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Io direi che la musica che ci piace ci emoziona, scatena ricordi. Pensate un mio carissimo amico mi regalò The division bell, tre giorni dopo morì in un incidente. Per anni ascoltando quel disco mi commuovevo fino a piangere, e non perché il disco in se sia un'opera d'arte.
Comunque nel portafogli tengo la foto dei figli. E da giovane quella della morosa.
E che dire poi del cinema, a me scatenano tempeste di emozioni film tipo Metropolis di Fritz Lang o i film di Ermanno Olmi ma anche La leggenda del pianista sull'oceano...ognuno ha i suoi gusti
il mondo è grande Paolo, la musica ha molti differenti significati ed utilizzi. in Africa per esempio ha scopo di comunicare, comunicare stati di umore, festa, lutto, ecc... In Australia tra gli aborigeni la canzone porta al sogno che porta ad un percorso trascendente. nessun regnante e nessun dio in questi casi, e da migliaia di anni.
Vero ooo Ma non mi ci vedo seduto nella mia sala di ascolto,ad ascoltare musica aborigena Nient contro naturalmente,sarà anche interessante.mi pare però che buona parte di noi ascolti musica più impegnata, o perlomeno così mi immagino sia per buona parte di noi
la musica aborigena è musica impegnata. con il didgeridoo è iniziato l'utilizzo della respirazione circolare che poi è stata adottata nel jazz e in altri generi con i fiati ad ancia e a bocchino. Spesso si fa un po' di confusione nella musica, quando non ci si è abbastanza dentro. Si tende a credere che le percussioni siano strumenti semplici mentre il violencello e l'oboe sarebbero strumenti difficili. Le credenze sulla musica, i falsi miti... ci sono una marea di pregiudizi e spesso come ho costantemente detto in questo forum la bella musica è quella che ci ricorda i bei anni andati, ma la musica può essere fatta molto male o molto bene indipendetemente dagli strumenti utilizzati.
La musica come elemento comunicativo universale è sconosciuta alla maggior parte degli esseri umani al di sopra dei 20anni.
user117231
inviato il 20 Luglio 2017 ore 19:00
Mi sfugge il perchè, qualcosa che evoca un mondo perfetto ( nel quale andremo dopo )... sarebbe una badilata sui coglioni.
Per me badilata sui coglioni è meglio ben definita da quanto elenco sotto.... la foto di Gursky, certi quadri di Mario Schifano e certe opere di Arman, tutta l'opera poetica di Leopardi e Petrarca, la prima e la seconda guerra mondiale e tutte le guerre combattute facendosi massacrare avanzando, il 23 Maggio e il 19 Luglio 1992, il finto sbarco sulla Luna del 1969, e assolutamente tutte le ca.zza.te dette dalla scienza e fatte passare per realtà.
Per me la musica è anche conoscenza Nel senso che poiché io non sono musicologo,e mi accontento di ascoltare ciò che scopro con il passare del tempo Mi piace associare i compositori, con i periodi storici e politici In questo modo,sono arrivato alla personalissima conclusione che i musicisti scrivevano ,o per il Re, o per la chiesa,per Dio se preferiamo
Si potrebbero fare diversi esempi Marin Marais per la corte
1) Alla fine, tutti i musicisti componevano per mantenere la famiglia. Poi, dopo, ma mooolto, moooolto dopo, la società del benessere ha stilato graduatorie opinabilissime su quale fosse il massimo genio del momento, del secolo o di tutti i tempi. Di solito tali classifiche erano stilate da persone che potevano permettersi di fare e dire quello che volevano senza compromettere il menage familiare, ai tempi di Monteverdi, Bach, Liszt o Beethoven il fumo girava differente, si puntava a comporre capolavori per questa o quella entità terrena o eterea ma era fondamentale diventare compositore di corte, maestro di cappella o organista di corte.
2)
“ Musica preistorica „
Rifiuto sdegnosamente qualsiasi riferimento del genere!! La sola musica preistorica che possa essere ontologicamente definita tale è il mirabile e mai più eguagliato concerto dei cavernicoli nel film "La pazza storia del mondo" di Mel Brooks.
magari poi carico qualcos'altro se vi fa piacere, anche cose brevi.
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