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inviato il 13 Agosto 2019 ore 10:30
“ E' molto meglio diffondere a tutti, gratis, sul web gli esiti delle tue ricerche: chiunque lo potra' leggere e aggiungere contenuti che a te non erano venuti in mente. „ vabbè, e io nel frattempo come magno? |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 10:33
Banchetto di frittelle calde ? |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 10:42
“ Banchetto di frittelle calde ? „ immagino gratuite... |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 10:54
Sarebbe comunque buona cosa avvisare l'autore, anche solo per un grazie. A parte questo, che sia legittimo o no, in parte non è già così? Insomma se il Shichuling Time (giornale del paesino rurare in centro alla Cina) pubblica una nostra foto... come facciamo a saperlo e a far rispettare i nostri diritti? Alla fine internet è un calderone dove finisce di tutto e di più, e una volta dentro non abbiamo più il controllo di quello che pubblichiamo. |
user177356
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 12:38
Contro il copyright ci sono molte argomentazioni, ma non si è ancora trovato un meccanismo alternativo per remunerare chi crea un'opera facilmente riproducibile. Prendiamo il caso della musica pop/rock: la fine del vincolo del supporto fisico ha determinato in crollo degli introiti per gli artisti, che hanno trovato nei concerti (ovvero in un'esperienza non replicabile e non virtualizzabile) la compensazione. Già per la letteratura questa alternativa non si pone (non immagino che una lettura pubblica di un romanzo da parte dell'autore attirerebbe una quota sufficiente de suoi lettori). Per le altre "arti", come la fotografia, è ancora più difficile. Tu Jacopo cosa proponi per remunerare gli autori in modo non solo da compensarli per i lavori svolto, ma da incentivarli a proseguire? |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 12:51
Come musica e film che prima erano illegalmente scaricate ora ci sono abbonamenti vari (Netflix e Spotify per citarne i più famosi). Si può fare qualcosa con le fotografie? non so, mi pare un mercato un po' differente. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 13:11
Avevo proposto in mezzo al 3D che il lavoro dell'artista fosse giustamente remunerato come compenso per l'esecuzione di un lavoro su commissione. Con tale scambio opera-denaro, l'acquirente diventa proprietario dell'opera e l'artista perde ogni diritto su essa ( questo basterebbe a costringere a dare finalmente i raw ai clienti ). Il manufatto in questione, foto o altro che sia, puo' essere acquistato 1 sola volta. Se il compratore espone l'opera al pubblico, automaticamente essa diventa di libero utilizzo e di libera modifica. Se il compratore non vuole che cio' avvenga, la tiene in luogo privato. Se l'artista e' bravo, avra' commissioni a vita, se e' mediocre, patira' la fame. Lo stesso dicasi per la musica: il bravo suonatore/compositore/cantante va sul palco ed esegue una serie di improvvisazioni finche' il pubblico ( pagante ) gli dedica una standing ovation. Come il caso di prima, se egli e' veramente in gamba avra' pubblico a vita. E per quanto riguarda i diritti delle sue canzoni, chiunque potra' replicarle e/o modificarle, ma questo non costituisce un problema per lui: il suo pubblico continuera' a seguirlo per la sua eccellente bravura e per la quantita' di nuove improvvisazioni che sapra' creare ad ogni concerto. Il tal modo l'artista veramente capace e geniale lavorera' tutta la vita attingendo dalla sua infinita, sconfinata creativita', tutti gli altri poveracci da due soldi la pianteranno di sedersi sugli allori per qualche foto/canzone fortunata che gli garantisce una immeritata rendita e pigrizia grazie all'assurdita' del diritto d'autore. Pochissimi nascono veri artisti, moltissimi cercano invano di diventarlo. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 13:54
“ Se il compratore espone l'opera al pubblico, automaticamente essa diventa di libero utilizzo e di libera modifica. Se il compratore non vuole che cio' avvenga, la tiene in luogo privato. „ Perfetto finirebbero le mostre di pittura, di fotografia.... il sistema delle mostre consente al cittadino comune di ammirare opere d'arte solitamente chiuse nei caveau delle banche se l'esporla significherebbe perderne la proprietà nessuno esporrebbe... giustamente. LA fine dell'arte in nome della libertà |
user177356
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 14:18
Jacopo, condividerei il tuo approccio se fossimo in una situazione di scarsità di offerta. Prima di tutto una nota: l'opera dell'artista include la post-produzione: oggetto della transazione tra committente e artista è il risultato finale e non i passaggi intermedi. Quindi non mi sembra corretto pretendere di fornire il raw (ero di parere opposto, poi una lunga chiacchierata con i fotografi del mio matrimonio, poi diventati amici, mi ha chiarito la questione). Il fatto che non si possano usare liberamente le opere altrui è, a mi avviso, un elemento essenziale nell'indurre il committente ad incaricare l'artista. Se potessi utilizzare liberamente qualsiasi immagine presente sul web, è molto probabile che deciderei di utilizzare quella che più si avvicina alle mie esigenze invece di spendere per ottenere esattamente il risultato che voglio. In ogni caso, molti la penserebbero così e il mercato si restringerebbe molto. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 14:24
@SignorMario. Giusta osservazione. Preciso: 1) La tela fisicamente rimane tua ( hai pagato l'esecutore per averla ), la gente pero' puo' farne quante foto vuole con che macchina e tecnica preferisce, eppoi modificarla e redistribuirla come le pare senza dover chiedere il permesso. Questo per impedire il danneggiamento dell'unico originale in caso di alterazione altrui. 2) In caso di foto digitali, mancando la fisicita' del supporto ( tela, stampa o negativo ), non c'e' motivo di impedirne la copia del raw, tiff o jpg, essendo esso un'originale duplicabile all'infinito e non correndo, per tale fatto, il rischio di essere irreversibilmente alterato come nel caso dell'originale unico del dipinto. Se la esponi, in coerenza con il mio pensiero, DEVI fornire liberamente in rete anche il file grezzo. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 14:28
@TheRealB 1) Hai ragione: diventa quindi necessario fornire il raw - E - il file finale tiff elaborato secondo i gusti dell'artista per avere l'opera completa. 2) Il mercato GIUSTAMENTE si restringerebbe molto, rimarrebbero solo i migliori. 3) Tutti gli altri continuerebbero tranquillamente ad esistere: se le loro opere svettassero per magnifica, incontrovertibile bellezza, il mercato se ne accorgerebbe di sicuro. |
user177356
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 14:49
Jacopo, Sulla questione del raw ciò che conta è l'accordo tra le parti. In linea di principio, però, la prestazione dell'artista si limita a fornire il prodotto finito e non i passaggi intermedi. D'altronde, questa impostazione è coerente con il principio del copyright, che protegge il prodotto finito (sia in termini di sfruttamento economico, sia d integrità). Credo che sia utopistico pensare che il mercato, in presenza di alternative gratuita, selezioni i migliori. Non solo: non si è "migliori" per grazia divina. Spesso lo si diventa nel tempo, perché si ha avuto modo di fare esperienze. Se la fase di apprendimento e crescita professionale non viene remunerata dal mercato, finiremmo per avere solo vecchi soloni e poche idee fresche. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 15:04
Per forza di cose qui siamo sfiorando l'utopia . Mi hai dato spunti interessanti nella seconda parte del tuo ultimo intervento. I vecchi soloni mi hanno fatto pensare, .... ma credo che alla fine verrebbero spazzati comunque via anche loro. Con "i migliori" intendo individui dall'incredibile eccellenza artistica, stratosfericamente anni luce sopra la capacita' standard del mercato. Tipo un Michelangelo o un Rembrandt nei tempi passati: essi, mercato libero o no, avrebbero sicuramente clienti a iosa. Ecco allora per te, e per chi ci segue, un'altra domanda: E' meglio che a lavorare siano in pochi, ma di mirabolante, incredibile qualita', o molti ma di alta/media/bassa qualita' ? Io preferisco pochi, ma di bravura assoluta. |
user177356
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 19:52
La questione che volevo sottolineare è che Michelangelo non è sempre stato Michelangelo, e che se non avesse avuto modo di esercitarsi non lo sarebbe mai diventato. Insomma, se non fosse andato "a bottega", se quella bottega (i cui prodotti erano sicuramente inferiori a quelli di Michelangelo) non fosse esistita, non avremmo avuto Michelangelo né molti altri grandi dell'arte. |
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inviato il 13 Agosto 2019 ore 20:37
Si ma Michelino.. non lavorava gratis.. Lavorava spesso su commissione. Poteva farlo perche' era ben pagato. Altrimenti, per mangiare forse sarebbe stato allevatore di maiali.. e addio opere indimenticabili. |
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