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La difficoltà di esser semplici.


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avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2019 ore 14:40    

Il filtro va sulle orecchie, non davanti alla bocca! MrGreen

avatarsenior
inviato il 07 Febbraio 2019 ore 8:22    

Forse perché anche la fotografia ha subito un suo processo di inflazione, per cui è diventato “mentalmente” difficile scattare per il gusto di farlo, cioè prima di tutto per se stessi.
Quindi, mentre una qualsiasi semplice foto da album di famiglia, avendo in se un ricordo, riesce a suscitare emozioni, specialmente nel tempo, centinaia/migliaia di scatti che oggi si “devono” portare a casa dopo una qualsiasi uscita fotografica (l'aspetto inflativo) magari non riescono a fornire neppure una posa degna di essere “esibita” al consenso degli altri (questo l'altro aspetto, per la verità opinabile).
Insomma, la ricerca un tantino ossessiva specialmente da parte di persone che, come me, riteneva la parola “svolgimento” già metà del tema, di una comunicativa che l'immagine deve per forza stimolare nel pubblico: non basta più conservare nel “proprio” portafoglio un ricordo, bello o brutto, ma che emozioni l'interessato.
Giampaolo

avatarsenior
inviato il 07 Febbraio 2019 ore 9:32    

@Palgiam:
è diventato “mentalmente” difficile scattare per il gusto di farlo, cioè prima di tutto per se stessi


Il fatto è che si affronta la Fotografia con "impegno", nel senso che si partecipa a dei corsi, si legge molto, si vendono i due reni per acquistare l'attrezzatura, e poi? ... e poi si pretende, ci si sente in diritto, in DOVERE di ottenere buoni risultati. Si esce con lo scopo di scattare fotografie e ci si aspetta di portare a casa un risultato. Buona preparazione = buon risultato. Sono quindi le ASPETTATIVE che ci fregano. La Fotografia fatta così è quasi come un compito, un lavoro... ma che palle!!!

La realtà è che a volte si esce e... non si trova nulla di degno, nessun appiglio, nessuna idea... e allora? Pazienza, abbiamo fatto una bella passeggiata. E invece no, nasce la frustrazione: ma come, con tutto l'impegno che ci ho messo! Vendo tutto! Vado a cercar funghi.

Mamma mia quante menate!
Usciamo e divertiamoci. Se troviamo qualcosa bene, se abbiamo già in mente qualcosa bene, se ci viene un'idea bene. Sennò pazienza, sarà per la prossima volta. ;-)

Ciao, Roberto

avatarsenior
inviato il 07 Febbraio 2019 ore 10:25    

La fotografia é incredibilmente sopravvalutata se presa individualmente. E' semplicemente un prodotto. Prima e dopo di esso vi é universo fatto di esperienze, emozioni, quotidianitá e molto altro che plasmano in gran parte le nostre immagini. Se pensiamo di uscire e fare la foto con un significato univocamente profondo, sbagliamo approccio. E' necessario lavorare su se stessi, senza troppe distrazioni ed imparare ad apprezzare tutto quel mosaico che compone il nostro percorso di vita. La fotografia é solo un frammento. Forza Ettore! ;-)

user90373
avatar
inviato il 07 Febbraio 2019 ore 10:45    

Sono fortunato, le mie fotocamere non mi chiedono di uscire a far foto (non dico la marca), decido io quando portarle e di solito lo faccio quando "sento" che saprò utilizzarle al "mio" meglio del momento. Meglio è un termine indefinito e varia a seconda del periodo, il meglio di oggi potrebbe non esserlo domani e viceversa, per questo non credo molto alla "crescita>obbligata>continua" chimera di quel "meglio" che probamilmente non ci è dato raggiungere.

avatarsenior
inviato il 07 Febbraio 2019 ore 11:01    

@Slylab59 "Usciamo e divertiamoci. Se troviamo qualcosa bene, se abbiamo già in mente qualcosa bene, se ci viene un'idea bene. Sennò pazienza, sarà per la prossima volta. "

Appunto, invece come dici tu ormai si tratta di fare il "compito", per cui l'aspetto ludico -perché un divertimentoi dovrebbe essere la fotografia, ovviamente per chi non deve portare portare a casa la pagnotta- non c'é e resta la frustrazione.
Buone passeggiate, se poi ci fossero, con foto.
Giampaolo

avatarsenior
inviato il 07 Febbraio 2019 ore 13:57    

il fatto è che una volta si scattava soprattutto per conservare ricordi, aspetti come definizione, distorsione, rumore, composizione etc etc avevano una importanza estremamente marginale per noi e per il nostro pubblico, ovvero familiari e al massimo qualche amico. Quello che contava era il ricordo.
Oggi quello che è cambiato e' il pubblico cui facciamo vedere le nostre foto.
Su Juza non pubblichiamo ricordi perché non interessano agli altri utenti. E quindi cosa resta? resta tutto il resto, una bella luce, una bella inquadratura, una composizione adeguata etc etc.
Le foto che scattiamo per noi stessi riposano sui nostri hard disk,Quelle che pubblichiamo le scattiamo per gli altri.

avatarsenior
inviato il 07 Febbraio 2019 ore 16:31    

@ Enzillo "Quelle che pubblichiamo le scattiamo per gli altri"
Ciò é interessante: ma perché le scattiamo per gli altri?
Voglio dire, in queste foto prevale quanto dovrebbe ispirare una foto, cioé la carica emotiva di chi osserva una certa scena e tenta di trasferirla (per comunicarla) a chi guarderà la foto, oppure prevale la ricerca estetica magaria discapito del contenuto, proprio perché "scattiamo per gli altri"?.
Giampaolo

avatarsenior
inviato il 07 Febbraio 2019 ore 18:18    

@Palgiam, non farei un discorso di ricerca estetica vs contenuto. Quello dipende dal fotografo.

Sostengo semplicemente che, consapevolmente o meno, il nostro modo di fotografare cambia in base al nostro potenziale pubblico. E questo potenziale pubblico grazie a Internet è passato da una 20 di persone tra amici e parenti a un numero potenzialmente enorme.

Aggiungo che poter condividere con altri il risultato delle mie fatiche è uno stimolo importantissimo per la mia fotografia.
Scatterei foto se sapessi che l'unico a guardarle sarei io? Non ne sono sicuro, ma direi di no.

avatarsenior
inviato il 07 Febbraio 2019 ore 20:00    

@Enzillo "Scatterei foto se sapessi che l'unico a guardarle sarei io? Non ne sono sicuro, ma direi di no. "

Rispettabilissimo punto di vista.
Non ho voluto dire che per essere “vere” le foto (intendo saper trasmettere un messaggio) debbano per forza essere solo quelle fatte per gli amici e parenti.
Semmai mi sono chiesto se invece l'esigenza di una più vasta platea privilegia, rispetto al contenuto, la ricerca dell'aspetto estetico, legittimo ma forse fine a se stesso, come nelle migliori cartoline (“nostro modo di fotografare cambia in base al nostro potenziale pubblico”), dal quale peraltro anch'io poi non sono del tutto esente.
Giampaolo

user117231
avatar
inviato il 07 Febbraio 2019 ore 21:00    

Sono d'accordo.
Fotografare è una questione semplice.

Vedi qualcosa che ti piace e gli scatti la tua personale fotografia.
PUNTO. ;-)

Tutti i casini iniziano quando le fai vedere agli altri.
Un mix di insoddisfatti, polemici, immaturi, inarrivabili rompicoglioni...
che a tutti i costi ci devono trovare qualcosa che non va.
Ma fatevi 8 kg di cacchi vostri !!! MrGreen

avatarsenior
inviato il 08 Febbraio 2019 ore 9:47    

@Enzillo:
Scatterei foto se sapessi che l'unico a guardarle sarei io? Non ne sono sicuro, ma direi di no.


Io sì, in fondo l'ho un po' sempre fatto. Nella maggior parte dei casi il fatto che altre persone vedessero le mie foto era più o meno casuale.

Sono fondamentalmente molto smemorato, e il fatto stesso di concentrarmi un attimo e cercare di estrarre la sostanza di ciò che vedo e fissarla da qualche parte è la prima fase della memorizzazione. La seconda è l'elaborazione delle foto e la loro composizione da qualche parte. Negli anni poi il ricordo rimane legato alle foto che ho scattato.

Mi è successo di fare gite o brevi vacanze senza scattare una foto. Non ricordo nulla, nemmeno di aver fatto la gita o la vacanza... eh, sono fatto così! Triste

Se poi le mie foto sono apprezzate da altri, tanto meglio! Cool

Ciao, Roberto

avatarjunior
inviato il 08 Febbraio 2019 ore 13:30    

Ogni tanto, scrivo. Mi piace scrivere e mi piace fotografare.

Scrivo, e cerco oltre ai concetti, una forma dello scritto che sia ben articolata, non troppo semplice, elegante, con parole che non siano banali, insomma...che il tutto, quando completo, mi sia gradito.

Lo potremmo chiamare narcisismo; ma, se il desiderio di sottoporlo all'altrui giudizio, è forte, significa che vorremmo rendere partecipi gli altri allo stesso piacere, e potrebbe questo essere una conferma della bontà di quanto fatto. Bisogna vedere se questo, però, avviene.

Il narcisismo non desidera partecipazione, serve solo a noi stessi per creare il mondo di cui abbiamo bisogno, senza conferme esterne.
Se fotografiamo solo "per noi stessi", probabilmente siamo solamente dei narcisisti.

P.S. Dio ci fa e ci dà la forza di sopportarci...bisogna vedere se ci sopportano gli altri.


Amicissimo franco santi

avatarsenior
inviato il 08 Febbraio 2019 ore 14:13    

Narcisismo? Boh... non ci avevo mai pensato. Confuso

Saluti, Roberto

avatarjunior
inviato il 08 Febbraio 2019 ore 14:15    

Tutti i casini iniziano quando le fai vedere agli altri.
Un mix di insoddisfatti, polemici, immaturi, inarrivabili rompicoglioni...
che a tutti i costi ci devono trovare qualcosa che non va.


Buon Felix, quando pubblichi una foto sul web fai una richiesta implicita.
Una richiesta psicologica, del tipo "EHIII, CI SONO ANCHE IO, QUESTA E' LA MIA FOTO, CHE NE DITE?"

Altrimenti le foto uno se le stampa, se le mette dentro un album, e quando gli va apre l'album e ritorna a quei ricordi, magari li condivide con le persone che ama.

Funziona così MrGreen

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