user39791
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inviato il 25 Dicembre 2015 ore 20:58
Anche con l'analogico si può (o poteva che sia) stampare da uno stampatore con le palle (o diventare uno stampatore con le palle) oppure andare a stampare in un centro commerciale. Il rapporto è quello, ma nessuno penserebbe mai che andare a stampare in un centro commerciale è meno "artefatto" che andare a stampare da uno con le palle.............. |
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inviato il 25 Dicembre 2015 ore 22:16
Recentemente ho preso una compatta per uscite superleggere e poco impegnative (Nikon Coolpix P340), tra le caratteristiche che volevo assolutamente avere c'era quella di poter scattare in RAW. Sono conscio che, per quel tipo di fotocamere, quella possibilità sia meno importante che su una APSC o Full Frame ma, a mio modesto parere, la considero anche qui quasi indispensabile. Questa opzione (scattare in RAW) mi consente di concentrarmi di più sulla ripresa, perché un sacco di cose le sistemo in PP (magari in batch), evitandomi noiose regolazioni in fase di ripresa. Alla fine, potrà sembrare strano, ma spendo globalmente meno tempo, perdo meno foto e ho risultati finali sempre migliori |
user15476
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inviato il 26 Dicembre 2015 ore 19:01
www.benedusi.it/blog/cape-town_02tecnica/ "per semplificare ulteriormente (il semplificare è la mia prima esigenza?) scatto in jepg alla massima qualità. questo mi permette di avere dei file compressi abbastanza leggeri." Penso che se si è in grado di gestire la scena in modo da ottenere un file che esca al 90% già pronto allora non c'è motivo di scattare in raw. Capisco però la necessità di un buon bilanciamento del bianco; ma non basta impostare 5500k in camera quando si fotografa in daylight? |
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inviato il 26 Dicembre 2015 ore 20:12
infatti anche io la penso come pironman...se devo cmq cambiare qualcosa,tantovale scatto in raw e bona lì. |
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inviato il 26 Dicembre 2015 ore 20:59
In ogni caso se si vuole per forza modificare un Jpg secondo me è meglio girarlo in Tiff a 16 bit, e poi elaborarlo. |
user15476
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inviato il 26 Dicembre 2015 ore 21:45
Ma anche un jpeg adobe rgb non concede abbastanza spazio di ritocco? Sempre partendo dal presupposto che la foto esce dalla camera "quasi" perfetta. |
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inviato il 26 Dicembre 2015 ore 22:06
Il Jpg può essere solo 8 bit. Chiaramente è meglio un Raw girato in Tiff, non è esattamente normale generare un Jpg e poi girarlo in Tiff a 16 bit, ma se proprio bisogna elaborare un Jpg, mi pare che sia molto meglio girarlo in Tiff, inoltre si ha la possibilità di salvarlo e risalvarlo diverse volte senza perdere ulteriori informazioni da un formato che di per se è già compresso,ogni volta che si salva un Jpg c'è un ulteriore compressione. Anche il formato di photoshop va bene, che dovrebbe essere un tiff. Sicuramente ci sta di fotografare in Jpg anziché in Raw, però secondo me allora bisognerebbe generare entrambi i formati. Capita sempre una foto più straordinaria di altre e uno ci tiene a tenerla da parte. Anche a distanza di molti anni le tecnologie, gli strumenti di elaborazione e le capacità personali migliorano e magari uno vuole fare una bella elaborazione di alta qualità, perché è indiscusso che il Raw è di qualità superiore, e allora per questo sarebbe opportuno avere un negativo digitale piuttosto che un Jpg, con tutto il rispetto per il Jpg. |
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inviato il 26 Dicembre 2015 ore 22:42
Quando c'è stato il boom dello sviluppo e stampa in 30minuti (vi ricordate), abbiamo assistito ad un incremento notevole di fotografi che diventavano stampatori. I fine settimana si facevano i matrimoni e le varie cerimonie e dal lunedì al venerdì si campava (alla grande) con gli sviluppi e stampa. Ogni minilab (anche il più scarso) aveva la possibilità di creare un canale specifico per ogni marca e tipo di pellicola in commercio. Profili che doveva crearsi lo stampatore con negativi test e strumenti di misurazione come il densitometro. E che andavano controllati e allineati periodicamente. Una volta creati i profili, quando si stampava una pellicola si interveniva sulla "densita". Dando più o meno luminosità. Spesso capitava però che alcuni rullini erano "strani", e le stampe uscivano con dominanti fastidiose. Allora li si interveniva con le correzioni RGB. Sempre affidandosi alla capacità dello stampatore. Questo succedeva per tutti i rullini sviluppati e stampati. Dalla compattina della nonna al rullo del fanatico appassionato. Questo per tutte le tipologie di rulli. Dal disk, al 110, 126, 135 ecc. Poi sono arrivati gli scanner e i minilab hanno cominciato ad elaborare correzioni automatiche, ma non sempre andavano bene e doveva sempre intervenire lo stampatore per dare ulteriori correzioni. Per non parlare poi dello sviluppo della pellicola. C'era Chi preferiva sovrasviluppare con temperature un po più alte per avere negativi più densi. Questo nel commerciale. Poi c'erano i laboratori artigianali dove si facev davvero l'impossibile per tirare fuori il meglio. Ma........chi scattava e non si faceva lo sviluppo a casa, viveva comodo. Instaurata un certa fiducia con il laboratorio, si affidava per un buon 70% a loro sul risultato finale. Molti professionisti, abituati a scattare e affidarsi a laboratori professionali per lo sviluppo e stampa; oggi cercano figure diverse, ma simili. Affidando a terzi (dopo aver stabilito parametri di gusto personale e aver stabilito una certa fiducia) il lavoro di sviluppo dei loro scatti. Che siano raw o jpg. Possiamo accontentarci di un jpg, possiamo perdere 30 minuti per studiarsi lo scatto e cercare una soluzione ottimale e finita per riportarci il nostro jpg a casa, ma è sbagliato pensare che un raw sviluppato con strumenti come: luminosità, contrasto, colore ecc, che non sia una foto reale. Con il raw (lo sapete tutti) si ha più margine di intervento. Se poi non ne avete voglia, esiste anche la correzione automatica. Personalmente scattavo in jpg all'inizio. Quando ancora non conoscevo le potenzialità del raw e i software non erano così completi. Poi successivamente ho scattato in jpg per anni per lavoro. Facevo foto a prodotti commerciali e mi bastava il jpg. Ma avevo tutto il tempo di sistemare le luci e scattare al meglio. Cosa che non succede quasi mai quando si fotografa in altre situazioni. Che siano per lavoro o per divertimento. |
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inviato il 26 Dicembre 2015 ore 23:23
Sembrano interessanti i picture style per un lavoro più affinato in camera. La foto reale la puoi fare con entrambi i formati, ma poi cos'è la foto reale? Una foto che ha già solo uno sbilanciamento del bianco allora è già irreale. Io parlerei di naturalezza, quindi di profondità, di passaggio graduale e naturale dei toni e delle tinte, ma il gusto è personale, a me sta bene anche chi rende molto vividi i colori per esempio, oppure chi usa hdr con 10 file per avere tutte le sfumature possibili ed immaginabili. L'unica cosa che mi piacerebbe sempre vedere in una fotografia è la gradevolezza, e a volte la si trova anche nelle elaborazioni più stropicciate, ma a volte no, ma anche la gradevolezza rimane sempre una questione personale basata sul proprio gusto. A volte noto contrasti molto elevati, già questo è sufficiente a far perdere naturalezza, magari lo stesso vivido colore sarebbe più gradevole con un contrasto più giusto. Il segreto forse sta proprio tutto nella saturazione del colore e nel contrasto. Trovo che il contrasto sia uno dei fattori determinanti la buona fotografia e che bisogna imparare a fare l'occhio su quello. A prescindere dal Jpg o dal Raw, anche se il Jpg appare con un contrasto più secco per via della compressione e quindi perde di profondità. |
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inviato il 26 Dicembre 2015 ore 23:38
A me sembra che le mie foto siano gradevoli e con un buon grado di naturalezza,nonostante siano jpg. |
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inviato il 26 Dicembre 2015 ore 23:45
Assolutamente Giuliano, infatti ho scritto a prescindere dal Jpg o dal Raw. Si possono ottenere con entrambi i formati, ma è innegabile che con il Raw si ottiene qualcosa in più. Che poi è difficile per l'occhio notare questa sottile differenza è senz'altro vero, probabilmente ci vorrebbe la stessa immagine a fianco generata dal Raw. |
user15476
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inviato il 27 Dicembre 2015 ore 0:57
Questa differenza che per l'occhio è difficile notare a livello monitor che valore ha a livello stampa (offset o fineart che sia..)? |
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inviato il 27 Dicembre 2015 ore 2:55
Secondo me scattare in jpg quando si può scattare in raw sarebbe come avere una Ferrari e farla girare al minimo. C'è questo mito in alcuni che postproduzione=stravolgimento dell'immagine, nulla di più sbagliato, è vero che lo scatto può essere già buono cosi, ma se voglio regolare qualcosa in un secondo momento farlo su un raw è tutta un'altra musica che farlo su un jpg a mio modesto parere |
user15476
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inviato il 27 Dicembre 2015 ore 9:34
Una ferrari che gira per un tragitto breve; dalla camera al computer. Ma poi nel mondo reale si esce sempre in jpeg 8-bit sRGB, stampa o video che sia. Ma capisco che molto dipende dal contesto, in una fotografia dove si vogliono stravolgere i colori, l'esposizione etc..allora il raw è l'unica scelta. Ad esempio, leggendo sempre il blog di Benedusi, in un servizio di moda dove l'editor sceglie una decina di foto, lui ne scatta diecimila usando la raffica. In questo caso sia per lo storage che per la qualità di una reflex ammiraglia il jpg è la soluzione migliore e penso regga bene quel 10% di post produzione. www.benedusi.it/blog/sportweek-dreams-dayanes-pictures/ |
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