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inviato il 07 Gennaio 2014 ore 15:38
sRGB è uno spazio colore teorico, di riferimento; tuttavia è codificato anch'esso in un profilo ICC standard, che di norma è presente in ogni sistema operativo, il quale appunto consente la sua interpretazione. Il file che lo descrive dovrebbe avere nome interno sRGB IEC61966-2.1 estensione .icm che significa image color matching. Questa è l'ultima e più recente versione del profilo, ed è quella ufficialmente in uso nello standard IEC (International Electrotechnical Commission). |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 12:50
Però spesso nei centri di stampa preferiscono Adobe, vi risulta? |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 12:55
a dire il vero dalle mie parti molti centri di stampa o studi fotografici quando gli porti i file per la stampa consigliano sRGB, (forse per anadare sul sicuro) ed infatti settando monitor e spazio di lavoro in sRGB (purtroppo .... per la miriade di sfumature perse), non rischio più di trovare grosse inconguenze sul risultato visto a video rispetto alla stampa. |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 12:57
Che casino...se ci fosse più uniformità... |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 13:30
E' giusto comunque discutere se e come utilizzare spazi colori diversi, se e quale schermo wide gamut acquistare, calibrazioni e calibratori più o meno costosi, luce ambiente del nostro "studio", stampanti, profili icc e altro, L'importante, e lo sottolineo, è in ogni caso dare la priorità alla fotografia in se, al messaggio, allo studio dello scatto. Purtroppo ne ho già visti molti girando nei vari siti (o dal vivo) che snocciolano dati di luminanza/risoluzioni/gamut/profili vari come il padre nostro, riescono a calibrare ad occhio nudo lo schermo, però di [negozio 24]eguate a tale competenza tecnica, nemmeno l'ombra. Riassumendo, potrai avere la foto stampata perfettamente come la vedevi a monitor, ma c'è la probabilità che faccia cagare ugualmente. |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 14:06
Mi riconosco abbastanza nella tua descrizione e sono d'accordo con te, la conoscenza tecnica del colore da sola non fa una fotografia. E infatti io non sono un fotografo. |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 16:13
@ Matteo Fiorelli più o meno il senso di quello che intendevo io era molto simile al profilo che hai descitto, me compreso, ed infatti trovata la soluzione e scoperto l'arcano (finchè non troverò un centro di stampa che possa decifrare gli sforzi fatti per l' ICC ProPhoto continuerò con sRGB) voglio affinare la tecnica fotografica ed il modo di comporre (già prodotti 650 scatti e stampati 160 scatti, fra anniversario suoceri e ricorrenze varie, tutti con presenza di terze/quarte e più persone; pertanto non posso pubblicarveli per condividerne pregi e difetti, purtroppo) Tenete presente che ho la reflex da pochi mesi, e vi assicuro che non è stato facile iniziare: da automatico a manuale ..... scelta obiettivi ma senza spendere troppo per consentire anche di capire le focali più utilizzate ....scatti con il 50ino buttati via per troppa esposizione e di conseguenza tentare di scoprire come sfruttarlo al meglio .... uso DPP con le problematiche già esposte in altro thread : “ Rilevo un'anomalia nel D.P.P. di canon e cioè quando si apre una foto in variazione veloce si apre una maschera con il risultato della foto identico a quello di Office Picture di Windows, mentre quando la si apre nell'area modifica (benche lo spazio di lavoro rimane comunque settato a sRGB) si nota una velatura opaca/biancastra stile PDF. „ inviato il 16 Gennaio 2014 ore 15:58 www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=717975&show=last#2917404 ..... prova Lightroom 5 direi soddisfacente anche se qualsiasi area di lavoro seleziono mi esporta tutto in sRGB (scoprirò prima o poi cosa sbaglio) ...... etc. etc. etc. Cosa mi attenderà ancora ? Mi auguro di cuore di potermi finalmente dedicare alla fotografia prima che la scimmia della FF mi sussurri all'orecchio ... |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 17:37
@nando, raamiel Non mi riferivo a nessuno in particolare, era un discorso un pelo provocatorio per consigliare di orientare gli sforzi nella giusta direzione, o quanto meno dosarli senza esagerare. Mi fa piacere che condividiate |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 17:41
eheh tranqui.... sono d'accordo che spesso il tecnicismo la fa da padrone e a soffrirne poi è l'aspetto artistico |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 18:09
@ Matteo tranquillo ..... condivido eccome..... è evidente che il tuo buon consiglio ha fatto centro. Saluti. |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 19:16
Parlo per me, non sono mai riuscito a trovare laboratori fotografici che soddisfacessero le mie esigenze. Alla fine ho risolto stampando da me, mi sono dotato di una epson stylus pro 3880 e di uno spettrofotometro X-Rite eye one pro con relativo software di BasICColor Posso scegliere le carte che preferisco, crearmi tutti i profili che voglio ed usare l'eye one anche come colorimetro per profilarmi il monitor. Non è proprio una cosa alla portata di tutti, ma, con impegno e volontà si possono raggiungere ottimi risultati. Ora in ambito fotografico i "limiti" dello spazio colore sRGB possono essere superati senza troppi problemi |
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inviato il 17 Gennaio 2014 ore 19:20
Per quanto riguarda la "vena artistica" credo che anche nel mio caso ne risenta un pochino |
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inviato il 23 Gennaio 2014 ore 17:22
Non ci sono dispute tra questi spazi colore /profili. (diventano profili se vengono applicati al file da stampare) adobe è più grande di sRGB, non ci sono tante cose da dire. Parlando in pratica, se non hai troppi colori fuori gamut puoi vivere felicemente anche in stampa con sRGB. ma a questo punto, tanto che un profilo lo devi inserire...tanto vale inserire adobe che essendo più grandino permette la riproduzione di più colori. se mandi in stampa chimica lavora anche felicemente in sRGB, perché tanto le stampanti chimiche manco ci arrivano a tutto il gamut che tale spazio offre... se mandi in plotter, meglio usare adobe che recuperi sicuramente qualcosa sui colori più densi... ma se la foto è in gamut non vedi certo la differenza tra uno e l'altro... |
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inviato il 25 Gennaio 2014 ore 1:42
Usare il sRGB per la stampa è uno sbaglio, solo che un fotografo potrebbe non accorgesene mai. |
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inviato il 25 Gennaio 2014 ore 21:27
vorresti mandarmi un tuo file in profoto? te ne stampo gratis uno in sRGB e uno di AdobeRGB. La differenza la potresti trovare solamente in quei colori che sono al di fuori dello spazio sRGB. Ma bisogna vedere se una determinata carta riesce a riprodurli, quei colori che sono all'interno di AdobeRGB e che altresì sono fuori da sRGB. (e parlo di stampa a pigmenti, non chimica...perché là in effetti puoi stampare tranquillamente in sRGB perché tanto non coprono nemmeno tale spazio colore.) a plotter in effetti sarebbe meglio stampare in AdobeRGB a prescindere. Tanto se la foto è fuori gamut sRGB, rientrerà la differenza nello spazio AdobeRGB. il punto è se hai o non hai colori fuori gamut. In ogni caso sono d'accordo che è meglio usare Adobe, a volte evita di stare a controllare. Ma il punto è...uno saprà fare una verifica per vedere dove c'è un fuori gamut? Penso di si. a prescindere, nel dubbio è meglio usare Adobe. Ma non è detto che si notino differenze. Proprio per niente Parlando di stampatrici chimiche poi...è solo poco che i modelli più recenti lavorano anche in Adobe. Le altre lavorano tutte in spazio sRGB e quindi i colori fuori gamut vengono tagliati a prescindere. Una confessione... chi fornisce profili di stampa per macchine a stampa chimica vi prende in giro. Il motivo è semplice...l'instabilità di tali macchine è tale che serve fare almeno 3/4 verifiche di taratura al giorno e di conseguenza bisognerebbe creare altrettanti profili da far scaricare/consegnare ai clienti. (impossibile a farsi!!!) Infatti io sfido chiunque, a parità di file, stampandone 3 foto (una alla settimana) ad avere un risultato uguale per tutte e tre le stampe. se sono bravi sarà simile ma non uguale. questo perché le macchine sono digitali ma i chimici sono ancora analogici. da freddi hanno una resa, da caldi un'altra e avanti dicendo. |
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