user111807
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 12:33
La realtà é una proiezione della mente per far si che ella stessa esista |
user117231
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 12:34
Daniele tu ci ragioni su.. come se il tuo corpo fisico e il tuo IO, fossero la stessa cosa. Ma sono due cose diverse. TU sei dentro il tuo corpo fisico come un palombaro è dentro la sua tuta. TU non sei il tuo corpo fisico come il palombaro non è la sua tuta. .. Ad un più alto livello di percezione.. su quella montagna anche nel caso di una ferita mortale, il tuo IO non avrebbe nessun problema. Usciresti dal corpo fisico che ti contiene.. ed entreresti in un altro. |
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 13:51
“ Viviamo all'interno di una realtà virtuale nella quale interagiamo per mezzo del nostro corpo fisico, in quanto strumento di interazione costruito appositamente per questa realtà virtuale. „ più o meno è così, ma non si tratta di una vita virtuale, è una vita reale. Quello che può essere definito "virtuale" (molto tra virgolette) è il livello di percezione che è tantopiù sfalsato quanto è inferiore il livello di comprensione-consapevolezza. Per dare un'idea, ricordo una vignetta dove un cane si rivolge all'altro e gli chiede "secondo te c'è vita negli altri giardini?" L'io non esiste già in questa vita, quindi preoccuparsi di perderlo con la morte poco importa. L'io è la sensazione ingannevole di essere confinati dietro la nostra pelle, tale sensazione è solo un requisito adattivo alla prosecuzione della specie. Una volta che si comprende che solo a questo serve, è evidente l'illusione dell'essere tutto "io stesso" perchè la nostra essenza è un qualcosa di plurale e comunitario, quindi non esiste l'io, semmai esiste il noi in cui siamo nella realtà dispersi, nell'illusione cagliati. |
user111807
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 14:57
Ooo + 1 |
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 16:25
I_Felix e Ooo, apparentemente dite la stessa cosa, ma analizzandola bene dite il contrario uno dell'altro, parlando però entrambi di percezione a differenti livelli. L'idea di base su una percezione a più livelli è condivisibile, ma quale delle due soluzioni è quella giusta: l'Io che si reincarna senza fine rimanendo Io o la tensione verso un Noi finale e definitivo? I_Felix, comunque non hai risposto al concetto che sta alla base della mia domanda, ovvero: la realtà fisica in cui ti trovi ora, per te ha un significato oppure no? |
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 16:28
“ La realtà é una proiezione della mente per far si che ella stessa esista „ Dunque chi non crede nella realtà non dovrebbe credere neppure nell'intelletto |
user111807
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 16:56
Daniele, le mie le nostre critiche al mondo così detto " reale" sono altamente speculative , ciò non toglie che fino a prova contraria possano essere valide. Anche la teoria del "multi universo" è una teoria che al momento è impossibile da verificare, però sembra che non possa esistere solo il nostro di universi con tutte le costanti che sembrano fatte su misura per noi. |
user117231
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 17:12
Risposta a Daniele... NO. Ritengo che ci troviamo in una situazione di attesa.. o riportando il tutto in un esempio terra terra, siamo dentro una palestra per formare, accrescere ed elevare di livello il nostro IO. Non conta quello che succede al contenitore.. quanto la crescita del suo contenuto. .. Ma finché avrete la certezza che la morte fisica del contenitore, sia la fine di tutto... allora starò parlando al vento !!! |
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 17:55
La mia impressione è che tutte le nostre (e ci metto pure le mie, ovviamente) speculazioni, quelli che chiamiamo differenti livelli di percezione, su un eventuale "dopo" e sul suo rapporto con la realtà del presente siano solo modi per tentare di estraniarci da una vita che non ci piace; una sorta di evasione spirituale dalle miserie quotidiane. In realtà non c'è accordo nemmeno sulle presunte intuizioni dello spirito, se non per il fatto di cercare un'ipotetico futuro "materialmente" (l'Io) o "moralmente" (il Noi) migliore; seguendo questi due filoni si finisce inevitabilmente per abbracciare una delle poche soluzioni che la logica, sia pur applicata all'imperscrutabile, ci propone; così, quando ciascuna di queste soluzioni inizia ad avere un certo numero di adepti, si comincia a crederci davvero (se siamo in tanti a pensarlo significa che è vero), ma poi ci si scontra con altrettanti adepdi di altre logiche deduzioni. Può darsi che una di queste soluzioni alla fine si rivelerà esatta, ma sono convintissimo del fatto che per ora nessuno possa avere una qualche certezza su come sarà il dopo, e nemmeno SE ci sarà un dopo. |
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 18:04
Scusa I_Felix, ma se per te la realtà fisica in cui ci troviamo non ha alcun significato, perché hai continuato in un numero infinito di 3d a lamentarti del tuo lavoro e di quanto ti manca alla pensione? Il tuo rapporto con le idee che professi in discussioni come questa mi sembra molto conflittuale, più del mio rapporto con la mia idea di Dio. |
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 18:10
Per voi ho un buon indirizzo...
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 18:17
Oltre tutto a prezzi modici |
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 18:29
Quando nasce un bimbo, non ha ancora un io, lo metterà crescendo e in base alla situazione in cui cresce. Se fai vivere e crescere un neonato isolato da tutto, da tutti e isolato dal sapere, quando avrà vent'anni lo troverai come un vegetale che non sa parlare, non sa esprimersi, e non conosce nulla. Cosa voglio dire? Che siamo esattamente come tutti gli esseri viventi sulla terra, ciò che ci contraddistingue è l'intelligenza del sapere, del comunicare, ma non perchè dentro il mio corpo c'è un Io che poi rinascerà da qualche altra parte dopo la morte. Ogniuno è unico a se, la foglia di un albero quando muore verrà sostituita da una medesima foglia che non è la stessa della precedente e così via, rassegnamoci P.S. I_Felix, i tuoi post mi piacciono molto |
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 18:32
“ L'idea di base su una percezione a più livelli è condivisibile, ma quale delle due soluzioni è quella giusta: l'Io che si reincarna senza fine rimanendo Io o la tensione verso un Noi finale e definitivo? „ Parlare di "io" nella contingenza ha molto senso: - io parlo, io mangio, io dormo, io pago, io mi faccio male, io gioisco, io muoio, ecc... Solo che questa contingenza è tale, perchè l'evoluzione l'ha fatta così. un gatto o un licaone vive tale contingenza ancora più fermamente di un umano. il licaone o il gatto, quando cacciano, potrebbero affermare al 100% (se potessero) che quel cacciare è la vita, come è la vita quando dormono, quando figliano, ecc... Per l'uomo è diverso, nel senso che il solo porsi la domanda se è reale quello che vive, lo estrae dalla contingenza che viene corrotta e compromessa per sempre. Porsi quindi la domanda è sufficiente a strapparti via da un incarnamento al 100% con la contingenza, e quindi a domandarti cosa in effetti sia questo attaccamento. Prendi lezioni di violino per 3 mesi e poi molla tutto. se ci ritorni non parti esattamente dal 3° mese ma neanche da zero. devi ripercorrere quanto hai appreso, rifarci la mano (il labbro se si trattasse del flicorno). Allo stesso modo, quando rinasci il tuo io ha tanto + senso nella prima parte della vita, dove sei più simile al gatto o al licaone, poi ti fai le domande che corrompono la contingenza, inevitabilmente. Quindi ad ogni vita, l'io riparte fortissimo, ma nella stessa natura dell'evoluzione, in ognuna di queste vite questo io, comincerà a perdere senso, assieme alla stessa contingenza che sarà smascherata per quello che è, ovvero una tappa del processo evolutivo in cui l'io e la contingenza appariranno sempre più per quello che sono, cioè una specie di involucro, una sorta di coreografia, superficiali, vacui, alla sottostante realtà plurale ed intercomunicante. L'io sta alla coscenza come i vestiti stanno al freddo, sei tanto più imbaccuccato e separato dall'esterno quanto + fa freddo, ma + la temperatura è mite e più puoi stare senza vesti, immergerti nell'acqua ed essere non separato dal resto della materia. La temperatura cambia durante la tua evoluzione di vita in vita. L'io quindi ritorna ad ogni start, ad ogni vita, durante le quali la sua dominanza dovrebbe sempre più affievolirsi in favore della visione del reale dove non siamo singolarità ma universalità. |
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inviato il 27 Marzo 2019 ore 18:45
una cosa su cui riflettere e che tutti noi abbiamo circa 4miliardi di anni, non si inventa un "daniele" in laboratorio, sei tutto il tuo passato, dalle unghie alle vertebre. Ma assieme a te, anche gli altri, a conferma dello scarso significato sul piano del reale del tuo io, io invece tanto valido e significante durante la lotta della sopravvivenza. |
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