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inviato il 07 Agosto 2020 ore 11:58
Comunque sia ritornando alla domanda principale nella macro basta uno scatto singolo ben esposto con obiettivo macro appositamente creato per il genere, non capisco il motivo di fare centinaia di scatti allo stesso soggetto con questa tecnica, l,importante è che il fuoco cada sul punto giusto. |
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 12:01
“ Va sempre confrontato a tutto il resto: disboscamento, pesticidi, surriscaldamento globale. Quale vuoi che sia l'impatto di qualche singolo fotografo o persino turista? Sono sicuro che lo studio dirà che chi disturba la natura, la disturba (magari near 0) e magari riuscirà ad imporre qualche nuova regola o divieto. E non servirà assolutamente a nulla. Mi fido 1000 volte di più di 1000 fotografi naturalisti sregolati che di 1 sola fabbrichetta a 1km da un bosco. „ Si vede che non sei proprio pratico del genere e nn conosci l'ambiente "fotografi nnaturalisti", allora... Esistono centinaia d esempi di gravissimo impatto documentati, e decine che posso documentare personalmente... Ho perronalmene assistito all'abbandono di siti di nidificazione da parte di varie specie a causa del disturbo dovuto ai fotografi...L'abbandono di aree di passo...Il grave disturbo a cervi nelle arene con ovvie conseguenze... Per non parlare di ciò che succede nei parchi, come il foraggiamento di volpi e altri animali che diventando confidenti portano a tutta una serie di problematiche...O l'inseguimento a orsi marsicani... Il mio consiglio, e non è polemica, ma desiderio di vedere un miglioramento nella consapevolezza delle persone, è quello di documentarsi un pò di più... Il "near zero" di cui mi parli è già stato abbondantemente "smentito"... |
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 12:03
“ Comunque sia ritornando alla domanda principale nella macro basta uno scatto singolo ben esposto con obiettivo macro appositamente creato per il genere, non capisco il motivo di fare centinaia di scatti allo stesso soggetto con questa tecnica, l,importante è che il fuoco cada sul punto giusto. „ SU questo concordo in pieno |
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 12:48
Mah, dipende molto da quanto ti serve avere a fuoco tutto. Guardate gli scatti di Falena qui su Juza. Lui fa focus stacking zonale e stitching e i risultati sono eccezionali per quello che é lo scopo delle sue foto (tanto che stanno esposte in un museo dall'altra parte del mondo). Ovviamente in alcuni casi il fuoco selettivo funziona anche in macro, ma lo stacking é molte volte una necessitá ineluttabile. |
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 12:57
Dipende dallo stile, ovviamente.... Se mi piacere "descrivere" bene il soggetto il focus stacking è abbastanza necessario, non ci sono dubbi a mio avviso... Ma a me piace una macro un po' diversa, diciamo... |
user33434
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 13:11
Angus capisco il tuo ragionamento e ammiro molto la passione che metti nella tua ricerca in naturalistica, dovrebbero fare tutti così. Io sono fotograficamente lontano da tutto ciò e la prima volta che ho sentito parlare di questi comportamenti (prede vive, animali torturati ecc.) è stato su questo forum. Probabilmente sto per dire una cazzata ma se si iniziassero a documentare in fotografia queste oscenità non sarebbe utile ad iniziare a trasmettere un minimo di consapevolezza su questi temi? |
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 13:25
“ cioè, puoi effettuare , con una qualche illuminazione artificiale, 10/100 scatti senza che l'animale si muova minimamente ? la mia è una domanda sincera ? „ Non ho mai provato il focus stacking (anche se mi interesserebbe parecchio spingermi nella micro-fotografia, con RR di 2:1 e oltre). Quello che posso dirti è che ho foto macro (con RR di circa 1:1) con 20 o 30 secondi di esposizione e soggetto completamente immobile. In alcune situazioni è assolutamente possibile farlo. E in 30 secondi, tempo del mio scatto singolo, con una slitta micrometrica motorizzata, immagino sia possibile anche riuscire a fare qualche decina di scatti. |
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 13:28
“ Si vede che non sei proprio pratico del genere e nn conosci l'ambiente "fotografi nnaturalisti", allora... Esistono centinaia d esempi di gravissimo impatto documentati, e decine che posso documentare personalmente... [...] Il mio consiglio, e non è polemica, ma desiderio di vedere un miglioramento nella consapevolezza delle persone, è quello di documentarsi un pò di più... Il "near zero" di cui mi parli è già stato abbondantemente "smentito"... „ Purtroppo sono costretto a confermare. |
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 14:19
“ ma se si iniziassero a documentare in fotografia queste oscenità non sarebbe utile ad iniziare a trasmettere un minimo di consapevolezza su questi temi? „ Di solito le trasmetto alla forestale....Le foto degli ignoranti Sul tema divulgazione sfondi una pota direi spalancata... NOn a caso organizzo, in collaborazione con associazioni, serate divulgative tema lupo, conservazione, ecc ecc. con amici e stimati naturalisti e fotografi (Marco COlombo, Paolo Rossi, ecc ecc) |
user33434
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 14:28
Caro Angus allora spero che la tua buona battaglia abbia il giusto esito, così chi come me non sa fare questo genere di foto ma le apprezza possa godersele senza pensare che ci sia sotto qualche magagna. A volte comunque uno s×mento vale più di mille denunce |
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 14:32
“ Caro Angus allora spero che la tua buona battaglia abbia il giusto esito, così chi come me non sa fare questo genere di foto ma le apprezza possa godersele senza pensare che ci sia sotto qualche magagna. A volte comunque uno s×mento vale più di mille denunce ;-) „ Dipende... C'è un conosciuto fotografo" che ha ultmimamente collezionato una figura pessima. Ha trovato un pullo di allocco, e lo portava in gitro a fare il "modello" tra boschi e posatoi vari, raccontando storielle di chissà quale mirabolante impegno e fantastico incontro...Quando invece si trattava di un pullo caduto dal nido che fraudolentamente si è tenuto in casa e non ha portato a un CRAS (causandogli ovviamente enormi danni in futuro)... Beh, credimi che a parte alcuni virtuose eccezioni,la comunità non lo ha per nulla, emarginato...Anzi, è ancora li tranquillo a postare immagini sul web e pontificare... Piccolo acquerello dell'ambiente...Altro che non parlare di quel che c'è dietro ad uno scatto ad animali in natura... |
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 16:27
Tornando in tema e a proposito del focus stacking, che anch'io pratico spesso, direi che diventa un valido strumento quando l'aspetto fondamentale di ciò che vogliamo mostrare è documentale. Indubbiamente, lavorando in un museo, per me questo è diventato negli anni una sorta di "priorità interiore" che spesso mi accompagna anche al di fuori del lavoro (prima facevo l'insegnante, cosa che non aiuta a liberarsene ); ciò nonostante attraverso momenti in cui sento l'esigenza di cercare altri aspetti nella natura che vivo e osservo. Devo ammettere che tra le mie foto, anche macro, in cui vedo qualcosa di più, la maggior parte è non solo a scatto singolo, ma nemmeno orientata alla massima pdc. |
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inviato il 07 Agosto 2020 ore 17:12
Maurizio Trifilidis “ Vedo foto con focus stacking di oltre 100 scatti con insetti sempre perfettamente immobili; „ Con l'attrezzatura adeguata è possibile, io sono arrivato a 150 scatti su soggetto vivo sul campo, a mattina inoltrata. Comunque vengono immobili nel risultato finale perchè il programma che sviluppa lo stacking allinea le immagini. Sul campo ci si trova sempre ad affrontare movimenti del "posatoio" provocati dalla brezza/vento, o piccoli movimenti del soggetto, nonchè variazioni di luce provocate dallo spostarsi delle ombre e dal passaggio delle nuvole, quando il procedere dello stack è lento; questo vale anche per i fiori. Io di di solito dichiaro il numero degli scatti, ma non per ragioni etiche. |
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inviato il 26 Agosto 2020 ore 4:31
Girando nel sito mi sono imbattuto in questa interessante discussione .... www.juzaphoto.com/galleria.php?t=2074473&show=6&l=it e cioè una bella foto, naturalista, che, se ho ben compreso la storia, successivamente si è rilevata non come uno scatto spontaneo ma come il risultato di un "set fotografico" costruito in ambiente appenninico italiano con un insetto, da allevamento, tipico dello Sri Lanka (dando per scontato ovviamente la buona fede di chi è intervenuto nella discussione). Questo è un esempio di quanto possa avere ragione Angus in materia: si tratta di una bella foto, ma che certo non può essere spacciata per "naturalistica" e in qualche modo riporta al tema da me sollevato, che non riguarda l'HDR o il focus stacking in quanto tale, ma la costruzione di immagini tramite realizzazione di appositi set, in fase di scatto o in fase di post produzione con più scatti, che vengono presentate in modo diverso da come sono state realizzate e che mostrano pure una situazione diversa dalla realtà. Concordo che una bella foto è una bella foto a prescindere, anche se non arrivo ai livelli di cinismo manifestati da qualcuno sull'argomento, ma devo pur sapere se devo apprezzare la creatività e le tecniche, compresa la PP, del fotografo o la sua conoscenze di fauna e flora e l'applicazione paziente di tali conoscenza allo scatto. Questo certo non rileva per un concorso alla foto "più bella" ma certo rileva per un concorso alla foto "naturalista" (e infatti la foto in questione fu poi squalificata). |
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