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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:46
concordo in pieno daniele, e più ampiamente sottolineo che il problema non è relativo ad una disciplina o un argomento. Sono convinto che poter avere tutte le informazioni che vogliamo in ogni momento in tasca correlate da ulteriori approfondimenti, immagini, video, opinioni con il solo schiacciare uno schermo sia controproducente. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 11:00
solitamente, i miei numeri sono questi: 500 foto scattate 100 foto salvate in doppio archivio 5 o meno foto stampate. le stampo per due ragioni simili a quelle di quanti mi hanno preceduto in questa discussione: - per una sorta di sicurezza data dalla consapevolezza che queste foto saranno visibili INDIPENDENTEMENTE da quanto potrà mai succedere alla tecnologia - per il puro piacere di maneggiare e guardare la foto stampata: come diceva qualcuno, è diversa la luce riflessa dalla luce emessa...meglio o peggio non so, ma è diverso e lo trovo più piacevole. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 11:17
il post nasce perché, molti autorevoli stampatori, qui su juza, sostengono in maniera convinta, che il workflow fotografico non può essere definito concluso, senza la stampa. Ora ribadisco il mio interesse per la stampa è la mia ammirazione per le competenze di chi stampa in modo " professionale", però l'affermazione sopra riportata, che condividevo, riflettendoci, semplicemente non è vera nell'ambito del digitale. per quel che riguarda le diapositive, che ho addirittura "ottusamente" tralasciato, non volevo offendere nessuno, semplicemente in vita mia (45 anni) ho sempre guardato foto cartacee, mai diapositive. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 11:25
“ la fruizione "moderna" è di tipo contingente, quindi privilegia il monitor e lo schermo di uno smartphone, mentre la stampa si adatta molto meglio al concetto di "conservazione" di conoscenza ed esperienza, cioè di "memoria" nel senso di crescita culturale ragionata e pianificata. „ Concordo. Poi va be' ripeto per me "teoricamente" ci possono essere foto della memoria "fotograficamente irrilevanti" e "foto della contingenza" fotograficamente valide... Cioè mica mi vado a studiare tutti i matrimonialisti solo perché sono tra i maggiori produttori di "foto della memoria stampate"... |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 11:32
@Enzillo: concordo, nel senso che con la pellicola la stampa era un passaggio indispensabile per concludere il workshop, mentre nel digitale è un passaggio facoltativo. workflow per pellicola e digitale sono per forza diversi: richiedere o escludere un passaggio nel digitale solo perchè era richiesto o non necessario nella pellicola non è corretto. Ad esempio, il workflow per il digitale prevede il bilanciamento del bianco, inesistente invece nello sviluppo della pellicola. Accumunare i due tipi di fotografia porta a quelle distorsioni per cui all'inizio dell'epoca digitale si pretendeva di considerare foto vera solamente quella "sfornata" dalla macchina...mentre oggi, invece, è ben chiaro che prendere il jpg della macchina non vuol dire altro che far fare una serie di passaggi in automatico alla macchina, e non evitarli. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 11:33
@Lesfe : avevo pienamente compreso il tuo intento di spingere ad allargare la propria visione , e io stesso nel mio commento successivo approfondivo altri aspetti , che possono convivere tranquillamente con quello che hai detto tu.. Io stampo poco o nulla , devo essere sincero. Questo hobby in cui provo a stimolare la mia creatività è recente , per cui sono anche limitati gli strumenti che dispongo oggi per fare delle foto meritevoli di essere stampate. Sono un semplice ma diligente studente di fotografia, e ti confesso che se pur sia consapevole della differenza , se dovessi postprodurre appositamente per stampare non saprei da che parte rifarmi . Immagino sarà un futuro capitolo del mio approfondimento della fotografia. Ma proprio perchè studio , mi formo delle idee , ed esprimendole o modo di confrontarmi con altri ed arricchirmi ulteriormente, ma senza timori reverenziali per chicchessia . |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 11:33
@Lesfe : avevo pienamente compreso il tuo intento di spingere ad allargare la propria visione , e io stesso nel mio commento successivo approfondivo altri aspetti , che possono convivere tranquillamente con quello che hai detto tu.. Io stampo poco o nulla , devo essere sincero. Questo hobby in cui provo a stimolare la mia creatività è recente , per cui sono anche limitati gli strumenti che dispongo oggi per fare delle foto meritevoli di essere stampate. Sono un semplice ma diligente studente di fotografia, e ti confesso che se pur sia consapevole della differenza , se dovessi postprodurre appositamente per stampare non saprei da che parte rifarmi . Immagino sarà un futuro capitolo del mio approfondimento della fotografia. Ma proprio perchè studio , mi formo delle idee , ed esprimendole o modo di confrontarmi con altri ed arricchirmi ulteriormente, ma senza timori reverenziali per chicchessia . |
user96921
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 12:07
è una questione culturale, e di esigenza. Chi è nato con il chimico difficilmente si distacca dal mondo stampa, per i nati digitali difficilmente passano alla stampa. Uno che è sempre stato abituato a stampare vede la stampa come termine ultimo del suo lavoro, mentre spesso per i digitali la stampa è vista come un'appendice alla fotografia, non un valore aggiunto. E' anche vero, e questa è una mia personalissima opinione, che a prescindere da dove sei partito, tutta le persone che hanno raggiunto un "status fotografico" stampano tutte. |
user86191
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 12:16
Io ho letto l'apertura con un quesito che reputo fondamentale "Nel digitale la visione più appropriata dovrebbe essere il video e non la stampa" concordo pienamente, ad ogni uno il suo campo, analogico stampa, digitale monitor anche perché la QI di una moderna ff e Aldo sopra di qualsiasi stampante e per goderla pienamente ci vuole un monitor |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 12:16
“ il post nasce perché, molti autorevoli stampatori, qui su juza, sostengono in maniera convinta, che il workflow fotografico non può essere definito concluso, senza la stampa „ Come tutte le posizioni prese in maniera categorica credo sia un'esagerazione dire che senza una stampa il percorso fotografico sia incompleto Dai tempi della pellicola qualcosa è cambiato, con macchine digitali la stampa non è un passaggio obbligato, ogni anno vengono prodotti degli schermi sempre più risolventi con qualità altissima...inoltre sono nati i social network e condividere le proprie immagini è molto più semplice, meno dispendioso p.s Mauri ovviamente non posso stampare tutte le immagini che produco, faccio una selezione di quelle che per me hanno un significato, siano questi dei ricordi o delle immagini che reputo artistiche |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 12:20
“ è una questione culturale, e di esigenza. Chi è nato con il chimico difficilmente si distacca dal mondo stampa, per i nati digitali difficilmente passano alla stampa. Uno che è sempre stato abituato a stampare vede la stampa come termine ultimo del suo lavoro, mentre spesso per i digitali la stampa è vista come un'appendice alla fotografia, non un valore aggiunto. E' anche vero, e questa è una mia personalissima opinione, che a prescindere da dove sei partito, tutta le persone che hanno raggiunto un "status fotografico" stampano tutte. ;-) „ è la prima volta che un tuo commento non mi porta a fare si con la testa mentre lo leggo io invece, sono abbastanza convinto che le passioni spingono alla ricerca continua, conosco più persone nate con il digitale che stampano o scattano a pellicola e più persone che nate con la pellicola non ne vogliono più sapere nulla e fanno cloud sharing ecc. di quanto invece affermi. io stesso che sono dell'86 (quindi figlio del digitale) mi sono costruito una camera oscura, colleziono reperti fotografici, fotografie, passo serate a creare album, a vedere la diapositive a sistemare i negativi. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 12:22
Personalmente non credo che la discriminante sia la tecnologia di acquisizione delle immagini (pellicola vs. digitale), ma solo le esigenze di fruizione; non credo ci sia una visione più "appropriata" per l'immagine digitale o analogica, ma per ciascun determinato utilizzo di quella foto. In fondo, se la necessità implica la pubblicazione su Internet, anche una buona scansione da analogico funzionerà tanto quanto una stampa fine art da digitale per una classica mostra fotografica. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 12:37
“ io stesso che sono dell'86 (quindi figlio del digitale) mi sono costruito una camera oscura, colleziono reperti fotografici, fotografie, passo serate a creare album, a vedere la diapositive a sistemare i negativi. „ La camera oscura è il prossimo passaggio |
user33434
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 12:51
Proviamo a ribaltare la domanda. Che senso ha fare foto se non le si stampa? Mi spiego meglio, attualmente posso scattare in raw, assegnare lo spazio argb o prophoto in 16 bit e effettuare la miglior post-produzione possibile ma nel momento in cui vado a condividere in rete mi troverò una foto 8bit in srgb. L'unico modo per poter fruire di una immagine con la qualità per la quale si spendono migliaia di euro tra corpo e obiettivi rimane la visualizzazione a monitor, posso vederle da solo o con gli amici a casa, un po' come per godere appieno di una dia è necessario organizzare una proiezione. Una stampa consente di avere oggetti facilmente trasportabili con immagini di qualunque qualità desideriamo (nei limiti del CMYK ovviamente) da poter mostrare a chiunque quindi ripeto la domanda, dopo aver spaccato il capello tra un sensore e un altro, tra una lente e un'altra, che senso ha fare foto se non le si stampa? |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 13:13
@Mauro, mi pare che in realtà tu abbia già dato la risposta. Per avere la migliore qualità possibile, la devi vedere sul monitor, per farla vedere agli altri la vedi sui social, quindi perché stampi? Perché noi vecchietti siamo abituati al possesso delle cose, alla materialità degli oggetti, non ci basta ascoltare la musica o leggere un testo, vogliamo il disco, vogliamo il libro. Con la pellicola, essere il proprietario della foto, significava avere il negativo della stessa, con il digitale esserne il proprietario significa solo averne i diritti. Posso duplicare il raw n volte, senza alcuna perdita di qualità. Con il digitale la proprietà non è più il possesso materiale di un bene, ma il diritto ad usufruirne... |
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