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inviato il 27 Giugno 2019 ore 20:43
“ a volte la fotografia si avvicina moltissimo alla pittura (con la PP più spinta) „ Non credo serva la pp più spinta per avvicinarsi alla pittura |
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inviato il 27 Giugno 2019 ore 20:54
“ Nella fotografia non c'è proprio nulla di oggettivo... „ Filosofie... Solo esercizi di logica e dialettica che non portano a nessun risultato concreto. Per me conta la sostanza: 'click' e morta lì |
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inviato il 27 Giugno 2019 ore 20:59
“ Filosofie... Solo esercizi di logica e dialettica che non portano a nessun risultato concreto. „ Nessuna filosofia, tutto molto pratico: stessa scena, stesso posto, due diversi fotografi. Nessuno dei due inquadrerà allo stesso identico modo con le stesse impostazioni della macchina. Chi è più oggettivo, il fotografo 1 o il fotografo 2? Dove sarebbe l'oggettività dello scatto se la scelta è totalmente soggettiva? |
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inviato il 27 Giugno 2019 ore 21:44
Le due oggettività sono date dalla diversa posizione dei due fotografi (uno a destra e l'altro a sinistra), oppure dalle ottiche differenti impiegate o dal diaframma ecc... due oggettività che non sono l'interpretazione ma il risultato del click impressionato sulla pellicola. Qualunque scelta tu faccia per cogliere l'immagine (secondo la tua interpretazione o mezzo tecnico impiegato) il risultato del click è sempre una rappresentazione oggettiva di quell'istante. Oggettiva perché è il congelamento di una situazione unica ed irripetibile. Esattamente l'opposto della pittura, dove l'immagine è l'essenza della soggettività e viene modificata e plasmata dalla mutevole indole dell'autore. Estremizzando, si potrebbe dire che l'oggettività in un quadro sia la singola pennellata e che un quadro finito sia un'interpretazione soggettiva composta da un numero 'infinito' di oggettività (pennellate) Ecco perché la PP porta la fotografia verso la pittura. Che non è una cosa negativa... anzi, ma a volte diventa un'altra cosa, diciamo: un frattale fotografico. Chiaramente, questo aiuta a vendere (effetto wow!), indipendentemente dal reale valore/valenza artistica del chiamiamolo... prodotto, oppure dell'opera (quando va bene) |
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inviato il 27 Giugno 2019 ore 21:53
Per congelare la realta' in un determinato istante il sistema piu' valido e' l'azoto liquido! |
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inviato il 27 Giugno 2019 ore 21:54
Vorrei essere più chiaro: Se io intervenissi per fabbricare un'immagine, non dico per far mettere i soggetti in ordine per una foto di gruppo, ma per alterare la realtà della ripresa, ad esempio inserendo un amico con la pistola che fingesse di essere lì per caso per qualche crimine mentre io fotografo gli amici seduti al tavolino del bar (questa è regia) allora: è vero che il click sarebbe oggettivo ma... non lo sarebbe il soggetto. Sarebbe un fake. Il mio modo di vedere la fotografia è riprendere l'accadimento qualunque esso sia nel momento e nel modo giusto senza alterarlo Estremizzo: nella mia galleria ci sono un paio di serpenti (uno anche velenoso), se avessi spostato le bestiole nelle condizioni migliori di luce e paesaggio avrei ottenuto scatti migliori ma falsi (e sarei anche uno stron...) quelle riprese, invece, sono realtà oggettiva. |
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inviato il 27 Giugno 2019 ore 22:23
Gsabbio: a mio avviso continui a ignorare/non considerare le scelte (soggettive) effettuate a monte del "click", ovvero le stesse scelte che lo rendono non oggettivo. Ti porto come esempio questa immagine: me.me/i/its-media-you-only-see-what-they-want-you-to-20987107 E' chiaramente una estremizzazione ma dovrebbe farti pensare come il fatto di decidere (ad es.) una inquadratura piuttosto che un'altra porti ad un risultato che di oggettivo ha ben poco. “ Il mio modo di vedere la fotografia è riprendere l'accadimento qualunque esso sia nel momento e nel modo giusto senza alterarlo „ Il "modo giusto" lo è per te ma non è detto che lo sia per gli altri |
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inviato il 27 Giugno 2019 ore 22:34
Gsabbio: nonostante l'effetto pittorico, le foto che ti ho linkato non nascono espressamente per replicare qualche tipo di pittura (di cui ammetto di non capire nulla). Si tratta semplicemente di interpretazioni della natura dove di oggettivo non c'è praticamente nulla (nemmeno io stesso riuscirei a replicarle, figurati un altro!) ma soprattutto non hanno subito alterazioni in post (se non quella del contrasto tonale che non è possibile ottenere direttamente in camera e di qualche dettaglio di poco conto). |
user51067
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inviato il 27 Giugno 2019 ore 22:36
Gsabbio e Ndrew... (torna la mia ex vita da moderatore in siti di fotografia)... Mi coglie un dubbio: ma era questo l'argomento del post originale? |
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inviato il 27 Giugno 2019 ore 22:40
“ ma era questo l'argomento del post originale? „ Ora verifico |
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inviato il 27 Giugno 2019 ore 22:41
“ Il "modo giusto" lo è per te ma non è detto che lo sia per gli altri „ Quello è fake. cioè alteri la realtà (l'oggettività della situazione) Chiaro che in questa direzione si esce dal discorso delle PP come 'nuova forma d'arte' e si entra nel campo dell'impiego criminale dell'immagine (criminale perché viene usata per scopi disonesti). |
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inviato il 27 Giugno 2019 ore 22:48
“ Mi coglie un dubbio: ma era questo l'argomento del post originale? „ Tutto molto vero, ma come vedi siamo passati dall'offerta scadente dei galleristi alla speculazione commerciale, che è un aspetto non secondario del post originale. |
user90373
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inviato il 28 Giugno 2019 ore 8:06
Per quel che può valere, sulla specificità della fotografia sono molto vicino alle considerazioni di @ Gsabbio . Per quel che riguarda il post mi vien da pensare che domanda e offerta, diluite su spettri troppo ampi portino giocoforza ad essere poco incisive. |
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inviato il 28 Giugno 2019 ore 11:01
Nella troppa offerta il paradosso è che quando si cerca qualcosa ,non si trova.Una pera è uguale ad una mela cotta o al computer non importa.Nella selezione quando si fa non mi trovo d'accordo,nel paesaggio con elementi umani qualche giorno fa ho visto 3 foto su 49,nelle piu' cliccate in prima pagina del mese. A molte persone certi fatti non interessano caricano e votano e basta, è sempre la stessa cosa,non solo ci sono gli utenti top che posson fare tutto e propinarci qualunque baggianata,anche le parole che volano sono molto pesanti e a volte perfino peggio delle offese dirette. Si domanda come e dove, per scattare un altro clichè con cento commenti in fotocopia,poi salta fuori quello col progetto rigorosamente tratto da un altro e si sente brillante. Se rispondesse ad una qualunque domanda Gino, è come se avesse risposto Bruno. C'è la compartecipazione degli editor in tutto questo, che si sono dimostrati troppo accondiscendenti, verso i gusti del pubblico puntando sui numeri e imponendo a loro volta un modello di fotografia enfatizzata che è entrato nell'immaginario comune.Foto impossibili scattate nelle località piu' remote e spettacolari,con un ritocco super,poi la fotografia fa desiderare l'apparecchio,o il viaggio ,per imitare quella foto.Nel frattempo la macchina del fotografo si trasforma nell'emblema del superfluo,mentre il libro suggerito quello della cultura,perchè lo sport diffuso è arrivare troppo presto alla conclusione, senza valutare le foto come si dovrebbe,perchè manca un metro costante di giudizio o non ci sono gli strumenti di lettura e comprensione. |
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