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inviato il 01 Settembre 2016 ore 14:20
C'è di peggio, credimi. |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 14:23
Bravo pisolo. Ben detto |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 14:32
Credo che, la bellezza di uno sfocato sia anch'essa personale, quella dell'Elios a me non piace, mi pare confuso! sono tutti gusti, a ciascuno il suo come sempre. |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 14:52
Per non sbagliare cercherò di comprare l'85 1.2 così ho nitidezza (35 art) e magia (canon) |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 15:04
Elnancio eroe ahaha |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 15:13
La magia la faccio io, quando vedo un fotografo seduto al bar che fa colazione, con l'obiettivo sul tavolino... Appena si distrae, mi avvicino e glielo faccio sparire. |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 15:40
Quella non è una magia nel senso che si intende qui, e nemmeno in quello che si intende fuori da qui. In genere il concetto di magia è associato a quello di finzione, inganno, simulazione.ma anche abilità e destrezza. Ripensandoci nel tuo caso si tratterebbe di furto con destrezza, e forse la magia ci potrebbe anche stare. |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 16:13
Io credo che la magia non possa essere vista da tutti allo stesso modo: C'è un aspetto, o più di uno, che ciascuno di noi reputa magico, perché magari quell'aspetto gli ricorda qualcosa a cui ripensa con piacere, o comunque per qualcosa di bello.. Uno scatto magico, per un singolo individuo, può essere anche tecnicamente sbagliatissimo, essere composto male o per niente, ma per me la fotografia, almeno per ora che è solo e soltanto un hobby, è una ricerca di un ricordo, e sì, anche un tentativo di esprimere questo ricordo, di comunicare qualcosa tramite questo ricordo, ma soprattutto la prima cosa: Una foto mi deve far emozionare, mi deve far ricordare un aspetto o un momento felice, e la magia è in questo: l'obiettivo che scelgo è solo il migliore che mi possa aiutare a raggiungere questo scopo, e non importa che costi 100 o 2000 euro, IO devo essere convinto che mi piaccia. Ovviamente con questo non oso assolutamente mettere in discussione le qualità ottiche dei vari obiettivi, anche perché il migliore che ho potuto provare finora è stato il 50 f1.8 STM, ma volevo ribadire che sia la macchina che la lente sono solo il mezzo per raggiungere il nostro scopo, e vanno scelti in base a esigenze, possibilità e gusti personali |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 17:56
“ Beh... va comunque detto che, il bokeh del 50 L lo si riconosce in uno scatto! come si riconosce quello dell'85 f1.2, il carattere di questi vetri è singolare, secondo me è questa la "magia" di cui si parla, l'impronta che l'ottica da allo scatto! poi quest'ultima puo non piacere! ma.. prendiamo ad esempio anche il 135mm f2 Canon, una foto scattata con questo obiettivo, la riconoscerei fra 1000 scatti! la "magia" secondo me è questa. „ Vedo un discorso corretto... condivido appieno |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 18:10
“ la nitidezza si misura, la magia no. Ergo la nitidezza esiste, la magia no. „ Credo che la parola "magia" la si usi impropriamente come allo stesso tempo la parola "pittorico", sono due termini esplicativi di definire un timbro o caratteristica dell'obiettivo. Ecco troverei più giusta la parola "timbrica" o "caratteriale" derivante proprio dalla caratteristica di ogni singolo obiettivo. C'è di fatto che come dici, la nitidezza si misura, vero, ma altrettanto vero che si misurano anche le caratteristiche di un obiettivo, e gli effetti (magici o definiti che vengono fuori da ognuno di essi) che si scelgono per questioni di gusto. Io per questo, ed in base alla tipologia di foto a cui mi sono dedicato (ritratti) dopo tanti obiettivi cambiati, scelgo il 50L o 85L sugli omonimi nitidi, ragione per cui, anche in post spesso si usano filtri per ammorbidire la pelle che questi obiettivi producono in gran parte in essere. Altrimenti se cercavo la nitidezza per un ritratto usavio (come avevo già provato a fare) l'ottimo 100 L f/2.8 macro. Quello si che ti tira fuori brufoli e peli sul viso di una ragazza che iù nitido non si può |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 18:15
“ Proviamo ad aggiungere un pò di carne al fuoco. Non temete che le lenti dal carattere troppo forte mettano in secondo piano il vostro? Il merito poi va al 50L o a chi si è limitato ad aprire a F1,2? Seconda questione: non è che qualche volta si cerchi di sopperire alla mancanza di creatività cercando di delegare il compito all'obiettivo "speciale"? Ovviamente nessuna intenzione polemica, solo vorrei focalizzare meglio il discorso e cercare di capire cosa ne pensano gli altri. „ Credo che normalmente una persona parta sempre dal basso, e dopo aver provato e riprovato con diverse lenti (qualcuno anche macchine e brand) per arrivare a spendere (e difendere) una lente costosissima, credo che sia per i risultati ottenuti, e non perchè non abbia il manico, come mi pare di intendere. Non capisco perchè allora sul mercato tengano lenti di questo livello se poi a comprarle ed usarle siano degli incapaci. Il troppo nitido e perfetto equivarrebbe al "ti piace giocare facile, eh) |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 18:17
“ La magia logora chi non ce l'ha „   |
user26730
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 18:23
Io nel mio intervento ho usato il termine "magia" in quanto era la parola che aveva usato il creatore di questo forum. Anche secondo me sarebbe piu' esatto parlare di "carattere" e "timbro" di una lente che non di magia. La magia, credo, diventi tale nel momento in cui a noi piace il carattere di una lente. E' il nostro gusto che trasforma quel determinato crattere/timbro in magia. Io ad esempio adoro e posseggo con orgoglio il Voigtlander Nokton 50mm f1.1 che in tanti definiscono poco nitido a TA e in molti definiscono il suo bokeh nervoso e poco piacevole. L'esemplare in mio possesso, sorprendentemente, gia ad f1.1 regala immagini onestamente nitide ed usabilissime. Lo sfuocato che produce (quello che molti definiscono nervoso e poco piacevole) e' diventato per me una droga! Non e' cremoso, di sicuro, ma e' di forte carattere ed e' rude, rozzo come gli strumenti che piacciono a me. Per me, per il mio strano gusto personale, quella rudezza e quella rozzezza diventa magia. Per me lo sfuocato del Nokton 50mm f1.1 e' magico. Per molti altri e' inguardabile. Ecco dunque che la magia ce la mettiamo noi nel momento in cui ci piace un tipo di rendimento di una lente. Il carattere invece e' un dato di fatto innegabile. Anche chi non ama il Nokton 50mm (visto che ho parlato di lui continuo ad usarlo come esempio) e chi detesto il suo bokeh comunque gli riconosce un carattere forte, definito e riconoscibile. Dunque il carattere e' un dato oggettivo come la nitidezza. Max |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 21:30
Pippopoint non intendevo dire che chi usa quelle lenti non ha il manico. Non voglio mancare di rispetto a chi le possiede, però molti qui, guardando le foto, sono in grado di riconoscerle al primo sguardo. Si può riconoscere al primo sguardo anche l'autore? Non credo. Questo cosa significa? Per me vuol dire che lo strumento tende a sovrastare lo strumentista. Faccio tre nomi noti: Berengo Gardin, Roiter e Cartier Bresson. Li ho scelti perchè usavano la stessa atrezzatura. I risultati però sono molto diversi. La personalità degli autori si è imposta su quella delle loro Leica e dei loro Leitz. |
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inviato il 01 Settembre 2016 ore 21:48
La nitidezza è fondamentale in una lente, ma da sola non basta. Ci sono altri aspetti che rendono superiore una lente rispetto ad un'altra semplicemente nitida. |
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