|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 15:53
“ Ma questa già fa capire il concetto „ “ cosa ti dice il cervello nel momento che decidi di scattare lo stesso???? „ Secondo me il discorso va diviso su più livelli: - Legge: c'è, non c'è, zona bianca, grigia, verde... ne abbiamo già parlato - Morale (e qua rispondo a Fra96): prendiamo le foto di Martin Parr e di Bruce Gilden. Parr faceva foto alla gente che mangia, che dorme, sovrappeso, che fa smorfie... sono foto volutamente al limite della presa in giro ma per mandare il suo messaggio ha scelto quel modo. Bruce Gilden fotografa persone al limite, per dargli visibilità, per valorizzare le differenze (a detta sua). In entrambi i casi i soggetti potrebbero non essere molto contenti. Qua sta al singolo decidere: conta più quello che voglio dire o il discomfort altrui? - Arte (e qua rispondo a Photodrama): quella foto a me disturba perché, personalmente, non la ritengo una foto interessante. Quindi, in quel caso, per me, il danno fatto a chi non voleva essere fotografato non è supportato dal lato artistico. Una foto così non l'avrei pubblicata. - Comprensione: di questo non si parla mai (come effettivamente non si parla mai di “io firmerei un foglio di uno sconosciuto?”, come detto da Bjack): molte persone non vogliono venire fotografate perché non capiscono cosa sta succedendo. Ricordo una storia, credo di Travor Wisecup, fermato per aver fotografato una donna. La donna si lamenta dicendo qualcosa tipo "credevo che prendessi le mie foto, ritagliassi la testa, le mettessi su dei corpi nudi e poi le condividessi online". La gente pensa le peggio cose. Se sapessero solo di cosa si tratta penso la maggior parte non batterebbe ciglio anzi, molti probabilmente direbbero "mandami una stampa". |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:00
“ stiamo parlando di reportage urbano ossia, documentazione di un contesto urbano con presenza forte di persone [..] oppure parliamo di ritratti veri e propri rubati in strada „ Sicuro sia facile distinguere le situazioni? ] Questa a quale genere appartiene, il primo o il secondo? |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:05
@gkorg “ quella foto a me disturba perché, personalmente, non la ritengo una foto interessante „ Non può essere il fotografo ad arrogarsi il diritto di decidere se la sua foto abbia o meno i crismi di artisticità e sia degna di essere pubblicata con o senza il consenso del fotografato. Perchè con un criterio del genere il diritto a non essere fotografato di fatto non esisterebbe. |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:05
“ quanti sono i soggetti che oltre a prestarsi a fare "aggratis" da modello firmerebbero a uno sconosciuto fotografo una liberatoria infarcita di termini legali dove non sarebbe facile neanche per un avvocato capire i potenziali rischi? „ Dubito fortemente (modo gentile di dire che non succede mai) che una liberatoria di un fotografo amatoriale sia infarcita di termini legali. Comunque, faccio un riassunto veloce sulle discussioni relative alle street: faccio le foto che voglio, le pubblico senza consenso del soggetto ritratto e poi, per avere la coscienza a posto (l'italiano ha questo difetto, ha bisogno di sentirsi la coscienza a posto) ricorro a varie scuse: arte, zone grigie, non mi beccheranno mai, ecc. P.S. a me (sottolineo a me, parere personale ed in quanto tale non condivisibile ma inopinabile) le foto segnalate non dicono nulla, ma vale per tutta la street in generale. |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:06
Una volta che capisci chi sia il soggetto della foto (e non mi sembra complicato capire chi sia), la riconduci subito a una delle due categorie |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:08
“ Dubito fortemente (modo gentile di dire che non succede mai) che una liberatoria di un fotografo amatoriale sia infarcita di termini legali. „ Per avere valore, i riferimenti legali ci devono essere, compreso allegato sulla privacy e diritto dell’interessato a ritirare il consenso. |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:09
@Photodrama Per come ragiono io, quella fa parte della seconda categoria perché la ragazza in bici, non può essere considerata "in maniera chiara e non inequivocabile" elemento di sfondo e non soggetto. Stando al quesito in apertura "da appassionato della street photography e ***dei ritratti ambientati*** in generale" credo che lui si riferisca esattamente alla seconda categoria. |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:11
“ Per avere valore, i riferimenti legali ci devono essere, compreso allegato sulla privacy e diritto dell’interessato a ritirare il consenso. „ Ma figurati su, cerca in rete una liberatoria (a proposito, ne hai mai vista una?) e vedi come sono fatte. Al massimo c'è qualche riferimento alla legge sul trattamento dei dati personali. |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:17
@Cencio non è esattamente così, non facciamo confusione. La privacy non c'entra nulla in tutto questo, le norme in questione riguardano il diritto di immagine. La privacy tutela LE INFORMAZIONI sui dati sensibili quali orientamento sessuale, dati sanitari, orientamento politico, orientamento religioso, dati genetici e biometrici (intesi a identificare in modo univoco quali ad es impronte digitali, dna etc...). |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:38
“ Non può essere il fotografo ad arrogarsi il diritto di decidere se la sua foto abbia o meno i crismi di artisticità e sia degna di essere pubblicata con o senza il consenso del fotografato. „ Certo che sì. Ma proprio a livello logico. Non confondiamo il libero arbitrio con le leggi. Le leggi servono per punire (e influenzare con la paura della punizione) chi non le rispetta. Ma il rispettarle o meno fa sempre e comunque parte del libero arbitrio che è, per definizione, non controllabile. Quindi è sempre il fotografo a decidere se la foto è materiale pubblicabile o meno. POI sarà il processo a decidere se lo è anche secondo la legge. Nel senso: ognuno si prende le sue responsabilità e agisce secondo coscienza. Faccio un esempio molto distante ma vicino logicamente: durante l'apartheid non era permesso che un bianco e una donna di colore si tenessero per mano. Allora non potevano farlo? Certo che potevano, sapendo che avrebbero corso dei rischi. Qualcuno lo faceva lo stesso perché, per loro, il rischio era meno importante del farlo. “ Comunque, faccio un riassunto veloce sulle discussioni relative alle street: faccio le foto che voglio, le pubblico senza consenso del soggetto ritratto e poi, per avere la coscienza a posto (l'italiano ha questo difetto, ha bisogno di sentirsi la coscienza a posto) ricorro a varie scuse: arte, zone grigie, non mi beccheranno mai, ecc. P.S. a me (sottolineo a me, parere personale ed in quanto tale non condivisibile ma inopinabile) le foto segnalate non dicono nulla, ma vale per tutta la street in generale. „ La realtà è ben più complessa di come la descrivi. Ma poi che scuse? Ma secondo te la gente fa le foto per strada rischiando ci prendersi dei pugni in faccia o dei vaffa solo perché ha voglia di infastidire il prossimo? Scusami ma si vede proprio che non capisci nulla di questo genere fotografico, come hai praticamente ammesso. |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:41
“ secondo te la gente fa le foto per strada rischiando ci prendersi dei pugni in faccio o dei vaffa solo perché ha voglia di infastidire il prossimo „ No, la fa perché convinta sia la foto della vita e invece... Comunque è palese tu sia uno di quelli che scatta e pubblica senza liberatoria e poi deve trovare il modo di giustificare la cosa. E te lo dico senza nemmeno essere andato a guardare il tuo profilo. |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:49
@Gkorg ovviamente uno è libero di trasgredire la legge e decidere di pubblicare qualsiasi foto. E di conseguenza scegliere di correre il rischio che sia il consulente del giudice a decidere se la foto sia classificabile come opera d'arte o mero voyeurismo. Pagando di tasca propria nel caso si sia sbagliato. Comunque, per dare un contributo fattivo alla discussione, segnalo questa guida che penso che sia ancora valida e affidabile. Che in parte dà ragione a @GianniAmodeo ma lascia al fotografo decidere " Se il soggetto umano e' portante nell'economia dell'immagine (tanto che non potrebbe essere eliminato, se non "eliminando" la foto)" Ritornando pertanto a una valutazione con forti elementi di soggettività. E comunque, se è vero (come è vero) che serve l'autorizzazione per personaggi comuni scattati in pubblico, o durante un evento, ma ISOLATI dal contesto , tre quarti delle foto di street pubblicate sarebbero illecite. |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 17:00
@gianni amodeo Privacy intendevo gdpr e trattamento dati personali Se manca quella parte in liberatoria sei passibile di querela |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 17:04
“ Ma figurati su, cerca in rete una liberatoria (a proposito, ne hai mai vista una?) e vedi come sono fatte. Al massimo c'è qualche riferimento alla legge sul trattamento dei dati personali. „ Ho format di liberatorie predisposte in 4 lingue, che mi sono fatto dare da gente che le usa per reportage sociali |
|
|
inviato il 13 Maggio 2026 ore 17:07
“ segnalo questa guida „ Mi sembra un'ottima guida e la parte interessante è proprio: “ Immagini pubblicate con finalita' esclusivamente culturali e/o didattiche. La legge cita espressamente questo caso come una situazione per la quale non occorre autorizzazione. „ La fotografia è una finalità culturale? Se no, perché? se sì, quando? Solo quando diventa una pubblicazione e/o viene esposta? O solo quando tratta temi di un certo tipo? A me sembra proprio una bella zona grigia, poi fate voi. Ciao :) | |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |