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inviato il 15 Gennaio 2014 ore 0:44
"A lion's work hours are only when he's hungry; once he's satisfied, the predator and prey live peacefully together." -Chuck Jones ("Il leone attacca solo quando è affamato, quando è sazio il predatore e la preda vivono pacificamente insieme") Gli unici che non lo facciamo siamo noi a due zampe... Io abito nel basso Piemonte ed anche ad una decina di km da una zona dove "dicono" di aver avvistato il lupo, io ci vado regolarmente perchè ci sono molti caprioli in zona e mai avuto la fortuna di incrociarlo... |
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inviato il 15 Gennaio 2014 ore 6:52
Non mi riesce più di recuperare l'articolo comparso una diecina di giorni addietro su La Stampa, tuttavia pare che le persone che si sono schierate in difesa dei lupi in val Soana recentemente siano state oggetto di pesanti intimidazioni condite da minacce e colpi di arma da fuoco... per dire, le brave persone minacciate dalla presenza dei lupi cattivi che attaccano i bambini e mangiano capi di bestiame. Credo insomma che la questione vada ben oltre la paura atavica del lupo e che gli interessi in giuoco siano un po' diversi dal semplice aiuto aiuto. Quanto al leone, posso confermare (volendo anche fotograficamente, diciamo) di avere visto più di una volta pride di leoni rimanere impassibili di fronte al passaggio ad es. di bufali o zebre a pochi metri da loro: avevano mangiato, erano sazi, non hanno attaccato. Va da sé che il sottoscritto appostato avrebbe sperato in un po' di azione, questo però è un altro discorso... |
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inviato il 15 Gennaio 2014 ore 8:40
Di nuovo d'accordo con te Edoardo e tra breve sarò nella nostra amata Africa nei campeggi pubblici ed anche in un campo speciale (che non significa di lusso ma nel nulla, senza acqua o corrente ma in una piazzola dove dormiremo solo marito ed io + la guida e la natura attorno a noi) e tutti mi dicono che sono folle... se torno poi ti racconto ma io sono convinta della frase di Chuck Jones. Quanto alla mia regione e ai lupi, mi spiace dirlo ma io ho avuto occasione di parlare con dei guardiaparco e sia le reazione che le azioni (purtroppo!) dei responsabili in provincia sono vergognose... |
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inviato il 15 Gennaio 2014 ore 9:21
Non sei folle, io ho campeggiato spesso nel Serengeti e come vedi sono ancora vivo... l'unico problema potresti averlo qualora durante la notte tu dovessi avere bisogno della toilette (a meno che la tenda in cui dormirete non sia di quelle provviste di modulo apposito), in questo caso suggerisco l'adozione tattica di una bottiglia di plastica vuota per te e una per il marito! L'utilizzo che dovrete farne in caso di necessità, credo, è abbastanza ovvio. Qualora tu avessi necessità di uscire dalla tenda sveglia sempre il consorte e comunicagli la tua intenzione, mai muoversi senza avere prima allertato qualcuno. La persona avvisata aspetterà di norma una ventina di minuti, dopodiché se l'altro non è tornato darà l'allarme - e qui i casi sono due, ho sei caduta vittima di un feroce attacco di dissenteria oppure sulla via per la toilette hai incontrato il signor leone che teneva fame. Comunque le guide che fanno quel genere di cose sono persone che tengono due cogl**ni così, non ti preoccupare e vedrai che sarà una figata (gelosia incombente da parte mia, io però a febbraio vado in Etiopia quindi siamo parzialmente pari). Buon viaggio! P.S. Ah, guarda che il Piemonte è anche la mia regione... sono solo trapiantato in Brianza. |
user25280
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inviato il 16 Gennaio 2014 ore 0:55
Ho visto solo ora questa discussione e non so se sbellicarmi dalle risate per il prode superstite scampato al branco di ben 5 mannari affamati e con le zanne grondanti sangue o piangere per l'ignoranza che OGGI 2014 in italia ancora viene mostrata cercando di far credere al popolino italiano (che si sa essere molto stupidamente condizionabile da annunci clamorosi) che i lupi sono pericolosi per l'uomo o addirittura il gipeto. Sapete, cari superstiti del famelico mannaro, molto spesso mi addentro in luoghi popolati da grandi quantità di grifoni (se non sapete cosa sia, beh é molto simile in dimensioni al gipeto) e ogni volta vengo aggredito, brutalmente incredibilmente, assolutamente...........................dal loro totale terrore per l'uomo, badano a tenersi a distanza, stessa cosa per il lupo, stessa cosa per l'orso in natura (i nostri orsi hanno una bella fifa dell'uomo). Mi chiedo come mai invece, non ci si sia preoccupati di fare una bella lettera per cercare di dare del povero × a chi potrebbe fare finalmente una legge seria per la prevenzione del randagismo (ma non con abbattimenti, ma con sterilizzazioni e con sanzioni vere nei confronti di abbandono e mancata microchippatura) perché per chi non lo sa, solo i cani randagi divenuti selvatici sono un reale pericolo per l'uomo e questo lo sanno tutti. Altrettanto, lo sanno tutti che i lupi in natura NON attaccano l'uomo, come ha scritto Davide Zonta, una sola vittima in 50 anni in Alaska.................accidenti come sono pericolosi questi MANNARI che si ingozzano di bambini e vecchiette inermi, come sono sadici e crudeli questi feroci GIPETI che si ingozzano di poveri cittadini inermi........... Peccato che il lupo oltre essere il vero e unico predatore al vertice della catena alimentare che riesce a fare vera selezione naturale e a ristabilire l'equilibrio in natura é anche uno spazzino, il gipeto si nutre di carcasse, quindi uno spazzino.................ma poi che c@zzo sto qui a dirvi queste cose, tanto le sapete già, ma forse forse, mi viene da dire che forse cono scete anche il grande mentalista che ha scritto la letterona gonfia di terrore montanaro ad un quotidiano tanto attento ai bisogni di cittadini terrorizzati. |
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inviato il 16 Gennaio 2014 ore 8:58
Concordo con Steve1169 e rincaro la dose. In tantissimi interventi riscontro due categorie di arroganza presupponente: 1) Il pensiero che l'uomo sia una variabile indipendente dell'ambiente: massimo rispetto per l'equilibrio della natura, ma ovviamente noi ce ne chiamiamo fuori. E' naturale che un leone predi una gazzella, è naturale che un luccio difenda il territorio di caccia e sia antagonista di un pese persico, ma quando uno dei poli della contesa diventa l'uomo le cose cambiano, l'antagonista diventa cattivo, feroce, infido, pericoloso, subentra un moralismo antropocentrico che deve giustificare ogni sorta di persecuzione pseudonazista contro soggetti che si difendono. Tanto per dire, l'uomo non si è mai estinto per cause naturali, ma balene, grandi felini, orsi, rapaci e tantissimi altri animali sono arrivati a situazioni di rischio per cause artificiali e spesso ludiche (vedi caccia). Le logiche della natura valgono per gli alltri, noi abbiamo il diritto di fare e disfare come ci pare di questo mondo e se qualcuno si mette di traverso lo facciamo fuori sia fisicamente che culturalmente. Salvo poi pentircene, perchè non siamo in grado di misurare il danno che facciamo. 2) La pretesa di saperne una pagina più dei libri: rispetto le opinioni di tutti, ma se devo dare credito a un punto di vista, tra quello di un professionista esperto di gestione del territorio e quello di un fotografo escursionista scelgo il primo, non me ne voglia il fotografo. Tutti possono sbagliare ma è più probabile che sbagli un dilettante. Pensiamoci bene prima di mettere becco allegramente nelle scelte (discutibili, ovviamente) difficili e controverse di che deve gestire relatà complesse e piene di variabili come l'ambiente. Altrimenti si rischia di fondare un altro "gruppo ingegneri". Cos'è il gruppo ingegneri? E' il manipolo di pensionati che infesta regolarmente i dintorni di tutte le opere pubbliche e, forte di esperienze lavorative da usciere, infermiere, sarto o salumiere, pontifica sui lavori stessi e stabilisce ineluttabilmente che è tutto sbagliato e sono tutti asini. |
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inviato il 16 Gennaio 2014 ore 9:08
Aggiungo un'ultima chiosa: non mi si venga ad argomentare che ci mettono il becco agricoltori e allevatori, credibili in quanto portatori di un sapere e un'esperienza antiche e profonde! Non è la competenza che gli manca, spesso è la buona fede. Se andiamo a vedere l'impatto ambientale dell'agricoltura e dell'allevamento e quello che hanno combinato e stanno combinando nel mondo, meglio dare retta a qualcun altro. |
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inviato il 16 Gennaio 2014 ore 10:39
Fa riflettere che, addirittura in un forum principalmente di natura come questo, ci siano pareri che vedono l'uomo minacciato da un animale selvatico quasi estinto e che pertanto dovrebbero venir presi dei provvedimenti. Non c'è da stupirsi quindi se chi è ancor meno sensibile a queste tematiche non sarà mai minimamente toccato dal pensiero di tutelare le altre forma di vita animale. L'uomo è il più invasivo degli esseri viventi,ma questo non è importante,l'importante è che possa continuare a farlo in sicurezza oltretutto, ci vuole più rispetto per ciò che riteniamo nostro ma invece non è... Io sono un subacqueo, spesso mi viene chiesto da chi non si immerge "ma non hai paura degli squali?",che possiamo considerare un pò come la versione acquatica dei lupi. Oltre al fatto che la prima risposta automatica riguarda il fascino che si prova nel guardali,subito dopo mi viene sempre da dire che sono io nel suo ambiente e soprattutto non ho alcun diritto in più di lui. Gli animali cacciano per fame e basta,a differenza dell'uomo. Ci vuole più rispetto, personalmente se vado in un bosco e mi trovo davanti dei lupi, è un rischio che mi sono preso e dovrebbe essere così. |
user25280
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inviato il 16 Gennaio 2014 ore 20:04
Pensare che la vera fobia da squalo (squalo bianco nello specifico) é nata dopo che nelle sale fu proiettato il fil "Lo squalo", dobbiamo essere immensamente grati a quel figlio di una grandissima zoccolaccia di Spielberg, lui fece carriera e soldi a palate, mentre subito dopo iniziò una vera e propria mattanza nei confronti di un animale incredibilmente bello e affascinante come lo squalo bianco, oggi a fortissimo rischio estinzione, paradossalmente, lo si é quasi portato alla completa estinzione senza conoscere ancora nulla sulla reale vita di questo splendido abitante dei mari. Ergo, fa più danni l'ignoranza e l'egoismo (e in italia ne alberga ancora troppa) che tutto il resto, un pochino come quando gridavano"dagli all'untore, quella é una strega......." Meglio che certe persone si facciano un bell'esame di coscienza e magari un giro da un buon psichiatra per tentare di raddrizzarsi il cervello, non farebbe affatto male |
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inviato il 16 Gennaio 2014 ore 20:54
“ Altrettanto, lo sanno tutti che i lupi in natura NON attaccano l'uomo, come ha scritto Davide Zonta, una sola vittima in 50 anni in Alaska „ O sbaglia Zonta o sbaglia wikipedia en.wikipedia.org/wiki/Wolf_attacks_on_humans |
user25280
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inviato il 16 Gennaio 2014 ore 21:05
Wikipedia può essere scritta da chiunque, non é un rapporto stilato da un ente governativo. Si sa che la lobbi della caccia ha la bava alla bocca dalla voglia di poter cacciare liberamente il lupo ovunque e comunque, quindi............ In ogni caso é risaputo che il lupo non attacca l'uomo tranne in rarissimi casi. Ma poi scusate, per ogni incidente con un animale, dovremmo sterminarne la specie????? Iniziamo a sterminare gli × che causano volutamente incidenti con animali, se ne potrebbe parlare molto a lungo. Allora cominciamo a sterminare tutti gli animali a 2 gambe che causano incidenti dannosi alla salute di cittadini incolpevoli, chi lo sa, penso che alla fine dello sfoltimento staremmo molto larghi............ |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 10:27
La presenza di predatori sul territorio dovrebbe indurre maggiore cautela come è ovvio che sia, in effetti la cautela è a prescindere perché anche un cervo può in determinate circostanze decidere di attaccare (qualche anno fa in Val d'Aosta io fui inseguito per alcune decine di metri da una... mucca) i.e. il mondo non è mica un film di Walt Disey. Evitiamo ad es. di circolare soli in periodi dell'anno e in zone in cui le prede scarseggiano, evitiamo di circolare soli in generale, evitiamo di essere troppo odorosi di salsiccia, assicuriamoci che la bestiola (sia essa lupo, cinghiale, camoscio o papera) abbia sempre una via di fuga cioè l'animale non deve mai sentirsi "cornered" perché è lì che attacca. La gente non può pensare di affrontare una passeggiata in montagna come il picnic al parco di Monza, la montagna è casa loro, lupi orsi aquile camosci stambecchi cinghiali volpi e cervi, siamo noi che andiamo a rompergli le scatole. Del resto, a me basta uscire di casa per una passeggiata col cane - un temibile incrocio Amstaff/Bull terrier conosciuto nel quartiere come "il cane che si ribalta" per la tendenza a rotolare in cerca di coccole da chiunque incroci lungo la sua strada, una cosa imbarazzante... - per rendermi conto della follia imperante. Mamme che a distanza dicono ai bambini "Guarda il bau! Guarda il bau!" salvo prenderli in braccio e attraversare la strada di corsa per evitare il contatto. Ospiti ansiosi che corrono in bagno a disinfettare i figli dopo una leccata perché potrebbero contrarre pericolose malattie, tipo la furbizia. Eccetera, per dire come stiamo messi. La disinformazione dilaga, basti pensare a quanti servizi televisivi e quanti articoli di giornale periodicamente tirano fuori la storia dei cani assassini. Il più delle volte aggressioni senza conseguenze da parte di meticci, le immagini che ci mostrano però sono sempre quelle di feroci Rottweiler a mascelle spalancate, Pit Bull e compagnia bella. E mandano in onda trasmissioni come "Wild" con i servizi sui migliori killer della natura o le ricostruzioni degli incidenti ai surfisti con l'intervista ai sopravvissuti. Seguiti dagli immancabili spot con la massaja che deve disinfettare tutto e lo spot generalmente comincia con il cane che entra in casa sporco di fango. Le malattie, le malattie! La questione è che bisognerebbe imparare a usare il cervello e a saper distinguere, francamente io non mi aspetto molto da un popolo di cassaintegrati che la domenica pomeriggio intasa gli Apple Store per investire buona parte del misero stipendio nell'ultimo modello di telefonino. Mi trovo spesso in giro all'estero e devo dire che questo genere di mentalità nei confronti di tutto ciò che è "natura", questo terrore per le malattie, queste ansie genitoriali li riscontro quasi sempre e solo in Italia. Poi arriva quello che "Maaaaaaaaaaaaa... una volta, nel millenovecentoottantaquattro..." avete presente, sì, quelli che si giustificano con storie che cominciano con "Una volta..." e dopo ti raccontano l'aneddoto. Ma, sant'Iddio. Quanta gente è morta facendo fuoripista nelle ultime settimane? Cioè non è che questi si sono ammazzati perché stavano fuggendo dai lupi eh. Quanta gente sarà morta in incidenti stradali? Quanta gente si sarà rotta il femore cadendo in casa? Quanta gente è stata assalita dai lupi: nessuno. |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 10:44
quoto tutto. |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 13:01
Un po' di tempo fa ho letto un bellissimo aforisma: "Ricetta per portare il mondo in guerra: i politici raccontano frottole ai giornali, poi le leggono e ci credono". Mi pare che siamo a questo livello: prima ci creiamo il mostro a fini affabulatori o spettacolari tipo l'"uomo nero", il "babau" o lo squalo, poi ci crediamo e gli diamo addosso. Tra l'altro, il film di Spielberg prende spunto da un fatto reale: nella notte dei tempi un bambino fu aggredito da uno squalo su una spiaggia americana, ma era uno squalo leuca. Riguardo ai paragoni con fuoripista, traffico o simili, bisognerebbe considerare che il rischio da interazione con una specie animale dipende da tre distinti parametri: dannosità dell'interazione, aggressività della specie e frequenza di contatto con l'uomo: per intendersi, il serpente più velenoso pare essere il taipan ma non ha praticamente mai contatti con l'uomo; l'oca e il cigno sono estremamente aggressivi e spesso a contatto con l'uomo, ma... Spesso poi confondiamo pericolosità con ferocia: tutti siamo convinti che gli animali terribili siano squali, leoni, tigri, cobra e via discorrendo, in realtà in america muoiono molte più persone a causa delle api che non dei crotali e l'animale più letale, che causa più di due milioni di morti ogni anno, è la zanzara anofele. Il problema di fondo è l'impostazione culturale nel capire le interazioni ambientali: tante dottrine antropocentriche ci hanno ficcato in testa che siamo i signori del creato e che ce ne è stato fatto dono per farne ciò che vogliamo, che tanto poi arriva qualcuno a mettere a posto le cose e che tutto quello che succede fa parte di un disegno superiore infallibile. Sarà vero in generale, ma stento a credere che lo sterminio di tante specie animali perchè predano ogni tanto un agnello o un vitello (di solito,attaccano quelli malati) o per appendere un paio di corna al muro siano volontà superiore, così come non vedo disegni divini nell'accoppare a bastonate una biscia solo perchè striscia, facendosene magari vanto con i bimbi (vedete, così si fa, è un serpente...). Trovo anche vergognoso regalare a dei bambini un pesce rosso perchè ci giochino, magari uccidendolo perchè lo manipolano o sciolgono zucchero o succo di limone nell'acqua con l'illusione di nutrirlo. Quando il pesce è morto, ovviamente, non si può traumatizzare il piccolo terminator in erba (non per inclinazione propria, per educazione parentale) dandogliene la responsabilità, si fa sparire o si inventano balle. Mi è capitato più volte di vedere dei bimbi rompere i maroni inveteratamente a dei cani: quando questi si ribellavano, magari solo abbaiando o ringhiando, i genitori risolvevano tutto con uno: "stai lontano dal cane, morsica!!". Capito? E' il cane cattivo che morde, non il piccolo pestifero che gli scassa i cabasisi (dello alla Montalbano). D'altra parte, come si può essere indulganti con un mostro che non comprende la sacralità di un bimbo? Viviamo in un contesto in cui tutti questi avvenimenti sono quotidiani e frequenti, ci educhiamo a considerare tutto e tutti un optional del nostro mondo antropico. Capiremo prima o poi che non è così? Che il rischio di interazione con specie animali dipende non dal fatto che loro invadono noi, ma dal contrario? Capiremo soprattutto che viviamo in una tale complessità che ogni piccola turbativa nell'ecosistema produce un effetto domino che inneschiamo con faciloneria e non siamo lontanamente in grado di controllare? Non possiamo decidere noi per la natura: se ci deve essere un predatore, il male peggiore, anche per l'uomo, è eliminarlo per non gestire i rischi (reciproci) della convivenza. D'altra parte, stiamo propendendo per il male peggiore anche nelle interazioni con altri uomini (Rom, mussulmani, fino a poco tempo fa "terroni" e "polentoni", tifosi di altre squadre, ebrei, donne). Perchè dovremmo essere teneri con dei lupi? |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 13:30
Uhm... sono molto d'accordo con te, però secondo me anche i rischi connessi al traffico dipendono dalla dannosità dell'interazione, dall'aggressività del soggetto e dalla frequenza di contatto con noialtri. | |

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