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La fotografia naturalistica


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avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 0:59    

Io non frequento Oasi, perché preferisco cercare gli animali camminando nei boschi o, durante ore di appostamento nei capanni (mobili e fissi), anche se richiede molto più tempo.
Dopo oltre un anno di ricerca (...grazie anche a Google EarthMrGreen) ho trovato un piccolo stagno, regno di una coppia di martini. Utilizzano 6 o 7 posatoi che visitano regolarmente svariate volte al giorno. Ho creato un piccolo capanno fisso davanti ad uno di questi posatoi...praticamente mi basta aspettare 1 o 2 ore al massimo tra una visita e l'altra MrGreen e senza pesciolini, richiami ecc; in compenso c'è una luce pessima Confuso ma non si può avere tutto ;-).
Ogni tanto passo al capanno (anche senza reflex) e mi rilasso in attesa di poterli osservare anche solo x qualche minuto...sono incredibili, visti da vicino.
Vi racconto un piccolo aneddoto: mentre costruivo il capanno fisso, "Martina" era a meno di 2 metri di distanza, posata sopra un ramo che mi osservava incuriosita. Io ho proseguito nel mio lavoro, cercando di non fissarla. E' rimasta sul ramo per almeno 4-5 minuti e se n'è andata appena mi sono girato a guardarla. Questo per far capire che non sempre disturbiamo gli animali...molte volte loro mostrano interesse e curiosità, almeno quanto noi (imho).
Lo scorso anno, invece, ho interagito con un picchio rosso maggiore...si è abituato talmente tanto alla mia presenza, che sono arrivato ad appostarmi a 1,5 metri con il mio capanno mobile. Lui arrivava alla mangiatoia, si apriva la sua bella noce e, una volta terminata, se ne andava via. Per me è stato affascinante poterlo ritrarre e osservare così da vicino, senza spaventarlo. Ok, aveva la sua bella noce ad attenderlo, ma se non si fosse sentito al sicuro, un qualunque picchio non si sarebbe mai avvicinato.

Pochi mesi fa, ho ritratto un succiacapre a circa 1 metro di distanza con un 180mm macro, dopo circa 40 minuti di avanzamento (strisciando inginocchiato a terra), senza rete e senza capanno, e in assoluto silenzio. Se ne stava a dormire tranquillo e beato sul suo tronco e non l'ho fatto scappare. Nonostante tutto, mi è giunta voce di alcune critiche di persone (fotografi) che si sono risentite del mio comportamento; persone che lo hanno fatto involare da 4 metri di distanza, per cercare di fotografarlo al volo (mi è stato riferito, non li ho visti con i miei occhi). Qualcuno mi sa dire chi è più dannoso per l'animale? Io? Loro? Entrambi?
Chi fa fotografia subacquea e si avvicina a pochi metri da pesci di ogni specie...lo ritenete un comportamento scorretto? E' un comportamento invasivo e che mette a rischio il soggetto ritratto? Io non credo.
L'animale ha una caratteristica che l'uomo moderno ha perso da moltissimo tempo, ed è l'istinto di sopravvivenza.
Se mi avvicino troppo ad un animale, questi ha 3 possibilità:
-può attaccarmi se ha i mezzi per difendersi (in questo caso sono cavoli miei, perché me la sono andata a cercare)
-può fuggire se viene spaventato e se si sente minacciato (in questo caso potrei aver commesso un errore di valutazione e/o inesperienza)
-può restare immobile e proseguire la sua attività, se mi percepisce come "amico" e non pericoloso.
E' quello che ho percepito con il succiacapre, con il martin pescatore con il picchio rosso maggiore e con tutti gli altri soggetti che ho ritratto con l'obiettivo macro. Nonostante il capanno mobile, loro mi guardavano fissi nell'obiettivo, ma non se ne andavano. Quello, PER ME, equivale ad un'accettazione da parte loro.
Purtroppo, sui libri non spiegano come bisogna comportarsi con ogni singola specie. Secondo me, nemmeno l'etica può fissare un limite nell'interazione. Osservando gli animali, resto affascinato di come specie totalmente diverse riescano a convivere l'una accanto all'altra e in perfetta armonia. Gli uomini, anche se tutti UGUALI, si ammazzano per il semplice colore della pelle.
Scusate se mi sono dilungato tanto...

PS: per il prossimo inverno ho preparato 5 posatoi/mangiatoie in vari boschi. Li alimenterò tutti sino a primavera inoltrata, ma ne utilizzerò solamente 2 per scattare foto. Tutti e 5, comunque, hanno lo scopo principale di sostenere i piccoli amici pennuti nei mesi difficili, dove il tasso di mortalità è elevatissimo. Da 2 anni fanno "birdgardening" anche i miei genitori in giardino (e loro non fotografano...). Ogni mattina, appena svegli, trovano qualche cincia sul davanzale della finestra che li guarda, quasi a chiedere loro di riempirgli la ciotola. Il tutto termina in maniera naturale, con l'arrivo della primavera, delle prime fioriture e dei primi insetti Sorriso

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 1:11    

Bellissimo post, Fabio. ;-)
Lo stavo leggendo mentre ascoltavo RTL 105, quindi il sottofondo musicale gli conferiva pure un'atmosfera poetica. Sorriso

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 1:21    

Grazie Giorgio Sorriso
apertissimo, comunque, a suggerimenti e critiche. Punti di vista esterni e con maggior esperienza, potrebbero farmi notare alcuni errori che a me sfuggono ;-)

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 3:15    

Hai davvero ragione Fabio, gli animali sono curiosi nei nostri confronti quanto noi nei loro. Se l'atteggiamento nei loro confronti e quello giusto loro non percepiscono pericolo e quindi non scappano, certo dipende molto dalle loro precedenti esperienze con gli umani. La stessa cosa e successa anche a me col succiacapre proprio di recente, avrei potuto avvicinarmi ancora ma ho preferito desistere in quanto pensavo stesse covando. In passato mi e capitato di avere incontri molto ravvicinati con animali selvatici che hanno tollerato la mia presenza, ricordo i lupi sulla Cristalliera in Val Susa piuttosto che una cornacchia particolarmente spigliata che addirittura mi si poso su di un ginocchio ma anche pesci e rettili. Qualche settimana fa ero sdraiato ai bordi di uno stagno in attesa di una specie di gallinella che non sono ancora riuscito a riprendere, sento un rumore di foglie di fianco a me e vedo un serpente di circa un metro e mezzo uscire dall'acqua e avanzare verso di me tastando l'aria con la lingua. Mi e passato sulle gambe ed ha proseguito per la sua strada senza fretta, completamente a suo agio. Spesso e volentieri mi basta stare seduto ad aspettare senza particolari accorgimenti mimetici se non il vestiario per vedere che dopo un po di tempo dal mio arrivo gli animali ricominciano a fare quello che stavano facendo prima senza dare segno di essere disturbati. Non credo Fabio che si possa parlare di modelli comportamentali relativi alle singole specie, per quello che ho vissuto io tutti gli animali interagiscono, ovviamente a seconda delle loro potenzialita, sta a noi fare in modo che capiti, ci vuole solo passione e apertura mentale.

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 7:04    

mi fa piacere sentire che persone come Fabio vivono esperienze come le mie , sono situazioni come dicevo che rimangono ben impresse MrGreen

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 8:44    

Non vorrei intervenire a gamba tesa nella discussione, insomma non vorrei sembrare uno che intende innescare una polemica ma é necessario fare alcune precisazioni sulle storie storie raccontate (giustamente con l'entusiasmo di chi le ha vissute).
Leggendo queste storie il principiante potrebbe travisare che basta poco (insomma basta farli abituare) per fotografare gli animali.
Non é così......
Davide e Fabio sono molto esperti ed hanno messo in pratica i loro anni di esperienza con tanta naturalezza da far sembrare facile facile il rapporto con i selvatici che fotografano.
Dal profilo e dalle foto inoltre si capisce che Davide non abita in Italia nazione molto densamente popolata, cosa che é inversamente proporzionale alla presenza degli animali come affermato dallo studioso Folco Quilici. Quindi più densità di popolazione meno presenza degli animali (più disturbo meno possibilità di poterli fotografare).

Procedendo con ordine vi è inoltre da dire che la confidenza dell'animale e quindi la possibilità di avvicinarlo e fotografarlo, oltre che dalla nostra bravura dipende da vari fattori ad esempio.......1) dalla tipologia dei soggetti (un animale può essere più confidente di un altro) 2) quantità dei soggetti....più ne sono più di norma sono confidenti perchè il gruppo crea senso di protezione; 3) luogo: un animale può essere confidente in un posto e non in un altro; 4) dal periodo: può esserlo in un periodo e non in un altro ad esempio d'inverno se gli si dà da mangiare.
Per fare un esempio dalle mie parti gli aironi cenerini ci sono ma non sono tanti quindi sono quasi inavvicinabili.... senza un mimetismo estremo.....scappano a centinaia di metri di distanza.

Problema disturbo: Fabio non pensare che il picchio ti abbia percepito come un amico o che si sia sentito al sicuro.
Stiamo parlando di esseri dotati di istinto e non di intelligenza.
Tu hai giustamente affermato:
L'animale ha una caratteristica......omissis... ed è l'istinto di sopravvivenza.


Premesso che il proprio istinto gli consiglia di scappare alla vista di un uomo per via delle fucilate, il comportamento del picchio nei tuoi confronti è stato determinato da fatto che il picchio ha dovuto fare una scelta.....affrontare te che eri ad un metro oppure la fame. In quel caso evidentemente la scarsità di cibo in natura gli ha fatto optare per la prima soluzione (per la sopravvivenza).....ma questo non significa che non avesse paura.....ti assicuro che ne aveva e tanta.........
Tu per lui eri come il leone con la gazzella......nei documentari li vedi che condividono l'acqua del fiume però la gazzella anche quando bevono insieme ha paura del leone.

Relativamente al martin pescatore, lo stare ad osservare l'uomo che è impegnato nelle proprie attività è tipico degli uccelli......quindi non c'è niente di strano che la martina ti osservasse mentre costruivi il capanno.

In definitiva il mio consiglio è .........sarà anche poetico integrarsi con la natura ma è meglio cercare di fotografare gli uccelli senza farsi vedere.


avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 8:55    

Beh, però fotografare i lupi in Val di Susa non è che sia alla portata di tutti.
Anche qui ad una ventina di chilometri da casa mia, in Val Soana, di notte in inverno passeggiano i lupi al Pian dell'Azaria, ma al momento non ho ancor a visto nessuna foto, solo chiacchiere ed allarmismi assurdi sui giornali (anche quelli nazionali come La Stampa ed altri), alimentate anche dai pastori che cercano giustificazione per cacciarli ed ucciderli.

Giorgio B.

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 9:32    

Giobol, non li ho fotografati, stavo facendo una gita con le racchette da neve insieme ad un amico e li abbiamo incontrati. Noi ci siamo subito seduti nella neve e loro hanno gironzolato vicino a noi per un po, verosimilmente provenivano dall'adiacente Gran bosco di Salbertrand, questo e successo una decina di anni fa circa.Sorriso
L'oggettoindistruttibile, dovevo specificare meglio. Non era mia intenzione far apparire facile cio che invece non e', intendevo dire che piu spesso di quel che si potrebbe pensare l'animale ci sorprende con comportamenti che magari ritenevamo improbabili dimostrandosi curioso nei nostri confronti o tollerando perfettamente la nostra presenza, e questo a dispetto di tutte le piu sofisticate pratiche di camuffamento. Riguardo alla densita di popolazione stendo un velo pietoso su Java, non si puo raccontare a parole. In molte zone dell'isola la fauna e inesistente ormai, deforestazione, colture intensive e popolazione in terribile aumento hanno fatto il loro lavoro, senza contare che i mussulmani hanno un concetto di interazione con gli animali abbastanza personale, gli animali sono immondi e devono essere asserviti al volere dell'uomo, quale che esso sia ( corano)..ti lascio trarre le conclusioni;-)

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 9:39    

Grazie dell'intervento L'oggetto indistruttibile Sorriso. No, purtroppo non ho così tanta esperienza. Penso di avere più pazienza che esperienza.
Il picchio l'ho attirato in inverno, mentre facevo birdgardening per i passeriformi. Per l'avvicinamento ho impiegato settimane (non giorni), avanzando di poche decine di centimetri per volta e sempre con capanno. Ogni singolo appostamento durava tra le 6-8 ore. Inutile dire che erano appostamenti mirati al picchio.
-Non uscivo MAI dal capanno (nemmeno per fare pipì);
-Non facevo/ricevevo telefonate;
-Non smontavo ottiche/moltiplicatori, ecc. per non fare rumore;
-Non fumavo per tutta la durata dell'appostamento (ma stavo smettendo...)
-Non muovevo assolutamente l'ottica (scattavo con filocomando, per evitare che leggeri movimenti potessero provocare riflessi visibili al picchio)
-Inserivo la reflex in un box autocostruito, foderato con materiale fonoassorbente, per attutire il rumore dello scatto silenzioso.

Molti penseranno che tutte queste cose le fa una persona disturbata (...è così MrGreen) ma, nonostante tutti questi accorgimenti, non ho mai dato per scontato la possibilità di tornare a casa senza nemmeno uno scatto...e infatti è capitato ;-)

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 9:41    

Riguardo alla densita di popolazione stendo un velo pietoso su Java,

Quindi l'esperienza che tu hai e preciso anch'io (non si parla di esperienza come fotografo ma come naturalista) conta ancora di più........Caro Davide bisogna farlo sempre presente perchè altrimenti fotografi (anche con ottima esperienza dal punto di vista tecnico ma senza esperienza naturalistica) possono creare macelli.........:-P;-)

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 9:53    

A mio avviso bisogna avere il buon senso di capire che quando l'uomo entra in contatto con il mondo animale vengono sempre a crearsi le condizioni perfette per causare danni (anche non voluti ci mancherebbe). Non si possono conoscere il comportamento e le esigenze di ogni singola specie e quindi quello che adotto io e il comportamento del perfetto ignorante che si limita ad osservare con discrezione. Poi come in tutte le cose l'esperienza aiuta molto, bisogna leggere e documentarsi, per arrivare a fotografare cio che ti sei prefisso (in zone libere intendo) lo devi necessariamente prima conoscere (poi le botte di c... capitano ma non sono la norma);-)

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:06    

Sono d'accordo con te Davide. Io ho iniziato da pochissimo ad interessarmi di avifauna in genere, cibi da somministrare, comportamenti da adottare, ecc.. e siccome non voglio arrecare disturbo mi limito ad offrire cibo idoneo che non crei problemi ai volatili e io me ne sto seduto nel capanno fisso, ben mimetizzato, senza fare rumore.. scattando ogni tanto qualche fotografia. Nel mio caso non ho fatto grandi ricerche della location giusta: ho semplicemente allestito delle magiatoie e costruito i capanni.. e mi accontento di quello che passa, senza ricercare il soggetto specifico per ora.

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:13    

Quando incontrerai il soggetto che ti rubera' l'anima comincerai a leggere, studiare, fare mille tentativi per riprenderlo da vicino e poi sarai feliceSorriso

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:17    

A dire il vero ho gia soggetti che mi attirano molto più di altri, e infatti ho fatto già alcune ricerche...e piano piano sis tanno avvicinando devo dire, la ghiandaia (so che è un soggetto semplice, ma io divento pazzo quando mi arriva vicino Sorriso )anche troppo MrGreen Nel mio caso "vicino" vorrebbe dire sui 4-5 metri, e più o meno già ci sono. Sorriso In ogni caso per ora preferisco avere una visione ampia di tutti i soggetti che riuscirò a vedere nella mia zona in quanto avendo pochissima esperienza non penso di essere preparato per puntare su soggetti specifici.

avatarsenior
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:21    

Alan la ghiandaia è un soggetto comune ma non è affatto semplice.......anzi la ghiandaia è denominata anche la sentinella dei boschi perchè è la prima a dare l'allarme quando si avvicina qualcuno.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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