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inviato il 17 Marzo 2015 ore 16:19
Scattando le fotografie all'albanella minore ero conscio di non potermi avvicinare a più di 50mt dal nido. Prima di tutto per rispetto alla specie nidificante che ovviamente non può che reagire negativamente. Oltre a questo, detto in maniera fredda e schietta, avvicinarsi non avrebbe comportato alcun vantaggio. I nidi perlomeno di questa specie sono pressochè impossibili da fotografare e le foto per documentare il nido delle albanelle son già state fatte da gente sicuramente più competente e autorizzata. Noi con l'uso del posatoio, piazzato a 35 mt dal nido e a 20 dal capanno abbiamo ovviato ogni problema. Ci siamo garantiti scatti senza recare alcun disturbo. La prova è stata quella di veder le albanelle avvicinarsi sempre di più, fino ad arrivare al punto di avere il pullo a passeggio attorno al capanno più volte al giorno. |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 16:21
La stessa cosa abbiamo fatto noi con le nostre albanelle, infatti i risultati ci sono stati e ogni anno gli arrivi sono sempre maggiori. |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 16:27
Al riguardo esistono diversi comportamenti perché ci sono etiche diverse (per fortuna non siamo tutti uguali ) Ricordo una persona del forum che è stata cacciatore che non sopporta il possibile disturbo di un fotografo nei pressi del nido. (I cacciatori di solito rispettano il periodo riproduttivo perché ripopola l'ambiente di selvatici.) Personalmente non amo fotografare soggetti stressati o uccelli che rispondono ai richiami. Ma c'è un modo di usare i richiami senza danni per gli uccelli: durante la migrazione primaverile o autunnale per far avvicinare di più i soggetti. Ho notato che questo non li stressa ma li rende solo più confidenti. |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 17:08
“ nell'ordine metterei: 1 la preparazione personale sull'argomento che si vuole fotografare - 2 il fattore culo - 3 la tecnica personale - 4 il materiale „ Straquoto |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 17:25
L'argomento è molto interessante! Ogni volta che incontro qualche fotografo a spasso per le oasi o con i compagni delle mie uscite il tema principale è sempre questo: "Che macchina usi, che obbiettivo monti, la FF è meglio, i fissi sono da preferire, ecc ecc...". Indubbio che la qualità si paga e mi piacerebbe averla, ma alla fine scatto per diletto, perché mi piace stare in mezzo alla natura, perchè mi piace osservare e capire il comportamento degli animali, le foto non le vendo, alla fine quindi non vale la pena, nel mio caso, investire in tecnologia quanto piuttosto investire in esperienza. Mi piace capire quello che sta dietro ad una foto, mi piace capire le tecniche per avvicinarsi agli animali, le tecniche per mimetizzarsi al meglio e non disturbarli, le tecniche per migliorare gli scatti... migliorare l'attrezzatura per me viene dopo tutto questo. |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 17:35
Grazie del tuo contributo Riki, concordo completamente con te. Tuttavia il forum è... pieno di scimmie e qualcuno (ogni tanto) chiede una mano a cacciarle via (scimmia, esci di lì!!!!). Il nostro amatissimo Juza (che elargisce EP a destra e manca, a tutti ma non agli uccelli in volo) ci invita a essere meravigliosi a impiegare più risorse per viaggiare... e ha publicato bellissime immagini scattate con la 350d. Allora a che cosa servono tutti questi mm e queste ff se poi non abbiamo la curiosità (e anche l'umiltà) di imparare, di chiedere, di emanciparci? Le scimmie numerosissime del sito ci denunciano tutti di consumismo e inadeguatezza naturalistica.. o no? |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 17:47
Che ne dite?? Eh?  |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 17:49
Nerone le tue foto sono di una bellezza strabiliante. Si intuisce che dietro ogni foto c'è un lavoro ed un impegno enorme. I colori che riesci a catturare denotano alzatacce o attese fino ai tramonti. In questo caso le mie considerazioni precedenti lasciano il tempo che trovano anche perché quasi tutti i soggetti ripresi si trovano nelle loro nicchie ecologiche naturali. Grandi ritagli documentaristici fantastici. Complimenti. Tu e Claudio, come tanti altri in questo forum potreste pubblicare libri sull'avifauna. |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 17:51
Grazie Domenik, per il complimento, trovo comunque la tua risposta precisa ed esaustiva. Meglio documentarsi e documentare, meglio le alzatacce, meglio saper sfruttare al meglio una buona attrezzatura prima di pensare di acquistarne un'altra. In effetti il mio obiettivo aveva qualche annetto (25).... però non vi nascondo che mi aspettavo qualcosina di più per 6000 euro di differenza tra 7d old/300 2.8 non is/ e 7d2 e 5d3/300 2.8 is II |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 17:53
Claudio non credo si possa stabilire con certezza se l'aggiornamento dell'attrezzatura valga o meno i soldi spesi. Dipende esclusivamente dalle tue valutazioni: se tu sei soddisfatto, certo che quei 6000 euro di differenza valgono tutti, fino all'ultimo centesimo. E poi come è già stato detto a volte l'attrezzatura appaga anche un po' l'ego.. con tutto il candore di questo mondo, ammetto che mi piace avere certi gingilli. Probabilmente non ne sfrutto tutte le potenzialità, ma è bello anche solo arrivare a realizzare il "sogno" di avere una certa attrezzatura. Non mi offendo se qualcuno mi fa notare che i risultati non sono all'altezza dell'attrezzatura, è vero oltre alla passione per la fotografia c'è anche quella per la tecnologia comunque al di là di questo credo che tutte le componenti concorrano a portare a casa lo scatto. La presenza di tutte in una certa misura non possono che aumentare la media, a fronte della casualità che interviene quando mancano talento, mezzo e studio. |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 17:57
“ " nell'ordine metterei: 1 la preparazione personale sull'argomento che si vuole fotografare - 2 il fattore culo - 3 la tecnica personale - 4 il materiale" Straquoto „ Io ci metterei il punto zero: il tempo. Spesso vedo girare in oasi molti "fotografi" che semplicemente, per questioni di tempo, non possono mettersi a studiare soggetti e ambienti, appostarsi di notte, costruire capanni e postazioni ecc... ma che, se potessero, credo lo farebbero Generalmente ho constatato che con meno tempo a disposizione, i tele si allungano magicamente e le raffiche aumentano a dismisura...proprio perché si cerca di ottenere un buon risultato nel minor tempo possibile (quello che il lavoro, la famiglia e gli impegni ci lasciano) P.S.: l'ultimo EP è di uccelli in volo Infine: “ ....ma tutto questo vale i 6000 euro di differenza tra vecchia e nuova attrezzatura?!? „ Non lo so, credo che solo tu lo sappia Ciao |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 17:59
Tornando all'argomento, a me personalmente piace fotografare le migrazioni ed i rapaci a caccia. Per questo tipo di foto, potendo, punterei al top dell'attrezzatura. Mi accontento di usare un sistema non al top e per questo non sono mai contento pienamente dei risultati ottenuti. |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 18:02
Vulture: ottima risposta, sincera ed esauriente anche questa... il talento si coltiva, gli obiettivi in fondo sono strumenti (che servono ai fini della foto) e lo studio corrisponde al grado di passione che ci brucia dentro per questo bellissimo mondo dei viventi. Domenik: forse lavoro di fantasia, ma saresti scontento lo stesso.... perchè spendendo di più la scimmia ti fa avere aspettative maggiori, più alte. No, no... conta di più il manico, l'esperienza, il fisico che ti fa fare le camminate con uno zaino di 12 chili senza spezzarti la schiena, la cultura della biologia ma anche quella del rispetto. Non si può impedire agli animali di alimentarsi, bere e riposare perchè ce ne stiamo al centro del loro ambiente intenti a fotografarli, a meno che non facciamo come Franco, arrivare col buio, ma anche allontanarsi in modo da infastidire il meno possibile. O mettersi sulla riva di una pozza solo a condizione che ci siano altre pozze vicine libere dalla presenza umana... ops... sono finito OT.   |
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inviato il 17 Marzo 2015 ore 20:47
Anch'io aprrezzo molto l'intervento di Vulture, io ho fatto recentemente l'acquisto più pazzo del mondo e sicuramente, dati i risultati, non me lo merito, ma la soddisfazione per il possesso in sé é grande. Naturalmente cercheró di migliorare |
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