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inviato il 01 Luglio 2026 ore 14:07
Ci sta assolutamente. Il problema è quando certi ragionamenti arrivano da certe persone che dovrebbero essere tutto tranne che adolescenti (fotograficamente parlando). Finchè certi ragionamenti li senti da un ragazzo che è da poco che ha iniziato vabbè. |
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inviato il 05 Luglio 2026 ore 19:42
Non ho letto. Ma basta che le fotografia scattate al monitor non ci vengano vendute come una novità.... |
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inviato il 05 Luglio 2026 ore 20:22
Vabbè... |
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inviato il 05 Luglio 2026 ore 20:25
“ Non ho letto. Ma basta che le fotografia scattate al monitor non ci vengano vendute come una novità.... MrGreen „ No, no, come usato sicuro! |
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inviato il 05 Luglio 2026 ore 20:28
“ Vabbè... „ Nel celebre saggio In Defense of the Poor Image, Steyerl descrive la "poor image" come un'immagine compressa, imperfetta, continuamente ricopiata, capace proprio per questo di raccontare il nostro tempo meglio della fotografia impeccabile. L'immagine perde qualità tecnica ma acquista storia, movimento e memoria. Il progetto di Olise sembra muoversi inconsapevolmente nella stessa direzione. La bassa definizione diventa una scelta estetica. L'errore diventa stile. L'imperfezione diventa autenticità. Non è un caso isolato. Negli ultimi anni il ritorno dell'analogico attraversa moda, fotografia, cinema e musica. Sono tornate le videocamere MiniDV, le fotografie scattate con vecchie compatte digitali, le VHS, le Polaroid e perfino il fascino del tubo catodico. Una generazione cresciuta nell'alta definizione guarda oggi con nostalgia a tecnologie che spesso non ha nemmeno conosciuto direttamente. Olise, nato nel 2001, appartiene pienamente a questa cultura. La sua non è una nostalgia autobiografica ma una nostalgia estetica, costruita attraverso immagini che evocano un passato collettivo più che personale. |
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inviato il 05 Luglio 2026 ore 21:56
Vabbè, (2 la vendetta) P.s: ho un paio di telecamere minidv da vendere, una polaroid e 4 compattine... Vuoi dire che ci cambio l'auto? |
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inviato il 05 Luglio 2026 ore 22:05
“ Vabbè, (2 la vendetta) „ Non ti ho convinto neanche questo giro? |
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inviato il 05 Luglio 2026 ore 23:27
Una generazione cresciuta nell'alta definizione guarda oggi con nostalgia a tecnologie che spesso non ha nemmeno conosciuto direttamente. Olise, nato nel 2001, appartiene pienamente a questa cultura. La sua non è una nostalgia autobiografica ma una nostalgia estetica, costruita attraverso immagini che... ******************************************* Amico mio, siamo d'accordo che stiamo parlando di un giovane di 25 anni, però stiamo parlando pur sempre di un uomo adulto, un uomo cioè che curiosità per curiosità dovrebbe anche provare ad andare un poco oltre l'idea, banalotta, di fotografare un monitor televisivo... e se proprio cerca una estetica di altri tempi, o comunque diversa, gli basterà comprare qualche libro fotogratico degli anni '70, '80 e '90 e di estetiche diverse, fra cui anche poter scegliere, ne trova a iosa. |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 6:48
“ Nel celebre saggio In Defense of the Poor Image, Steyerl descrive la "poor image" come un'immagine compressa, imperfetta, continuamente ricopiata, capace proprio per questo di raccontare il nostro tempo meglio della fotografia impeccabile. L'immagine perde qualità tecnica ma acquista storia, movimento e memoria. Il progetto di Olise sembra muoversi inconsapevolmente nella stessa direzione. La bassa definizione diventa una scelta estetica. L'errore diventa stile. L'imperfezione diventa autenticità. Non è un caso isolato. Negli ultimi anni il ritorno dell'analogico attraversa moda, fotografia, cinema e musica. Sono tornate le videocamere MiniDV, le fotografie scattate con vecchie compatte digitali, le VHS, le Polaroid e perfino il fascino del tubo catodico. Una generazione cresciuta nell'alta definizione guarda oggi con nostalgia a tecnologie che spesso non ha nemmeno conosciuto direttamente. Olise, nato nel 2001, appartiene pienamente a questa cultura. La sua non è una nostalgia autobiografica ma una nostalgia estetica, costruita attraverso immagini che evocano un passato collettivo più che personale. „ Scritto bene con con la solita enfasi iperbolica ma quante AZZATE tutte assieme.... Posso capire questa idea come forma d'arte fine a se stessa non per rappresentare lo sport.... Lo Sport ha bisogno di campioni, gesti atletici, smorfie di sofferenza e felicità, mostra dello sforzo dei muscoli e delle gocce di sudore....e bisogna vederli BENE..volendo anche a pellicola |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 7:14
Anni fa... ricoprii il ruolo di addetto stampa. Ricordo bene come si cercasse di piazzare come fossero notizie delle 'non notizie' Oppure come si strutturassero articoli redazionali con supposte nuove idee per promuovere l'oggetto o il fatto di turno Li riconosco a colpo d'occhio, si vede subito se il redattore sta cercando di condire in modo accattivante una 'stron_zata' alla quale non crede. |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 7:34
@Speedking a parte lo sport, per i generi che pratico io sono per la fotografia ipernitida perché è quello che vedo, in condizioni atmosferiche normali, poi sono belli anche i paesaggi nebbiosi. |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 7:46
@Gsabbio, sono d’accordo in parte, nell’articolo ci sono diversi soggetti: Olise, il calciatore, che sta promuovendo la sua immagine Lukas Korschan, il fotografo che ha ideato questa campagna con questo tipo di comunicazione, i risultati sembrano dargli ragione Poi ci sono altri artisti citati e l’atteggiamento dei giovani Poi come ho già detto in precedenza, dietro ci può essere snobismo, opportunismo, paraculismo, venditori di fumo e quanto altro, sta di fatto che delle cose si muovono, pescando dal passato piuttosto che guardano in avanti. In generale, in tanti settori compresa l’arte, siamo pieni di “non notizie” e di “stron_zate”, questa purtroppo è il nostro, per me triste, attuale. |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 8:32
“ La bassa definizione diventa una scelta estetica. L'errore diventa stile. L'imperfezione diventa autenticità. Non è un caso isolato. Negli ultimi anni il ritorno dell'analogico attraversa moda, fotografia, cinema e musica. „ Anche nel wedding c'è un grande ritorno all'analogico, è la moda del momento. Quello che non scrivono nell'articolo è che l'analogico non sostituisce il digitale ma è una voce in più all'interno dei servizi offerti dal professionista. Non penso vedremo mai più olimpiadi scattate unicamente a pellicola, e non solo per i limiti operativi dell'analogico. L'appiattimento visivo e tutte quelle menate lì non sono un problema del digitale, sono date dalla mancanza di idee nuove. Anziché iniziare un percorso personale (rischiando di sbagliare) si fa la cosa più semplice di tutto: si cambiano gli strumenti. Anziché andare avanti si torna indietro. Qualcuno in un altro thread mi ha risposto: “ quanto è bello schiacciare il pulsante di scatto e far fare tutto alla mirrorless „ Questo per me vale per l'analogico, con cui ho iniziato. Gli unici parametri che potevo modificare erano quelli per l'esposizione e la messa a fuoco, tutto il resto (editing compreso) lo faceva qualcun altro. Si era responsabili solo in minima pare di ciò che si faceva. Col digitale, se qualcosa va storto, è solo colpa del fotografo. NoPhotoPlease in uno degli ultimi servizi che ho fatto l'agenzia mi ha esplicitamente chiesto "foto con editing in stile vintage". Scattato in digitale, editato con un preset che richiama la pellicola. Ripeto, è la moda del momento. |
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