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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 8:26
la teocrazia |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 8:33
in cui ovviamente io sono il dio |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 8:36
Ad esempio Iran o Arabia Saudita? Non mi sembrano esenti da disparità sociali nè da conflitti! |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 8:39
Matteo, avevo risposto prima del tuo secondo intervento!! |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:18
Torno a collegarmi ora e mi permetto solo di dire che, se è vero che le discussioni "politiche" sono bandite dal forum, è anche vero che non è possibile commentare una foto di reportage del genere senza parlare di politica in senso lato... una foto non è solo estetica ma anche significato ed anche di quello si deve parlare. Tra l'altro questa specifica foto è bellissima in virtù del suo significato, tolto quello è banale e neanche ben composta... non è la sua forza estetica a renderla grande ma il suo messaggio. Come si potrebbe parlare della foto senza parlare del messaggio? Nel nostro blocco "psicologico" circa il "parlare di politica" poi pesa parecchio di chi parliamo: fosse stata una foto di qualche barbarità commessa dagli iraniani ad esempio (qualche impiccagione in piazza) nessuno avrebbe da ridire circa commenti del tipo "iraniani cattivi", se però i cattivi sono i nostri alleati (nonchè quelli che ci hanno formato l'immaginazione con il cinema) dire "statunitensi cattivi" diventa "parlare di politica" e quindi vietato. |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:18
P.S. Se il dio sono io possiamo parlarne |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 11:04
Andrea, la pensiamo allo stesso modo ma il messaggio della foto è molto chiaro, l'argomento è il bambino, la sua sofferenza e l'essere in un posto che con l'infanzia centra poco. Su questo si dovrebbero focalizzare i discorsi. Del padre, dei suoi errori, se ha torto o ragione se la politica del suo paese è giusta o è migliore quella del paese che lo tiene prigioniero se ne può anche parlare, ma la discussione era iniziata con le parole : da quando sono padre certe immagini..... Ognuno può vedere in una foto il messaggio che vuole, ma in questo caso saltare alla politica senza commentare il soggetto principale, il bambino, non mi sembra corretto. Sempre secondo me! |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 11:45
Il messaggio della foto per me riguarda l'infanzia e la guerra e nello specifico un certo modo di fare la guerra, dato che ad esempio se la stessa scena si fosse svolta in una base militare italiana (ma anche di molti altri paesi del mondo) sarebbe stata certamente diversa, non avresti visto un bambino dietro un filo spinato con il padre incappucciato nella plastica nera sotto il sole. La foto parla dell'infanzia, del rapporto padre figlio ma anche di qualcos'altro. Non voglio assolutamente rimettermi a "parlare di politica", solo ragionare sul fatto che la fotografia di reportage è una contaminazione di fotografia e giornalismo, quindi IMHO parlare di fotografia di reportage senza parlare del contesto è impossibile, non è pura estetica come il paesaggio ma qualcosa di diverso. Tanto è vero che i fotografi in quegli scenari ci entrano come giornalisti, non come "artisti". |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 12:25
Andrea ok! Il tuo discorso non fa una piega, mi riferivo a qualche intervento di altri utenti che l'avevano buttata in politica, ma non in senso lato! Peppe |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 13:35
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 13:41
Peppe |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 17:22
“ Il messaggio della foto per me riguarda l'infanzia e la guerra e nello specifico un certo modo di fare la guerra, dato che ad esempio se la stessa scena si fosse svolta in una base militare italiana (ma anche di molti altri paesi del mondo) sarebbe stata certamente diversa, non avresti visto un bambino dietro un filo spinato con il padre incappucciato nella plastica nera sotto il sole. „ ehhhh... memoria corta! Anche noi italiani abbiamo fatto lo stesso nelle missioni all'estero: prigionieri incappucciati, e poi elettrodi ai testicoli. Non c'era il bimbo a guardare, forse. Ricordo solo io le foto degli anni 90? Ripeto, tutto il mondo è paese (naturalmente con varie gradazioni: in ogni caso preferirei essere prigioniero di USA e-o Italia, piuttosto che della Cina o di un paese mediooerientale). |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 17:59
“ Anche noi italiani abbiamo fatto lo stesso nelle missioni all'estero: prigionieri incappucciati, e poi elettrodi ai testicoli. „ me lo ricordo ed era la Somalia Quello che lascia basiti del comportamento Usa è che quei trattamenti non sono l'eccesso che succede, ma proprio le procedure standard, da questo punto di vista l'Italia anche in Somalia era diversa. |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 21:22
La notai anch'io ai tempi e mi chiesi come poteva una popole che si definisce "civile", sebbene ferito, accettare una cosa del genere. Anche egoisticamente parlando, far vivere un'esperienza del genere a un bambino, cosa può produrre se non la solita spirale d'odio stratificata nelle generazioni a venire ? |
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inviato il 22 Ottobre 2014 ore 23:52
In tutti i forum "a tema" più o meno specifico si trovano inviti a non introdurre la politica arrivando a volte all' esclusione (bannatura) dell'utente. Le ragioni per tener fuori discorsi politici sono molte: evitare l'introduzione di ulteriori motivi di divisione e di scontri oltre a quelli tra Nikonisti e Canoniani, tele contro wide, Bn contro colore, Photoshop contro pellicola senza ritaglio ecc.ecc.; timore di annoiare e far fuggire la maggior parte degli utenti che cercano svago nei forum e non vogliono sentir tirare in ballo i governanti e le opposizioni. Tuttavia, parlando di fotografia, è quasi impossibile praticarla senza introdurre un tema politico, specie se si tratta di reportage. Non sono forse politica le immagini di HCB, Salgado, Dorothea Lange? E per assurdo, non sono forse politica le NON immagini dei morti americani negli ultimi conflitti, compreso quelli delle Twin Towers sulle quali ci hanno riempiti d'immagini con grandi polveroni e macerie ma senza salme? Qualunque reportage di guerra è farcito di cadaveri civili e militari, ma sempre degli "altri da noi" che siano nemici o semplici effetti collaterali. Insomma tornando a noi, si dice sempre di dover comunicare qualcosa o di dover dare un senso alle immagini, ma se ci sono persone rappresentate, e a volte anche solo paesaggi, il senso passa anche per la Politica. |
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