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inviato il 03 Giugno 2026 ore 12:20
“ e proprio in questi giorni ho scoperto sulla mia pelle che il mio Hoya di fatto rendeva inutilizzabili qualche centinaio di immagini scattate con il nikon AFP 70-300 (che è realmente eccellente) „ Cosa può aver fatto di così terribile per renderle inutilizzabili? |
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inviato il 03 Giugno 2026 ore 12:34
“ Cosa può aver fatto di così terribile per renderle inutilizzabili? „ Sicuramente riduzione di nitidezza che non permette ingrandimenti voluti. |
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inviato il 03 Giugno 2026 ore 12:38
Da non credere... 'blurred' irrecuperabile a infinito, e alcune foto accettabili ed altre da scartare alle medie distanze. Mi riservo di fare delle prove per stabilire i confini esatti del fenomeno ma... garantisco che si tratta di una cosa mai vista per l'enormita' del difetto Ed il bello è che lo avevo montato sulla ML con l'adattatore per cui sono escluse le imprecisioni di messa a fuoco E riguardo agli ingrandimenti: la cosa è già visibile a monitor 4k senza ingrandire |
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inviato il 03 Giugno 2026 ore 12:50
Io ho sempre usato degli ottimi Clean o UV della B+W finché durante un test con il 200-800 e 100-500 a pari focali, ho scoperto che quest'ultimo pareva un fondo di bottiglia... Stesso scatto con e senza filtro 500mm CROP al 100%
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inviato il 03 Giugno 2026 ore 13:11
Sì, i filtri protettivi (siano essi filtri UV o filtri neutri/Protection) possono influenzare la qualità dell'immagine, anche se l'entità del problema dipende quasi interamente dalla qualità ottica del filtro stesso e dalle condizioni di luce in cui scatti. In linea di massima, stai inserendo un elemento di vetro aggiuntivo davanti a lenti progettate con tolleranze infinitesimali. Ecco come e quando possono inficiare la qualità della foto: 1. I problemi principali causati dai filtri Flare e Immagini Fantasma (Ghosting) È il problema più comune e visibile. Quando inquadri una sorgente di luce forte (il sole, un lampione di notte, fari di un'auto), la luce rimbalza tra l'elemento frontale dell'obiettivo e il filtro protettivo. Questo crea riflessi indesiderati (flare) o una "replica" invertita della sorgente luminosa (ghosting). Perdita di Contrasto e Nitidezza I filtri economici o non perfettamente puliti tendono a diffondere la luce, riducendo il contrasto generale della scena (l'immagine appare leggermente "velata") e, nei casi peggiori con teleobiettivi spinti, introducono una leggera perdita di micro-contrasto e dettaglio fine. Vignettatura Se utilizzi un obiettivo grandangolare (ad esempio sotto i 24mm) e il filtro ha un profilo (anello) troppo spesso, i bordi del filtro potrebbero entrare nel campo visivo della lente, scurendo gli angoli dell'immagine. 2. Quando l'impatto è quasi impercettibile? Se utilizzi filtri di alta o altissima gamma (dotati di trattamenti antiriflesso multistrato avanzati, come i rivestimenti MRC, Nano o HMC di marchi leader come B+W, Hoya serie HD, Kenko Zeta o i filtri ufficiali dei produttori di lenti), la perdita di nitidezza al centro e ai bordi è praticamente pari a zero in condizioni di luce normale (es. luce diffusa, paesaggi diurni senza sole in macchina). 3. Il bilancio: Protezione vs Qualità La decisione di usarli si riduce spesso a un calcolo dei rischi in base all'ambiente in cui ti trovi: Quando HA SENSO usarli: In ambienti ostili dove l'elemento frontale rischia danni permanenti. Ad esempio, in spiaggia con vento e salsedine, nel deserto con la sabbia, a bordo pista con detriti o fango, o sotto una pioggia leggera. In questi casi, è molto meglio pulire (o graffiare) un filtro da 50-100€ che la lente frontale di un obiettivo costoso. Quando è MEGLIO TOGLIERLI: * Nelle foto notturne o urbane serali (i lampioni creano quasi sempre ghosting se c'è un filtro). Nei controluce intensi. Quando cerchi la massima nitidezza assoluta ad aperture critiche. Un'ottima alternativa: Spesso il paraluce dell'obiettivo è già una protezione eccezionale. Non inficia la qualità ottica (anzi, elimina i riflessi laterali), protegge dagli urti frontali e dalle cadute, ed evita che dita o rami tocchino il vetro. Se decidi di tenerlo montato per sicurezza, la regola d'oro è solo una: non risparmiare sul filtro. Mettere un vetro da 15€ davanti a un obiettivo di livello professionale significa castrare deliberatamente le prestazioni di quell'ottica. |
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inviato il 03 Giugno 2026 ore 13:13
Update: ho fatto degli scatti di prova: -cavalletto -messa a fuoco spot -con e senza CPL Hoya pro1 digital il difetto è senza alcun dubbio indotto dal CPL con risultati identici a quelli di Zeppo con 70-300: visibilissimo a 300mm con immagini inutilizzabili sensibile a 135 impercettibile a 70 non visibile sul 50mm non cambia tra infinito e medie distanze, cambia solo in funzione della lunghezza focale (nascosto dal cerchio di confusione?) difficile trarre conclusioni (tranne quella di NON usarlo) anche perché il filtro protettore che sta sul 300 non genera alcun problema (al contrario di quello che accade a Zeppo) Soluzione: PROVARLO sulla lente prima di un impiego operativo |
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inviato il 03 Giugno 2026 ore 13:37
Un filtro protettivo, anche quando fatto del miglior vetro ottico sul mercato, aggiunge due superfici vetro-aria allo schema ottico; superfici che inevitabilmente, a loro volta, introducono delle variabili ottiche reali che non sono state necessariamente calcolate dal produttore della lente. Perciò esisteranno sempre (e possono cambiare su obiettivi diversi) delle condizioni di luce, contrasto, etc., dove la perdita non è più trascurabile. |
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inviato il 03 Giugno 2026 ore 14:21
“ Buonasera a tutti, da amatore cerco una risposta... da anni monto su tutte le ottiche che ho acquistato i filtri cicolari neutri/uv(0) a mo' di protezione per la lente, vorrei chiedervi se siete a conoscenza di eventuale perdita di nitidezza o di shift focus arrecato...grazie a tutti! „ Tecnicamente, stai modificando lo schema ottico con un elemento aggiuntivo non previsto. A priori non è dato sapere quali siano gli effetti collaterali e l'entità degli stessi, dato che dipende molto dal filtro che si sta montando, dall'ottica, dalla fotocamera, nonché dalle condizioni di scatto. Personalmente ho sperimentato cali di microcontrasto, anche con filtri costosi come gli Hoya HD/Pro1, ma questa è solo una delle ragioni per cui ho smesso di utilizzarli. In certi generi fotografici che pratico abitualmente (es soggetti in rapido movimento), spesso non vi sono "seconde occasioni". Se il filtro mi causa un ghosting/flare che magari nella foto non si nota, ma disturba le letture dell'autofocus (o lo fa rallentare, anche di un decimo di secondo), e mi trovo una foto fuori fuoco, lo scatto è perso. Inoltre, non ho tempo di stare a montare e smontare filtri, per vedere se le prestazioni dell'autofocus o la nitidezza migliorino, in ogni condizione di scatto. Pertanto, per l'uso che ne faccio il filtro protettivo crea più problemi che benefici, e ne faccio volentieri a meno. Con altri tipi di filtri, come quelli ND, i vantaggi superano gli svantaggi: pertanto li uso, se la situazione lo richiede. Insomma, va valutato quale sia il punto di equilibrio ottimale per l'uso che si fa dell'attrezzatura. |
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