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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 9:24
ci sono immagini che sono da vedere, che sono li per essere guardate, mi viene in mente questa bfox.files.wordpress.com/2011/09/paolo_roversi_natalia_vodianova.jpg Non c'è nulla di male nella ricerca della bellezza, in una scelta tutta orientata a produrre una bella foto che meriti di essere vista, anche in questo caso ovviamente si fanno scelte su canoni e modi di presentarla. www.artribune.com/wp-content/uploads/2012/02/74.jpg Post si o no è solo una scelta che esula da questo, però è chiaro che bisogna porsi delle domande e non pensare solo che alla gente piacciono le foto dei gattini e non ragionare con:le mie foto sono fighe ma non sono capito. Comunque per rimanere legato al tema del topic rilancio una piccola provocazione perchè c'è troppo l'idea che la post serva solo a dare l'effetto wow e non a realizzare qualcosa di progettato. Post produzione si: images.curiator.com/images/t_x/art/ky5hdns6tvr09orra5qv/jeff-wall-the- O post produzione no: 4.bp.blogspot.com/-xMFSErPsoPg/UF6SOLFWnAI/AAAAAAAAjUI/qPIaB1_pJQ0/s16 direi che entrambe le scelte sono sensate e valide, una guerra di fede non ha senso a livello generale, ha senso riferendosi a uno specifico lavoro, all'idea che c'era dietro e il senso che l'autore voleva dare al tutto |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 9:29
 Una foto di Guido Guidi su Gibellina. Quanti "like" acchiapperebbe? Zero, secondo me. |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 9:37
quindi? |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 9:37
purtroppo i fotografi si stanno convincendo di essere degli illustratori. Amen. |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 9:38
quindi il tuo intervento cosa ha dimostrato? hai messo una foto così dicendo: quanti like prenderebbe? che senso ha? non solo come vedi non hai nemmeno guardato le foto postate e scrivi sena leggere così in una polemica sterile per il gusto di farla “ purtroppo i fotografi si stanno convincendo di essere degli illustratori. Amen. „ che poi non è che hai postato una foto dai colori naturali che rappresenti il famoso fantomatico reale, non mi sembra proprio uno scatto "neutro" come potrebbero essere quelli che ti ho messo della Simons di Contrabband |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 9:46
FPiegnae, è ovvio che non si possa generalizzare e che qualcosa di una categoria permane (o rifluisce) anche nell'altra, però quando scrivi “ Una volta che pubblico qualcosa non vale più il discorso "scatto per piacere personale" „ ti riferisci ad un tipo di fotoamatore che si pone già ad un livello evoluto, ma pensa a quanti postano su FB, Instagram ecc. e a quale sia la reale media di questo "popolo" di fotografatori. Io non utilizzo questi media, posto le mie foto solo su Juza per cercare confronti e critiche con e da altri che producono foto; le poche mie immagini che vengono realmente pubblicate, dal museo per cui lavoro o comunque per articoli scientifici e di divulgazione scientifica, le curo ovviamente per quello scopo, conscio che se dovessi veicolarle su Instagram dovrei adattare ad hoc tutto il mio lavoro, a partire dalla fase di scatto. Però è vero quello che scrive Angor sul fatto che rendere pubbliche le foto è diverso dal pubblicarle: nel primo caso non c'é una ricerca di un determinato settore di pubblico, le motivazioni sono altre, e mi chiedo se in molti casi non manchi persino la consapevolezza di questo |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 10:01
MatteoGroppi, le foto che proponi purtroppo le ho viste. Grandi fotografi, per carità... Per capire perché lo scatto di Guidi è molto più neutro (dal punto di vista iconico, narrativo e macchinico) di quelli che proponi tu ci sarebbe da spiegare troppe cose. Lasciam perder. |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 10:07
certo è sempre più facile buttare li 2 frasine senza mai spiegare nulla e fare il provocatore, per una volta siamo capaci di fare un topic sensato? Va bene spiegami perchè Contraband narrativamente non è neutro, in modo chiaro e semplice. E spiegami il tuo punto di vista su Guidi rapportato a quello che ha scritto Jacopo. Senza polemica, ma in modo chiaro in modo che possa capire, te lo chiedo sincero, voglio leggere questa spiegazione mi interessa lasciamo perdere frasine buttate li come questa: “ Purtroppo i fotografi si stanno convincendo di essere degli illustratori. „ e andiamo avanti |
user90373
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 11:00
Il "problema" alla base di tante discussioni è che, nel caso della fotografia amatoriale l'osservatore non ha il "dovere" di conoscere le motivazioni dell'autore e quest'ultimo (l'autore) non ha il "diritto" di esporle (le motivazioni) quando invece si tratta del "professionista famoso" è vero l'esatto contrario. Che ci si sia una disambiguazione è abbastanza chiaro, che me ne possa fregar di meno lo è altrettanto. IMHO. |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 11:13
Il mondo della fotografia è ricco di autori che usano mezzi, linguaggi e tecniche diversi per arrivare a risultati diversi tutti ugualmente rispettabili . Sceglierne uno e proclamarlo unica vera fotografia non rende membri di una elite di illuminati ma rivela grossi limiti nella capacità di comprensione. “ Per capire perché lo scatto di Guidi è molto più neutro (dal punto di vista iconico, narrativo e macchinico) „ E chi se ne frega se è più neutro, quello di Guidi è un bel modo di fare fotografia e lo apprezzo, ma ne apprezzo anche altri per nulla neutri, mica siamo obbligati ad un'unica scelta...è solo questione d'apertura mentale |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 11:26
“ quest'ultimo (l'autore) non ha il "diritto" di esporle (le motivazioni) „ E perchè mai...mi mostri l'articolo di legge che lo stabilisce? |
user170782
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 11:27
Instagram è pieno di fotografi che postano materiale di altissimo livello per estetica e contenuto, caratteristiche che si possono cogliere anche nel formato ridotto; tutti questi fotografi hanno poi dei siti internet personali con gallerie almeno in HD in cui si possono andare a vedere gli scatti al 100% come piace fare all'amatore e verificare che anche l'aspetto tecnico è di prim'ordine. Paradossalmente, è più difficile far passare un messaggio attraverso una foto castrata piuttosto che attraverso una in piena risoluzione, perché se nella prima il contenuto è scarso allora difficilmente attirerà l'attenzione. Ribadisco, parlo sempre di fotografi di livello e non di scatti di chi usa Instagram per il suo scopo originario di social network, in cui non vedo nulla di male ma, ovviamente, è meno probante da un punto di vista strettamente fotografico. Allo stesso modo, ci sono professionisti e accademie di post produzione che postano i loro lavori e già è possibile apprezzare quanto è stato fatto tra il prima e il dopo, a prescindere che piaccia o non piaccia; ma la qualità del lavoro si evince subito e anche in questo caso si può andare a spulciare i vari siti internet per verificare la bontà di quanto messo in opera. Tornando al thread, la post produzione non è fine a se stessa ma da pensare già in fase di scatto: come dicevo in un'altra discussione, se ho una condizione di luce difficile, ad alto contrasto, posso sottoesporre e poi recuperare in fase di sviluppo, ma lo devo sapere a priori. Questa metodologia cambia nettamente non solo la resa dell'esposizione della foto, ma anche la qualità del colore, per dirne una. Se scattassi in jpeg dovrei trovare un compromesso già in fase di scatto, perché per quanto possa settare i preset della macchina ad hoc, non riuscirò ad ottenere lo stesso risultato che otterrei con un software di sviluppo. Esempio, visto che su molte macchine è possibile farlo, potrei sottoesporre e applicare un preset con poco contrasto, gamma dinamica aumentata e curve settate in modo da tenere le ombre aperte; laddove possibile, potrei anche impostare un valore positivo delle ombre e negativo o neutro sulle alte luci. Ma il risultato finale sarebbe diverso, per cui dovrei scattare le due foto in modo diverso. |
user90373
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 11:32
@ Mauro266 “ E perchè mai...mi mostri l'articolo di legge che lo stabilisce? „ "Se un lavoro lo devi spiegare, non è un buon lavoro!". Vox populi, vox dei! IMHO. |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 11:35
“ "Se un lavoro lo devi spiegare, non è un buon lavoro!". Vox populi, vox dei! IMHO. „ non ci sono più le mezze stagioni, i neri hanno la musica nel sangue, se son rose fioriranno lo penso anche io poi se c'è una gatta un lardo occhio allo zampino |
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