user20639
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 2:28
Nove: “ ora come ora, è come se ci fosse il bisogno di esplorare immagini come una maniera per vedere al di là dei limiti della prospettiva individuale, una maniera per rilevare l' estensione delle forze, invisibili da un unico punto di vista umano, che governano il mondo costruito dall' uomo e quello naturale. „ Non so se ho capito la tua percezione, puoi chiarire il tuo codice estetico, sembra un parere dell'inconscio...o sbaglio? |
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 12:06
Ottimo l'intervento di Labirint nella terza pagina. Ruff è senza alcun dubbio uno dei più acuti interpreti della fotografia moderna. Credo che oggi per fare fotografia d'avanguardia si debba guardare più alle discipline filosofiche, sociologiche e scientifiche piuttosto che ai mezzi tecnici (droni compresi). Il bagaglio tecnico, vista anche la maggiore accessibilità e facilità d'uso delle tecniche fotografiche moderne, ormai non fa quasi più distinguere un fotografo da un altro. Lo stile, tranne poche eccezioni, difficilmente è determinante ed è solo un componente accessorio (comunque necessario) dell'idea/progetto. È l'originalità e lo spessore dell'idea/progetto che fa la differenza. |
user20639
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 13:35
Sento che c'è bisogno di chiarezza, anche se siamo tutti abbastanza in sintonia, credo. L'intervento di Labirint in terza pagina l'ho condiviso subito:“ qualunque cosa crei un immagine digitale è un mezzo per raggiungere il fine dell'opera. „ . Siamo certi che le idee o le intuizioni innovative, sono il sale dell'avanguardia, praticamente, il ricercatore di cose vere e autentiche, invenzioni o scoperte, filosofie comprese: ma anche i mezzi sono invenzioni, intuizioni, ricerca. I mezzi non sono il fine, chiaro, ma sono essenziali-determinanti per arrivare al fine. Qui potremmo esaminare la storia dell'arte e discutere per ore... Come mai gli artisti o le correnti vengono identificate per le loro tecniche? Anche il vestito è un mezzo, ma è essenziale nel parlare di noi stessi....già. Non bisogna cadere nella trappola di pensare che è meglio l'estetica del contenuto, o il reale dall'irreale, la creatività o l'esperienza, il tempo o lo spazio. Sono tutte cose necessarie per fare un lavoro, le separazioni vi distrarranno, secondo me. Fate una verifica, mettetevi un foglio bianco davanti, cominciate a riempirlo di parole, di colori o disegni, vedrete subito che avrete bisogno della tecnica quanto delle idee. Perchè oggi, il dibattito sull'uomo è focalizzato sulla tecno-economia, tecno-crazia, tecno-ecologia, dobbiamo pensare che le tecniche sono mezzi, certo...ma hanno altrettanta importanza nella ricerca del bene per l'uomo e il pianeta, e assumono un valore psichico, non sono solo un codice estetico. L'arte, quella vera, contribuisce a fare le stesse cose. |
user20639
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 13:52
Faccio un esempio, ritornando alla pittura. L'arte romanica, verso la fine dell'impero 400/500 raggiunge un verismo incredibile nel ritratto e nella descrizione della natura, si direbbe: sembrano veri e pieni di emozioni quei volti-ritratti. Però, è solo nel rinascimento che hanno inventato i colori a olio moderni, solo allora si è potuto realizzare il massimo, non solo tecnico, ma anche poetico. Addirittura si è potuto emulare la luce, non solo la luce fisica, ma anche quella intima del nostro inconscio (1000 anni dopo). |
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 14:06
“ Come mai gli artisti o le correnti vengono identificate per le loro tecniche? „ Confondi il pionierismo o pseudo tale, con l'idea che da adito alla composizione del messaggio emozionale. Ti faccio un esempio lampante. Ansel Adams é un pioniere, ed é sopratutto per questo che ce lo ricordiamo, mentre uno come Ghirri (e il suo paesaggio "NON conventional") non si puó certo dire che si sia distinto per i mezzi o la tecnica. Secondo me si stanno mettendo insieme troppe questioni, quando in realtá, in maniera piuttosto lapalissiana, mi pare vi sia un chiaro punto d'incontro su ció che é "Avanguardia". Non parliamo certamente ed esclusivamente del mezzo, altrimenti facciamo fare Avanguardia a Briatore ed ai suoi elicotteristi privati. |
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 14:15
Beckerwins, ottime considerazioni, ma è inevitabile che il mezzo tecnico e l'ambiente giochino la loro parte. succede sempre in tutte le situazioni. Sono solito parlare del "musicista invisibile". Sono solito dire che se si suona in 3 c'è anche il 4° musicista invisibile: l' ambiente , che inevitabilmente ti influenza mentre suoni, restituisce un'acustica sua tipica, gli orientali direbbero il karma. I mezzi tecnici e l'ambiente influenzano qualsiasi fotografo, volente o nolente, consapevole o inconsapevole. L'idea che si possa avere avanguardia, avulsi da tutto il resto è un'idea infantile che deriva dal nostro ego. è sufficiente fare un'analisi più estesa, fredda, e togliendosi un po' dal piedistallo per rendersi conto che la nostra eventuale, personale avanguardia è commista sempre, imprescindibilmente, al mezzo tecnico e all'ambiente. |
user20639
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 14:16
No, non confondo Beckerwins. Sostengo che è tutto importantissimo. Senza una cosa non possiamo fare l'altra. Tutto viene dalla testa. Grazie a te |
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 14:27
@Ooo: “ Beckerwins, ottime considerazioni, ma è inevitabile che il mezzo tecnico e l'ambiente giochino la loro parte. „ Certo, sono d'accordo con te. |
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 16:22
Che strade stiamo percorrendo? Consiglio vivamente di leggere un bellissimo saggio di Luca Panaro: Tre strade per la fotografia. Illustra e analizza tre diverse possibilità che si sono prepotentemente affermate nel mondo dell'arte (fotografi e artisti che usano la fotografia che hanno una stretta collaborazione con gallerie e musei). Omette, perché già molto discussa, la staged photography (Wall, Credson, Sherman...). Solo un piccolo appunto: la fotografia street o di reportage non è stata sempre e solo quella dell'attimo decisivo. Purtroppo Bresson è uno dei più conosciuti, uno dei più seguiti, uno dei più copiati. La verità è che negli stessi anni ci sono stati fotografi che teorizzavano e praticavano l'esatto contrario: la vita è un fluire significativo e non importa o non ha senso dover per forza coglierne uno perché lo si pensa più significativo di un altro. |
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 21:01
Signori è un piacere leggervi ma da dove spuntate? Questo è l'unico sito di fotografia in cui sento parlare persone dotte e colte, c'è tanta ignoranza tra i fotografi, non per estremizzare come fa il buon Toscani, ma incontrare persone di un certo livello è diventata un'impresa ardua |
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 21:18
basta che non siano le gente di un certo livello del buon Fabio De Luigi |
user86925
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 22:17
Leoconte: “ Non so se ho capito la tua percezione, puoi chiarire il tuo codice estetico, sembra un parere dell'inconscio...o sbaglio? „ stavo riflettendo all' uso dilagante dei selfies nei social network, che considero come l' anticamera della fotografia fatta dall' alto: rimaniamo osservatori distaccati e critici, restituendo una sensazione di onniscienza... i selfies li vedo come un possibile proseguimento dell' approccio enciclopedico iniziato da August Sanders, una mappatura della vita contemporanea governata da una forza che non è possibile vedere da una posizione in mezzo alla folla, dato il distacco e l'alienazione che ne crea. sicuramente non possiamo parlare di avanguardia pensando ai selfies ed ai droni, ma possiamo considerare questo approccio alla fotografia come le colonne portanti di un suo sviluppo futuro. |
user20639
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 23:44
Grazie Nove, adesso comprendo meglio. Adesso, restiamo sull'avanguardia, ma parliamo di altre avanguardie...ma non è proibito ritornare sul già affrontato precedentemente. Pongo una semplice domanda che tutti a tutti i livelli possono dire la loro, ne parlano proprio tutti, anche i bambini... Estetica. L'estetica è una tecnica o è arte? Ricordo che c'è stata una corrente artistica, nel secolo scorso che negava qualsiasi tipo di lavoro con l'uso estetico del segno. Ricordo anche che qualsiasi tipo di immagine viene composta da linea, punto e superficie. |
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 23:54
se non sbaglio, l'estetica dovrebbe essere "il sentire", ovvero come senti le cose. quindi non è fondamentalmente tecnica e neanche arte, ma è quel "come" ti arrivano le cose che ti circondano. Conseguentemente su quel come discende il proprio atto creativo nell'atto di esprimersi (non solo attraverso quello, certo, ma anche attraverso tutto ciò che sei in modo esperenziale e fisico). Così, in un cero senso, se le cose stanno all'acqua come l'esterica sta al contenitere che la contiene (e ciascuno è un contenitore differente). |
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inviato il 17 Marzo 2016 ore 23:59
L'estetica e' arte per chi riesce a renderla tale, e' tecnica per tutti gli altri. |
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