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Un inquietante riassunto legge-fotografia.


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avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 17:56    

Chiaro che tali norme andrebbero riviste da referendum popolari,
Ma per carità!!!

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 18:43    

Ogni tre anni poi, facciamo addirittura quattro come le Olimpiadi e i mondiali di calcio. Se possibile preferirei gli anni pari.

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 19:25    

Ma per carità!!!
lasciamolo allora fare a governi formati dalla volontà di un singolo, come sta avvenendo da oltre 20 anni.

user155906
avatar
inviato il 29 Luglio 2020 ore 19:36    

Ed un altro minus finisce negli ignore, voilà

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 19:50    

Bergat, mi sa che la tua conoscenza della Costituzione è suscettibile di miglioramenti. Sei in maggioranza. Quasi nessuno conosce le prerogative e i doveri del Presidente della Repubblica. Pochissimi sanno come si arriva alla formazione del Governo. Addirittura c'è chi crede, a volte non per colpa sua, di votare per il Governo stesso, mentre in realtà vota per il rinnovo delle Camere. C'è scritto anche sulle schede elettorali, basta leggere. Sembra una differenza da poco, ma le conseguenze sono di enorme portata. Basterebbe conoscere un po' meglio le regole per evitare di cadere in errore o, peggio, essere presi per i fondelli.

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 19:56    

Questo non toglie che la giustizia italiana abbia bisogno urgente di una riforma che ripristini la certezza della pena, tempi ragionevoli per i processi e la possibilità di avere una difesa adeguata per tutti.
In questi due post ho espresso il mio pensiero evitando il più possibile di farne una questione di parte, spero di non aver violato nessuna regola.

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 20:49    

"Se vuoi scattare delle fotografie in un luogo pubblico o aperto al pubblico ed è inevitabile riprendere nell'obiettivo delle persone, affinché queste non si sentano infastidite dal tuo comportamento, è preferibile che tu richieda il loro consenso. Nel caso in cui procedi con gli scatti, senza farlo presente, ove le stesse persone fotografate, o altre persone presenti sul luogo, dovessero infastidirsi per il tuo comportamento, potresti rischiare di essere sanzionato per il reato di molestie o disturbo alle persone. Immagina di scattare delle foto durante una passeggiata in un posto che visiti per la prima volta, ma, a causa della folla lungo le strade, non riesci a focalizzare l'obiettivo soltanto sul monumento che vuoi immortalare. Scatti le tue foto e queste ritraggono il volto di persone presenti sul posto. Una di queste si rende conto di essere entrata nel tuo scatto e, infastidita dal fatto di non poter osservare in tranquillità il monumento, ti si avvicina per chiederti di smettere di fotografarla e di eliminare le foto. Ti opponi e sostieni di non essere in torto, con la convinzione che scattare fotografie in un luogo pubblico non sia illecito e non vìoli la privacy di alcuno. Tuttavia, subisci un'azione giudiziaria per il reato di molestie e disturbo alle persone".
Qui si parla di SCATTARE foto, non di pubblicarle.
Qui si tratta di capire che, siccome sei in un luogo pubblico e in un luogo pubblico é consentito fotografare, ai presenti in tale luogo pubblico NON É DATO DIRITTO di infastidirsi se qualcuno fotografa e loro finiscono per caso nel suo scatto. É come infastidirti perché qualcuno ti cammina vicino o senti il puzzo delle sue ascelle in una piazza gremita di gente. Se ti dá fastidio te ne resti a casa tua o in altro luogo privato.
Il principio di giustizia é che in un luogo pubblico i diritti dei presenti si equivalgono. Immaginiamo lo scenario opposto: siccome fotografare in un luogo pubblico un monumento é consentito, il fotografo potrebbe denunciare per molestie o disturbo alle persone i presenti che gli impediscono, con la propria invadente presenza, di fotografare tranquillamente il monumento, inserendosi nei suoi scatti fotografici più che legittimi e così rovinandogli l'attività fotografica. Osservare con tranquillità un monumento o fotografare con tranquillità un monumento sono due diritti equivalenti in un luogo pubblico e, quindi, nessuno dei due può essere sanzionato a discapito dell'altro.
Mi piacerebbe un parere di chi qui si occupi di materia legale su questo (Fabio 1951,cosa ne pensi?).

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 21:08    

La mia sensazione é che ultimamente si stia dando legittimazione giuridica alle percezioni distorte di menti non equilibrate, seguendo un principio distorto in base al quale ogni soggettiva percezione sia legittima.
Invece non é cosí: non é che perché qualcosa infastidisce o preoccupa o turba alcuni, fossero anche una maggioranza delle persone, essi siano da tutelare a prescindere. Perché la conseguenza di tale principio é che in un mondo popolato in maggioranza da pazzi, leggi altrettanto folli tutelerebbero le aspettative e percezioni di tali pazzi, a discapito di chi non soffre di problemi psichici.
Immaginiamo uno Stato popolato in maggioranza da persone con una disturbo maniacale/ossessivo di igiene: risponderebbe a principio di giustizia in tale Stato obbligare per legge tutti quanti a disinfettarsi con alcool in continuazione, a cambiare vestiti ogni ora e a radersi a zero i capelli e i peli del corpo in modo che la maggior parte della popolazione possa vivere assecondando il proprio disturbo ossessivo/maniacale di igiene?

avatarjunior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 21:09    

30 anni fa se nella foto il volto delle persone era riconoscibile non potevi pubblicarle se non dopo aver ricevuto in forma scritta e firmata il consenso dell'interessato.....30 anni fa....e di privacy si parlava poco e niente.....si parla di volto, si parla di riconoscibile, si parla di "pubblicare". Se fotografo il duomo di Orvieto a 24 o 16mm le persone chje appaiono piccole ai piedi del duomo difficilmente si riconoscono....se invece pedino una ragazza a sua insaputa e poi la fotografo a sua insaputa e poi pubblico la foto e poi si commenta se e' truccata troppo o poco e si esprimono addirittura giudizi, come accade qui su juza oltre a cadermi le palle per terra, otre ad essere mediocri gretti e ingoranti tutti i partecipanti, dal chi ha scattato a chi va a commentare, e' cosa ben diversa da quella che dici tu....

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 21:12    

Infatti io nel mio post non parlo di questo, sebbene molti interventi siano fuori tema.
Io parlo di quello che ho riportato tra virgolette sopra il tuo intervento e quello che ho riportato tra virgolette mi sembra decisamente spropositato.

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 21:24    

Immaginiamo lo scenario opposto: siccome fotografare in un luogo pubblico un monumento é consentito, il fotografo potrebbe denunciare per molestie o disturbo alle persone i presenti che gli impediscono, con la propria invadente presenza, di fotografare tranquillamente il monumento, inserendosi nei suoi scatti fotografici più che legittimi e così rovinandogli l'attività fotografica.

Quanto mi capita mi preparo a scattare, poi appena il monumento è "libero" scatto al volo. Se qualcuno si intromette ripeto. Ai tempi della pellicola era molto peggio, perchè avevo un danno economico che mi faceva girare le scatole.
Opposto per opposto l'idea di essere fotografato in atteggiamenti tali da mettermi in ridicolo, per poi essere sbeffeggiato pubblicamente, non mi renderebbe molto felice. Se poi qualcuno dovesse seguire e fotografare insistentemente mia moglie o mia figlia mi sa che perderei la pazienza.
se invece pedino una ragazza a sua insaputa e poi la fotografo a sua insaputa e poi pubblico la foto e poi si commenta se e' truccata troppo o poco e si esprimono addirittura giudizi, come accade qui su juza oltre a cadermi le palle per terra, otre ad essere mediocri gretti e ingoranti tutti i partecipanti

Nel momento in cui posti una foto te ne prendi la responsabilità, come se la prende chi commenta. Chi osserva e legge può tirare le proprie conclusioni su fotografi e commentatori.


avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 22:15    

Cosa succede quando nessuno rispetta una regola?
La regola vale o è inapplicabile?
E se nessuno rispetta la regola e nessuno viene mai sanzionato, nel momento in cui UNO viene sanzionato, giustizia è stata fatta, o è stata compiuta una ingiustizia?

Non sono un esperto di diritto, ne' tutti i cittadini devono esserlo. In linea di massima dovrebbe essere sufficiente il buon senso per destreggiarsi nella vita quotidiana.

L'azione penale è obbligatoria, la cosa mi fa sorridere.

In giorni di distanziamento sociale provo a far valere il mio diritto alla distanza in spiaggia.
Il bagnino dice che non può fare niente, quello che conta le persone che entrano ed escono dalla spiaggia non ne vuole neanche sentire parlare, la polizia suggerisce di rivolgersi ai vigili urbani, che interpellati telefonicamente mi chiedono se ci stiamo menando. Avendo risposto di no, mi informano che allora non possono intervenire.

Per fortuna io fotografo paesaggi...

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 22:30    

Se la legge è uguale per tutti le stesse regole dovrebbero valere anche per servizi pubblici.
La mia foto della piazza del Duomo di Milano alle dieci di mattina della domenica la vedo io e forse altre 10 persone, quella del fotografo accreditato che scatta in parte a me è vende ad un quotidiano o una rivista la possono vedere in centinaia di migliaia.
Se li ci sta uno che mi può far causa perché l'ho fotografato mentre cornifica la moglie, non vedo perché il mio omologo ma accreditato può farlo e passarla liscia.
Sarà mica diventata una casta anche quella dei fotografi professionisti?
Il mio pensiero? Troppi avvocatuncoli da far lavorare e troppi soldi pubblici sprecati da far rientrare in qualche modo.

avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 22:41    

Mi piacerebbe un parere di chi qui si occupi di materia legale su questo (Fabio 1951,cosa ne pensi?).

@nessunonego
Come è già stato osservato l'articolo da cui hai riportato il virgolettato non centra bene il problema. Se si scattano fotografie in un luogo pubblico e riprendi delle persone potrebbero sorgere dei problemi di carattere civilistico in caso di pubblicazione senza previo consenso. Quanto al penale, invece, prima di giungere a conclusioni affrettate va compresa la ragion d'essere, la ratio, del reato di cui all'art. 660 c.p., intitolato “molestia o disturbo alle persone”, che così recita: “Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo , reca a taluno molestia o disturbo è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda fino a € 516”. Da parecchi anni la giurisprudenza ha chiarito quanto alla condotta che integra il reato che: “non è sufficiente che essa sia di per sé molesta o arrechi disturbo, ma è altresì necessario che sia accompagnata da petulanza o altro biasimevole motivo; condizione, questa, attinente all'elemento oggettivo del reato, più che al dolo specifico” (Cass. Pen., Sez. I, sentenza del 25/10/1994, n. 12230).
Ciò significa che l'agente (nel nostro caso il fotografo che riprende persone presenti sul luogo pubblico) deve oggettivamente porre in essere una condotta connotata da petulanza o da qualche altro "biasimevole motivo"; e che da questa condotta sia derivata una concreta molestia o un disturbo. Nel caso che ha dato origine a questa discussione un uomo ha pedinato una donna fin dentro un supermarket e ha continuato imperterrito a riprenderla dusrant ei suoi spostamenti nei reparti. Mi pare che la cosa sia ben diversa e che difficilmente si possa configurare nella condotta di chi fotografa un monumento in strada e riprende persone sedute alla sua base un motivo oggettivamente biasimevole o un'attività petulante. Tanto più che più di recente la giurisprudenza ha cambiato orientamento, includendo la petulanza e/o il biasimevole motivo quali elementi costitutivi del dolo dell'agente: la petulanza o l'altro biasimevole motivo ricadrebbero nella connotazione dell'elemento psicologico tanto da imporre al giudicante la verifica del dolo […] , consistente nella volontà di interferire in modo inopportuno - per ragioni che vanno apprezzate e qualificate attraverso un giudizio di valore - nell'altrui sfera di libertà” (Cass. Pen., Sez. I, sentenza del 14/10/2015, n. 5759).
Non sto a dilungarmi sulle conseguenze processuali delle due tesi, del 2015 e del 1994 perché di nessun interesse in questa discussione (in sintesi cambia la formula assolutoria), ma quel che conta è chiarire che per arrivare ad integrare in reato in discussione ci vuole qualcosa di più grave che l'essersi limitati a fare riprese al monumento posto nel centro della piazza e circondato da persone.



avatarsenior
inviato il 29 Luglio 2020 ore 22:48    

Qui si parla di SCATTARE foto, non di pubblicarle.
Qui si tratta di capire che, siccome sei in un luogo pubblico e in un luogo pubblico é consentito fotografare, ai presenti in tale luogo pubblico NON É DATO DIRITTO di infastidirsi se qualcuno fotografa e loro finiscono per caso nel suo scatto.


Come spiegava Fabio qualche pagina prima le sentenze della Cassazione si riferiscono a due casi limite assimilabili a stalking o comunque a situazioni in cui "obiettivamente" il fotografo riprende il soggetto in modo ossessivo/morboso e in cui lil comportamento "fuori legge" si evince più dalla totalità e insistenza degli scatti nel loro insieme che da uno scatto singolo compiuto senza liberatoria in carta bollata (altra parentesi: se il consenso può essere anche gestuale mi spiega la Coppola come posso dimostrarlo in tribunale?)....
Che poi questo si possa estendere automaticamente a una persona che entra involontariamente in un tuo scatto alla torre Eiffel e ti quereli perché nelle sue credenze religiose le stai rubando l'anima e l'hai fatta entrare in stato di depressione cronica... sebbene l'articolo lo lasci intendere mi sembra un po' esagerato. Se non altro perché il soggetto che si ritenga ingiustamente ritratto dovrebbe aver diritto (!?!?!) senza alcun comprovato motivo di poter visionare tutte le memorie di tutti i cellulari nel raggio di 100 metri. Lo vedo improbabile sia legalmente che per fattibilità vera e propria.

Poi ok sulla pubblicazione tutto un altro paio di maniche su cui si è già ampiamente discusso...

Edit: Ecco mi sono incrociato con Fabio che ha risposto in maniera chiara e puntuale come suo solito Sorriso


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