user20639
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inviato il 13 Ottobre 2015 ore 10:33
Altro pensiero, penso legittimo nella fotografia da web è questa domanda, posta un po bruscamente: vogliamo essere testimoni o protagonisti delle nostre immagini? L'immagine riprodotta, in forma statica e in movimento, annuncia l'estensione dei generi artistici a nuove tecniche e nuove logiche creative. Così anche il ritratto, che nella pittura congelava la virtù degli uomini, oggi può manifestarsi anche come immagine in movimento; il risultato a volte anche subordinato al caso? |
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inviato il 13 Ottobre 2015 ore 11:56
non ho capito questo: “ il risultato a volte anche subordinato al caso? „ testimoni o protagonisti. testimonianza o protagonismo. 2 modi differenti di lasciare tracce di sè. la testimonianza è olistica, empatica, centrifuga. il protagonismo è ristretto, egoistico, centripeto. |
user20639
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inviato il 13 Ottobre 2015 ore 13:30
Ooo, l'immagine in movimento, spesso è frutto del caso, secondo me. Non meno priva di senso però... Testimonianza e protagonismo sono dei fluidi che spesso si contaminano, sicuramente. Uno è l'uomo che si sente al centro dell'universo e l'altro e sentirsi parte del tutto in ricerca. Cosa ne pensi? |
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inviato il 13 Ottobre 2015 ore 19:57
condivido assolutamente, nessuna separazione netta, tante vie di mezzo. “ l'immagine in movimento, spesso è frutto del caso, secondo me. Non meno priva di senso però... „ non capisco perchè quando dici imm in movimento si possono intendere molte cose in fotografia. puoi intendere: 1. la foto mossa, 2. la foto con il soggetto mosso, 3. una foto in cui il mosso non c'entra nulla ma si parla del movimento espresso nella stessa immagine per congelamento di un evento mobile (es. spruzzi), 4. una foto in cui tutto è fermo ma si fa riferimento alle dimamiche della foto data da line diagonali o dalla stessa ripresa in diagonale (non in bolla), dell'immagine. 5. una foto in cui non c'è nulla dei precedenti 4 ma che per la composizione suscita comunque una sensazione di movimento. 6. Panning 7. forse altro. Tutti e 6 possono essere voluti o casuali. Non credo che tu intendessi tutti e 6, quindi non capisco. |
user20639
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inviato il 13 Ottobre 2015 ore 20:26
Ooo, hai fatto bene a puntualizzare. Immagini in movimento sono molte, di molti generi, oltre a quelli che tu hai citato.... Per non essere noioso a spiegarle, sono una infinità: ti mostro quelle che piacciono a me Foto in movimento: www.juzaphoto.com/galleria.php?t=1526416&l=it www.juzaphoto.com/me.php?pg=105992&l=it#fot1231693 www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=996320 Foto statiche: www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=579314 www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=990866 www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=682545 Però l'immagine è quasi tutta in movimento, per un verso o per altro. Direi che è abbastanza un difetto quando è molto statica. C'è anche un tipo di fotografia nuova, che non trova molti riscontri con la realtà, è quella immagine composta da un "video", nel senso che è composta da centinaia di fotogrammi sovrapposti. Mi sembra la più statica di tutte, poichè, per paradosso si usa per fare fotografia ferma immobile, come il paesaggio fermo (da non confondere con il paesaggio in movimento). Non ho molte simpatie per i tempi lunghi in paesaggi dinamici, nascondono molti più elementi di quello che mettono in evidenza, inoltre deformano troppo la realtà per andare in un mondo di suggestioni, spesso fantascientifiche. Questo è un tema in cui gli scaffali sono pieni di libri. Il web sta sfornando di tutto, ogni tipo di qualità e ogni stile, per ognuno è una filosofia particolare... bisogna capire quanto è utile o quanto abbia senso. Spesso però, capire fa parte della sensibilità che abbiamo dentro, come uno strumento che ci permette di decifrare i linguaggi. Allora, stiamo creando una torre di Babele da fare con una sola lingua, oppure lo stiamo disfacendo con molti linguaggi diversi....questo sarebbe interessante comprendere. |
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inviato il 13 Ottobre 2015 ore 20:53
ho capito credo. intendi i punti 2 e 3. “ Direi che è abbastanza un difetto quando è molto statica. „ è una qualità se intendi esprimere staticità. La fotografia è divenuta patrimonio di tutti, il mezzo intendo. chi ama la fotografia ha una nuova scuola da cui attingere, la scuola che ne deriva osservando tutti coloro che scattano con il telefonino, e scelgono cosa mettere in web. è una scuola ad alto livello per chi sa prenderne spunti. io mi trovo più spesso a dover mettere una pezza alle mie limitazioni, quindi posso attingere poco perchè sono più impegnato a cercare di fare bene. |
user62173
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inviato il 13 Ottobre 2015 ore 20:57
Sono tanti gli aspetti che andrebbero capiti meglio. Appena meno di una ventina di anni fà, prevalentemente a scattare fotografie erano i fotografi professionisti e qualche vero appassionato di Fotografia. Aveva un senso. Adesso con l'avvento del digitale e con le nuove tecnologie a basso costo e alla portata di tutti, chiunque scatta fotografie. Anche questo ha un senso. Ma intanto è cambiato davvero tutto. Ci vorrà del tempo per capire se in meglio o in peggio !!! La prima cosa utile che farei, e dico sul serio... istituire la materia FOTOGRAFIA nelle scuole medie inferiori e superiori. Basterebbero due ore settimanali e sarebbero due ore molto interessanti per qualsiasi genere di studente... perchè la Fotografia da a tutti la possibilità di esprimere qualcosa di personale. Vanno però studiate le basi e dove farlo meglio se non a scuola ?!!! |
user20639
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inviato il 13 Ottobre 2015 ore 21:03
Lo penso anch'io Felix, il tempo è davvero una questione importante, intanto il tempo va e non ti degna di uno sguardo. Comunque non si comprende il mostro che abbiamo creato... Parlo degli effetti del web in senso fotografico. |
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inviato il 13 Ottobre 2015 ore 22:26
come non quotare I-Felix soprattutto in considerazione dell'ampio uso comune. non è accaduto solo nella fotografia ma in molti settori, vedi musica. ormai uno studio virtuale è un software nel pc e fa cose simili a sale di registrazione che costavano un miliardo delle vecchie lire. Moltissimi si autoproducono e inseriscono i propri brani. ciascuno trae considerazioni positive e negative per la massificazione di qualcosa che prima era d'elite. |
user20639
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inviato il 15 Ottobre 2015 ore 12:23
Il difetto dell'immagine nel Web? Chiedo a voi, anche se ho le mie idee su questo campo, devo ammettere, non troppo coraggiose. Secondo me, un difetto grave, è essenzialmente la chiarezza di espressione. Non so per voi... |
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inviato il 16 Ottobre 2015 ore 23:35
Ciao Leo, l'immagine di per se è una cosa complicata se la abbiniamo alla comunicazione, se la consideriamo solo immagine, resta un attimo di colore che impressiona la nostra pupilla e resta nel cervello massimo qualche giorno. Forse la questione è che ora tutti trattano immagini anche col solo cellulare e senza una preparazione specifica. Come sempre ci possono essere pregi e difetti. Io ormai mi faccio scivolare addosso ogni immagine ogni suono ogni sapore poi ci sono alcuni che mi rimangono altri che vanno dimenticati, quelli rimasti mi hanno comunicato qualcosa, quindi parto da qui a osservare, ad ascoltare e ad assaporare, per il resto vedevo, sentivo e annusavo. Il primo esercizio che mi fecero fare, quando ho iniziato una scuola di grafica in cui nel programma c'era un percorso che riguardava la creazione, fu di svuotare il cestino della spazzatura e fare qualcosa col contenuto che potesse comunicare qualcosa. Oggi questo esercizio è una questione reale, siamo sommersi di immagini di suoni e di gusti, poi dobbiamo essere noi che scegliamo cosa portare e cosa abbandonare nei nostri ricordi e questo è scrivere la storia giorno per giorno. Credo che il vero difetto siamo noi che cerchiamo un senso anche dove un senso non c'è. |
user20639
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inviato il 17 Ottobre 2015 ore 9:35
Ivo, “ Credo che il vero difetto siamo noi che cerchiamo un senso anche dove un senso non c'è. „ Sono convinto che il senso ci sia sempre, bello o brutto che sia... |
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inviato il 17 Ottobre 2015 ore 11:41
e' solo che a volte cerchiamo il senso sbagliato, quello che ci vogliamo vedere invece di quello che e' |
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inviato il 17 Ottobre 2015 ore 11:42
Leo, “ Sono convinto che il senso ci sia sempre, bello o brutto che sia... „ la frase è riferita a tutto quello scritto sopra “ l'immagine di per se è una cosa complicata se la abbiniamo alla comunicazione, se la consideriamo solo immagine, resta un attimo di colore che impressiona la nostra pupilla e resta nel cervello massimo qualche giorno. Forse la questione è che ora tutti trattano immagini anche col solo cellulare e senza una preparazione specifica. Come sempre ci possono essere pregi e difetti. Io ormai mi faccio scivolare addosso ogni immagine ogni suono ogni sapore poi ci sono alcuni che mi rimangono altri che vanno dimenticati, quelli rimasti mi hanno comunicato qualcosa, quindi parto da qui a osservare, ad ascoltare e ad assaporare, per il resto vedevo, sentivo e annusavo. Il primo esercizio che mi fecero fare, quando ho iniziato una scuola di grafica in cui nel programma c'era un percorso che riguardava la creazione, fu di svuotare il cestino della spazzatura e fare qualcosa col contenuto che potesse comunicare qualcosa. Oggi questo esercizio è una questione reale, siamo sommersi di immagini di suoni e di gusti, poi dobbiamo essere noi che scegliamo cosa portare e cosa abbandonare nei nostri ricordi e questo è scrivere la storia giorno per giorno. „ Intendevo comunque che noi siamo l'errore perchè vogliamo dare un senso (nostro senso) dove non c'è perchè esiste il senso di chi ha fatto l'immagine che non è per forza un senso universale ma solo il suo senso che per noi potrebbe non essere nulla che riteniamo avere un qualcosa che ci possa farlo mettere tra le cose da ricordare, quindi lo si tralascia e si passa oltre. Se poi vogliamo trovare un senso a tutto e che ci vada bene per accrescere il nostro ricordo, la nostra storia e quindi la nostra cultura allora facilmente ci si perde nelle pieghe della vita. Un esempio è una foto di un selfie davanti all'albero della vita all'expo, per quasi la totalità delle persone che l'hanno fatta è solo uno scatto per testimoniare che erano li all'expo. Ok ma a me non importa nulla invece chi è nel selfie ha una ragione di essere perchè sta scrivendo la sua storia. Il fatto poi che la persona raffigurata mi trasmetta un qualcosa che accresce la mia cultura non è dato da quell'immagine ma da un insieme di immagini e azioni o scritti che la persona del selfie ha fatto nella sua vita. |
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inviato il 17 Ottobre 2015 ore 13:09
“ Intendevo comunque che noi siamo l'errore perchè vogliamo dare un senso (nostro senso) dove non c'è perchè esiste il senso di chi ha fatto l'immagine che non è per forza un senso universale ma solo il suo senso „ è pur vero che la fotografia è espressione. talvolta l'autore creerà l'immagine per sè e basta, e non la pubblicherà mai. Ma nel momento che rende compartecipi gli altri, ovvero l'immagine è visibile al pubblico, allora è inteso che lui vuole comunicare la sua espressione. così, potrà non essere interessato al fatto che gli altri ne capiscano a pieno il significato che lui gli attribuisce, ma la sua pubblicazione mira a comunicare, che le sue intenzioni vengano codificare dagli altri oppure no. |
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