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Matrimonio: quando i fotografi amatoriali rubano il mestiere ai professionisti


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avatarsenior
inviato il 25 Agosto 2018 ore 17:56    

Non deve spaventare la pubblicità in nero ma bensì il passa parola. Confuso

avatarsenior
inviato il 25 Agosto 2018 ore 18:04    

Bisogna imporsi di produrre quello che il 95 % non è in grado di fare.Saluti Rob


Concordo.

user117231
avatar
inviato il 26 Agosto 2018 ore 9:18    

...ma non avevo mai sentito di gente che fa pubblicità del proprio lavoro in nero !

Probabilmente è la nuova frontiera del mercato fotografico..
quando poi ti chiama la GDF gli si può rispondere : " Io l'avevo dichiarato che avrei lavorato così !!! " MrGreen

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2018 ore 14:23    

Vincenzo fai un matrimonio pagato tutto rubato, Poi ne riparliamo.
Finora non ho mai trovato un “reportagista” assoluto, cioè tutto rubato dall'inizio alla fine.
Ciao
LC

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2018 ore 15:51    

Una parte del video mi trova profondamente in disaccordo: giudicare la qualità di un fotografo (pro o non pro) dall'attrezzatura che usa è poco saggio, perchè un matrimonialista meravigliosamente bravo come Rafal Bojar usa una D750 e un Sigma Art 35mm f/1.4 (o a volte il 50mm f/1.8G) , fine, non ha bisogno di nessuna top gamma per tirar fuori capolavori. Viceversa io ho contatti frequenti con soggetti che vanno in giro con 7 mila euro di attrezzatura con cui fanno ritratti che uno schizzo di vomito sulla strada è più gradevole da guardare.

Per il resto, più che professionista (cioè con partita IVA, studio, eccetera) ciò che importa è l'esperienza, sia in termini di portfolio che in termini di gestione dei tempi e delle persone, il matrimonio è un evento che è sia prevedibile che imprevedibile allo stesso tempo, l'esperienza e quindi la capacità di adattarsi alle varie circostanze è la discriminante più importante.
Chiaro, ci sono persone che hanno tanta esperienza, carisma e adattabilità ma poi fanno foto che veramente......... tuttavia diciamo che, come dice alla fine l'autore del video, parlare con il potenziale fotografo, valutarne il portfolio, è altrettanto determinante per i futuri sposini, per capire cosa possono aspettarsi e cosa non.

A volte infatti ciò che manca è la comunicazione, mi è capitato di ascoltare storie di sposi insoddisfatti perchè, ingaggiato un fotografo matrimonialista che lavora esclusivamente in stile reportage, non hanno avuto le classiche foto in posa con i nonni o con gli zii (che non sono state esplicitamente chieste).
L'errore è da ambo i lati, perchè gli sposi dovevano rendersi conto che quel fotografo non avrebbe fatto la foto in piedi accanto al tavolo con nonni zii e parenti, ma nello stesso tempo il fotografo doveva esser certo che lo stile reportage era esattamente quello che cercavano gli sposi.

In tutto ciò conosco chi ha scritto quell'annuncio MrGreenMrGreen Lasciamo stare.

Non so se nel resto d'Italia è così, ma a Palermo e in Sicilia si sta sfociando il ridicolo, non si tratta di amatore che offre prestazioni professionali in nero, ma si parla proprio di persone incapaci che si fanno pagare per fare delle foto orrende un mese dopo aver comprato la prima reflex/mirrorless entry-level, ma soprattutto di un intero strato sociale che per risparmiare due lire accetta questo compromesso perchè tanto non esiste più una cultura artistica che ne alimenta la sensibilità.

avatarjunior
inviato il 26 Agosto 2018 ore 16:02    

tanto non esiste più una cultura artistica che ne alimenta la sensibilità


Quanto è vero...purtroppo...in tutti i campi...

avatarjunior
inviato il 26 Agosto 2018 ore 16:48    

"........ di persone incapaci che si fanno pagare per fare delle foto orrende un mese dopo aver comprato la prima reflex/mirrorless entry-level, ma soprattutto di un intero strato sociale che per risparmiare due lire accetta questo compromesso perchè tanto non esiste più una cultura artistica che ne alimenta la sensibilità."
Concordo al cento per cento, aggiungo anche che spesso i " fotografi" improvvisati sono imposti dalle regole dei padroni di casa che impediscono a familiari ed amici l'uso delle fotocamere per costringere ad acquistare quelle "ufficiali" del loro "reporter" di fiducia.
Alcuni anni fa mia moglie, fra gli altri, doveva essere premiata ad un concorso letterario da Andrea Camilleri; niente fotocamere se non quella dello pseudo "fotografo" dell'Università, che riuscì clamorosamente a non fotografare i premiati durante la classica stretta di mano con lo scrittore......
Ancora oggi chi vuole immagini di Laurea si trova a dover fare i conti con queste imposizioni, e vi posso garantire che la qualità delle immagini proposte in vendita era davvero sotto il limite della decenza.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2018 ore 16:55    

@ Lordcasco: non faccio matrimoni e non sono interessato (c'era un fotografo ben pagato per il classico album). Il libro che ho "regalato" a mio fratello son scatti rubati, anche se capita chi ti chiede una fotografia ma questo è un'altro discorso idem per qualche foto non dico in posa ma "preparato" ed è normale, ma la maggior parte son scatti rubati. La particolarità delle immagini sta anche nel fatto che non è mai stato usato il flash, sfruttando le fonti di luci a disposizioni per cui il rumore degli alti iso rende molto bene l'idea dello scatto rubato. La cosa più importante che mi ha permesso di ottenere immagini di un certo spessore ( per me) è che conoscevo i soggetti molto bene per cui sapevo quando era il momento giusto per cogliere l'attimo. Tutto questo al "professionista" non importa perché cerca la foto bella per l'album io quella buona per un libro la differenza è questa. Se devo essere autocritico posso dirti che ho saltato alcune fasi importanti ma purtroppo sono ignorante in materia ed inesperto di cerimonie. Altra cosa non da poco è che puoi stare dietro solo al tuo parente nel mio caso lo sposo. Le proposte di fare altri matrimoni non si è fatta attendere ma non è il mio mestiere e come dicevo prima conoscere bene i soggetti per me fa la differenza perché il gioco sta nel cogliere le loro vere espressioni e i loro atteggiamenti cosa nessun fotografo che lavora su commissione può conoscere.

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2018 ore 17:43    

Vincenzo non dico che i tuoi scatti non siano all'altezza sia chiaro. È che se si ha la leggerezza nel lavorare in un certo modo va bene, ma quando ti interfacci con clienti, e se ci lavori lo devi fare, non puoi sempre fare “l'artista” magari poterlo fare, magari impaginare un album, lavorarlo come piace a te, ma non è possibile allora devi trovare una via di mezzo che coniughi stile e risultato. Per quanto riguarda i flash dico sempre che se usati bene fanno un grandissimo lavoro, è che la maggior parte non sa a cosa servano.
Nulla è riferito a te, sia chiaro.
Ciao
LC

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2018 ore 18:15    

di persone incapaci che si fanno pagare per fare delle foto orrende un mese dopo aver comprato la prima reflex/mirrorless entry-level,



guarda che , in un mondo in cui uno bravo fatica a portare a casa la pagnotta, se esistessero persone cosi bisognerebbe intervistarle ed imparare da loro a vendere.

Sarebbero dei fuoriclasse commerciali.CoolCool

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2018 ore 20:26    

Lord, il tuo ragionamento fila perfettamente, il mio è stato un regalo e nello stesso tempo un esperimento, ho una mia visione che non sarebbe mai compatibile con il cliente... infatti non sono interessato oltre al non volere responsabilità.
Quel che voglio dire che lo stile reportage piace ma non è facile come può sembrare. Il reportage è documentare, la foto artistica è tutt'altro tranne che documentare.;-)

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2018 ore 21:37    

guarda che , in un mondo in cui uno bravo fatica a portare a casa la pagnotta, se esistessero persone cosi bisognerebbe intervistarle ed imparare da loro a vendere.


Esistono e sono tanti. La tecnica commerciale è semplice: mostrare ritratti mediocri fatti ad amici e amiche (magari gratuitamente) e far capire, in modo più o meno esplicito, che con 20-30 euro (a volte anche meno) si può ottenere uno shooting personalizzato. Avendo quelle basi, e con il passaparola di amici e parenti, va da sè che queste persone sono capaci di farti (malissimo) un matrimonio su digitale a 200 euro.

Non sto parlando per ora di professionisti o meno, teniamo un attimo da parte quest'aspetto.
La questione è estremamente più complessa di così, sono le lacune culturali diffuse a far "vincere" le persone così.
Un fotografo che sa di essere capace, che ha una determinata attrezzatura (ok non serve il top gamma ma realisticamente parlando non puoi fare matrimoni con la d3000 e un 18-55), che ha investito tempo in studi, in esperienza, non si svende così, e quindi ha un determinato prezzario.
Uno che ha comprato una entry-level due mesi fa e che ha azzeccato qualche foto nella sua vita, non ha investito nè studiato nulla, entra a gamba tesa nel "mercato" con prezzi estremamente più bassi perchè tanto non ha nulla da perdere, ottenendo l'attenzione di chi non ha la cultura del lavoro nè della qualità, di chi non ha una qualsiasi sensibilità artistica per poter distinguere efficacemente un lavoro ben fatto da uno orrendo.

Nel video viene mostrato un esempio di una stessa scena in un matrimonio, ripreso da un parente amatore e da un professionista, il signore che canta.
Credete davvero che a buona parte delle persone non vada bene la foto dell'amatore, se gli permette di risparmiare una cifra considerevole?

Purtroppo le cose funzionano così, soprattutto al sud e nelle realtà meno cittadine anche al centro-nord.

Il fotografo "professionista", il più delle volte, ha a sua volta lacune nelle tecniche di comunicazione, vi dico per esperienza diretta che molti rimangono ciechi e non capiscono che i potenziali clienti vanno "sensibilizzati".
Invece si chiudono dietro lo scudo delle proprie attrezzature e delle proprie esperienze, fanno campagne pubblicitarie social ridicole e senza target (quando le fanno e non le considerano un modo per buttare soldi), e non si rendono conto che il vuoto culturale si va espandendo a macchia d'olio e che è nel loro interesse metterci una pezza e cambiare chiavi comunicative (e magari fare qualche sconto in più).

user158139
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inviato il 26 Agosto 2018 ore 21:54    

ha investito tempo in studi


Davvero? Dove, in Italia?

avatarsenior
inviato il 26 Agosto 2018 ore 21:57    

Davvero? Dove, in Italia?


Perchè, l'Italia è un buco nero del mondo dove non puoi studiare?

user158139
avatar
inviato il 26 Agosto 2018 ore 21:59    

Il mio intervento non era né ironico né provocatorio. Conosco un po' l'ambiente accademico statunitense e lì ci sono molti corsi di livello universitario in fotografia, mentre in Italia non ne conosco neanche uno (forse lo IED, che è comunque una scuola che non apprezzo).

Chiedevo quindi dove, in Italia, si può formare un fotografo.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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