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inviato il 26 Novembre 2016 ore 10:41
Comunque... devo dire che alla fine, più di tanti calcoli (che comunque si devono fare) per me conta quello che vedi sul vetro smerigliato. Serve una buona lente e tanto tempo a disposizione. Il vetro ti da' gia' un'indicazione di quanta luce arrivera' alla pellicola e ti dice esattamente la differenza di illuminazione nelle varie zone del fotogramma. Insomma, serve manico ed esperienza, ma alla fine, se fai panorami in luce piena non e' poi cosi' difficile. Anche lo still, se lavori in luce continua e hai luce a sufficienza, non pone particolari problemi... I flash invece son piu' difficili... |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 11:27
Ragazzi, tra poco dovrò caricare le lastre. Mi dite se è pericoloso toccare la prte sensibile con le dita? |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 11:30
Devi maneggiarle prendendole tra il medio ed il pollice senza toccarne la superficie ma solo appoggiando i polpastrelli sui lati e curvando leggermente la lastra, ovviamente quello corto, con un po di pratica sarà semplice. Se poi usi dei guanti in cotone sei al meglio della situazione. |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 11:48
Pericoloso no... dannoso per la pellicola si. Come hanno suggerito, guanti cotone o lattice (il cotone a volte lascia peli)...e toccarle solo sui bordi. Attenzione alla pulizia... peli, polvere, etc sono micidiali. Attento a non rigare la pellicola.. Attento al sudore e all'umidita'.. Per il resto e' un'operazione semplicissima.. |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 12:18
Faccio per piacere personale un po' di analogico MF, e il pallino di una folding, o meglio ancora una "non folding" (che sarebbe una folding che non si chiude del tutto, con alcuni vantaggi e alcuni svantaggi) ce l'ho da parecchio, ma ho resistito, e con questa discussione me ne sto convincendo sempre di più. Per la pratica dell'analogico sei partito subito un po' troppo alto, a mio avviso. Non volendo il 35mm, ti conveniva di più iniziare con una buona medio formato, che ormai te le tirano dietro. Una Hasselblad, una Mamiya o altro, con modalità d'uso già molto diverse dal digitale, ma ancora lontanamente paragonabili, forniscono risultati molto buoni. Io utilizzo macchine con esposizione automatica, avanzamento motorizzato, e anche af (una), etc., ma la maggior parte delle MF sono totalmente manuali e senza esposimetro. Se quello che cercavi era anche una modalità più lenta e pensata, ti garantisco che col MF non manca. La digitalizzazione di qualità poi è più facile, tanto che la faccio personalmente con risultati che mi soddisfano. E con la possibilità di fare anche proiezioni, che sono una fruizione totalmente diversa e molto godibile, visto che anche i proiettori 6x6 belli, un tempo inavvicinabili, costano pochissimo. |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 13:09
Giuliano.... so che mi sono ficcato in una situazione difficile..... Vediamo come va. Oggi farò i primi due scatti, tra pochi minuti proverò a caricare le lastre..... |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 14:45
ma non e' nulla di difficile. E' solo un po' complesso e bisogna prenderci la mano. Stanzia una cifra adeguata per pellicole e scatta/sviluppa a nastro. Prendilo come se pagassi un corso di fotografia. Metti in conto di buttare pellicola per i primi cento scatti (anche se non sara' cosi') e poi vedrai che diventera' uno scherzo.. |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 20:30
Vado a leggere... |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 20:41
@Paco Innanzitutto complimenti per il blog. E per il bel «racconto»: mi ci sono ritrovato in pieno nelle «paure» della nuova avventura. Ho visto che hai utilizzato la «casetta». Hai visto come ti aiuta? Ma a che ora hai fatto gli scatti? Possibile che hai dovuto utilizzare tempi così lenti? P.S. Te l'avevo scritto che dentro la busta le lastre sono protette dal cartoncino. |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 21:37
Grazie mille Niko. In realtà credevo che il cartoncino fosse uno solo, al tatto, ho scoperto che sono due. Lo scatto l'ho fatto che erano circa le 17.00 Cmq domani farò un altro scatto.... Ma non è che avresti qualche tuo scatto fatto col banco da mostrarci? |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 22:05
In questo album puoi vedere le scansioni (a bassa risoluzione) di alcune lastre. Le foto a colori sono state fatte su Velvia 100. Quelle in bianco e nero su tre tipi diversi di pellicola: Fomapan 100 (economica e utilizzata all'inizio per fare pratica), Ilford Delta 100 (un ottimo compromesso costo/qualità), Fuji Neopan Acros 100 (la più costosa ma di altissima resa, almeno per la tipologia di foto che mi piace fare). www.flickr.com/photos/122372283@N07/albums/72157661317012539 |
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inviato il 26 Novembre 2016 ore 22:21
Mi sembra poco adatto il cavalletto con colonna alzata e testa sfera un po' "leggerina" per un banco ottico. |
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inviato il 27 Novembre 2016 ore 2:37
Quel cavalletto e quella testa vanno forse bene per la a7, non ci metterei su nemmeno una 6x6. Assolutamente no poi la colonna estesa, che con un po' po' di carico di punta come quello diventa instabilissima. La location poi, sabato pomeriggio sui Navigli  , che ti aspettavi |
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inviato il 27 Novembre 2016 ore 3:11
“ Beh, anche il c41 non è così complicato da sviluppare in casa. L'unica difficoltà in più rispetto al b/n è trovare un metodo per mantenere i fatidici 38 °C +/- 0,3 per 3:15 minuti. Una bagnomaria di almeno una quindicina di litri e puoi andare tranquillo. „ Riscaldatore per vasca dei pesci e pompa/elica/quello che vuoi per fare circolare l'acqua. Nella mia CO (uno stanzino dato in presti dal comune dove non c'è mai nessuno) non è raro trovare temp di 10° e fidati che le temperature dei bagnomaria rimangono stabili molto poco prima di iniziare a scendere abbastanza in fretta. Paco68 complimenti per l'avventura in cui ti sei cacciato Io ho fatto una decina di ritratti in polaroid con una 4x5 (in prestito) e non sono venuti troppo male, non mi immagino con la Ektar come potrebbero essere |
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