user46920
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 19:32
eh, magari potrebbe essere pure più costruttivo. Io da lontano sento un po' di "odio" verso i "pasturatori" ... ma forse è solo una senzazione. |
user57136
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 19:34
Dico la mia, è sei mesi che scatto in oasi e da un mese ho iniziato a scattare anche con capanno mobile in ambiente non controllato... Non mi sento più o meno wild a seconda delle occasioni... M interessa solo portare a casa qualche bella foto nel rispetto dell'animale :) |
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 19:39
Quando vedo le foto dei martin pescatori, con le gocce di acqua a mezz'aria il pesce nel becco, le ali ripiegate in un modo che ad occhio nudo non puoi apprezzare, lo osservo davvero con piacere, forse perché dal vivo non ne ho mai visti.. A chi piace la natura ama osservare queste cose, e le belle foto raccontano tutta una storia in un unico scatto. Poi a tutti piacciono i primi piani delle modelle, ma visto che poi il pensiero finisce altrove, , , , a seconda dei giorni si guarda uno e l'altro. Chi non ama la natura si annoia e basta, con queste foto. |
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 20:27
Le oasi lipu e wwf non sono ambienti controllati...per ambiente controllato si intende un luogo dove l'animale non può uscire. Giusto x chiarire il concetto... Ciao Fabio |
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 20:48
Concordo con Fabio. Un ambiente controllato è certamente uno dei luoghi piu' tristi esistenti per gli animali. Se poi penso a chi fa [negozio 24] animali da falconeria beh le critiche alle oasi e agli scatti in oasi le trovo fin troppo "frettolose". Se una determinata situazione non offre le soddisfazioni che ognuno di noi si aspetta è bene cambiare e cercare altro. L'errore che non si deve mai fare è giudicare gli altri. O meglio lo si può fare ed in modo ovviamente negativo solo nel caso di animali NON liberi (ambienti controllati appunto) in cui si perde il vero senso della natura |
user33893
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 21:05
“ O meglio lo si può fare ed in modo ovviamente negativo solo nel caso di animali NON liberi (ambienti controllati appunto) in cui si perde il vero senso della natura „ Antonio credo che tutto giri intorno alle ultime parole di questa tua frase. Evidentemente per alcuni, preparare un posatoio artificiale con mangiatoia annessa non implica la perdita del "vero senso della natura" mentre per altri si. |
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 22:02
Le mangiatoie invernali aiutano i passeriformi a superare l'inverno, non vedo perché si dovrebbe perdere il "vero senso della natura". E' un lavoro che va fatto con costanza, il cibo va portato per tutto l'inverno e garantisce la sopravvivenza di un buon numero di soggetti. Vagare per i boschi, nella speranza di fare qualche foto, che beneficio dovrebbe portare? Sarebbe più wild? |
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 22:30
Penso che i gruccioni siano veramente confidenti e facili da fotografare. Ieri sono stato nel Delta del Po, io abito in zona, il posto dove nidificano ormai da anni lo conosco, ora non sono più impegnati nel corteggiamento e le cure ai pulli, sono rimasto seduto in auto a non più di 5-6 mt da dove sono gli appoggiatoi mi sono divertito perchè arrivavano con la preda nel becco e si allontanavano solo quando passava un ciclista ma ritornavano subito. |
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 22:30
“ Vagare per i boschi, nella speranza di fare qualche foto, che beneficio dovrebbe portare? Sarebbe più wild? „ No, ma è più divertente che andare dal tabaccaio a giocare una schedina di lotto!  Scherzo. Comunque è praticamente impossibile definire ciò che è wild e ciò che non lo è, ciò che è etico e ciò che non lo è. L'esempio di Fabio sulle mangiatoie invernali sono etiche oppure non lo sono? "Lo sono perché aiutiamo delle creature come noi a superare la rigidità dell'inverno"; "Non lo sono perché si influisce sul corso naturale di queste creature". A quest'ultima affermazione mi sorge spontaneo rispondere: "Perché? Costruendo strade, case e fabbriche non lo abbiamo già fatto?" Per anni, fin da bambino, ho sempre creduto sull'onestà e purezza dei documentari sulla natura che vedevo in televisione, per poi scoprire, negli ultimi anni, che anche in queste produzioni ci sono molte forzature per ottenere ciò che si vuole. Giorgio B. |
user33893
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 22:35
Ma stiamo parlando di fotografia o di aiutare gli animali a sopravvivere? Che poi per aiutare veramente si dovrebbe "solamente" tutelare e salvaguardare il più possibile i vari habitat, il cibo poi se lo procurano da soli come hanno sempre fatto da milioni di anni. Ovvio poi non ci sarebbero più le cince che ti salgono sulle mani a beccarti le briciole ma questa è un'altra storia. Con le mangiatoie il "vero senso della natura" lo perdi eccome, perchè anche l'esemplare più debole è in grado di trovare cibo e quindi sopravvivere e magari anche riprodursi interrompendo così il processo di selezione naturale che, come è ben noto, è uno dei processi che contribuiscono maggiormente all'evoluzione di una specie. |
user33893
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 22:41
“ A quest'ultima affermazione mi sorge spontaneo rispondere: "Perché? Costruendo strade, case e fabbriche non lo abbiamo già fatto?" „ Certo, infatti la cosa migliore sarebbe cercare di proteggere e salvaguardare quei pochi habitat che sono rimasti intatti e sforzarsi di riportare alle condizioni naturali quegli habitat che sono stati intaccati ma ancora recuperabili (cosa che, con molta pazienza e tanti ostacoli, il Parco del Ticino sta cercando di fare in alcune zone). Ovvio tutto questo è 1000 volte più difficile e costoso che mettere delle mangiatoie ma poi i risultati si vedono (esempio già citato in questa discussione, il ritorno del picchio nero al parco del Ticino). |
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 22:53
Allora anche le foto, alle modelle perfettamente truccate non hanno senso, le foto di nudo con luce e pose perfettamente studiate non hanno senso, che considerazioni si stanno facendo... La fauna e la natura poi, si proteggono in un milione di modi ma la prima regola, sarebbe quella di non interagire con essa, ma tutto sommato alcune aree protette sono una manna dal cielo per i migratori per esempio, che sfuggono ai cacciatori che li aspettano al varco |
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 22:58
Vado a dormire. |
user33893
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 23:03
Certo che hanno senso, come hanno senso anche le foto fatte nell'ambiente più controllato possibile solo che per come la penso io queste non possono essere definite fotografie naturalistiche, come (se proprio vogliamo fare un paragone) le foto alle modelle perfettamente truccate con luce e pose perfettamente studiate non possono essere definite street. |
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inviato il 06 Luglio 2015 ore 23:13
“ Ma stiamo parlando di fotografia o di aiutare gli animali a sopravvivere? „ Hai parlato tu di mangiatoie: “ Evidentemente per alcuni, preparare un posatoio artificiale con mangiatoia annessa non implica la perdita del "vero senso della natura" mentre per altri si. „ Per me le mangiatoie hanno ragione d'essere soltanto se servono ad alimentare i soggetti durante d'inverno. “ Ma stiamo parlando di fotografia o di aiutare gli animali a sopravvivere? „ Se vogliamo parlare di fotografia conta solo la FOTOGRAFIA, ovviamente vengono meglio quelle con i soggetti vicini e quindi c'è da escludere la vera fotografia wild (intesa come caccia itinerante senza capanno). Se parliamo di fotografia naturalistica possiamo anche includere le mangiatoie. “ Che poi per aiutare veramente si dovrebbe "solamente" tutelare e salvaguardare il più possibile i vari habitat, il cibo poi se lo procurano da soli come hanno sempre fatto da milioni di anni. „ Infatti, io cerco di salvaguardare i pochi habitat disponibili pagando i biglietti delle oasi....poi ci sarebbero anche i capanni a pagamento e le tessere LIPU e WWF. La massa di fotografi wild intervenuti su questo topic che contributo danno??? Bravi a criticare i capanni, le oasi e la soddisfazione nel fare le foto..... Tutti bravi a coltivare il proprio orticello!!! |
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