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inviato il 20 Settembre 2019 ore 11:21
Maila, non ho nulla da spiegare. Quel che ho detto e' di una linearita' e semplicita' che non abbisogna di dilungarsi in esplicitazioni ulteriori. Arrampicarsi sugli specchi e' specialita' delle religioni, sport che non pratico... Rilievi sensati direi che nessuno me ne ha fatti, quindi ritengo che siate tutti d'accordo! Ciao e buona vita, per quanto possibile! |
user175007
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 11:34
anche io mi sento perduto raramente, l'ultima volta ero in montagna su un passo raggiunto in moto, guardavo la maestosità della natura che si perdeva all'orizzonte e mi sentivo piccolo e insignificante in quel momento é finita la sigaretta e mi son detto, vabbè andiamo al bar |
user117231
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 11:42
Io nella vita mi sento veramente realizzato, solo in quei cinque minuti di tempo usati.. per fare la cacca.  |
user175007
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 12:07
io non mi sentirò mai realizzato la mia ossessione sono domande a cui non potrò mai avere risposta maledetto correttore automatico |
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 12:54
“ Maila, non ho nulla da spiegare. „ A me no infatti il messaggio di chiederti chiarimenti era rivolto a chi che aveva attribuito a me il senso di una tua affermazione. Buona vita anche a te. |
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 13:04
ma credo che in tutte le religioni il comportamento avuto in vita determinerà, ad insindacabile giudizio divino, quello che ci succederà dopo la morte. Non si può generalizzare scrivendo: in tutte le religioni. Ognuna è diversa dall'altra altrimenti ce ne sarebbe una unica Se qualcosa non ti è chiaro fai domande precise. Comunque secondo la Bibbia non si deve vivere in un certo modo per ottenere una ricompensa ma per amore sincero verso chi ci ha donato la vita, seguendo gli insegnamenti e l'esempio di Gesù; che poi ci sia una ricompensa è solo un conseguenza a questo ma non il fine. Lo scopo della nostra esistenza è quello di riconoscere chi siamo e da dove veniamo e di vivere una vita secondo i principi biblici che fungono da guida sicura e ci impediscono di perderci.Lo so è un discorso diverso da quello che comunemente si conosce legato alla religione cattolica e per questo un po' più difficile da comprendere. |
user175007
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 13:20
“ . Lo scopo della nostra esistenza è quello di riconoscere chi siamo e da dove veniamo e di vivere una vita secondo i principi biblici che fungono da guida sicura e ci impediscono di perderci.Lo so è un discorso diverso da quello che comunemente si conosce legato alla religione cattolica e per questo un po' più difficile da comprendere. „ Mah mi sembra la stessa minestra |
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 14:07
Vivere una vita in un certo modo solo per una ricompensa che tra l'altro nemmeno vediamo, e vivere seguendo dei principi perchè crediamo fermamente in essi, amiamo chi ce li ha forniti e crediamo fortemente il lui mi sembrano due cose molto diverse. La stessa differenza che intercorre tra chi fa foto solo per lavoro e ne farebbe volentieri a meno e chi le fa solo per diletto. Spero l' esempio possa rendere un minimo l'idea |
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 14:39
Vivere una vita secondo pricipi che troviamo nelle parole di Cristo, ma anche in religioni più antiche e persino nelle logiche dei vari Codici Civili di nazioni improntate a tuttaltro che alla religione, è una caratteristica necessaria semplicemente per poter mettere in piedi sistemi sociali vivibili; persino la maggior parte degli atei vive, per scelta, secondo quei principi. A ben vedere, quegli stessi principi li troviamo applicati anche tra le varie specie di animali cosiddetti sociali. Non serve scomodare un Dio per rendere ragione delle logiche di quei principi, dal momento che il concetto stesso di società, sia animale che umana, cadrebbe senza quelle logiche. E proprio perché sono precedenti rispetto alla nascita di Cristo non è corretto dire che ci siano stati forniti da lui, semmai lui è uno di coloro che di quando in quando li hanno ribaditi, ma questa è un'altra cosa. Persino antichi sovrani mesopotamici del terzo millennio avanti Cristo affermavano di aver improntato il proprio regno secondo quella tipologia di principi. Rimane il fatto che gran parte dell'umanità già viveva in quel solco, e i più lo facevano per scelta, non per obbligo, lo facevano perché il loro ideale di vita era all'interno di un sistema sociale pacifico, cosa che non può esistere senza la volontà di applicare quelle regole etiche e morali: potrei desiderare di vivere all'interno di un sistema sociale se odiassi il mio prossimo? |
user175007
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 15:08
“ Vivere una vita in un certo modo solo per una ricompensa che tra l'altro nemmeno vediamo, e vivere seguendo dei principi perchè crediamo fermamente in essi, amiamo chi ce li ha forniti e crediamo fortemente il lui mi sembrano due cose molto diverse. „ quindi tu non lo fai per la ricompensa, lo fai solo per amore verso chi non hai mai visto, parlato udito toccato, di fatto il nulla, ami il nulla raccontato da uno che vendeva enciclopedie che fonda una setta diventata poi religione, in cui ci sono comportamenti precisi tutti finalizzati per ottenere il paradiso, e ch3 ovviamente tu scrupolosamente ti attieni non per bramarlo, desiderarlo, volerlo fortemente, no tu lo fai per amore del nulla poi l'arroganza di ritenere che i TdG siano gli unici dotati di fede sincera e tutti gli altri, ebrei, islamici cristiani solo deigli egoisti di fede e da girone dell'inferno |
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 15:29
“ persino nelle logiche dei vari Codici Civili di nazioni improntate a tuttaltro che alla religione „ Persino? direi che i codici di molte nazioni sono molto più inclusivi e umani di quanto non lo siano i riferimenti scritti religiosi. Inoltre i codici sono soggetti ad evolversi costantemente per la crescita della società mentre spesso le religioni si avvalgono di testi ammuffiti, modificati in modo ignorante o malevolo, che stagnano, per cui si deve fare ricorso a procedure, o convocare i santi capi, per aggiornarsi. Si pensi ad es. quanto le nazioni abbiano legiferato per dare dignità alle coppie di fatto, eteresessuali o omosessuali, adeguandosi alla liberazione di pregiudizi (quando il pregiudizio non era addirittura flagellazione) indotti dalla ristrettezza, dalle disposizioni degli scritti vecchi e ammuffiti, dove l'omosessualità o il diritto a fine vita, piuttosto che i diritti degli animali d'affezione o i diritti dei diversamente abili non erano presi in considerazione, oppure in altri casi c'era addirittura un'azione persecutoria. |
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 15:36
Flarelux, solo le religioni battono il chiodo sulla differenza tra farlo per una ricompensa e farlo per convinzione interiore; se le religioni non esistessero non esisterebbe nemmeno la lusinga della ricompensa, ma ci potresti scommettere che ci impegneremmo ugualmente a mettere in atto quei principi. Però la domanda rimane: è veramente tutto qui il senso della vita? Probabilmente tra gli atei questo viene interpretato piuttosto come il "verso" giusto in cui indirizzare la vita, ma non il suo "senso" (che infatti per gli atei non ha alcun significato). In precedenza ho scritto che un calvinista con una vita da perdente sfigato riterrà che il senso della propria vita sia la condanna che Dio avrebbe formulato nei suoi confronti prima ancora di metterlo al mondo (i calvinisti sono per la cosiddetta "doppia predestinazione"), dunque non si aspetterebbe una ricompensa, eppure si convincerebbe di aver trovato il senso della propria vita, sia pure negativo. E si, personalmente sono convinto anch'io che il verso giusto della vita sia "comunitario", ma il senso sia personale; in questo, ma solo in questo, sono più vicino a quel calvinista |
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 15:50
se il senso della vita è personale, come è possibile che nasciamo da una madre e non per autogenesi? |
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 16:31
Che importanza ha in che modo nasciamo, credo che presso qualunque cultura il figlio non appartenga alla madre, anche se il loro rapporto affettivo avrà un carattere particolare, anzi, è più probabile incontrare, nella storia dell'uomo, un'appropriazione (indebita anche quella) del figlio da parte del padre |
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inviato il 20 Settembre 2019 ore 16:46
se il senso della vita è personale non dovrebbe esserci riproduzione, non dovrebbero esserci parentele. Come è possibile dissociare qualcosa di così rilevante come il senso della vita dalla nostra natura sinaptica con tutti gli altri? è come cercare il senso di un neurone senza considerare il cervello. Se vuoi cercare il senso della vita, come puoi farne una questione personale dal momento che la tua vita è interconnessa alle altre? | |

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