JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad
esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).
Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i
Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.
Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie,
raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:
@Dante nessuno sta parlando di ottiche, ma di corpo macchina, di mirino con pre visualizzazione e quantità di informazioni all’interno
Ora ho una SL ed una vecchia M9P e per quanto mi sforzi di usare la SL come la M è un approccio completamente diverso e negarlo è negare una realtà … poi che tu sbagli il fuoco con una M il problema è più tuo che non dell’attrezzatura, io negli ultimi 30 anni non ho mai perso una foto perché era sfocata
1. con Leica M (almeno con alcune focali) vedi anche la scena intorno che non vedi con una ML
2. Una ML ti fa vedere esattamente se l’immagine è ben esposta, le zone d’ombra e di luce, ecc …. con un mirino ottico (che sia M o una Reflex) devi leggere la luce e pre visualizzare lo scatto e come sarà se sovra o sotto esponi, non lo vedi lo devi “sapere” tu
@Ivan: io parlo di fotocamera e non di ottiche. prima di scattare e portare la fotocamera all'occhio io imposto già tempi e diaframmi senza bisogno di guardare le info nel mirino e quando porto all'occhio metto a fuoco e questo vale sia con una M sia con una canon R5II. non vedo la differenza e non c'è differenza! L'unico vantaggio del telemetro è che il mirino è a sinistra e dunque inquadrando con l'occhio destro il sinistro è libero di guardare la scena per intero, ma questo lo posso fare anche con una fuji X100 e con una sony RX1R!
NB: infatti ho detto che sbagliare la corretta messa a fuoco è colpa mia...! ma dipende dalle foto che uno fa...
“ 1. con Leica M (almeno con alcune focali) vedi anche la scena intorno che non vedi con una ML „
Ok, ma questo vale solo con certe focali non troppo larghe, per esempio con un 28mm?
Ma poi se si usa l'occhio destro per vedere nel mirino, con il sinistro non si vede comunque il contesto della scena con tutte le fotocamere?
“ 2. Una ML ti fa vedere esattamente se l’immagine è ben esposta, le zone d’ombra e di luce, ecc …. con un mirino ottico (che sia M o una Reflex) devi leggere la luce e pre visualizzare lo scatto e come sarà se sovra o sotto esponi, non lo vedi lo devi “sapere” tu „
Immagino che anche tu usi l'esposimetro della fotocamera; quindi la differenza è che con una ML, se c'è necessità di una correzione in + o - dell'esposizione lo vedi a mirino, con una Leica lo devi prevedere e correggere prima (oppure dopo aver visto il risultato se è una foto ripetibile). E' una cosa che facevo con le reflex senza fastidio nè soddisfazione particolare.
Anche con una moderna ML puoi avere il mirino completamente pulito.
Pur capendo le piccole differenze che ci sono tra scattare in manual focus con una ML o con una Leica, continuo a non capire i vantaggi effettivi che ci sarebbero dal punto di vista dello sprone/obbligo alla meditazione prima dello scatto.
1. Mirino a sx (anche X100, ma anche X-Pro che guarda caso hanno un discreto successo)
2. Imposti tutto, ma poi porti la macchina all’occhio ed in una vedi attraverso un vetro e nell’altra vedi attraverso un monitor che inevitabilmente ti influenza perché ti dice e ti fa vedere se hai sovra o sottoesposto (con la X100 per esperienza personale il 90 % delle volte metti il mirino elettronico perché quello ottico non ti dice dove stai mettendo a fuoco)
3. Nel mirino non hai informazioni se non due triangolini che ti consentono di comporre senza distrazioni in un’altra hai ISO, sovra e sotto esposizione, magari attivi anche istogramma (come fanno molti), e via dicendo con molti altri parametri
Non puoi dire che è la stessa cosa senza considerare che inevitabilmente è risaputo che sotto il 50 o il 35 al massimo le ottiche M (che siano o meno originali c’entra una mazza) non rendono al meglio soprattutto ai bordi
Se vuoi negare questo che è una assoluta realtà inconfutabile è chiuso qui il discorso, ma poi capace che fra 6 mesi dici l’esatto contrario quando compri un’altra M … si sa che cambi abbastanza spesso … ovviamente una provocazione in amicizia
@Ivan: hai ragione (mi piace provare)! sai bene che adoro la serie M, ma non credo che ne prenderò una in futuro, semmai un giorno riprenderò una hasselblad
Affrontare questi fattori da un punto di vista puramente tecnico e oggettivo non è sbagliato, ma spesso non basta a comprendere davvero il senso di certe scelte.
Dietro molti prodotti contemporanei pensati per avvicinarsi a un’esperienza più analogica non c’è solo nostalgia, ma una precisa progettualità: design, ergonomia e filosofia d’uso costruiti attorno all’uomo, al suo modo di percepire, decidere e vivere il gesto fotografico.
Il manual focus, in questo senso, rappresenta una logica di scelta più diretta: impone attenzione, decisione, previsualizzazione. Non è necessariamente “migliore”, ma può diventare un modo più consapevole di costruire l’immagine. L’autofocus, al contrario, è l’evoluzione tecnologica che punta a raggiungere, e spesso superare in velocità, ciò che l’uomo fatica naturalmente a fare, liberandolo da parte del processo tecnico.
Lo stesso vale per esposimetri evoluti, anteprime digitali e automatismi vari: strumenti progettati per semplificare, velocizzare, rendere più accessibile il risultato.
Ma proprio qui sta il punto: più la tecnologia si sostituisce all’esperienza, più chi possiede capacità, curiosità o desiderio di sfida può sentire il bisogno di cercare altro.
È una dinamica naturale. Come in montagna: impianti sempre più efficienti permettono a chiunque di arrivare in cima, ma qualcuno continuerà a scegliere le pelli e il percorso più duro, non perché sia più razionale, ma perché trova valore nel percorso stesso.
Per alcuni fotografi, tornare a una pratica più essenziale significa questo: pensare prima, previsualizzare, assumersi il rischio e la responsabilità del risultato. Non perché premere un pulsante con più fatica renda automaticamente una foto migliore, ma perché quel processo rende lo scatto più proprio.
Certo, anche con una mirrorless moderna si può scegliere di lavorare così. La tecnologia non lo impedisce. Ma spesso, quando la via semplice è sempre disponibile, è più difficile imporsi davvero quella disciplina.
Quindi la risposta probabilmente non può essere solo tecnica. Non si tratta di vantaggi oggettivi assoluti, ma di ciò che ciascuno cerca dalla fotografia: efficienza, risultato, velocità… oppure esperienza, intenzione, confronto con sé stessi.
In fondo, se non è solo lavoro, la domanda diventa: vogliamo semplicemente ottenere uno scatto, o vogliamo costruirlo? Non esiste una risposta giusta o sbagliata. Esiste solo ciò che, per noi, dà senso al gesto fotografico.
“ 1. Mirino a sx (anche X100, ma anche X-Pro che guarda caso hanno un discreto successo) „
Anche la mia Sony ha il mirino leggermente a sinistra e se inquadri con il destro il sinistro vede benissimo la scena.
“ 2. Imposti tutto, ma poi porti la macchina all’occhio ed in una vedi attraverso un vetro e nell’altra vedi attraverso un monitor che inevitabilmente ti influenza perché ti dice e ti fa vedere se hai sovra o sottoesposto „
Puoi eliminare istogrammi e segnalazioni altre luci, ma penso si possa anche fare in modo che chiudendo il diaframma l'immagine si scurisca nel mirino.
“ 3. Nel mirino non hai informazioni se non due triangolini che ti consentono di comporre senza distrazioni in un’altra hai ISO, sovra e sotto esposizione, magari attivi anche istogramma (come fanno molti), e via dicendo con molti altri parametri „
Ripeto che volendo puoi avere zero informazioni
“ Non puoi dire che è la stessa cosa senza considerare che inevitabilmente è risaputo che sotto il 50 o il 35 al massimo le ottiche M (che siano o meno originali c’entra una mazza) non rendono al meglio soprattutto ai bordi „
Non è necessario usare le ottiche Leica M con una ML, ci sono tantissime ottiche a fuoco manuale di ottimo livello.
Quindi vedo più importante l'uso ottimale delle ottiche M (se uno riscontra delle differenze di resa e le apprezza) come motivo per scegliere il sistema Leica M, e può essere un motivo sufficiente.
“ Certo, anche con una mirrorless moderna si può scegliere di lavorare così. La tecnologia non lo impedisce. Ma spesso, quando la via semplice è sempre disponibile, è più difficile imporsi davvero quella disciplina. „
Questo lo condivido, la tentazione di semplificarsi la vita c'è sempre.
Ma quindi usare un ML rinunciando a tutti gli aiuti è ancora più gratificante, perchè oltre all'esperienza d'uso completamente manuale, c'è la soddisfazione un po' stoica di resistere alla tentazione.
Ho trovato la soluzione, per ridurre l'esperienza di scatto al minimo possibile e semplificare al punto da raggiungere lo Zen. L'esperienza mistica per eccellenza...
@Filo63: quando affermi "vogliamo semplicemente ottenere uno scatto, o vogliamo costruirlo?" stai implicitamente affermando che uno scatto possa essere "costruito" solo con certe fotocamere e non con altre ma in questo modo limiti e condizioni il processo creativo a determinati strumenti quando, in realtà, se l'intenzione/volontà è creare qualcosa allora lo strumento è indifferente. A voler seguire il tuo ragionamento dovremmo affermare che la fotografia digitale consente un livello di creatività inferiore rispetto a quella digitale perchè richiede meno "esperienza, intenzione, confronto con sé stessi" quando invece l'esperienza, intenzione, confronto con sé stessi ci possono essere (anzi dovrebbero esserci) sempre e comunque
Ognuno ha la sua, le eccezioni che postate possono esserlo per voi, per gusto o perche' non avete capito se non avete provato a lungo cosa significa la previsualizzazione unita al maneggiare vetro e meccanica.
Prendo spunto da un video del mio caro Misha quando risponde alla domanda, quale auto preferisci e ami guidare al Ring?
(13:44)
"devi sentire che stai facendo un lavoro nel guidarla e che c'e' del rischio altrimenti non c'e' coinvolgimento. Adoro le 996/997 manuali per questo."
poi Dira' lo stesso fra la gt4rs e la gt3rs che ha molto piu carico aerodinamico e sta sui binari ed e' meno "difficile"
Sta dicendo esattamente la stessa cosa che dico io quando usi una M. Puoi mettere tutto in manuale su qualsiasi altra ML.. ma con la M stai maneggiando roba meccanica e ottica e STAI PREVISUALIZZANDO.
Ergo non solo e' "engaging"... ma anche diverso e se sei fra persone fa tutto il mondo di differenza se sai focheggiare.
Pensavo: Togli questo, poi togli quell'altro, poi togli anche quello e quest'altro ancora ed alla fine arrivi alla M. L'unica cosa che va aggiunta anziché tolta qual'è? I benevoli penseranno al telemetro. I maligni penseranno al prezzo.
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista.