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La fatica di fotografare


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avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2020 ore 4:58    

A me quella di Remember sembrava più che altro una battuta e mi sono fatto una risata.


Per fortuna si hanno ancora segnali tangibili per cui non sono ancora completamente perdute... le speranze riguardanti il genero umano. Sorriso



Remember non sò chi sei e non ho voglia di saperlo RICORDATI di RISPETTARE le PERSONE che NON CONOSCI
Spero solo che chi di dovere leggendo la tua risposta prenda PROVVEDIMENTI


Più che Massimo Biasco.... in questo caso appellerei l'utente con un più consono... massimo Fiasco. MrGreen

E chissà che a 'sto giro... non invochi l'intervento diretto della magistratura o della Digos.

avatarsupporter
inviato il 12 Novembre 2020 ore 6:05    

Bello però questo 3d, noi vediamo le foto degli altri ma non pensiamo ai km percorsi e alla "fatica" che è stata necessaria per farli. Io non fatico, o almeno non di più di quanto avrei faticato senza fare foto. Faccio la mia passeggiata e porto sempre la fotocamera con un solo obiettivo. Può darsi che non faccia nessuna foto, se non c'è nulla che mi colpisce, oppure capita di fare qualche foto o di farne molte. Finito il giro che dura un paio di ore, più o meno sempre lo stesso, torno a casa e comincio a vedere cosa ho combinato. Una sorta di routine insomma, vivere in una grande città indubbiamente aiuta, c'è sempre tanta gente e qualcosa prima o poi accade. Dall'inizio della pandemia la gente che gira è diminuita molto ma io, finchè sarà permesso, il mio giro lo faccio lo stesso.

user120016
avatar
inviato il 12 Novembre 2020 ore 6:21    

@Peppe Cancellieri,
Ti invidio molto (in senso buono) per la facilità con cui vedi i tuoi soggetti dove io avrei visto solo "gente che passa". Alla fine, penso che l'essenza sia tutta lì.
Piace anche a me uscire a fare due passi e tornare a casa con qualche scatto buono. Ma essendo un sociofobico, ho deciso di vivere in aperta pianura padana per cui il tenore delle immagini che porto a casa sono campi immersi nella nebbiolina del mattino, sagome di alberi che si stagliano nerissime contro il sole che tramonta, stradine di campagna e cose simili. Indubbiamente i tuoi scatti sono molto più imprevedibili ;-)
E comunque, possiamo parlare all'infinito di attrezzatura e tecniche ma ciò che conta in definitiva è l'occhio e la testa. E nel tuo caso, guardando la tua galleria, direi che sono il tuo "strumento" più potente ;-)

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2020 ore 7:02    

Infatti la differenza sta tutta nella testa. Ricordo un giro in cui un amico disse guardando una mia foto: sono passato per lo stesso posto, la stessa ora, ma non ho visto quello che hai visto tu. Ed è il bello della fotografia.

avatarsupporter
inviato il 12 Novembre 2020 ore 8:07    

@Domenico grazie

@centauro è così, almeno per un certo tipo di fotografia

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2020 ore 8:22    

Tutto sta a distinguere in cosa si manifesti la "fatica di fotografare".

Per quasi 5 anni fui (tra gli altri impegni d'ufficio) il fotografo di una casa d'aste, con l'incarico di realizzare le immagini per i cataloghi.

Divertente, senza dubbio. Fino a quando ti rendi conto che la regola è l'arrivo di decine di oggetti i più vari, 3 giorni prima della chiusura del catalogo. Solo il grafico, mi capiva. Mal comune, mezzo gaudio, direte. Ma alla fine di quegli anni, stavo per odiare la fotografia.
Dopo, divenuto "expert" nel mio settore specifico, credo di esser stato benvoluto dai fotografi, perché giammai avrei voluto che dei colleghi passassero quel che passai io.

Poi, visto che ho la tendenza a cacciarmi nei guai, pensai che fare il fotografo di missioni archeologiche, fosse più appagante.
Vabbè, almeno si stava molto all'aria aperta...

Ora, che sono nella curva della vita che volge al tramonto, posso dire che fu bella anche quella fatica. Perché appunto la fatica è la componente necessaria di ogni lavoro o di ogni hobby, se fatto bene.

Ed io ripenso al fatto che a 25 anni, magari mi lamentavo per la fatica di completare le foto di un catalogo, poi, ripensavo al fatto che mio papà, a 24-25 anni era nel deserto libico, al comando di una batteria anticarro, in mezzo al fuoco ed alla morte.

Dai va', che siamo fortunati!

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2020 ore 8:28    

Eh... avesse almeno avuto gli 88 Triste

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2020 ore 8:52    

Remember
Più che Massimo Biasco.... in questo caso appellerei l'utente con un più consono... massimo Fiasco. MrGreen

E chissà che a 'sto giro... non invochi l'intervento diretto della magistratura o della Digos.

Io ci metto la Faccia e il Nome
Purtroppo non vivo di Fotografia e di Rendita alla mia età Lavoro in Fabbrica tutta la settimana e gli unici giorni liberi sono il Sabato e la Domenica non vivo da solo e essendo Appassionato di Fotografia quando posso ( di Domenica) mi ritaglio una mezza giornata solo per me, in questi ultimi anni mi sono appassionato di Avifauna e nel mio territorio non ho Tante possibilità di fare scatti che vorrei mi devo spostare in auto per poter raggiungere i luoghi più interessanti dove si possono trovare soggetti interessati e ti posso assicurare che ci sono molti amici che incontro quando fotografo che per andare nelle Oasi Naturali che fanno più di 150km
Io mi sposto in lungo e in largo sia nella mia Regione che nelle Regioni attigue e mi sveglio alle 4 della mattina per poter raggiungere i luoghi da me prescelti e conosco a volte non faccio alcun scatto interessante ma quelle 4/5ore passate nella Natura riesco a rilassarmi e dimenticare tutti i problemi quotidiani, non è sempre una cosa semplice raggiungere i Luoghi perfetti e a volte mi faccio anche 3 /5 km passeggiando su e giù per trovare i Soggetti Giusti con lo zaino in spalle e macchina al collo per essere sempre pronto a scattare, il 70% dei miei scatti sono fatti in movimento al volo e sono quelli che amo di più, ho 60anni e più di qualche acciacco ma quando Fotografo non sento alcun dolore e molte volte neanche faccio spuntini e bevo acqua per la concentrazione di Fotografare
Spero se Dio vuole quando andrò in pensione di aver più tempo da dedicare alla fotografia perché per me è un Placebo che mi permette di Andare Avanti e Dimenticare tutti i Problemi che oggigiorno ci Affliggono
Massimo Biasco

avatarjunior
inviato il 12 Novembre 2020 ore 8:52    

Io ritengo, invece, la parte della "ricerca" la più divertente e stimolante... Poi ovvio che c'è una fatica fisica dietro, per realizzare la fotografia, una volta che ho trovato il soggetto...ma allo stesso modo sono appassionato di ciclismo e mi piace andare in bici e studiare nuovi percorsi ;-)

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2020 ore 9:09    

@centauro è così, almeno per un certo tipo di fotografia

Ovvio, per altri generi è opportuna preparazione e attrezzatura particolare. Però c'è da dire che ognuno ha la sua visione. Ci sono paesaggisti che "improvvisano" e ovviamente maturando cambiano approccio. Ma per un amatore non c'è da dimenticare che NON può essere una fatica e basta. Se lo è, conviene lasciar perdere o cambiare approccio. Il mio ad esempio è cambiato. Devo conciare esigenze familiari e lavorative e devo sfruttare le occasioni. Sempre più raramente mi posso destinare un momento per la fotografia e basta. Ecco il motivo per cui sono attento a tutto tondo a quello che permette quella che definisco una "fotografia sostenibile".

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2020 ore 9:36    

Per me il problema non si pone.

Vado in montagna per passione, arrampico, faccio ferrate, trekking ed escursioni.

Un paio di kg di attrezzatura non mi cambiano nulla.

Insomma, la fatica la faccio a prescindere dalla fotografia.

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2020 ore 13:21    

Per Paolo Mcmlx:

mio papà, in Africa, comandava proprio una batteria da 88...

avatarsupporter
inviato il 12 Novembre 2020 ore 15:16    

La noia tradisce schemi ripetitivi e fotografie poco creative. Se la nostra attività diventa faticosa e diventiamo pigri bisogna chiedersi perché e cercare risposte.
Arconudo docet. ;-)

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2020 ore 16:27    

Per Enzo C.

Ah ecco, ora capisco come ha fatto a tornare a casa tuo papà!
Perché sai com'è... a cercare di bucare i Matilda col 37 mm era un po' dura eh ;-)

avatarsenior
inviato il 12 Novembre 2020 ore 18:34    

O.T.:

i 37 ed i 47, li usavano soprattutto i bersaglieri. Noi avevamo anche gli ottimi 90, purtroppo in versione "autocannone".

Il 30 maggio '42, l'azione della sua batteria, distrusse una ventina di carri inglesi (Matilda e General Grant), al prezzo della perdita di tre pezzi su 4 e di gran parte del personale, ma respingendo definitivamente un attacco in forze del nemico.

Papà tornò a casa dopo quasi 5 anni di prigionia trascorsi in India, catturato il 3 luglio '42 alle porte della depressione di el-Qattara, investito dall' attacco neozelandese che distrusse l'Ariete.

Non ebbe il tempo di organizzare un efficace fuoco di controbatteria o tentare il ripiegamento, perché il suo c.te di gruppo fuggì con tutti gli automezzi e le munizioni, informando il c.do divisionale che la 13a btr. da 88 era perduta con tutto il personale. I miei nonni, di conseguenza, ricevettero la lettera del c.do di reggimento, che li informò che loro figlio, assieme ai suoi artiglieri, era " salito nel cielo degli eroi ". Il tempo, poi, ristabilì la verità dei fatti.

Fine O.T.

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