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inviato il 12 Luglio 2026 ore 11:09
In parole povere la foto non vale niente |
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inviato il 12 Luglio 2026 ore 11:13
“ In parole povere la foto non vale niente „ La foto può valere quanto vuoi, ma il prezzo non è il valore e il prezzo è negli occhi di chi guarda. Se vuoi vendere è così. Quanto vale un bitcoin? Nulla, perché non ha alcuna applicazione industriale. Però il prezzo esiste ed è alto, in attesa del greater fool . |
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inviato il 12 Luglio 2026 ore 11:44
“ Questo ragionamento vale se il tuo nome è più forte di qualunque spazio espositivo, e sono pochi, in caso contrario è lo spazio espositivo che ti dà valore aggiunto e che, quindi, determina anche il tuo prezzo „ Scusa ma allora mi compro il titolo? Sì perchè oggi la maggioranza delle gallerie d'arte ti chiedono soldi se vuoi esporre da loro e quindi automaticamente aumento di pregio perchè ho speso e quindi sarei autorizzato ad alzare i prezzi? Mah! mi sembra tutto così balorda la cosa. |
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inviato il 12 Luglio 2026 ore 12:03
@Miky00 “ Scusa ma allora mi compro il titolo? „ No, l'autore. È l'autore che dà valore all'opera, in pittura esiste una valutazione "fissa" data dalle misure (verticale e orizzontale) della tela moltiplicate per il coefficiente dell'artista -Prezzo Base = [(Base + Altezza) × Coefficiente] x 10-, ovviamente non vale per artisti ormai storici (vedi ad esempio l'acquisto del "Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini" del Caravaggio pagato 30 milioni), in altre parole il valore dell'opera è dato dal coefficiente dell'artista. In fotografia è molto meno semplice perché intervengono molti altri fattori non ultimo la riproducibilità dell'opera. |
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inviato il 12 Luglio 2026 ore 12:27
Oh ragazzi, potete arrabbiarvi quanto volete, ma le cose sono così da sempre: se hai un tuo mercato indipendentemente dalla visibilità che ti offre l'esposizione e l'espositore il prezzo lo fai tu, se non hai un tuo mercato, allora la reputazione dell'espositore e il prestigio dello spazio espositivo generano la desiderabilità nella tua opera e quindi il valore aggiunto al tuo pezzo. Funziona così, volenti o nolenti, da quando esiste la compravendita. |
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inviato il 12 Luglio 2026 ore 13:36
Facciamo un esempio, una foto di avedon vale come una foto di matteo groppi? Non é questione di tecnica pura ma anche di fama dell'autore, di importanza della sua produzione. La credibilità si costruisce per accumulo e esporre in un luogo con una selezione importante non é la stessa cosa che esporre alla fiera del rutto o al pub di Gigino lo zozzone che vuole mettere un po' di mostre nel locale. Il valore di una foto dipende quindi anche dalla credibilità dell'autore e ovviamente quanto é richiesto Ovviamente se parliamo di collezionisti si valuta anche se un'opera può prendere valore e in questo caso un numero di copie molto limitato dello scarto é fondamentale Ma un autore che non ha un pregresso che crea reputazione é acquisito spesso solo se la foto piace e può essere bella come arredo In questo caso bisogna mettersi nei panni dell'acquirente,quanto avete speso per l'acquisto di una stampa di un autore che non conoscete e avete visto a una collettiva? Se la risposta é che non avete mai acquistato un'opera di uno sconosciuto vista in una collettiva vi siete già risposto sul valore che ha lo scatto |
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inviato il 12 Luglio 2026 ore 13:56
Quoto integralmente Zermelo e MatteoGroppi … non che piaccia o no se Mario Rossi espone una foto alla sagra del tortellino avrà una quotazione diversa che se espone in una galleria a via Frattina il perché è probabilmente anche nella selezione, difficilmente una galleria storica e di fama accetta (anche a pagamento) una foto scadente e quindi la galleria stessa garantisce con il suo nome l’artista e la sua produzione mentre alla sagra della salsiccia sicuramente la “selezione” è molto minore. Quindi il fotografo non vale? La fotografia non vale? La risposta è valgono, ma il contesto cambia, l’utenza cambia, le garanzie per un acquirente cambiano, poi è ovvio che se ti chiami Scianna ovunque esponi la quotazione non cambia, ma chi di noi pensa di essere a quel livello e quindi sopra a tutto? |
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inviato il 12 Luglio 2026 ore 19:15
guardate che lo stesso avviene anche con i reportage. Se pinco pallino manda un lavoro ben fatto alle redazioni dei giornali, probabilmente la mail non verrà nemmeno letta, perché si perderà nel mucchio di mille mila altre mail di mille mila altri pinchi pallini che cercano di fare la stessa cosa. Nel caso in cui la leggano e ritengano il lavoro interessante, faranno loro il prezzo. Se invece lo stesso lavoro viene inviato dall'agenzia con cui hanno già un rapporto di fiducia, le cose cambiano. E non per motivi strani, ma perché sanno che l'agenzia ha già fatto da filtro, inoltrando solo lavori interessanti e ben fatti, che valgono la pena di essere visionati e molto probabilmente pubblicati. Il prezzo viene magari concordato tra le due parti. Con le gallerie più o meno è lo stesso: se esponete alla sagra del lavarello striato a pois verdi e rossi è un conto, magari siete cugini dell'organizzatore e vi ha chiesto qualche stampa per fare colore. Se invece arrivate a mettere le opere nelle più grandi gallerie del mondo, avrete già passato una serie di filtri che setacciano, creando valore a ogni passaggio. |
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inviato il 12 Luglio 2026 ore 21:43
Sinceri prendete una foto a caso su juza, quanto la paghereste ? |
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inviato il 12 Luglio 2026 ore 21:55
“ Sinceri prendete una foto a caso su juza, quanto la paghereste ? „ Guarda, io ho un pessimo occhio per giudicare le mie fotografie figuriamoci quelle degli altri, proprio l'anno scorso alla fiera d'arte contemporanea di Forlì ho venduto per 250e un mio scatto che io non avrei mai comprato tanto meno a quella cifra. E ti dico di più, opera numerata il tizio non ha voluto nemmeno aspettare che gli andassi a prendere il certificato e non ha voluto nemmeno che la incartassi. Pagato in contanti presa al volo e sparito.Dopo quella volta penso di aver visto tutto....( se non altro...molto). |
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inviato il 12 Luglio 2026 ore 22:06
@Matteo Groppi “ Sinceri prendete una foto a caso su juza, quanto la paghereste ? „ Ora come ora zero ma domani tu, io o chiunque altro per uno strano scherzo del destino potrebbe venir sponsorizzato da un noto giornalista, influencer, politico, industriale e la tua, la mia o quella di chiunque altro da zero passerebbe a decine di migliaia di euro. Hai presente il film "Quasi amici"? quando il ragazzo badante si cimenta con la pittura? ricordi a quanto il l'industriale gli fece vendere il quadro? Come sempre, come per tutto il gioco è soprattutto, e soprattutto oggi, molto centrato su chi ti sa lanciare. |
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inviato il 12 Luglio 2026 ore 22:13
La questione é che una reputazione te la costruisci con pubblicazioni serie in posti come der greif, PHotoESPAÑA ecc.. Il resto sono cazzate, magari il gallerista t*fa il pollo, ma non lo fa certo per pincopallo e di certo non lo fa in genere perché chi investe nella galleria pensa al collezionismo e pincopallo alla fine paga per essere esposto li, perché qualcuno i soldi li deve mettere, ma i collezionisti, i clienti abituali comprano opere che piacciono ma pagano tanto quelle che possono acquistare valore E le foto devono essere collezionabili quindi avere un'estetica che possa adattarsi a essere appesa in una casa |
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inviato il 13 Luglio 2026 ore 19:25
Scusate se intervengo di nuovo con una questione connessa, domanda per chi già ha esposto: come vi organizzate per la stampa e la successiva spedizione della (o delle) foto quando è a carico vostro in una città lontana? |
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inviato il 13 Luglio 2026 ore 20:33
per quelle 2 volte che ho spedito mi sono affidato a mail box etc. ci hanno pensato loro all'imballaggio |
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inviato il 13 Luglio 2026 ore 20:39
É la scelta migliore, altri corrieri per queste cose sono da evitare, ma ho preferito fare fare imballaggio da mio stampatore di fiducia per sicurezza Comunque dipende da dove esponi, alcuni vogliono assolutamente uniformità e stampano tutto e incorniciano in un unico posto Altri fanno mischione Molte mostre condivise funzionano pagando una quota, questa serve a stampare 2 cataloghi, a avere magari un ospite che fa un minimo di nome e per la location, il resto rimane a chi organizza. Poi ti dicono che puoi vendere le foto che in genere non venderai ma nel caso raro molti si vogliono tenere una percentuale sulla vendita Funziona quasi sempre così |
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