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“ CD? Ho i vinili, sono incisioni dirette. I CD non penso possano riflette le incisioni dirette, sono masterizzati partendo da cosa? „
Guarda Andrea, sostanzialmente a me interessa poco quale sia la base di partenza di una incisione....a me interessa cosa sentono le mie orecchie (e ovviamente ognuno di noi ha un proprio background personale di esperienze di ascolto di tutta una vita)......quelle che ho citato sono, PER ME, le case che hanno prodotto le incisioni più realistiche in assoluto rispetto alle esperienze live.....poi capisco benissimo che nell'audio le opinioni possono essere discordanti tanto quanto in fotografia!!
Andrea, a volte prendono un master e lo riversano direttamente su CD, almeno così dicono. Esistono gli "Original Master Recordings" per esempio; che poi una ritoccatina al 99% aiuti è un altro discorso. Una ritoccatina puoi darla tu, per esempio ci sono dei bellissimi cori delle Voix Bulgares che con un buon "declipper" suonano meglio. Con l'analogico sarebbe difficile. A volte la ritoccatina la danno loro ed esagerano, per esempio ho sentito delle riedizioni (mi pare degli Eagles) troppo processate, con dei silenzi innaturali; lì hanno abusato del "denoise". Comunque i pasticci ci sono sempre stati. Insomma dipende, non necessariamente dal supporto fisico ma da come registrano e trattano i master.
Sempre antipodici, gli esempi di Juan Pérez Luca, rispetto a quello che è il mio cenobio sensoriale
Comunque sia, quelli menzionati e postati sopra, sono esempi di musica rientranti nel godimento esperienziale consuetudinario. La cosiddetta musica buona, che vibra ed emoziona per bene. Musica bene, per gente perbene, ecco. Anche i Mars, registrarono i loro pezzi live con il sistema binaurale, però lì l'effetto sull'ascoltatore era piuttosto orientato sul ravvicinamento spirituale nella sua essenza scombinata, oltre che alla semplice fedeltà dell'ascolto in presenza. Anzichè ascoltarlo ad occhi chiusi e in contemplazione, lì, gli occhi li si mantiene belli aperti, con circospezione, per accertarsi che qualcosa non ti assalga d'un tratto coi suoi rostri psicotici.
Magari mi sbaglio, ma il vinile inciso da sorgente binaurale si trasforma in binile, con tanto di copertina gatefold a due buste, che costa tendenzialmente di più, rispetto al disco singolo [ndr]
“ Tornando dunque a bomba, perché preferire la versione in vinile derivata da masterizzazione digitale quando uno può avere direttamente la versione digitale e ascoltare quella? „
Alla domanda non so rispondere non avendo mai ascoltato un LP siffatto (ho venduto giradischi e collezione di dischi negli anni ‘80), però c’è ancora chi masterizza in analogico i dischi che produce: ad esempio quel pazzo scatenato di Giulio Cesare Ricci della Foné, e pure su nastri da un pollice, altro che mezzo pollice!
Per quanto mi riguarda ho fatto il salto definitivo con la musica in streaming ad alta risoluzione (Qobuz); guardo quasi con fastidio la libreria in soggiorno piena di cd accumulati in 4 decenni e lì ignorati da anni. Tutti soldi che oggi avrei sicuramente risparmiato.
Pazzo! Un giorno verrà che il tuo archivio sarà memoria per l'umanità. Lapys per mia fortuna godo di un appetito onnivoro.Ma tu intendi quelli di Comatorium o l'etichetta? A proposito di registrazione, Psychic TV fecero un uso pionieristico ed estensivo del sistema di registrazione Zuccarelli Holophonics in album celebri come Force the Hand of Chance (1982) e Dreams Less Sweet (1983).
Eehhh, mo’! Troppo pantecnicismo metodologico! Io ho solamente risposto di pancia, dopo aver mangiato canestrelli a colazione. Ma non i biscotti di Sassello, attenzione! Ho pucciato le Cozze SanGiacomo nel latte di sogliola, e non puoi capire i controeffetti coloniali (nel senso del colon, e non in quello imperialistico).
Riguardo ai Mars, mi riferisco a “78” (di cui possiedo la ristampa “78+” con quattro tracce addizionali), citata a pag.41 ne: “L’Estetica del Rumore in 100dischi”, di Massimo Padalino.
Le incisioni dirette della Sheffields Lab erano spettacolari ma proprio per il fatto di essere incise direttamente sul master con cui poi si stampavano i vinili avevano il limite numerico di credo qualche migliaia di dischi dopodiché il master si degradava e ti saluto. I CD attuali probabilmente sono derivati da nastri incisi contestualmente alla incisione diretta del master ma proprio per quello risentono delle limitazioni costituite dalla tecnologia del nastro magnetico e non sono in grado di restituire appieno l'esperienza che dava il LP. Peraltro il LP era inciso al limite delle possibilità tecniche, ricordo che i solchi interni suonavano meno bene di quelli esterni e, dopo un poco di ascolti, i solchi si rovinavano a mio parere e cominciavi a sentire l'effetto friggitoria.
Eh, ho capito, ma…VOI, tutte queste differenze produttive, se ascoltate le due o più versioni comparativamente su di un dispositivo audio ordinario e con dei diffusori audio “passabili”, le notate? È chiaro che, su di un assemblato HiFi da ottantamila euri, e con casse da ventimila ciascuna, le differenze emergano pure, ma quante persone hanno questo privilegio? Oltretutto, come già detto, dipende anche dalle preferenze stilistiche personali. Ad esempio, io dubito che per ascoltare come si deve gli Unsane o gli Oranssi Pazuzu, sia necessario farsi prestare i soldi a strozzo dalla mafia russa. Per carità, nemmeno accontentarsi del compattato Amstrad del 1991 con le casse a 0,5vie in duplex, con contratto ~SIP e scheda sudicia da collezionismo inflazionato Una via di mezzo, dai. Una roba per laGGente
Dico questo perché, chissà come mai, dire: “Io c’ho il vinile!” paia quasi essere una dimostrazione di potenza, economica e culturale. Come se qualcuno che, dopo essersi conservato qualche centinaio di LP, non potesse benissimo essere uno con le pezze al culo.
Era una divagazione Ayps. Comunque quei dischi Sheffields sentivi eccome che erano incisi straordinariamente bene e non c'era bisogno di impianti da svariati n0.000 euro.
P.S. “Io c’ho il vinile!” paia quasi essere una dimostrazione di potenza economica e culturale " Questo lo hai pensato tu, io volevo solo dare testimonianza dell'impressione che dava l'ascolto di quei SheffieldsLab (quei 2 o 3 che aveva comprato mio padre ai tempi, musica di secondo ordine peraltro), che essendo tirature molto limitate non si trovano in giro facilmente, il resto l'ho già spiegato sopra e non mi ripeto. Forse oggi non desterebbero più tale meraviglia, forse, perché io ho la sensazione che oggi che le possibilità tecnologiche sarebbero molto più spinte la qualità delle registrazioni abbia subito un'involuzione (prescindendo da tutte quelle edizioni speciali di cui sopra si accennava come quelle Fonè, parlo della musica in edizione "normale" che oggi viaggia sui 16 20€ se compri il CD mentre la paghi più di €30 se compri l'edizione in vinile, tornando al paradosso del tema iniziale).
Io, col mio impianto, riesco a cogliere le differenze tra un album ed il suo test pressing, ed in alcuni casi, tra le varie edizioni dello stesso titolo. Ma mi scontro comunque coi limiti funzionali della mia apparecchiatura, oltre che con quelli miei, fisiologici.
“ Peraltro il LP era inciso al limite delle possibilità tecniche, ricordo che i solchi interni suonavano meno bene di quelli esterni „
Vero, soprattutto sulle basse frequenze, e questo incideva sulla scelta della scaletta dei brani (quelli più complessi sulle basse frequenze venivano necessariamente messi all’inizio).
“ Comunque quei dischi Sheffields sentivi eccome che erano incisi straordinariamente bene e non c'era bisogno di impianti da svariati n0.000 euro. „
Quella è una cosa che puoi rilevare tranquillamente anche sui cd....a parità di impianto, non c'è paragone tra un cd Sheffield e uno Deutsche Grammophon....oppure, suona meglio uno Sheffield su un impianto medio che un Deutsche su uno di più alto livello.....la sorgente è un anello troppo importante per il risultato finale.
Rombro io ormai ascolto solo Jazz, prevalentemente anni 50 60 70, per quanto riguarda la musica riprodotta, oppure in concerti (è una colpa o un limite)? Ho molta musica classica ma onestamente la ascolto meno spesso. Anzi ormai accendo sempre più raramente l'impianto, lo "stereo" come si diceva un tempo, per qualsiasi tipo di ascolto. E comunque per le orecchie che si hanno alla mia età andrebbe bene anche il giradischi del Reader's Digest.
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