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inviato il 30 Agosto 2020 ore 16:03
Se dovessi pubblicare qualcosa è perchè in primis piace a me. Nel farlo, ho una qualche speranza che la foto piaccia anche agli altri. Ma non pubblicherei una foto che so piacere agli altri e non a me. |
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inviato il 30 Agosto 2020 ore 16:20
E questa foto é interessante per il pubblico con cui la condividi ? Concordo nel pubblicare solo qualcosa che ci soddisfi in ogni caso |
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inviato il 30 Agosto 2020 ore 16:35
Se non è interessante per il pubblico, questo passa velocemente oltre e nessuno ci rimette qualcosa. Se ricevo una critica costruttiva, bene: ci guadagno io qualcosa. Se ricevo un complimento bene: mi motiva. Se è una critica fine a se stessa, la ignoro. |
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inviato il 30 Agosto 2020 ore 17:13
“ E questa foto é interessante per il pubblico con cui la condividi ? „ Forse è questo il giusto interrogativo. Puoi scrivere il miglior brano di musica classica di sempre, ma se poi lo proponi all'ascoltatore medio di radio DEEJAY non otterrai molti consensi. |
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inviato il 30 Agosto 2020 ore 17:16
Hai centrato il punto della mia domanda Simone. Diciamo che con una foto diciamo qualcosa, che senso ha entrare in una stanza e dire ho visto un bel tramonto, ho fatto in bel giro a Venezia oppure a dare una notizia di cronaca senza chiedersi di cosa si sta parlando. La domanda che mi sono posto dopo é stata ma al di là del luogo dove pubblico certo scatti ha senso condividerli in un mondo già così affollato? |
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inviato il 30 Agosto 2020 ore 17:38
“ La domanda che mi sono posto dopo é stata ma al di là del luogo dove pubblico certo scatti ha senso condividerli in un mondo già così affollato? „ Perchè no? La mia preoccupazione dovrebbe essere: come alzare il mio livello (e quello delle altre persone)?. |
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inviato il 30 Agosto 2020 ore 18:27
Dovrebbe essere cosa sto comunicando? |
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inviato il 30 Agosto 2020 ore 18:41
Esiste un genere fotografico che si pone lo scopo di piacere e di riuscire a comunicare il suo messaggio in modo chiaro e diretto, ad un genere preciso di fruitori e questo genere è quello della fotografia commerciale, dietro alla quale vi e uno studio preciso di marketing volto a capire i gusti e il genere di pubblico a cui quell'immagine verrà indirizzata. Foto di questo tipo difficilmente non vengono apprezzate e comprese, perlomeno da coloro a cui sono indirizzate. La stessa cosa non può accadere per foto di altri generi soprattutto se di genere introspettivo o/e concettuale, per le quali i messaggio e l'apprezzamento possono arrivare ad alcuni (molti o pochi ) ma non a tutti. Per altri generi fotografici, come ad esempio nella foto di paesaggio, essendo il mondo ormai saturo, è normale che vengano apprezzate foto "wow" in cui la tecnica fa da padrona e l'immagine offre un' esperienza visiva diversa dal solito. A mio parere quindi non si può parlare generalizzando, perché ogni genere fotografico ha un suo pubblico e non si può piacere a tutti e se si vuole piacere ad un vasto pubblico, iniziamo con uno studio di marketing. |
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inviato il 30 Agosto 2020 ore 19:18
Sono d'accordo con Maila. È da qualche anno che sto su questo sito, le mie foto mediamente non vengono considerate, potrebbe anche essere perché mediamente fanno cagare . Però non conta per me quanti like ho preso ma chi me li ha dati. Se ho solo 3 like in una foto street ma a metterli sono Brièxit, Casciani e Arconudo ( per citare alcuni che apprezzo ) per me basta e avanza Io non fotografo per pubblicare, pubblico per capire o almeno sarebbe quella l'intenzione ma purtroppo sono rari interventi critici. Infatti sto pensando di togliere le gallerie e rimanere solo.per osservare. Credo che chi seriamente voglia presentare un proprio progetto fotografico dovrebbe rivolgersi ad altri lidi. |
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inviato il 30 Agosto 2020 ore 20:03
Bisogna stupire x emergere. Io vedo delle foto,non solo su questo forum, che negli anni della pellicola sarebbero andate di diritto nelle copertine delle riviste del settore. Viviamo nell'era dei social,del digitale,siamo diventati tutti fotografi e trovo "normale" che una bellissima immagine ha un periodo di "gloria" che va dai due ai tre giorni. Purtroppo |
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inviato il 21 Ottobre 2022 ore 1:32
Trovo interessante questo topic, di cui non mi ero accorto, per cui dico la mia, anche a distanza di molto tempo ( ma cos'è il tempo? )... Ho vissuto, negli anni, fasi altalenanti riguardo a un ipotetico 'pubblico' cui rivolgermi; anche nella scrittura poetica che ho praticato con discreto successo di critica, di pubblico e di editoria. Poi, quasi di colpo, non ho più scritto e ho 'scoperto' la Fotografia. Stesso problema. ( credo, per inciso, di avere una tecnica di scrittura molto di più sviluppata di quella fotografica, nella quale sono poco ferrato...) chiusa parentesi. Siamo persone relazionali: è essenziale accettarlo. Per cui è inevitabile attendersi con tutta onestà un riscontro a ciò che produciamo. Se siamo equilibrati, il riscontro deve essere schietto e gratuito, diversamente entriamo nella dinamica perversa della ricerca di consenso, dell'autoaffermazione, dell'appiattimento su ciò che 'funziona' e che fa scattare apprezzamento. Oggi come oggi decido di fare esattamente quello che mi interessa e che mi 'diverte' e di postare su un social come questo ciò in cui mi ritrovo, a livello di fotografia amatoriale. Cerco di tenere, con me stesso, una minima coerenza espressiva ed estetica. Ne esce quasi un diario fotografico che si organizza nel tempo. Certi temi o generi non mi interessano affatto. E riscontro che i miei temi o generi interessano a ben pochi. Un commento mi fa piacere, disonesto negarlo, ma, in defintiva, se faccio, con me stesso, il patto di fare fotografia come piace a me, me lo faccio bastare. E...chi se ne frega. Grazie. |
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inviato il 21 Ottobre 2022 ore 21:48
Mi ero dimenticata di questo 3d e ringrazio Paolo Longo per averlo riesumato perché ultimamente mi sono posta la stessa domanda di Matteo Groppi anche senza ricordarmene. E'da un po' che non pubblico foto ma non perché abbia smesso di fotografare ma perché ho trovato una motivazione che mi dà molta soddisfazione e uno scopo per farlo. Fotografo persone che conosco ( a volte devo un po' convincerle e promettere loro che le fotografie resteranno private) e poi faccio stampare la foto migliore e gliela regalo. Fino ad ora la stampa è sempre stata molto apprezzata e accolta con grande entusiasmo: le persone non sono più abituate a vedere le foto stampate e nemmeno a ricevere un piccolo pensiero gratuitamente. Questo per me è motivo di grande soddisfazione e un vero incentivo a continuare a fotografare. P.s.Sicuramente presto tornerò anche a pubblicare qualcosa su juza |
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inviato il 21 Ottobre 2022 ore 22:11
@Nessunonego anche se la leggo con due anni di ritardo bellissima analisi: '' avatarNessunego 11 Agosto 2020 ore 23:03 I difetti più grandi di qualsiasi comunicazione sono due: - assenza di contenuto - assenza di un interlocutore definito cui la comunicazione si rivolge. Bisogna avere qualcosa da dire e sapere a chi lo si vuole dire, perché da ciò deriva il come lo si esprimerà. La tragedia di molti che pubblicano sui social è che non hanno un interlocutore definito. Pubblicano e basta. E una comunicazione che va bene per tutti non va bene per nessuno, ossia si standardizza in canoni mediocri che rendono tutto quanto uguale. Invece bisogna avere un target di pubblico ben definito e questo già dal momento in cui si pianifica un progetto fotografico. A chi voglio dire cosa e, quindi, come è bene dirlo? Il negozio che vende di tutto, dal bullone alla pizza alla barca a vela ai finimenti per i cammelli, avrà sempre un successo e una qualità minore di un negozio che vende qualcosa di specifico ad un target specifico.'' |
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inviato il 22 Ottobre 2022 ore 1:52
@ Mirk.o, con riferimento a Nessunego: - assenza di contenuto: secondo me si tratta di un'affermazione un po' campata in aria, nel senso che 1) qualsiasi realtà ha un contenuto, per definizione 2) se, per contenuto, intendiamo il solito 'messaggio' ( sociale, sociopolitico, di costume, di denuncia/di rottura...) ci sono molti lavori fotografici nella storia della Fotografia che non hanno un contenuto, se non quello dell'immagine in sé e per sé, dove contenuto e forma coincidono -assenza di un interlocutore definito cui la comunicazione si rivolge. a meno che non si tratti di un lavoro commissionato o di un 'contest' a tema, o di un progetto ( talvolta anch'esso commissionato ) è davvero realistico pensare che qualsiasi grande opera letteraria, musicale, figurativa, abbia sempre tenuto conto di destinatari/interlocutori ben precisi cui rivolgersi? A chi si è rivolto Leopardi nel concepire l'Infinito? Ai suoi conterranei e contemporanei, all'umanità in generale? Avrà scritto ciò che lo ispirava, senza la mediocre aspettativa di un riscontro. A chi si rivolgeva Mozart nello scrivere un'infinità di brani senza dediche? A chi Joyce nello scrivere 'Ulisse'?,( infatti: quanti lo hanno letto davvero?? ) ecc.ecc. Una creazione così estemporanea come una foto buona, ma isolata da un progetto o da precisi destinatari, cessa di essere una buona foto? Voglio dire che, se anche è vero che in molti casi si cerca di tener conto di 'interlocutori definiti', ciò non può essere un assoluto. Si fotografa per cogliere ed esprimere una visione 'particolare' di una realtà; ma in molti casi si può non trovare riscontro, per varie ragioni: ciò che si comunica viene colto da pochissimi, non per la scarsa capacità di comunicare qualcosa da parte del fotografo e della foto, ma perché ciò che comunica o propone incontra il gusto di un pubblico molto ristretto, distratto, abituato a spettacolarità che una foto 'a mezza voce' non raggiunge. ( Ghirri, Guidi, Eggleston non sono i fotografi più popolari al mondo...). Nei social tutto questo è amplificato dalla fretta e dalla superficialità, oltre che dalle dinamiche interne, per cui spesso si guarda prima la firma del fotografo e soltanto dopo la foto proposta ( difficile negarlo, no? ). Altra cosa, e sono d'accordo, è il fotografo paragonato al 'bazar' che vende tutto e niente, il fotografo compulsivo, onnivoro, senza linea progettuale, che è, poi, lo stile. |
user12181
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inviato il 22 Ottobre 2022 ore 7:05
Per avere valore estetico il contenuto deve tendere ad essere non definito, infinito, e destinato al soggetto universale, trascendentale, così come dal soggetto trascendentale è prodotto ("trascendentale" in senso filosofico, concetto che conoscono in pochi, lo si confonde con "trascendente", peraltro anche quest'ultimo è un concetto che la maggior parte delle persone non conosce bene, però non lo si confonde con "trascendentale", dal momento che questo è invece totalmente ignorato). |
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