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bianco e nero moderno ? [2^ discussione]


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user177356
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inviato il 05 Novembre 2019 ore 13:34    

Secondo me quello che è cambiato rispetto alla foto su pellicola, è che oggi il fotografo amatoriale non solo ha un controllo maggiore sulla postproduzione, ma può tenere conto di quest'ultima sin dal momento dello scatto.

Mio zio negli anni '60 fotografava in bianco e nero (con due splendide Hasselblad), sviluppava e stampava in proprio. Oggi posso avere un controllo sull'immagine molto superiore al suo, il che è un'arma a doppio taglio, ovviamente.

La maggior parte dei miei scatti, comunque, tiene già conto di quanto potrò fare in postproduzione. Esattamente come mio zio aveva già un'idea chiara di come avrebbe sviluppato e stampato

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 13:41    

Esatto. Un'arma a doppio taglio. Un mio amico fotografo diceva "la miglior pp è quella che non si vede". La pp eccessiva può peggiorare uno scatto. Chi ha visto dal vero stampe analogiche da medio formato, ha ben presente di cosa parlo. Intendo fotografia di ritratto. Se poi parliamo di scene con architettura protagonista, ci stanno contrasti tirati. È uno stile, io ammiro molto la fotografia di Croppi ad esempio. Che si sarebbe potuta fare tranquillamente in camera oscura, carta multigrade, prima contrasto a 5 bruciando i neri, poi altra esposizione contrasto 1 o 2 per curare i dettagli nelle alte luci... antiche tecniche di camera oscura...;-)

user177356
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inviato il 05 Novembre 2019 ore 13:53    

Non sono un appassionato di ritratti, mentre mi sto interessando sempre di più alla foto di architettura e spazi urbani. In questo ambito credo che la postproduzione sia essenziale.

In ogni caso, non concordo con il principio, che mi sembra tu implicitamente proponga, secondo il quale la postproduzione "buona" è quella che si potrebbe fare anche su pellicola.

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 14:01    

Mi son spiegato male. Ho scritto che QUEL TIPO di pp si faceva anche in camera oscura. Il mio parere è che, sull'incarnato, talvolta tanti eccedono, creando riflessi metallici. Come l'esempio che ho postato. In quell'ambito, il riferimento (come RISULTATO, non pp) per me è la pellicola, non i visi d'alluminio. È ovvio che col digitale le possibilità sono infinite, ma secondo me, in certi ambiti è meglio non abusarne. Spero di essermi spiegato meglio...

avatarsupporter
inviato il 05 Novembre 2019 ore 14:30    

Buoni gli ultimi interventi di Vincenzo, TheRealB e Matteo che pur con i limiti del mezzo, via post non è facile intendersi, affrontano molti aspetti della questione in modo condivisibile, poi ci sarebbero molti distinguo ma si rischia c'incasinare invece che chiarire, quindi al momento bene così.

Solo due cose

Il lavoro di Croppi è concettuale, per cui non è il caso di legarlo alla realtà della scena.

Lascerei perdere cosa è o non è fotografia, le definizioni lasciamole ai dizionari, noi teniamo un occhio ai luoghi reali dove la fotografia vive, poi per carità qui siamo in rete e ognuno nel suo parere ha ragione a prescindere ;-)


avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 14:59    

Ci sono lavori fatti male sicuramente (ma non spetta a noi stabilirlo) ma spesso si cerca il pelo nell'uovo. Un'immagine può essere semplicemente solo bella è priva di significato o viceversa può essere fatta in mille modi che sia analogico o digitale, ci sono quelle che non sanno di niente (almeno per me) se pur scattate in modo corretto. Il problema è non far distinzione tra immagini ricercate e quelle prive di ogni logica (poco conta il tipo di fotocamera usata)). Il digitale inizialmente sicuramente non era all'altezza dell'analogico ma si sa che le cose man mano cambiano, migliorano e attualmente chi ancora fa questi paragoni non è a conoscenza delle opportunità di miglioramento che offre la tecnologia se usata in modo corretto. Potrei prendere un'immagine fatta male in analogico e paragonarla con una perfetta in digitale sostenendo la stessa cosa. La manipolazione spesso criticata rientra nel lavoro di molti fotografi e bisogna fare differenza tra interventi mirati per scopi precisi (che possono essere tanti) e quelli appartenenti alla grafica.Che sfochi lo sfondo con una zoommata o lo fai con Photoshop il risultato se ben fatto non cambia ma la sfocatura non esiste nella realtà come l'effetto Fish Eye che sono sempre manipolazioni, poco importa se hai usato la fotocamera o Photoshop. Trovo troppe contraddizioni nei puristi. Scattare in analogico e stampi in digitale è contraddittorio . Morale della favola ci sono fotografie che hanno un percorso alle spalle per ottenere quel risultato, altri commerciali che seguono le tendenze altri amatoriali è senza pretese e ognuno va visto in modo diverso. Il gradimento è soggettivo.

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 15:20    

Ringrazio Caterina. Per me un parere autorevole, in quanto la considero tra i migliori utenti per tecnica e pp, sempre funzionale al messaggio che propone.
Vincenzo, stiamo dicendo circa la stessa cosa. Per me con un confine insormontabile: si deve essere a conoscenza delle potenzialità del digitale, ma per usarlo in modo corretto. Rimanendo sui ritratti, se usato a sproposito, allora è "quasi" meglio non conoscerlo. È un tipo di fotografia che richiede poco da aggiungere, oltre ad tecniche di illuminazione, per me più "set" e tecnica che pp. Per quanto riguarda il fisheye, in una stampa in grande formato la differenza si vede eccome tra una taroccata digitale ed un buon obiettivo. Se intendi il tempo lungo sulla zoommata, in questo caso in negativo, in quanto in pp si ha il centro sempre stabile e fermo... se intendi lo sfocato di una focale lunga con ampie aperture; la differenza il più delle volte si vede anche lì. Soprattutto nella progressivita...

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 15:27    

Sullo scattare in analogico e stampare in digitale concordo in toto. Morale: per me la tecnologia deve essere un fattore migliorativo, non un fattore di distorsione o alterazione. My way ovviamente.

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 15:36    

Matt su alcuni punti sai che siamo in linea su altri c'è da discutere. Tutto ciò che i nostri occhi non vedono (tranne se sei sotto effetto di LSD) nella realtà è un tarocco o manipolazione chiamala come vuoi, per cui se si è convinti che la fotografia deve essere ciò che noi vediamo senza alterazioni allora sfocare o Fish Eye non andrebbero usati. Se hai conoscenze sui programmi di p.p fidati che non noti differenze se sai come e quando applicare certi filtri.;-)

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 15:51    

Rimango sui miei dubbi...;-).

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 16:02    

Lo so..MrGreenMrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 16:57    

E comunque senza alterazioni non ci sarebbe il bianconero. Dovresti scattare sempre col 50eq. Lo sfocato con la pp si nota quasi sempre per me... Ma stavamo parlando di bianconero digitale...

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 19:13    

Ok tornando al b.n digitale basta sapere che si possono ottenere risultati eccellenti se si parte con idee chiare già dallo scatto, la p.p può essere realizzata con più tecniche tutte valide se hai un minimo di padronanza con i programmi. Se cerchi la perfezione dell'immagine o uno stile particolare non puoi lavorare per tentativi ma le tue conoscenze in merito devono essere di livello avanzato altrimenti si otterranno risultati poco piacevoli, non pensare al web che spesso inganna ma alla resa in stampa (carta o supporti vari fanno la differenza sul risultato finale...come l'analogico ma in digitale). Spesso ciò che può apparire bello sul monitor non lo è su carta o viceversa.Elaborare le immagini con post semplice ed essenziale il risultato finale è sempre soddisfacente a differenza di chi cerca di stravolgere basandosi su qualche video preso da YouTube.;-)

user177356
avatar
inviato il 05 Novembre 2019 ore 19:26    

Io credo che ogni fase del processo che porta dalla realtà all'immagine non possa essere valutato a sé stante, ma appunto come fase e in relazione all'intento del fotografo.

Croppi, e come lui molti (ma non moltissimi, purtroppo) altri non hanno alcuna intenzione di rappresentare fedelmente la realtà, così come non ce l'avevano Sironi o De Chirico. Quando Pollastrini pontifica (absit iniuria verbis) su come la postproduzione debba consentire il riconoscimento di ogni sfumatura, parte da un concetto di immagine diametralmente opposto, e non per questo a priori più o meno valido.

Il problema e che l'intento del fotografo spesso non è chiaro. Non lo è per l'osservatore e, purtroppo, talvolta nemmeno per il fotografo.

avatarsenior
inviato il 05 Novembre 2019 ore 20:20    

Nel reportage racconti fedelmente la realtà, per il resto è solo una tua interpretazione è la p.p ti aiuta a renderla al meglio.

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