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Hasselblad, questo è stile.


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avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2020 ore 17:19    

A 100 x no, ma ricordo quando avevo 20 anni che il mio proiettore per dia non era niente di che un zeiss icon con lente elicar, ma un mio amico aveva un leitz pradovit e lì era tutt'altro andare.

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2020 ore 18:53    

Avevo anch'io un Pradovit, un P 255 col 90/2,5 Supercolorplan, lo diedi via circa quindici anni addietro per acquistare il mio primo Kodak Ektapro... e ovviamente il 90 lo tenni per adattarlo al Kodak ;-)

avatarsenior
inviato il 14 Agosto 2020 ore 23:41    

Non diciamo eresie. E' la macchina per chi vuole imparare a fotografare e lo è sempre stata. Senza esposimetro, senza autofocus una 501 c o una 503 con l'80 mm, durante l'uso della pellicola rappresentava veramente una nave scuola, .... a parte il costo. Si perchè una 501 c non è mai costata anche in kit, quello che per noi oggi sarebbero 12.000 euro.

Ma anche adesso, e Paolo mi puo' capire, utilizzare un'hasselblad con pellicola velvia, fornisce qualcosa di eccezionale che non ha prezzo.
(ho visto ma non riesco a rintracciare il costruttore,delle cornici con vetro opalino e illuminazione a led in cui incornicaire delle dia 6x6 da mettere a muro, come piccoli quadretti. Una cosa stupenda e meglio di tante gigantografie stampate e appese al muro.)



Beh, non posso che farti notare che ha preso un granchio bello grosso.

Evidentemente ti è sfuggito che la mia frase da te quotata, è riferita unicamente alle fattezze e più propriamente al design-ciofeca del modello che appare in foto al primo post del presente therad. Sorriso

Perciò risulta vano in toto quel tuo post.

avatarsenior
inviato il 15 Agosto 2020 ore 0:50    

Io L adoro. Menomale. Ma è un progetto nuovo? Non ho seguito questa macchina

avatarsenior
inviato il 15 Agosto 2020 ore 1:27    

Da parte di Hasselblad si è pensato di " riscrivere " la SWA ( acronimo di Supreme Wide Angle ) del 1954, macchina fotografica che nel corso degli anni è stata ridisegnata e ritoccata ed uscita di produzione con il modello 905 SWC mi pare nel 2005 o 2006. Questa ha quasi lo stesso aspetto ma è digitale quindi la resa è differente confronto all'analogico quando potevi divertirti a comprare un rullino Kodak Vision3 500t e sperimentare di giorno con il filtro 85b montato... Altri tempi, ed altre foto. Ti serviva questa attrezzatura ed è, e rimane, molto divertente. Esposimetro e termocolorimetro Minolta più filtri che oggi funziona ancora benissimo grazie alle nuove batterie da 1,35 volt di nuova concezione. A mio parere la migliore resta la " vecchia "



avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2020 ore 5:37    

Peccato solo che i filtri CC in gelatina, oltre ad assorbimenti di luce davvero onerosi, imponevano anche una perdita di qualita a mio avviso abbastanza sostanziosa.
Insomma diciamo che al giorno d'oggi usando quel termocolorimetro accoppiato, asservito più che accoppiato, alla regolazione fine della Temperatura Colore direttamente in macchina, possiamo avere una flessibilità operativa, e una qualità finale che erano semplicemente impensabili ai tempi della pellicola!

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2020 ore 10:37    

Da parte di Hasselblad si è pensato di " riscrivere " la SWA ( acronimo di Supreme Wide Angle ) del 1954, macchina fotografica che nel corso degli anni è stata ridisegnata e ritoccata ed uscita di produzione con il modello 905 SWC...

Non direi che sia così. Questo è solo l'ultimo dorso digitale appositamente progettato (anche nel design) per il sistema V, ce ne sono stati molti altri modelli in precedenza; la novità consiste nel corpo macchina, che è così sottile per via del tiraggio degli obiettivi serie X che consente di montare. In questa maniera danno la possibilità a chi usava grandangoli sul sistema V, che a causa del fattore di crop non sarebbero più grandangoli, di ovviare montandoci i grandangoli del sistema X appositamente studiati per un sensore più piccolo. Allo stesso tempo questa "trovata" potrebbe, nelle intenzioni, favorire/avviare la transizione definitiva verso il sistema X.
Quindi il tutto è molto differente dalla SWC che nasceva con obiettivo fisso, questo è principalmente un dorso per la serie V (serie 500, 2000, 200) per continuare a usare quei corpi macchina e obiettivi; solo che in più dà la possibilità a chi necessita anche di grandangoli, di usare quelli della serie X. Che poi abbiamo anche cavalcato l'idea di un design che ricordasse la SWC siamo d'accordo, ma è soprattutto una scelta tecnica, non potevano fare diversamente per consentire di montare gli obiettivi della serie X, per via del tiraggio ridotto.

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2020 ore 13:57    

Ovvio che con i filtri e usando una pellicola Kodak vision 3 500T formato 120 le foto le faccio al lago di Garda in pieno Agosto o al mare alle 2 del pomeriggio dove la luce è e deve essere molto abbagliante e fastidiosa per intensità. Riprodurre in uno studio tutta quella luce è molto dispendioso e le temperature poi sfiorano i 40 gradi. Poi va detto che la perdità di dettaglio io la vedo più come una perdita totale di fuoco, leggera ma visibile, un'altro dei problemi che portano i filtri. Se non erro un filto 85b di tre millimetri di spessose già sposta il fuoco che avevi registrato prima di montarlo. Al momento non faccio grandi foto a pellicola, ma ci sto arrivando e appena riesco ad ottenere quello che ho in testa poi le posto.

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2020 ore 14:55    

L'unica solo vera HASSY resta la 500 !

Sorriso

Li si che serve manico anche per mettere a fuoco...

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2020 ore 14:59    

Cool

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2020 ore 16:41    

A conti fatti, con i negativi ovviamente, non conviene usare i filtri CC in fase di ripresa ma adottare piuttosto la filtratura in fase di stampa.
Con le diapositive invece è un disastro e anche l'uso di pellicole al Tungsteno non garantisce mai la perfetta aderenza con la temperatura cromatica della scena.
E se è vero che per le riprese in studio la luce emessa dalle lampade assicura l'esatta temperatura colore è altresì vero che tale rispondenza la garantisce solo una lampada nuova al primo uso perché già dopo un'ora di funzionamento, anche non continuato, essa varia la propria temperatura seppure, fortunatamente, non nell'ordine di migliaia di °K.

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2020 ore 16:54    

Caro Paolo,

Tu che sei un pellicolaro come me (ma io solo in piccola parte, perchè sono principalmente diventato un digitaro), sai bene che un tempo il problema dei K° era molto serio.

Per questo c'erano un tempo pellicole con diverse scelte di temperatura di colore.

Ci sono comunque, anche oggi, i filtri a gelatina (o meno) che consentono di risolvere il problema, utilizzati con un termocolorimetro (se ne trovano di usati non dell'ultima generazione, ma già a 3-4 colori per 250 Euro), consentono sempre la giusta gradazione.

Solo dopo che hai fatto tutto quell'ambaradan ti chiedi (almeno me lo chiedo io) chi te lo fa fare?

Con il digitale questi problemi non esistono, specie scattando in raw.

E' il progresso ...

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2020 ore 22:05    

Certamente Tony.
Io infatti affermo sempre, perchè ne sono profondamente e seriamente convinto, che se con la fotografia ci dovessi campare sarei da tempo passato al digitale visti gli indubbi vantaggi che offre, senza contare che in molti campi, e questo ne è una dimostrazione tangibile, è superiore alla pellicola.
In altri campi, quello mio per esempio, la tecnologia chimica deve ancora pedalare ma dove i vantaggi li dimostra sarebbe da stupidi non riconoscerli ;-)

avatarsenior
inviato il 16 Agosto 2020 ore 22:25    

Bravo Paolo,

apprezzo molto questo approccio al problema, che poi è esattamente il mio.

Se ne hai voglia e tempo leggiti tutto questo 3D che io definisco "negazionista", in relazione a LEICA:

www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=3683602


Non ho capito questo passaggio però.

"n altri campi, quello mio per esempio, la tecnologia chimica deve ancora pedalare ma dove i vantaggi li dimostra sarebbe da stupidi non riconoscerli"

Forse Ti riferisci alla tecnologia digitale ed alle foto paesaggistiche e macro in DIA (di cui so che sei maestro)?

Spiegami, per cortesia, con la grazia che ci accomuna.

avatarsenior
inviato il 17 Agosto 2020 ore 11:47    

Si Tony, hai centrato perfettamente il punto che poi in fondo è semplicissimo: io fruisco di una immagine fotografica per il tramite della proiezione, che per quella che è la mia esperienza è l'unico sistema di fruizione di una fotografia che è davvero in grado di restituirmi, in modo particolare poi con la tecnica della retro-proiezione, la purezza della Luce così come io (questa è chiaramente una personalizzazione) l'ho immortalata e, ancor più, nelle dimensioni che mi abbisognano.

In una parola: una stampa di grandi dimensioni è certamente spettacolare, una proiezione 100X (100X ovviamente non è un ingrandimento scelto a caso) ferma il tempo e ti riporta lì dove quella fotografia l'hai ripresa nel momento preciso in cui l'hai immortalata... e la retroproiezione di un controluce poi non si può descrivere, è una cosa che bisogna vedere ;-)

Ovviamente amico mio ci sarebbero da analizzare, oltre alla proiezione, anche e soprattutto le stampe, sia B&W che colore chiramente, per stabilire con precisione le reali competenze e potenzialità dell'uno come dell'altro sistema di ripresa non tanto per stabilire se, e di quanto, il digitale sia superiore al chimico ma piuttosto per accertare QUANDO questo sorpasso sia avvenuto, se cioè sia da considerarsi una cosa tutto sommato recente, come credo io, o se davvero era già un fatto assodato due decenni addietro come la vulgata comune recita... ma questo è un discorso altro e diverso che francamente non riguarda questo nostro schietto, ma per molti versi alato, confronto nel merito Sorriso

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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