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inviato il 19 Novembre 2015 ore 17:58
Sinceramente per me un foto elaborata d un altro non è più una foto di un solo autore La ps è una fase che può essere creativa e di personalizzazione e se la fa un altro la farà sempre con la sua testa.... |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 18:03
Dalle parole di Gardin credo di intuire quanto sia più l'approccio che ha portato il fotoritocco alla fotografia il problema più che la post produzione. Il cliccare a cazzum che tanto poi la salvo dopo. Il non pensare la foto prima perchè la guardo sul display se è esposta giusta. I tecnicismi e le macchine moderne che fanno le foto al posto del fotografo. Estremizzando un po come se sul campo la foto la facesse la macchine e poi sulla scrivania la facesse l'uomo. L'annullamento della progettualità, della ricerca, della passione vera, della denuncia, dello SCOPO. Non possiamo negare che molte volte un discorso simile o una parte di questo emerga in molti post.... |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 18:06
Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. Si sarà accorto anche lui, che le foto photoshiroppate piacciono di più più, quindi per la vecchio proverbio sono di diritto le più belle? Ma.... |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 18:15
“ Si sarà accorto anche lui, che le foto photoshiroppate piacciono di più più, quindi per la vecchio proverbio sono di diritto le più belle? „ Infatti dice sempre che non devono essere belle ma buone “ e uscire a fotografare „ Sarò a 10.000 scatti nell'ultimo mese, una pausa caffè è concessa, no?  |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 18:25
Beh , è concesso solo a pochi il piacere di poter custodire un misterioso talento nel fare foto buone.. e inventarsi punti di vista astratti, è sicuramente più divertente, che inventarsi panorami con PhotoShop. Mistero Che poi volendo vedere, la bravura di certi utenti, la fantasia con cui usano PhotoShop, è strettamente legato al loro gusto personale e alle invidiabili competenze. Ritoccare una foto da dieci persone diverse porterà a dieci risultati diversi |
user58978
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 18:32
Grandissimo fotografo, però è nato nel 1930 ... 85 anni ... forse il "digital divide" non è solo uno slogan ... forse ad una certa età non si è in grado di comprendere appieno il "plus-valore" che la tecnologia può dare all'arte (perché la sua, bisogna riconoscerlo, è chiaramente arte) |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 18:43
Il punto secondo me non è cosa si fa o come si fa ma perché lo si fa, credo che neppure Gardin contesterebbe ad esempio qualsiasi intevento con Ps a un Lachappelle il cui vero soggetto delle foto è spesso la finzione stessa, oggi però credo che in una grande quantità d'immagini Ps venga usato non per migliorare un'immagine come si sarebbe fatto in CO ne per raccontare o dare un'interpretazione personale, ma semplicemente per omologare ai gusti della moda corrente, il che di per se non è nulla di sbagliato se uno si diverte e ne è soddisfatto, l'importante è non perdere il senso di ciò che si è e ciò che si fa arrivando a tirare in ballo l'arte |
user39791
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 18:47
PS come ogni cosa può essere positiva o negativa, a secondo di come la si usa e anche dei gusti personali. La penso come Mdales per Gardin è solo una questione anagrafica la sua avversione al digitale e a PS in particolare. |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 18:58
Immaginate che noia proporre il "gioco postproduzione" a Gardin: "Gianni, allora, che interventi hai fatto in Lightroom? " "assolutamente niente! Anzi ho denunciato Adobe!" "ah, beh.... Ok.... " |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 19:06
Booooom ! |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 19:07
Mi viene un pò da sorridere... il mito della fotografia "così come è stata scattata" è duro a morire... la postproduzione c'è sempre stata... sono solo cambiati i metodi... |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 19:21
Ragazzi, scusate se intervengo, e preciso subito che è lungi da me l'idea di fare l'apologia del grande Gardin. Vorrei solo sottolineare qualche aspetto che, magari sfugge alla maggior parte di voi (che da quanto arguisco, siete come targhet "giovani"), consideriamo che questo signore è nato nel 1930 e conta ben 85 primavere, quindi, mi sembra chiaro che non ami alla follia Photoshop. Detto questo, c'è anche da dire che in fatto di post produzione si sta esagerando in moltissimi casi, tanto è vero che io che vendo foto alle agenzie di microstock, noto che quando esagero un tantino con Ps, le foto mi vengono respinte proprio con una nota di disapprovazione per la post produzione. Quello che accade a Gardin con Photoshop e con le nuove tecnologie in senso più lato, è un po' quello che accadeva ai nostri nonni con la musica rock, pop, metallara, etc. Magari il paragone non calza alla perfezione, non è dei più felici, ma è il primo che mi è venuto in mente. Io ho fatto per 42 anni la giornalista di spettacolo, ebbene mi ricordo, la tragedia quando ci vedemmo in redazione i tecnici della IBM che ci addestravano sui PC, per mandare in pensione la cara vecchia Olivetti. Ricordo i nostri poveri grafici abituati con i loro metodi a lavorare di squadra per segnare l'ingombro di una foto nel menabò, o calcolare i testi con il tipometro, quando si videro i primi programmi di impaginazione che, all'epoca si chiamava Page Maker... Lasciamo che Gardin dica pure peste e corna di Photoshop o della fotografia digitale, e continuiamo con i nostri programmi di ultima generazione. In fondo c'è la libertà di parola, di stampa e di opinione...In chiusura, consapevole di rischiare il linciaggio, mi permetto anche di dire che nonostante la mia 6D, 100 D etc... ne passerà ancora molta di acqua sotto i ponti prima che una foto in digitale eguagli una foto scattata con la vecchia pellicola... Non se se qualcuno di voi, per i ritratti abbia mai usato la pellicola a 64 Asa, era un prodigio di nitidezza...la stessa che nessun filtro di photoshop (nemmeno il nitidezza avanzato) sarà mai in grado di restituire. Un caro saluto a tutti e mille scuse. Annamaria |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 19:27
Cara Annamaria non deve assolutamente scusarsi! Il suo è un punto di vista perfettamente coerente e condivisibile! Qui ognuno è liberissimo di esprimere la propria opinione! Colgo l'occasione per complimentarmi per la sua lunga carriera giornalistica! Un saluto Filippo |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 19:35
Caro Filippo, grazie per il tuo commento. E, se ti riesce, dammi del tu... ciao, Annamaria |
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inviato il 19 Novembre 2015 ore 19:42
E' un grande della fotografia, ancora quando si scattava con l' analogico e uno scatto era "quel" scatto. Oggi ci sono mille sistemi per correggere e modificare, ma Gardin non e' di sicuro il fotografo che ad ogni scatto, va a vedere nel mini video della macchina ogni volta il risultato. Oggi ci sono ben pochi professionisti che si possono permettere il lusso di scattare senza avere il benche' minimo dubbio che il risultato sia quello voluto. E questo e' il risultato di una scuola primaria, fatta di mille prove, in un periodo in cui ogni scatto costava anche finanziariamente, e quindi pensato ed elaborato prima nella mente, per poi riversarlo sulla macchina. CHAPEAU al grande Gianni Berengo Gardin |
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