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inviato il 28 Luglio 2016 ore 8:58
L'idea di mettermi davanti al pc a sviluppare raw per ore e ore non mi piace per niente, ma credo che il problema del tempo sia pretestuoso. Utilizzate tutte le foto che scattate? Stampate tutte le foto che scattate? Non scartate niente? Premesso che esiste anche una cosa chiamata sviluppo in batch io preparo solo le foto che mi servono veramente, e questo riduce i tempi al minimo. Il resto viene archiviato così com'è, se dovesse servirmi sono sempre in tempo a metterci le mani successivamente. Il senso della discussione però era un altro, dimostrare le potenzialità del formato, e su questo credo che l'autore abbia fatto centro. |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 9:05
su 100 foto che scatto magari in una giornata a spasso,ne svilupperò,per così dire,viste le mie capacità,una decina subito,poi a distanza di giorni,settimane,le riguardo e se trovo altro che mi piace procedo ,le altre iniziano la strada verso il cestino |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 9:20
Del digitale, anche se sono "vecchietto" anagraficamente e fotograficamente, apprezzo praticamente tutto.. anch'io scatto solo in RAW, tanto le foto che non mi servono non le tocco... Quanto ai recuperi "favolosi" non mi scandalizzano più di tanto; Come molti curo l'esposizione durante lo scatto dal momento che la PP non è assolutamente il mio forte e uso praticamentee soltanto DPP . Sinceramente e senza polemica alcuna non ho ben capito perchè esporre per le luci, avrei esposto in spot la fanciulla e, delle luci sovraesposte me ne sarei curato poco o niente, perchè in certe situazioni le luci "sparate" aiutano a tirare fuori il soggetto ma, e questo è evidente, io non ero la e quindi potrebbe essere che se lo fossi stato avrei fatto anch'io così! |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 9:42
@Fastgiaco ho esposto per le luci perchè il mio flusso di pensieri è stato il seguente: "Cavolo, è quasi buio. Il monopiede è in macchina a 20 minuti di cammino da qui, dannato cervello che si distrae con il sorriso fresco delle fanciulle! Però guarda che bello sfondo, quei riflessi arancioni, vediamo che tempi mi dà l'esposimetro in "A".... No, vabbè, con l'80-200/2.8 non posso mai arrivare a 1/20 a mano libera, forse con il monopiede. Posso provare ad alzare gli ISO..." -clic- -clic- "Beh, a 16000 ISO... però sia le luci che i riflessi sono bruciati, e si perde quella tonalità arancione.... aspetta, ho un sensore ISO invariance, posso provare a esporre bene luci e riflessi e vedere fino a quanto riesco a recuperare la fanciulla, qualcosa potrebbe anche uscire fuori, tanto vale provare" -clic- -clic- Riguardo al flusso di lavoro, io sviluppo generalmente il 20% delle foto che scatto, e sebbene possa sembrare di no, io curo abbastanza l'esposizione e la composizione dell'immagine, quindi generalmente è questione di 2-3 minuti a foto. Ieri ho fatto un centinaio di [negozio 24] un'altra ragazza, e in un'oretta avevo già sviluppato quelle 12 che mi piacevano particolarmente. Nel weekend le rivedrò tutte per svilupparne altre 4 o 5 su cui ero incerto e che magari avrebbero richiesto un po' più di tempo (generalmente problemi di sfondo - oppure cancellare il riflesso mio sugli occhiali da sole - eccetera) . La scrematura è importantissima, personalmente è raro superare quelle percentuali, a meno chè non si tratti di lavoro, ma in quel caso il tempo è pagato. Mi sorprende comunque la visione rigida e chiusa che molti hanno in merito alla fotografia, allo sviluppo del RAW e anche verso il post-processing. Si tratta di una disciplina artistica, e in quanto tale è per definizione soggettiva, criticare e non accettare dei metodi che comprendono un ritocco o una modifica dello scatto, entro certi limiti dettati dal buonsenso (di certo non ritaglio la fanciulla e la incollo su uno sfondo diverso), mi sembra un atteggiamento di chi, forse, non ha ancora compreso che la fotografia digitale non è la fotografia analogica bensì la sua evoluzione, che comprende anche approcci diversi. (fermo restando che lo sviluppo di una pellicola, spesso, si svolgeva in modo analogo, con ritocchi e recuperi vari). |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 10:00
“ (fermo restando che lo sviluppo di una pellicola, spesso, si svolgeva in modo analogo, con ritocchi e recuperi vari). „ Diciamo che i più bravi facevano proprio così. Citare Ansel Adams è forse banale ma inevitabile. I comandi scherma/brucia non sono un'invenzione di Adobe, derivano da tecniche applicate in camera oscura, proprio come le maschere. “ di certo non ritaglio la fanciulla e la incollo su uno sfondo diverso „ Ipotesi raccapricciante ma a sua volta figlia dell'analogico, i cosiddetti "fotomontaggi" non sono stati inventati adesso. |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 10:39
@Stefano infatti, diventano "fotomontaggi" non più fotografia, è un'altra forma espressiva che spesso non è meno meritevole. |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 11:00
@Adriidra,non c'entra nulla l'età ma quello che c'e sotto il "soffitto";ci sono giovani con più buon senso di tanti altri che di anni ne hanno molti di più ma non matureranno mai,allo stesso tempo ci sono persone anziane con mentalità molto più aperta di tanti giovani,per cui non giudico mai a priori. Fermo restando che ognuno ha tutto il diritto ad avere le proprie idee non discuto sul come uno ottiene un determinato risultato,però (sempre a mio modesto avviso) trovo molto discutibili determinati risultati. Trovo molto utili i vantaggi che ci offre la tecnologia,molto meno complicarmi la vita per poter dire di averla sfruttata a fondo degustibus. PS.Mi sono evoluto anch'io,breakfast =Jogurt,tè con pane e marmellata,,gli alogenuri mi creavano acidità . |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 11:05
Hai ragione. Purtroppo non ci sono unità di misura che possano quantificare i limiti del buon gusto e della decenza, però possiamo affermare con certezza che un certo tipo di ritocchi non nasce con il digitale. Se ammiriamo il già citato Adams per la sua capacità di tirare fuori il massimo dal negativo e dalla stampa, per coerenza non possiamo denigrare che cerca di fare altrettanto con gli strumenti attuali. |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 11:13
Per poter esprimere un giudizio minimamente attendibile, dovrei vedere lo scatto di Raffaelefranco a risoluzione nativa. Cmq, da quel poco che si può dedurre su risoluzioni "francobollo", mi sembra un buon recupero e le condizioni di luminosità non lasciavano molto spazio ad altri metodi.... rimane da capire se con la D750 era meglio scattare in tempi di sicurezza a 12.800iso o sottoesposti di 2 stop a 3.200 iso e poi recuperare.... Sulla questione RAW, posso solo dire che il mio ultimo jpg l'ho scattato nel 1955 Scatto sempre ed esclusivamente in raw da quando ho preso la mia prima reflex digitale alla fine del 2004. I vantaggi sono molteplici e non mi dilungo perchè è da 12 anni che la cosa è risaputa, credo che la sappiano pure i muri. Il RAW è il cosidetto negativo digitale e un grande vantaggio, oltre a molti altri, è quello come ha detto giustamente qualcuno, di poter riprendere vecchi scatti e migliorarli a distanza di tempo. Questo scatto fatto 10 anni fa con una nikon D200, ha avuto una versione con ampie zone del cielo bruciate e dettagli troppo annegati nell'ombra. Ho ripreso a distanza di 6 anni lo scatto con LR 4 e l'ho recuperato sensibilmente sul cielo e nelle ombre, riusciendo a creare un'immagine più profonda. www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=322325 Se riprendo oggi, dopo altri 4 anni, quello scatto con Capture One, sono convinto di ottenere un'immagine ancora migliore, più dettagliata, con più recupero nelle alte luci intorno al sole e più tridimensionale, pronta per stampe anche superiori al A2. Se avessi scattato con i jpg che sfornava la Nikon D200 10 anni fa, avrei avuto un'immagine scialba, senza una marea di informazioni, uno scatto quasi da smartphone.... con il quale avrei fatto ben poco.... |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 11:26
@Bomba il tuo ultimo messaggio è stato esaustivo e, yoghurt a parte, non siamo così distanti nel pensiero |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 12:21
“ Trovo molto utili i vantaggi che ci offre la tecnologia,molto meno complicarmi la vita per poter dire di averla sfruttata a fondo degustibus. „ È vero Bomba, ma non è il bello della fotografia il pregio di aprirti la mente, di farti pensare tanto e in modi diversi? Se il senso di tutto quello che facciamo è centrare l'esposimetro non è forse limitante? Le opportunità sono talmente tante (oggi anche grazie alla tecnologia) perché semplicemente non allungare la mano per prenderle? Se non ti convincono l'icona del cestino è talmente vicina :) Senza nessuna polemica, solo una piccola provocazione. |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 12:41
Mi è venuto in mente che pochissimo tempo fa ho sfruttato molto il RAW per un'altra situazione estrema, ma non riguardava l'esposizione. Il 16 Giugno di quest'anno, durante una giornata estremamente calda per via della risalita di scirocco a raffiche (che generava poi venti di caduta bollenti), a Palermo si sono toccati i 45 gradi. Il vento di scirocco molto teso ha favorito l'insorgere di incendi, grazie anche all'impegno di qualche pezzo di mer... ehm volevo dire piromane. Grazie alla veduta che ho dalla finestra di casa mia, ho potuto seguire l'evoluzione di uno degli incendi che più mi ha rattristato, poichè avvenuto sul promontorio di Monte Pellegrino, che sovrasta la città e sul quale ho tantissimi ricordi nostalgici della mia infanzia. Ho scattato delle foto abbastanza drammatiche che sono diventate virali sui social e hanno raggiunto in poche ore diverse decine di migliaia di condivisioni. Queste foto non sarebbero potute esistere se non avessi scattato in RAW, con la D750, a 100 ISO e usando il Nikkor 100-300/5.6, un obiettivo AIS sorprendentemente risolvente (e che ho pagato 18 euro, nel 2008). La dimostrazione è abbastanza lampante. Questo è il JPG:
 Questo è il JPG sviluppato dal RAW:
.jpg) La visibilità era davvero scarsa, sia a causa del fumo dell'incendio, sia a causa dello scirocco che trasporta sempre sabbia e causa questa densa foschia grigio-marrone. Tutte le foto che circolavano sui social su quest'incendio erano come la prima. E poi spunto io, con un reportage nitido e i cui contrasti esaltano la drammaticità dell'evento. Altri esempi, prima il JPG, poi lo sviluppo dal RAW:

.jpg)

.jpg)

.jpg) In questi casi avrei potuto esporre perfettamente, comporre l'immagine in modo preciso, potrei anche aver usato una medio formato da 20 mila euro con degli obiettivi da 5 mila, ma se non avessi sviluppato il RAW avrei ottenuto sempre le prime versioni delle foto, e mai le seconde. Il RAW arriva addirittura a mostrare dettagli (gli alberi, ad esempio) che sul JPG sono nascosti dalla foschia. |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 13:06
Perdonami, Raffaele, ma tutto ciò, francamente, è inammissibile! |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 13:21
Se vuoi fare le cose per bene, al prossimo incendio porta anche un esposimetro esterno, possibilmente Gossen, e prepara un color checker o una white balance card certificata ISO 12233; poi in menu/impostazioni vai su "WB personalizzato", inquadri e premi "set"; poi giri la ghiera e nella nuova finestra di dialogo premi di nuovo "SET", poi esci e imposti il WB su custom. Con l'occasione controlla anche di non aver involontariamente attivato l'opzione RAW+JPEG, e accertati che sia JPEG e basta (la prudenza non basta mai). ....quando hai finito, puoi finalmente fare segno al pezz..., ehm, piromane che può continuare . |
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inviato il 28 Luglio 2016 ore 13:23
@Caneca lo so, lo so. Avrei dovuto recarmi direttamente sul luogo dell'incendio per fare un reportage vero, invece di usare il trucchetto di lavorare i RAW, tsè. E ovviamente scattare in JPG. ANZI NO, scattare in BITMAP. |
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