|
|
inviato il 30 Dicembre 2019 ore 21:43
Io sono il primo critico di me stesso quindi non mi turba più di tanto la critica degli altri. Sono coraggioso come vuole la frase oggetto del primo post. Mi fa sorridere invece quando delle mie foto che reputo brutte piacciono molto di più di quelle che per me sono migliori. La massa è un animale pazzo e totalmente inaffidabile, quindi inutile prendersela troppo. Ecco perché la fotografia è principalmente un divertimento per noi stessi. L'unica cosa che invidio agli ''artisti'' è quando vedo foto o altre opere di m..... osannate come capolavori che gli portano pure un guadagno oltre la fama |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 0:38
Claudio oppure prendi un bel 50 art e pulisci la lente frontale con la carta vetrata da modellista |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 7:52
Recentemente ho letto un libro di Francesco Bonami dove, parlando della fotografia in Italia, afferma che la tecnica come l'artigianato è una fissazione che ha bloccato lo sviluppo della nostra modernità e che le nuove generazioni devono liberasi dalla fotografia-scalpello o pellicola-marmo interessata più a mettere a fuoco la tradizione che il proprio ombelico. In parte credo abbia ragione e è indubbio che in altre nazioni come la Germania o gli stati nord europei ci siano molti più autori che fanno un certo tipo di fotografia. Credo che a volte si guardi molto il tecnicismo senza porsi alcuna domanda sul messaggio ad esso legato, per esempio vedo spesso nominare Gursky, ma praticamente mai si discute del motivo perché fa riprese quasi sempre da un punto di vista elevato o cosa lo ha spinto a lavorare in un certo modo, si pubblica semplicemente la foto che è stata venduta per una pacco di dollari e che di certo non è uno dei suoi lavori migliori |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 7:58
Detto questo basta guardarsi intorno per vedere mille interpretazioni della fotografia, sarah moon è un esempio, Todd Hido, Daido Moriyama con i suoi bn molto forti o le sue foto a colori che tendono al rosa Sono solo alcuni esempi, ma basta guardarsi intorno per trovarne tantissimi che scelgono un modo di fotografare perché si adatta bene a quello che mostrano, non sono scelte vuote, ma stili ben precisi che rendono il loro racconto più incisivo |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 8:02
La prospettiva é triplice: - una marea di fotografanti che cercano solo di suscitare nel pubblico un'emozione fugace (effetto wow), ma priva di significato e che di regole compositive, di fuoco e di nitidezza se ne fregano completamente anche perché ne ignorano le basi e non potrebbero fare altrimenti (spesso fanno foto con lo smartphone o con quel che gli capita sottomano) - un piccolo gruppo di fotografanti ossessivi che fanno pixel-peeping al 300% su schermi da 32 pollici su foto scattate con ottiche rigorosamente selezionate sulla base delle curve MTF e con sensori di ultima generazione e che pensano di essere tanti perché si incontrano in un migliaio su un forum - i fotografi, che cercano di esprimere un messaggio attraverso il mezzo fotografico, con un canone espressivo che ha (come ogni canone espressivo) delle regole, che possono essere rispettate o meno, ma sempre con consapevolezza e con un fine relativo al messaggio. Per essi nitidezza, sfocato, composizione non hanno un metro assoluto, ma solo relativo al messaggio da trasmettere e al supporto con cui sarà trasmesso attraverso la loro fotografia (che può variare da stampe 10x15 a proiezione su schermo 3mx5m a cartelloni che coprono facciate di palazzi). La frase riportata nel thread fa un mischione di tutto. |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 8:48
“ A me piacerebbe capire che cosa significhi questo rompere le regole, soprattutto nel campo della composizione. Qualcuno può indicare una foto ben riuscita che rompe le regole e commentarla? „
 la foto è storta, molto contrastata con zone praticamente nere, una forte grana però funziona, ovviamente va vista nell'ambito della produzione di Moriyama , ma il volto non mostrato con il corpo in luce per me crea un bellissimo effetto, mette in evidenza l'erotismo di questa ragazza senza darne una specifica identità, si inserisce bene nel suo modo di documentare la città "attraversandola" e legandosi a queste persone che incontra e che rappresentano il sottobosco cittadino Trovo che la presenza della sigaretta dia una marcia in più. Comunque esce dalle regole canoniche |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 9:20
Bella Matteo, grazie dalla condivisione. |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 9:24
un intervento molto interessante con spunti da far propri. |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 10:36
“Il mio interesse primario è quello di raccontare la strada e la società che la anima e rende viva. Narrare la realtà. Questo racconto però è mio: non è la telecamera del telegiornale che registra ciò che accade là fuori, ma Daido che ti racconta la strada che percorre”. - Daido Moriyama. L'esperienza fotografica di Daido Moriyama è un percorso senza fine del tutto intimo e personale che lui cerca di condividere con il fruitore delle sue fotografie. L'immagine postata da Matteo Groppi ci rappresenta una idea di eros etereo, armonico e onirico che invita ad immaginare, non disvelando l'intera figura e soprattutto il volto. Questi corpi femminili che sbucano da una tokio brulicante e caotica potrebbero essere la restituzione della ben nota affermazione di Dostoevskij che “la bellezza salverà il mondo”, diametralmente opposti alle visioni di Nobuyoshi Araki fortemente sessuali, perché nella visione di Moyiama non è importante la fisicità dell'essere femminile ma piuttosto gli effetti sensoriali che possono offrire attraverso una lirica lettura dell'eros una via salvifica agli orrori, all'angoscia ed all'alienazione delle moderne metropoli. Rompere le regole quindi è saper utilizzare i meccanismi della percezione visiva per raccontare se stessi in maniera originale, magari con una compatta come la ricoh GR (macchina che usa Daido) con buona pace dei fissati della nitidezza estrema e delle megaattrezzature. “The crushing force of time is before my eyes, and I myself try to keep pressing the shutter release of the camera. In this inevitable race between the two of us, I feel I am going to be burnt up.” – Daido Moriyama. |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 10:44
“ Comunque esce dalle regole canoniche „ Apprezzo questa definizione, perché con quel "canoniche" mi pare sottintenda che regola vuol dire (in fotografia) nulla più che convenzione accettata in modo relativamente ampio. In altro senso, l'immagine proposta qualche principio lo usa: conferma per esempio che il contrasto accentuato è funzionale a una certa drammaticità. Mi ripeterò, ma l'unica cosa che conta è sapere quello che fai e avere qualche idea in merito. Poi non è "rispettando" o viceversa "infrangendo" presunte regole che farai buona fotografia Anche perché quello di "buona fotografia" credo sia un concetto culturale più che tecnico. |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 10:54
“ Anche perché quello di "buona fotografia" credo sia un concetto culturale più che tecnico. „ concordo, spesso si confonde il mezzo con il fine e il "buono" diventa una questione tecnica, a me la tecnica interessa per arrivare a quello che voglio fare, ma molte cose le ignoro. Mi è capitato che mi chiedessero quale era il miglior valore di ISO da settare per avere i risultati ottimali con la sony aIII ... la posseggo, la uso, ma non avevo idea di cosa rispondere |
user68000
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 10:56
“ Claudio oppure prendi un bel 50 art e pulisci la lente frontale con la carta vetrata da modellista „ ottima idea Canopo, ma non otterresti mai la versatilità di un 12-14 mm e il bokeh di un F/1024 P.S: non sono ancora riuscito a provare la EM-1 a teatro, ma ho ben presenti i tuoi suggerimenti per la EM-5 in più, adesso ho anche un OB luminoso |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 11:01
“ concordo, spesso si confonde il mezzo con il fine e il "buono" diventa una questione tecnica, a me la tecnica interessa per arrivare a quello che voglio fare, ma molte cose le ignoro. „ Già: sempre più spesso, leggendo qui nel forum (detto solo come esempio), il concetto viene associato a determinati valori. Non è infrequente vedere foto fondamentalmente insignificanti, senza alcun quid che le possa nobilitare, definite "belle" perché ineccepibili per fuoco o per nitidezza. E non parlo della gratificazione agli amici... Mai successo nulla del genere, frequentando ambienti in cui c'è qualche vivacità rispetto ad arte e cultura. Per inciso, associare l'idea di bello a quella di "nitido" o comunque realizzato secondo una certa idea di "precisione" lo trovo del tutto assurdo. E un po' triste. |
|
|
inviato il 31 Dicembre 2019 ore 11:03
Il concetto di "ben eseguito" sotto tutti i punti di vista: luci, inquadratura, nitidezza, ecc. non ha nulla a che fare con i concetti: interessante, espressivo, originale, comunicativo, ecc |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 257000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |