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inviato il 22 Marzo 2018 ore 13:07
Ritornando on topic, il problema delle pose a 4 zampe, non è tanto quello del contenuto. Come dimostrano gli autori che avete citato, ognuno può mettere i contenuti che vuole in una immagine, dal morboso, al pop, al porno. Non è il contenuto che dovrebbe scandalizzare un fotografo, ma la forma. Nessuno degli autori citati, per quanto possa essere giudicato disgustoso il contenuto delle immagini che volontariamente produce, si sognerebbe mai di pubblicare una foto senza cura. Al contrario, è tutto estramamente curato, pure nell'apparente disordine dei contenuti. Il motivo è che ogni elemento (sfondo , messa a fuoco, ritaglio, tonalità, luce...) è usato come le parole in una frase. Sbagliare una parola, rende il messaggio confuso o addirittura diverso dalle intenzioni. In questo senso, la cultura, anche solo quella fotografica, può essere utile a sviluppare la "attenzione al dettaglio". Può essere interessante chiedersi perchè alcune immagini nelle gallerie risultino "inutili" (come direbbe Berengo Gardin). Va premesso che ciò accade in tutte le gallerie, sebbene un nudo inutile colpisca di più di un paesaggio inutile. Potrebbe essere perchè l'autore: 1) non ha le capacità tecniche ed espressive per fare di meglio (e potrebbe non esserne cosciente). In altre parole, non ha abbastanza cultura fotografica; 2) ha le capacità, ma non ha la possibilità operativa (soggetto, location o attrezzature adatti alle sue volontà espressive); 3) ha sia le capacità che la possibilità di fare di meglio, ma non la volontà. In altri termini, è pienamente cosciente di quello che pubblica. Il primo caso è frequente in chi inizia e fa le prime foto di nudo. E' entusiasta dell'esperienza e vuole condividere più quella emozione che la foto in se. Il secondo caso è frequente in chi non ha la possibilità, ad esempio, ci scegliere modella, location e attrezzatura ideale. Tutti problemi molto comuni tra gli amatori. Il terzo caso è più delicato perchè riguarda le motivazioni che spingono a pubblicare. Qui la casistica si allarga e diventa troppo lunga da analizzare. Ognuno si farà la propria idea per cui un autore pubblica certe foto, a meno che sia lui a dichiararlo e chi legge sia disposto a credergli. La domanda successiva è: "che faccio se vedo una foto per me brutta"? Ci sono diverse reazioni possibili: a) passo oltre con indifferenza b) blocco l'utente perchè vederlo mi fa perdere tempo o perchè voglio fargli sapere che non mi piace. c) mi indigno e manifesto la mia irritazione pubblicamente, con la speranza di un intervento dall'alto o solo per condividerla (vedi post di apertura in questo thread). d) faccio una critica costruttiva . Il comportamento "a" è il più semplice e, secondo me, quello più da "fotografo". Siamo esposti quotidianamente a migliaia di immagini e se non abbiamo l'occhio per scartare e selezionare rapidamente e freddamente quelle che ci interessano, difficilmente potremo essere buoni fotografi. Il comportamento "b" è molto efficace, e va differenziato il caso di blocco massivo o selettivo. Il blocco, non è un giudizio o uno strumento offensivo, ma solo un filtro. Se usato massivamente, permette di filtrare facilmente tutti gli autori verso i quali non abbiamo interesse. Purtroppo ha degli effetti collaterali: questi utenti bloccati non possono più interagire con noi. Quindi il blocco massivo non è adatto a chi cerca il confronto e il consenso (like, critiche, ecc...). Invece, il blocco selettivo di pochi autori, è una forma di dislike. Se fate caso, i social non hanno il bottone dislike e ci sono buone ragioni per questo. Neanche questo forum permette di capire chi sta bloccando un certo autore: posso vedere i suoi amici, ma non chi lo blocca. Quindi, per dare al blocco questa funzione bisogna che sia reso pubblico e, infatti, chi lo usa in questo senso notifica con un post l'azione, rendendo evidente a tutti che ha applicato il blocco. Il comportamento "c" è quello meno produttivo perchè la politica di Juza è già stata espressa molte volte: libertà e uso del blocco. Quindi al massimo si condivide l'indignazione con pochi altri e nulla cambia. Ci sarabbero altre tecniche più efficaci, ma questo post è già troppo lungo. Ultimo caso è quello della critica diretta, possibilmente costruttiva che è una forma di trasferimento rapido di cultura. Per essere un trasferimento efficace, andrebbe orientato sulle carenze nei fattori sopra citati (capacità tecniche, espressive, operative) che sono difficili da conoscere. E' difficile aiutare qualcuno seriamente con un post di due righe. Inoltre, bisogna chiedersi se un autore è interessato alle critiche oppure se non ha nessuna voglia di evolvere. La reazione ad una critica verso chi è già soddisfatto, può produrre un blocco difensivo da parte di chi la riceve. Ci vuole quindi sempre molto tatto. Sarebbe comodo se chi pubblica una foto con interesse alle critiche, la accompagnasse con un'altra di un altro autore che lo aveva ispirato: "ho fatto questa foto, ma vorrei arrivare a livello di questa altra: come faccio?". In maniera più semplice potrebbe dichiarare su quale aspetto vuole migliorare, in modo da orientare la critica. |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 14:19
Interessante decalogo, ho provato a validarlo su di me. Ad esempio, io sono: 1) e a), qualche volta d) ma perché ho difficoltà oggettive a criticare nello spirito d). Quando ho qualcosa da dire che mi pare interessante lo faccio. A dire il vero in questo periodo sono di tipo 2): ho in mente da mesi un set ma mi serve tempo per farlo e tra un volo e l'altro non riesco. Un set non di nudo come quelle che faccio di solito, più articolato dove il nudo non è il fine ma funzionale. Gradirei risposte di tipo d), se non possibile va bene a) in terza ipotesi, per rispetto altrui va bene la b) e non mi scandalizzo se molti mi hanno bloccato. Labirint mi ha bloccato, mi sono accorto perché mi piaceva una sua foto e volevo dirglielo, ma rispetto la sua scelta Applico metodicamente il metodo b) a chi mi mette commenti offensivi o inutili che è la cattegoria e) ma che non contempli nel tuo decalogo. Forse la includi tra c e d ma per me è meglio metterla a parte Può essere utile indicare dove si vuole arrivare, a volte non si sa neppure dove si vuole arrivare. La maieutica è sempre una gran cosa ma lunga e irta di ostacoli. |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 14:28
blocco momentaneo preso da una rinuncia al tipo d) in genere. Diciamo che non è stato un blocco massivo, ma ho deciso tempo fa un blocco (che evidentemente non ti riguarda più) di gruppo legato a un certo tipologia di nudo che non condividevo |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 14:45
Labirint, sinceramente, non penso che il blocco sia un'offesa personale e vedi che infatti abbiamo dialogato cordialmente e civilmente. Sono consapevole del mio livello e non mi stupisce se vengo bloccato. Fa parte del forum e preferisco essere bloccato che essere accusato di disturbare. Riguardo al tipo 1) di Motofoto, stavo rifelttendo che essere consapevole di essere “ 1) non ha le capacità tecniche ed espressive per fare di meglio (e potrebbe non esserne cosciente). In altre parole, non ha abbastanza cultura fotografica „ può aiutare a muoversi da quel livello verso un livello maggiore. Allo stesso tempo, credo che gran parte dei fotografi, se non tutti, si sentano comunque 1) Pure l'osannato HCB. Magari un grandissimo fotografo si sente comunque 1) e questo lo spinge a migliorarsi, a non accontentarsi. C'è chi non si accontenta di essere da 9 e chi non si accontenta di essere da 3 Chi si accontenta, quella credo sia la situazione peggiore. |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 15:01
Mar-tin, sono in una situazione simile alla tua. Mi costa molto impegno mettermi nelle condizioni operative desiderate. Per questo faccio poche sessioni all'anno. Circa la reazione a immagini che non mi piacciono, seguo il metodo "a" (passo oltre a ciò che non mi interessa) e se mi viene chiesta una critica o ritengo di avere una cosa utile da dire, faccio la mia osservazione ("d")....quando ho tempo perchè fare critiche serie è impegnativo. In generale, noto che se la critica è tecnica, con indicazioni costruttive, e non contiene giudici etici o morali, è accettata. Ovviamente evito di farla quando capisco che l'autore non ha alcun interesse a ricevere suggerimenti. Labrint, anche io ho attraversato il periodo del blocco di gruppo. Più che una mancanza di condivisione sul tipo di nudo, il motivo era il disinteresse a quel tipo. Quando ho cominciato a pubblicare e contribuire è stato necessario lo sblocco totale. Da poco ho ripreso a bloccare senza troppi pensieri, ma la causa non è mai legata alle fotografie pubblicate (condivido l'impostazione libera dettata da Juza), quanto al comportamento social nei forum. Insomma, se sento puzza di troll, parte il blocco istantaneo. E' interessante vedere che la partecipazione al forum, anche se non cambia gusti e procedure fotografiche, ha comunque un effetto sui comportamenti nei riguardi degli altri ed in particolare delle foto degli altri. Ovviamente succede solo a chi ha una certa apertura mentale. Non è facile superare la fase di rigetto, sviluppando una sorta di immunità alle foto sgradite. Anni fa non mi sarei neanche soffermato a guardare Witkin o Saudek. Non li amo tutt'ora, ma comunque mi interessa come usano il linguaggio visivo e decodificare la loro tecnica. Guy Bourdin e Lachapelle, invece mi piacevano prima e continuano a piacermi (pur restando Newton il mio mito inarrivabile). |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 18:10
Buonasera a tutti. Data la distensione dei toni su un argomento che generalmente suscita ben altro mi permetto, data anche la richiesta di un parere femminile, di dire la mia senza veramente fare alcuna polemica. Premetto che non sono una professionista, tutt'altro, e che non trovo nulla di brutto o di sbagliato nel nudo (d'altronde nasciamo nudi). Fatte le doverose premesse, da donna permettetemi di dire che la maggior parte delle foto presenti sono semplicemente un'offesa al gentil sesso. Non c'è alcuno studio dietro, né della posa, né del set, né delle luci ecc....solo una mostra del sesso femminile che non suscita alcunché. E sinceramente è un peccato perché di belle foto di nudo sul forum ci sono eccome, ma sono inglobate in mezzo a tante brutture. È vero che non siamo tutti professionisti e quindi si può anche fare flop su uno scatto, ma se non aveste mai fatto una somma provereste a dare un esame di trigonometria? Onestamente trovo il genere nudo estremamente difficile perché a scadere nel volgare si fa presto e da principiante non mi avvicinerei a questo stile. Con questo è giusto e sacrosanto che ognuno fotografi ciò che crede, basta non offendersi se gli viene rivolta qualche critica. Ognuno è libero di postare ciò che vuole, ma se l'intento dei fotografi è quello di tirare fuori qualcosa di buono secondo me c'è bisogno di un maggior studio. Spero di non aver offeso nessuno perché non era mia intenzione. Valentina |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 18:37
Scusate la mia (profonda) ignoranza in materia, ma negli anni in cui sono stato responsabile del circolo fotografico del mio paese, ho sempre pensato e detto lasciamo perdere la parola arte, in fotografia si scatta con l'intenzione di dare un'emozione all'interlocutore , non è mia intenzione offendere nessuno ma la ricerca dei fotografi del passato o anche odierni come fossero (maestri) o filosofi, la trovo una scusa per giustificare le nefandezze che si posta, sia chiaro non solo nel nudo, se si vuole fare foto (erotiche) sono migliori quelle con lingeri vedo non vedo, quelle con i genitali in primo piano sono secondo il mio modesto parere, volgare pornografia, ora se volete linciatemi pure. saluti. |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 19:17
È giusto che ognuno abbia una propria opinione e un proprio modo. Però dovresti leggere meglio il discorso perché nessuno giustifica nulla |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 22:33
Ho seguito tutto il discorso, e mi pare di capire che nominando i precursori del nudo si intenda giustificare o quantomeno dire che si trae da loro ispirazione, giustificando il nudo integrale ed a volte molto spinto verso la volgarità. saluti. |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 22:42
Difficile definire chi siano i precursori del nudo allargando all'arte intera. Così come è difficile quantificare la volgarità, che in epoca vittoriana era estesa anche alle gambe dei tavoli. Difficile anche stabilire i cm di vedo e i cm di non vedo. In passato narra la leggenda che prima di andare in televisione ci fosse un addetto alla misurazione delle gonne. Le prime minigonne fecero scandalo come i primi costumi da mare bikini che ora sarebbero inusabili per quanto coprenti. www.bigodino.it/moda/la-storia-del-costume-da-bagno-dai-primi-del-900- |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 23:01
mar-tin. La tua risposta e la foto postata sono la misura del tempo che è passato, molto probabilmente la giusta risposta si trova nell'età dell'osservatore, e questo non depone a mio favore, io appartengo ad una passata generazione in cui certe foto non solo non si vedevano ma neanche si immaginavano. Ai miei tempi vi era il bikini (abbondante), ma ti dirò nel mio vagabondare in camper per l'Europa in Croazia ero a confine con l'area nudisti ti dirò le donne con molta peluria erano passabili ma gli uomini con i peni ciondolanti erano patetici, ecco perché sono convinto che una donna in abiti succinti sia molto (erotica) mentre i genitali in primo piano li vedo volgari. saluti. |
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inviato il 22 Marzo 2018 ore 23:21
Credo che certi valori siano relativi e sfuggono ad una definizione univoca. Allargando il discorso allo schiavismo e il cambiamento di percezione si capisce meglio ancora. Oltre ai tempi ci sono le nostre personali convinzioni, rispettabili, ma personali. Tutti noi conosciamo persone con differenti sensibilità riguardo differenti temi, omologarci ad un unico sentire è impossibile. Nelle nostre chiacchiere cercavamo di capire, alla luce della storia dell'arte, in fotografia, se è possibile o meno mettere dei paletti, per quanto ampi. In una galleria amatoriale, convivono molte differenti sensibilità e capacità, in nudo possono essere amplificati i conflitti. A Valentina vorrei chiedere se le è mai capitato di studiare un panorama, come inquadrarlo, poi scattare, stamparlo soddisfatta e, dopo qualche anno rivederlo e farsi una risata. Le capacità si affinano con il tempo e l'autovalutazione è spesso difficile. Un forum dovrebbe servire a questo. Inoltre, se un fotografo più bravo di lei irrompesse nella sua galleria e denigrasse il suo lavoro, che è diverso da analizzare criticamente, accusandola di avere scattato un ritratto o un paesaggio con sciatteria e intimandole di smetterla di lordare il forum, forse ci rimarrebbe male. PS: non c'è bisogno di maggior studio, quello non basta mai, per me PPS: @Michele: beato te che hai vagabondato per l'europa in camper! E' stato sempre il mio sogno ma non ho mai avuto il coraggio di farlo, per ora. Vediamo se quando sarò in pensione... se ancora esisterà la pensione.... |
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inviato il 23 Marzo 2018 ore 8:18
“ giustificando il nudo integrale ed a volte molto spinto verso la volgarità. „ abbiamo parlato di fotografi che hanno iniziato a fare quelle foto alla fine degli anni 60, anche Mapplethorpe fa i suoi lavori in polaroid agli inizi degli anni 70, quindi non è che stiamo parlando di qualcosa di molto attuale o che non era presente nella fotografia di una ventina di anni fa Ora permettimi perchè non sono polemico, ma sinceramente stai insistendo su questo punto e significa che semplicemente non hai capito quindi permettimi di dirti di rileggere bene quello scritto perchè non si giustifica nulla, ma si sta dicendo che non è una questione di mostrare o non mostrare la volgarità ,ma il problema è il come Io ho fatto solo una volta un nudo maschile perchè per me è imbarazzante, ma non escludo di rifarlo, si vede un uomo nudo e non la vedo volgare in nulla. Purtroppo non l'ho pubblicata qui per linkarla, ma faceva parte di questa serie www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=2141244 |
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