|
|
inviato il 06 Maggio 2026 ore 14:08
“ Detto ciò, se poi chiede consigli su un forum, se li prende in toto, nel bene e nel male, pipponi inclusi. „ Vero, ma il titolo della discussione non è “Cosa ne pensate se acquistassi un compatta a pellicola per foto disimpegnante? ”, nel qual caso avresti ragione. Il titolo è chiaro, ha chiesto consigli su quale compatta prendere, il resto lo aveva evidentemente ben chiaro con relativa decisione già presa. |
|
|
inviato il 06 Maggio 2026 ore 15:39
Io, coe molti di voi forse già sanno, fotografo solo con pellicola, negli ultimi 4 anni, per motivi vari che non sto quì a spiegare, ho praticamente smesso di fotografare e ora vorrei ricominciare, tuttavia, sempre per ragioni che non sto quì a spiegare, al momento non sono interessato quanto prima alla foto di paesaggio ma sto riscoprendo l'importanza delle foto ricordo con amici, famiglia, ecc. Indovinate un po' le mie intenzioni? Ricomincerò con una compatta poin&shoot che mi libererà da pesi e ingombri e complessità di utilizzo dell'Hasselblad! Per la prima volta dopo decenni mi adatterò all'uso del 35mm, che tanto per il genere di foto che ho in mente di fare (e saranno comunque poche e non tanto frequenti) credo sia sufficiente. Per l'occasione ho tirato fuori dal cassetto l'Olympus Mjù Zoom che mio papà acquistò nel 1999 in occasione di un'esperienza importante all'estero, non turistica, di cui voleva avere anche un reportage; lui era un fotografo serio ed esigente (Nikon, Hasselblad) ma per quell'occasione privilegiò leggerezza e compattezza visto che non era lì per fotografare. L'uso della pellicola, anche se nell'immediato significherà stampe standard mediante scansione (che non è automaticamente detto siano di pessima qualità) ti consente comunque di avere una copia fisica che sarà utilizzabile anche tra 50 anni senza problemi, oltre al fatto che se ci sono foto importanti le puoi stampare con processo tradizione (soprattutto se B&N, a colori sono più rari e costosi i laboratori che lo fanno) oppure fare una scansione di qualità; insomma hai aperte tante possibilità per l'immediato e per il futuro. Quindi la mia opinione è: SI, fai bene a fare questo passo, divertiti e non pensare a presunti dogmi. Non so consigliarti modelli in particolare, io ne ho un paio (tra cui la suddetta Olympus) che non intendo vendere perché ci sono affezionato, più una Minolta Riva con la quale invece non ho legami affettivi e che pertanto se può interessarti è in vendita nel mercatino. |
|
|
inviato il 06 Maggio 2026 ore 16:18
Mi stavo chiedendo la stessa cosa.. ma andando sul vintage. Secondo voi tra : Konika big mini A4 Pentax Pc 550 quale scegliereste ? oppure se avete consigli per una compattina anni 90-2000 obiettivo fisso max 100 euri... |
|
|
inviato il 06 Maggio 2026 ore 18:30
Non ho la Pentax PC 550 ma ho la PC 50 che mi sembra la stessa zuppa... e dispiace dirlo ma è una delle peggiori macchine che abbia mai avuto. Non so niente della Konica Big Mini ma dovrebbe essere meglio... Il consiglio è quello che ho dato nelle pagine precedenti... con una aggiunta (che ho colpevolmente dimenticato) La Olympus AF10 o AF10 Super... è in sostanza una Mju I senza averne il costo... Io ce l'ho ed è una delle mie preferite... sta in tasca e ha un buon obiettivo...
 Dai un'occhiata a questa... il prezzo non è esagerato... (non serve dire che non ho nessun rapporto con il venditore, vero?) it.wallapop.com/item/olympus-af-10-fotocamera-35mm-1227389885 |
|
|
inviato il 06 Maggio 2026 ore 23:55
E mi sa che avevi ragione... Ho avuto la T3 e l'ho venduta "bene", ho ancora la T4 che però a mio avviso vignetta un po' troppo... Macchine ipervalutate... |
|
|
inviato il 07 Maggio 2026 ore 6:05
Ricordo bene la pubblicità del Tessar un pochino pomposamente definito "occhio d'aquila"... a onore del vero all'epoca mi sollevava più di qualche dubbio, vabbe'... è un modo un poco elegante per dire che mi sembrava una "discreta" stupidaggine già allora, al contrario però oggi la trovo assai gradevole, ma solo perché in fondo mi ricorda la mia twenty-ager... |
|
|
inviato il 07 Maggio 2026 ore 12:01
“ La pellicola è una prerogativa che vorrei per evitare di scattare a caso e di usarla effettivamente solo quando voglio immortalare qualcosa che resti, poi magari esce male, però c'è comunque il ricordo. „ Riprendo il post di apertura. Se il motivo della scelta della pellicola è questo, forse basta prendere una compatta digitale e ficcarci dentro una scheda obsoleta, di capacità minima, in modo da avere poca autonomia. Tra l'altro alcune digitali, senza scheda, sono in grado di salvare un numero limitato di scatti. In alternativa, se la scheda reperita fosse comunque troppo grande, si può formattarla con due partizioni, di cui una non leggibile dall'apparecchio, così da realizzare di fatto una scheda piccola. |
|
|
inviato il 07 Maggio 2026 ore 12:52
Fileo, credo sia più interessato al fatto che la pellicola resterà nei decenni, piuttosto che ad avere poche foto. Tipo così: “ L'uso della pellicola, anche se nell'immediato significherà stampe standard mediante scansione (che non è automaticamente detto siano di pessima qualità) ti consente comunque di avere una copia fisica che sarà utilizzabile anche tra 50 anni senza problemi, oltre al fatto che se ci sono foto importanti le puoi stampare con processo tradizione (soprattutto se B&N, a colori sono più rari e costosi i laboratori che lo fanno) oppure fare una scansione di qualità; insomma hai aperte tante possibilità per l'immediato e per il futuro. Quindi la mia opinione è: SI, fai bene a fare questo passo, „ |
|
|
inviato il 07 Maggio 2026 ore 13:47
su Subito ho due compatte analogiche in vendita, ma non spedisco |
|
|
inviato il 07 Maggio 2026 ore 15:08
“ Fileo, credo sia più interessato al fatto che la pellicola resterà nei decenni, piuttosto che ad avere poche foto. „ Sulla conservazione dei supporti analogici ci sarebbe molto da dire: le copie su carta, specie quelle a colori, tendono a rovinarsi nel corso degli anni. Negativi e diapositive idem. Su queste ultime posso disquisire a lungo, dalle Ektachrome e dalle 3M che spaziano dalla dominante verde a quella blu, per non parlare delle vecchie Agfa CT18 diventate magenta, nel senso che più o meno c'è rimasto solo il magenta. Le uniche che si sono salvate sono le Kodachrome, che sembrano insensibili al degrado del tempo. Ma davvero qualcuno pensa che gli originali analogici siano come le statue di marmo greche e romane? |
|
|
inviato il 07 Maggio 2026 ore 16:20
“ Sulla conservazione dei supporti analogici ci sarebbe molto da dire: le copie su carta, specie quelle a colori, tendono a rovinarsi nel corso degli anni. Negativi e diapositive idem. u queste ultime posso disquisire a lungo, dalle Ektachrome e dalle 3M che spaziano dalla dominante verde a quella blu, per non parlare delle vecchie Agfa CT18 diventate magenta, nel senso che più o meno c'è rimasto solo il magenta. Le uniche che si sono salvate sono le Kodachrome, che sembrano insensibili al degrado del tempo. Ma davvero qualcuno pensa che gli originali analogici siano come le statue di marmo greche e romane? „ Io sto scansionando l'archivio di mio papà, le prime risalgono al 1960-62 circa; quelle B&N sono quasi perfette, dico quasi perché magari alcune sono sporche o rigate ma per incuria, non certo per un difetto del supporto. Le Diapositive sono molto buone ma sono più recenti. Le più problematiche, a volte, sono quelle a colori, che magari hanno assunto dominanti strane ma con due click del programma di scansione nel 90% dei casi vanno a posto, nel restante 10% un ulteriore piccolo passaggio in Photoshop. Alla peggiio le si trasforma in B&N e passa la paura. |
|
|
inviato il 07 Maggio 2026 ore 17:18
Sulla conservazione dei supporti analogici ci sarebbe molto da dire: le copie su carta, specie quelle a colori, tendono a rovinarsi nel corso degli anni. Negativi e diapositive idem. ******************************************** Verissimo, ma molto dipende dalla qualità dei chimici usati all'epoca dai laboratori. Personalmente ho migliaia di stampe (10x15 o 13×18) dei miei figli da pargoli, stampe che ormai veleggiano verso i trent'anni e a volte li superano, e mi sono stupito del fatto che riguardangole pochi mesi addietro esse non avevano subito alcun degrado visibile, va pure detto però che sono sempre state conservate al buio e in luogo fresco e ventilato. __________________________________________ Su queste ultime posso disquisire a lungo, dalle Ektachrome e dalle 3M che spaziano dalla dominante verde a quella blu, per non parlare delle vecchie Agfa CT18 diventate magenta, nel senso che più o meno c'è rimasto solo il magenta. ******************************************** Per le diapositive concordo con te per le 3M, non duravano dieci anni, roba di amici eh... io non le ho mai usate. Um poco meglio le Agfa, ma anche queste duravano forse 15 anni ma non di più; le Ektachrome un poco meglio, ma vent'anni sono un miraggio. Questo ovviamente se conservate bene e poco stressate in proiezione! Le Fujichrome invece sono mondiali, ho Velvia vecchie fino a 35 anni che sono in condizioni eccellenti... anche se parecchio usate in proiezione. __________________________________________ Le uniche che si sono slavate sono le Kodachrome, che sembrano insensibili al degrado del tempo. ******************************************** Qui invece credo ti sia confuso, forse volevi dire che le Kodachrome NON SI SONO slavate... e se è così confermo: ho Kodachrome impressionate nel 1984 che sono perfette però, ripeto, non devono essere proiettate troppo spesso e, ancor più importante, devono restare poco tempo in proiezione continuata... in modo particolare con le lampade da 250W e oltre, questo a causa della loro intrinseca saturazione cromatica bassa. __________________________________________ Ma davvero qualcuno pensa che gli originali analogici siano come le statue di marmo greche e romane? ******************************************** Ovviamente no... ma emulsioni di qualità, sviluppate bene e conservate altrettanto bene durano molto a lungo, i negativi B&W poi sono quasi eterni. __________________________________________ |
|
|
inviato il 07 Maggio 2026 ore 17:20
“ Sulla conservazione dei supporti analogici ci sarebbe molto da dire: le copie su carta, specie quelle a colori, tendono a rovinarsi nel corso degli anni. Negativi e diapositive idem. Su queste ultime posso disquisire a lungo, dalle Ektachrome e dalle 3M che spaziano dalla dominante verde a quella blu, per non parlare delle vecchie Agfa CT18 diventate magenta, nel senso che più o meno c'è rimasto solo il magenta. Le uniche che si sono salvate sono le Kodachrome, che sembrano insensibili al degrado del tempo. Ma davvero qualcuno pensa che gli originali analogici siano come le statue di marmo greche e romane? „ Sicuramente si deteriorano, ma rispetto al digitale hanno tre enormi vantaggi: restano leggibili anche se iniziano a corrompersi, hanno bisogno di tecnologia elementare per essere letti, e non bisogna portare avanti attivamente gli archivi, solo avere una minima cura passiva (tipo tenerli in un cassettone asciutto). Ad esempio, se tutte le tue foto sono contenute su floppy disk, i tuoi nipoti cosa vedranno? Pensi che andranno a comprare un lettore floppy per leggere qualcosa che non sanno cosa contiene? Io credo che la maggior parte degli archivi del 2000-2026 finirà in discarica o con una password smarrita. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 260000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |