conosciuto dalla massa" è una mossa di mercato costruita sulla quale Fontcuberta, con la sua provocazione, vuole farci ragionare. Ahh quanto è interessante il pazzo mondo dell'immagine |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 10:46
“ No é diverso. Non é la banale esposizione di in ritrovamento ma vi é un lavoro dietro. C'é un lavoro di selezione e accostamenti immagini per mostre e libri di fatto non basato sulla Mayer ma con lo scopo di essere apprezzato da un pubblico contemporaneo „ Ma non è quello che fanno i fotografi che si rivolgono agli editor? |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 10:52
Be credo che nessuno vada dicendo ho fatto n-mila fotografie così come mi venivano in mente, ma non le ho nemmeno viste, non so cosa ci sia lì in mezzo, non so vedi tu se ci tiri fuori qualcosa che possa funzionare |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 10:54
Se tu avessi trovato quel materiale cosa avresti fatto? |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 10:58
Avrei provato a guadagnarci come ha fatto. Lo ha fatto bene, ha sfruttato bene la storia, questo non cambia le cose e non vedo cosa centri |
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inviato il 25 Novembre 2020 ore 11:11
“ questo non cambia le cose „ Non ho capito a quali cose ti riferisci. La Maier è esistita e le foto sono sue? ipotesi 1) Si. Chi sostiene che non sia esistita e sia stato costruita ad hoc è un calunniatore. ipotesi 2) No. Chi l'ha costruita è un falsario e deve andare nelle patrie galere. Ma se è esistita e lo foto sono sue, prima di dire che qualcuno ha sfruttato intanto lo ringrazio. Poi si può dire che Maloof ha sfruttato la Maier, come si può anche dire che Fontcuberta ha sfruttato la Maier... e mille altre elucubrazioni che possono suscitare la fascinazione in menti deboli. Chi sfrutta chi? Ripeto chi trovava il materiale cosa altro avrebbe dovuto fare? Io preferisco godere delle foto di lei, del resto mi interesso poco. Ad ogni modo a differenza di quanto appariva in prima istanza, con somma esultanza dei cacciatori di fake, mi sembra che questo video poco aggiunga alla vicenda. Alcuni erano ansiosi di dimostrare di aver ragione e magari in qualche blog qua e la devono ricredersi nuovamente, oppure dire ancora ma io non ci credo... |
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