user6964
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 17:25
Io ho letto un articolo tempo fa che affermava riguardo al sensore ( si parlava dei f0.95 sul micro4/3 ) che potesse raccogliere luce fino ad un limite e sotto ad un apertura di diaframma sarebbe persino deleterio. Io ed anche un amico questa cosa l'abbiamo riscontrata con il 45 1.8 che in pieno giorno alla massima apertura nonostante tempi di scatto veloci restituiva artifizi strani. Con la compatta invece in scatti su treppiede mi sono trovato ad usare il filtro nd per allungare i tempi di posa ( classiche cascatelle... ) , con la stessa scena, stessa luminosità finale, in quelle scattate con tempi più lunghi l'acqua a parte ovviamente, risultavano di una nitidezza persino esagerata ( le compatte già pompano in nitidezza ) La stessa cosa con la reflex, Discussione interessante, spero di leggere altre esperienze a proposito |
user62173
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 18:58
Io direi che c'è più qualità proporzionalmente a quanto più piccolo è il tempo dell'esposizione ma inversamente proporzionale alla quantità della luce presente. Lu.slam... mi spiego meglio. Intendo che secondo me, più veloce è l'esposizione più qualità c'è ma questo in condizioni di luce ben presente, se invece la luce scarseggia allora la cosa si inverte e c'è più qualità solo se l'esposizione è lunga !!! Praticamente... la qualità è data dal tempo che ci mette il sensore a registrare la presenza della luce. |
user46920
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 19:09
“ La maggior soddisfazione la trovo sempre con bassi contrasti e tempi lunghi, la luce giusta poi fa il resto. „ innanzi tutto, le prove e i test vanno fatti a pari condizioni: cambiare il diaframma, cambia la resa ottica ed il test è nullo o incoerente ... ecc, per altri fattori tipo l'angolo d'incidenza della luce o langolo di ripresa dell'obiettivo ... Fare una prova come a fatto Wolf3d dove è evidente una luce differente e dove mancano o sono presenti più punti luce e quindi riflessi (es: nel vetro dell'orologio), purtroppo annullerebbero la prova. “ ad alti ISO una foto scattata in condizioni di scarsa luce sarà sempre peggiore di una scattata con luminosità ambiente maggiore (agendo su tempi e diaframmi) „ ma cosa vuol dire ?? ... per forza: questo si lega al fatto che se tieni il sensore acceso per più tempo, vedrai la differenza del rumore termico
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user6964
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 19:19
“ inviato il 09 Luglio 2015 ore 18:58[!] Io direi che c'è più qualità proporzionalmente a quanto più piccolo è il tempo dell'esposizione ma inversamente proporzionale alla quantità della luce presente. Lu.slam... mi spiego meglio.Sorriso Intendo che secondo me, più veloce è l'esposizione più qualità c'è ma questo in condizioni di luce ben presente, se invece la luce scarseggia allora la cosa si inverte e c'è più qualità solo se l'esposizione è lunga !!! Praticamente... la qualità è data dal tempo che ci mette il sensore a registrare la presenza della luce. „ Entriamo in un campo vasto... Da sempre penso che le reflex avendo il sensore ''a riposo'' diano maggiori risultati rispetto alle mirrorless che hanno il sensore sempre esposto e con meno sorprese in termini di artefatti dovuti alla luce. Questo a parità di tecnologia, almeno la mia esperienza con il 4/3 mi ha portato a crederlo, anche con l'uso dei flash esterni ho trovato migliore risposta nella reflex rispetto al mirrorless, a parità di sensore, ottica, flash e condizioni/soggetto. Il tempo di esposizione del sensore secondo me influenza la resa, parlo di prove empiriche, ma anche l'uso del flash l'ho trovato più controllabile con la reflex. Nel reflex il sensore è perennemente oscurato, viene esposto solamente nel momento dello scatto e per il tempo impostato, nelle mirrorless il sensore parte già da una condizione ''esposta'' Sia chiaro, reputo il mirrorless un ottimo sistema, ( lo uso... ) ma per lavori in studio, luce controllata e/o difficile vedo i sistemi reflex ancora avanti. Teghe mentali ? Può darsi |
user6964
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 19:30
Occhiodelcigno, l'esempio che ti ho fatto è riferito a stessa scena, stesso diaframma f8 stessa luce nello stesso momento, ma due tempi di scatto diversi, uno normale e uno con filtro nd, stessa luminosità finale delle foto. A me i tempi lunghi mi danno maggiore contrasto, nitidezza, saturazione Non sono un mago con i programmi ma le macchine per fortuna le so usare E credo più ai miei occhi che a sigle e numeri, entriamo nel teorico e pratico, basta fare delle prove, posso non aver ragione su questo ma fino ad ora.... |
user46920
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 21:05
“ La maggior soddisfazione la trovo sempre con bassi contrasti e tempi lunghi, la luce giusta poi fa il resto „ non voglio dire che non sia vera la tua esperienza, la frase l'ho presa perché è incontrovertibile il fatto che a pari condizioni sia abbia lo stesso contrasto “ l'esempio che ti ho fatto è riferito a stessa scena, stesso diaframma f8 stessa luce nello stesso momento, ma due tempi di scatto diversi, uno normale e uno con filtro nd, stessa luminosità finale delle foto. A me i tempi lunghi mi danno maggiore contrasto, nitidezza, saturazione „ mentre, come avevo capito, stai dicendo il contrario. dal topic, soltanto il tempo di esposizione deve cambiare e come ha già evidenziato qualcuno, è impossibile trovare in natura una condizione del genere. Per cui bisogna ricrearla, ad esempio con un filtro ND, per poter provare che anche i sensori moderni potrebbero avere delle caratteristiche simili agli effetti descritti da Ghirri (e comunque visibili anche da altri). secondo me dipende da troppe variabili ed anche affermare che i sensori nelle reflex diano risultati migliori, è alquanto improbalile (l'elettronica di contorno è in grado di cambiare le cose, anche molto). Se hai un esempio attendibile di confronto tra due immagini catturate esattamente alle stesse condizioni, tranne l'aggiunta di un eccellente filtro ND e l'uso di un tempo conseguentemente maggiore, postale pure che le proviamo a valutare per cercare una differenza ben visibile !!! |
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 22:24
Ho fatto una prova al volo; Canon 6D+24-105 L a 105mm, 3200 iso, raw, f 9.5. Quella a sx sono 9.5 secondi di esposizione, quella a destra con ND variabile, 22.5 sec, stesse impostazioni dell'altra. Crop al 100% di 1/9 del fotogramma, poi l'immagine finale è stata un po' rimpicciolita. Durante il secondo scatto c'era vento, quindi alcune foglie sono un po' uscite mosse, ma la parte in ombra è quella interessante. Ciao Stefano
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 22:28
A me sembrano uguali. Forse leggermente meglio la prima. Ma sto guardando da telefono |
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 22:49
Ho aggiunto il link per vederla meglio. In effetti la prima è migliore, anche se onestamente in entrambe il rumore è proprio poco. Quindi, il fatto di volere ottenere un'esposizione lunga, limitando la luce in ingresso, peggiora il rapporto segnale rumore, in linea con l'articolo consigliato da Themaker. Il resto è coerente con quanto detto. Ciao Stefano |
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 23:38
La mia non era una prova per verificare la validità teorica della tesi, che non ha bisogno di essere verificata..... era una prova da due lire per mettere in discussione una affermazione che diceva che la troppa rapidità di scatto usata in una foto in esame rendeva la foto stessa non attendibile per valutare la qualità del sensore. La teoria non va dimostrata, vanno verificati i riscontri pratici. Buon divertimento.... |
user46920
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 23:41
Grazie Stefano, dall'esempio che hai portato si nota abbastanza bene la differenza del Rumore*, indubbiamente "termico", proprio nelle ombre immediatamente sopra la "L" della dicitura: 24-105 L @ 105 *Rumore: la Canon, in questo campo è imbattibile |
user46920
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inviato il 09 Luglio 2015 ore 23:58
“ La mia non era una prova per verificare la validità teorica della tesi, che non ha bisogno di essere verificata... „ Infatti l'ho presa solo come esempio (era l'unico al momento) per spiegare meglio il concetto di riproducibilità ed attendibilità di una prova-test-confronto |
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