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inviato il 05 Luglio 2019 ore 9:17
la fortuna non esiste… esistono le circostanze. Campagne come quelle di Benetton, fatte 25 anni prima l'avrebbero portato in mezzo ai guai. |
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 9:18
“la fortuna non esiste…” Mi spiace ma non la penso così. |
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 9:21
Si la fortuna non esiste, ma la jella ci vede bene |
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 10:17
In effetti la fortuna esiste o meglio esistono circostanze che possono favorire, ma certe campagne non nascono a casi ma da un'accurata progettazione |
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 11:48
Conosciamo tutti Toscani il suo modo di comunicare, le sue idee ed anche leggendo i suoi scritti mi sembra molto coerente con la sua produzione, lultimo articolo mi sembra di un bigottismo da terrapiattisti... Cieco e insensato. Toscani ha utilizzato una comunicazione a volte cruda a volte sottile, sicuramente sempre votata all'effetto. Ma comunica e lo fa oltre al brand che ha veicolato, ha esposto sue posizioni e forse quella del brand, il concetto di siamo tutti uguali, no alla guerra, sesso protetto travalicano il concetto di Benetton maglioni per poggiarsi sull'idea di Benetton impegnata... Multiculturale, contro il contro... Che poi si sa che Benetton ha delocalizzato, ha sfruttato lavoro minorile etc etc ... Come molte altre grandi aziende mondiali.. ma il lavoro di Toscani è sempre di impatto e dice qualcosa. Poi fate come vi pare. Nessuno ha detto che col padre fotografo ha avuto vita facile? |
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 12:48
Toscani è quello che voleva Benetton capo del Governo (prima della disgrazia del ponte). |
user146073
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 13:53
Tutte le opinioni vanno bene. Nessuno di noi fra l'altro cambierà parere, proviamo allora a trasformare la discussione in positivo. Quali capacità e conoscenze sono necessarie oggi per essere fotografi professionisti. Quali riconoscimenti sono necessari per essere considerati fotografi professionisti. P.S. Insisto sull'aggettivo professionisti perché in questa definizione c'è la differenza tra i tantissimi (come me) che fanno fotografie per passione e per hobby. |
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 14:04
“ Si ma davvero pensate che una azienda con duecento dipendenti SIA UNA AZIENDA GRANDE?. Davvero pensate che un professionista abbia problemi a relazionarsi con l'ufficio acquisti di una azienda simile? Ovvio che se cerchi di vendere il sito al bottegaio dell'angolo, quello ti guarda stranito. Ma non e' lui il target di un fotografo pro. Che poi, intendiamoci, uno studio di progettazione con duecento ingegneri E' effettivamente UNO STUDIO GRANDE. Ma una qualsiasi manifattura con un duecento addetti e' ancora piccola industria. I Medi sono sui 1500 dipendenti.. i grandi sui 10mila. „ non lo è in senso assoluto, ma il tessuto economico italiano è fatto da aziende con meno di 10 dipendenti (95%). capisci che non servono tutti questi fotografi pro con super studi per soddisfare la richiesta delle grandi realtà. i pochi che hanno un bel giro ce la fanno, la grande massa che cerca di sopravvivere fa molta più fatica. quindi parliamo di una professione che ormai rappresenta una nicchia. |
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 15:34
“Insisto sull'aggettivo professionisti perché in questa definizione c'è la differenza tra i tantissimi (come me) che fanno fotografie per passione e per hobby” Per me di mezzo c'e' solo la Partita Iva. E nulla piu'. |
user146073
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 16:06
Ciao Banjo911, non è solo la Partita Iva la differenza; c'è ne un'altra, pesante come un gigantesco macigno: avere un committente con le sue pretese ed aspettative. |
user170782
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 17:16
La fotografia è un linguaggio, una forma di comunicazione, per cui per funzionare deve mandare un messaggio che sia comprensibile ai più. In realtà spesso anche le migliaia di foto, selfies e quant'altro che invadono i social dicono qualcosa: parlano della superficialità della nostra società, solo che lo fanno a insaputa degli autori. Ma sono convinto che prima o poi diverranno materiale di studio antropologico e sociologico approfondito. Lo sono già oggi, ma lo saranno ancor di più se e quando questo fenomeno si esaurirà e potrà essere osservato con minor coinvolgimento emotivo. Una foto deve parlare, raccontare dunque. E per farlo, ha ragione Toscani, spesso non è sufficiente che sia l'istantanea di un momento spontaneo, se guardiamo al reportage. Tanti si scagliano contro le foto posate, perché pensano che non siano sincere; invece se il fotografo studia una cultura, ne osserva le caratteristiche, poi può fare grandi reportage anche solo con foto posate, purché siano posate secondo quella cultura. Perché ad aspettare il momento giusto e spontaneo ci si può far vecchi. Da qui la definizione perfetta di Toscani di fotografo come sceneggiatore, regista e cameramen. Dissento sull'artista, ma questa è una questione infinita. Per me anche i romanzieri non sono artisti, eppure nel loro lavoro c'è tanto di simile a quel che andrebbe fatto in fotografia. Toscani, che non amo particolarmente, non è stato fortunato ma bravo a capire dove stava andando il mondo e come sfruttare la cosa a vantaggio suo e dei Benetton. Non è stato un provocatore, ma ha immortalato i cambiamenti della società costruendo le sue fotografie in modo perfetto; e agli occhi di chi non capiva il cambiamento, questi scatti sembravano provocazioni e invece erano già il racconto della contemporaneità, di un mondo che cominciava ad abbattere gretti pregiudizi e stereotipi vari. Toscani non ha inventato tutto ciò, lo ha osservato, interpretato e raccontato con le fotografie. C'è tutta la differenza del mondo. Se le sue foto sono servite a scopo pubblicitario, potete star certi che hanno e avranno anche una funzione importante di documento storico. Ecco perché il fotografo deve essere testimone e interprete del proprio tempo, solo così saprà dire qualcosa. Ciò non toglie che ci siano le professioni legate alla fotografia, la mia per prima, che hanno dignità e utilità per il mondo del lavoro, ma non fanno del lavoratore un fotografo o un artista. |
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 20:06
@moralizzatore Sono d'accordo su tutto tranne l'ultimo punto Fotografo, scrittore, pittore sono "professioni"... l'Artista trascende la professione praticata.. questo è il punto di Toscani e lo condivido |
user170782
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 20:35
Ho infatti precisato che per me l'artista è un concetto molto differente, ma anche Toscani non lo è, sempre a mio parere. |
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inviato il 05 Luglio 2019 ore 20:39
A mio avviso Toscani è un bravissimo fotografo, un tuttologo mediocre, ed un grande artista nello sfilare dal portafoglio quello che è riuscito (e penso tanto) al clan Benetton. |
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