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inviato il 01 Settembre 2015 ore 8:45
Non so voi ma per me i termini "progetto" e "pianificazione" sono legati insieme da un forte cordone ombelicale, senza uno non c'è l'altro... Voglio fare un progetto? Identifico un progetto? Bene, dovrò comunque cercare o i soggetti o la luce migliore o la location migliore per valorizzare al meglio quello che voglie "rendere". Anche per l'aspetto interiore o l'intimità che voglio dare ad una determinata foto: la stessa Caterina nella sua foto dell'albero , dopo averlo individuato, ha "dovuto" aspettare le condizioni migliori per far risaltare al meglio quello che voleva comunicare. Lo stesso iter della foto di Camogli. Ci sono poi "progetti" che rendono anche singolarmente come la maggior parte delle foto di paesaggio "standard" (passatemi il termine, è solo per farmi capire) in cui si vuole trasmettere il "bello": una singola foto già parla di se. Se invece il "progetto" è più intimo risulta difficile comunicarlo con un solo scatto, si ha bisogno di una sorta di filo conduttore per far entrare dentro al messaggio il fruitore esterno. Una singola [negozio 24] es. di Giacomelli (giusto come esempio visto che è stato già citato) di paesaggio a me personalmente dice poco, la serie di foto di paesaggi già danno un'idea diversa... Poi ci sono progetti che non siamo abituati normalmente a "vedere": sempre restando all'interno di questo post, Fabiopol ha (penso ieri ) pubblicato una serie di foto dall'alto sul mare. Insieme, hanno una grande forza comunicativa, prese singolarmente (non me ne volere, ma questo penso sia un "progetto" pensato proprio a questo) perdono tantissimo di questa forza. Spero di non essere andato ot... |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 10:37
“ esiste secondo voi l'intimità in questo genere di foto? „ Per intimistico dipende cosa si intende, come fotografia la paesaggistica è sicuramente molto intima, per i tempi spesso diluiti, per la concentrazione che permette di soffermarsi su gli elementi più profondi dell'immagine e di noi stessi. Trasportare tutto questo ad uno stato tangibile quale l'immagine è invece molto difficile. Anzi spesso a livello paesaggistico sono gli elementi esterni che ci influenzano. Le condizioni che compongono la nostra fotografia quali eventi meteorologi, sole, luna, stelle, acqua, fuoco, le scale cromatiche ci influenzano psicologicamente. Quindi l'agitazione davanti ad un temporale o il senso di pace davanti al calare del sole sono tracce impresse nel nostra cultura che non sono trasmesse da noi ma sono intrinseche nell'elemento stesso. Come già detto esistono modalità e forme in cui autori attraverso il paesaggio, trasmettono invece un messaggio svincolato dall'effettiva natura della scena. Naturalmente narrare è più complicato di ascoltare! Come già detto però questo genere di fotografie, per me si svincola dalla paesaggistica, rientrano in quel grande filone indefinito di fotografia concettuale. Gianguido |
user12181
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 10:51
“ senza farci deprimere da chi oramai vede questo nuovo mondo di "foto di merda" come un potenziale pericolo per gli introiti della propria casta. „ Sì questo è quel che ho notato in questo forum, i professionisti bastonano i dilettanti, tirando fuori tutto l'armamentario solito di critiche trite e ritrite (e in quanto tali anche vere) che hanno imparato senza neanche rifletterci sopra (tanto sanno che funzionano bene e poi generalmente non sono certo in grado intellettualmente di elaborare critiche originali e personali, è già tanto se sanno scrivere in modo corretto) e poi si lasciano sfuggire puntualmente il discorso dei soldi, della partita iva, delle fotografie regalate, proprio nel mezzo delle loro prediche apparentemente teoriche. Noto che nei forum d'oltreoceano c'è una convivenza molto più pacifica, i professionisti mettono le loro foto accanto a quelle dei dilettanti e si confrontano, anche bastonandosi, sulla foto e non sui ruoli. Hanno un comune standard del gusto per decidere cosa è wow!, nice, stunning, terrific, ecc. Particolarmente indicativa a questo proposito è proprio la fotografia di paesaggio. Nulla di tutto ciò in Italia, particolarmente nella fotografia di paesaggio (addirittura disprezzata da molti professionisti) e in genere della natura, forse perché abbiamo una scarsissima cultura di massa della natura. (La poca che abbiamo è purtroppo molto superficiale, di importazione, così come di importazione sono in gran parte le categorie della sua rappresentazione estetica, diffuse dalla stampa di massa e ora da internet.) |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 11:27
Concordo con quanto scritto da Murmunto |
user3834
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 11:34
Quando penso ad un progetto cerco di pensare a quello che trovo sulle riviste, non è importante quello che vuoi esprimere, ma se con quello che scatti un giornalista sia in grado di scrivere un articolo. Se esiste una storia che lega gli scatti e che la rende interessante allora sei sulla strada giusta, inoltre pensa anche alla completezza del progetto e al fatto che uno sconosciuto che apre la rivista non deve "solo" rimanere colpito dalla bellezza della foto, ma anche rimanere interessato da quello che hai raccontato. Spesso la singola foto di paesaggio è solo bella e non "racconta" e probabilmente per questo viene declassificata da chi è abituato a raccontare. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 12:16
Gianguido Gilioli secondo me dipende...ovvero..se fai una foto con luce giusta, inquadratura, composizione etc..che ne so alle dolomiti..per esempio: le tre cime di lavaredo dal locatelli...ecco se scatti al tramonto o all'alba e le fai colorare di rosa (enrosadira) ecco secondo me, ottieni una foto cartolina. per intimità secondo me, è aggiungere un elemento esterno (nuvole al tramonto, arcobaleno etc) alla foto per renderla + originale. mi sbaglio forse? |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 14:02
“ Concordo con quanto scritto da Murmunto „ Anche io è centrato bene, in Italia si è creata una casta di "alcuni" fotografi professionisti |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 14:43
“ secondo me dipende...ovvero..se fai una foto con luce giusta, inquadratura, composizione etc..che ne so alle dolomiti..per esempio: le tre cime di lavaredo dal locatelli...ecco se scatti al tramonto o all'alba e le fai colorare di rosa (enrosadira) ecco secondo me, ottieni una foto cartolina. per intimità secondo me, è aggiungere un elemento esterno (nuvole al tramonto, arcobaleno etc) alla foto per renderla + originale. „ Per quanto mi riguarda non mi faccio troppe menate sulle "cartoline". A me capita continuamente di farne, specie in montagna e a Venezia. Se l'immagine è composta correttamente e c'è una bella luce sono pure infantilmente soddisfatto. E qualcuna ho avuto l'improntitudine di piazzarla nella mia galleria qui su Juzaphoto, magari con una didascalia autoironica. Anzi, per dirla tutta, qualcuna l'ho messa per aver il pretesto di fare un commento un po' scemotto, da goliarda fuoricorso (invecchiando si ritorna bambini). Tanto alla Magnum non mi prenderanno mai - perfino all'ammissione di Scianna qualcuno dell'agenzia si era opposto per via delle sue foto pubblicitarie. Poi c'è l'espediente fin troppo facile, al quale spesso indulgo, di convertire la cartolina in bianco e nero. Così sempre cartolina resta, ma di quelle di fine '800 - inizio '900. Ricordo che Italo Zannier, in una sua lezione o seminario che ho seguito all'IUAV negli anni '80, aveva accennato al fatto che sarebbe interessante studiare la graduale decadenza del livello qualitativo delle cartoline dall'inizio del '900 in poi. Ricordo anche che poneva come esempio l'operato del fotografo veneziano Tommaso Filippi, che realizzava appunto cartoline destinate al turismo d'élite che all'epoca era quello abituale a Venezia. Immagini di grande qualità che costituiscono anche un importante documento storico. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 14:58
In italia la casta c'è ovunque purtroppo. Per rendersi conto della gravità a livello fotografico basta vedere cosa vuene premiato nei concorsi made in italy. Io che sono un amatore ho trovato terreno più fertile in Europa dove i miei lavori sono più apprezzati. Basta pensare che sono stato pubblicato più volte su prestigiose riviste inglesi e tedesche mentre qui in "casa" manco un sputo.... in merito alla cultura paesaggistica siamo i peggiori non abbiamo minimamente idea di cosa sia il rapporto con l'ambiente e con il nostro territorio fatta eccezione per gli addetti ai lavori. In Francia Germania e Inghilterra la gente si rilassa passeggiando al parco sui sentieri costieri o in campagna. Provate a fare un giro al parco verso sera vedete che fauna che troverete ad aspettarvi.... Sono sempre meno fiero di essere italiano. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 15:03
“ In italia la casta c'è ovunque purtroppo. Per rendersi conto della gravità a livello fotografico basta vedere cosa vuene premiato nei concorsi made in italy. Io che sono un amatore ho trovato terreno più fertile in Europa dove i miei lavori sono più apprezzati. Basta pensare che sono stato pubblicato più volte su prestigiose riviste inglesi e tedesche mentre qui in "casa" manco un sputo.... in merito alla cultura paesaggistica siamo i peggiori non abbiamo minimamente idea di cosa sia il rapporto con l'ambiente e con il nostro territorio fatta eccezione per gli addetti ai lavori. In Francia Germania e Inghilterra la gente si rilassa passeggiando al parco sui sentieri costieri o in campagna. Provate a fare un giro al parco verso sera vedete che fauna che troverete ad aspettarvi.... Sono sempre meno fiero di essere italiano. „ www.motorionline.com/2013/07/29/parcheggia-il-suv-sulla-spiaggia-di-ol |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 15:09
“ ... in merito alla cultura paesaggistica siamo i peggiori non abbiamo minimamente idea di cosa sia il rapporto con l'ambiente e con il nostro territorio fatta eccezione per gli addetti ai lavori. ... Sono sempre meno fiero di essere italiano. „ Quoto al 100% PURTROPPO, perché vorrei poter dissentire e portare validi argomenti di confutazione... Ma questo è il paese dove paesaggi che ERANO tra i più belli al mondo sono stati deturpati NELL'INDIFFERENZA GENERALE. Il fatto che non si curino i parchi cittadini o che la fotografia paesaggistica sia poco supportata sono le altre facce della stessa medaglia. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 15:12
“ In italia la casta c'è ovunque purtroppo. Per rendersi conto della gravità a livello fotografico basta vedere cosa vuene premiato nei concorsi made in italy. Io che sono un amatore ho trovato terreno più fertile in Europa dove i miei lavori sono più apprezzati. Basta pensare che sono stato pubblicato più volte su prestigiose riviste inglesi e tedesche mentre qui in "casa" manco un sputo.... in merito alla cultura paesaggistica siamo i peggiori non abbiamo minimamente idea di cosa sia il rapporto con l'ambiente e con il nostro territorio fatta eccezione per gli addetti ai lavori. In Francia Germania e Inghilterra la gente si rilassa passeggiando al parco sui sentieri costieri o in campagna. Provate a fare un giro al parco verso sera vedete che fauna che troverete ad aspettarvi.... Sono sempre meno fiero di essere italiano. „ Pensa che la gente butta via anche le cicche sulle spiagge. Battuta a parte, il problema italiano è che ci sono pochi lettori e di conseguenza pochi editori disposti a rischiare su prodotti che se esauriscono la prima stampa è un miracolo. La Germania ha un mercato mediamente più colto e un reddito procapite molto più alto, per cui spendere 50euro per un libro fotografico è più facile. Il mercato anglosassone è sconfinato, quindi ci sono economie di scala e prospettiva di vendita molto più alte. I grandi nomi trovano più facile pubblicare perché hanno più pubblico. Sinceramente non penso che ci sia una loggia dei fotografi che vuole mantenere l'ordine precostituito, dimostrazione del fatto che ci sono parecchi fotografi under 40 che sono già affermati e apprezzati anche in patria. L'italia è comunque ormai un paese periferico, sotto molti aspetti. Per quanto riguarda i giornali, tendono comunque a pubblicare foto se sono al servizio del racconto, non il contrario. |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 15:13
“ Sono sempre meno fiero di essere italiano. „ Idem |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 15:30
Fabio: Come dici tu il mercato del nord Europa è molto più florido, ma anche i paesi meno sviluppati come Spagna e Portogallo le cose sono diverse. Io non sto dicendo che non ci sono nuove leve e che non ci siano sbocchi professionali nel mondo della fotografia anzi basti pensare al settore della moda o della pubblicità. Qui si parlava di cartoline e paesaggi. Possibile che in italia ci siano solo le tre cime e i cipressi della val d'orcia? Poi la totale avversione per il digitale e la post produzione mi fanno proprio ridere. Ma sanno che siamo prossimi al 2020. Ricordo una voce del regolamento di una famosa competizione fotografica italiana "uso moderato delle curve". Ma che caxx vuol dire? Mi prendete per il cu*o? Cosa vuole dire moderato? In che termini è moderato? Basato su quale parametro? |
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inviato il 01 Settembre 2015 ore 15:44
Se non mi sbaglio anche il buon vecchio Ansel Adams ravanava parecchio in camera oscura per ottenere quel che voleva. Alla fine lavorare sulle "curve" è l'equivalente col digitale. |
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