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Carattere di un'ottica


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avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 19:33    

Ma avete mai guidato auto sportive, o moto? Non avete modificato i motorini o le motorette?
Non ci vedete risposte differenti che avete cercato, o che hanno dato i progettisti, a volte obbligati, a volte scelte precise?

Ma dobbiamo discutere sulla parola carattere, veramente? Perché non riusciamo a fare un minimo collegamento di astrazione?

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 19:56    

Attimo di serietà: ma che c'entra?

In un sistema complesso ci sono molte variabili che possono essere messe a punto in vario modo, in base a necessità, scritte progettuali ed in ultima analisi il target di clientela a cui il prodotto è destinato.

Un sistema ottico è passivo, il risultato perfetto è uno solo, tutto quello che se ne discosta è una imperfezione. Che poi alcune di queste imperfezioni possano dare un risultato complessivamente piacevole al punto da essere definibili come caratteristica (o carattere), ci sta. Ma imperfezioni restano rispetto ad un unico risultato ideale e perfetto possibile (e magari neanche raggiungibile, ma solo quello può essere)

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 20:03    

Marco... rifletti..
il risultato perfetto è uno solo, tutto quello che se ne discosta è una imperfezione.


questa e' una boiata quando applicata alla fotografia.

Se fosse vera sarebbe la negazione della fotografia.

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 20:04    

"Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode voce del mare.
Or s’ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione"


Se dopo questa non avete ancora capito siete senza speranza

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 20:07    

questa e' una boiata quando applicata alla fotografia



L'obiettivo in ottica è un elemento passivo!!! Da una certa posizione, con un certo angolo di campo e con una certa dimensione del sensore il risultato giusto è uno ed uno solo, e questa è fisica.

Tutto quello che se ne discosta è una imperfezione detta da limiti tecnologici.

Qui la boiata non l'ho detta io!!!

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 20:15    

poi arriva uno con un culo di bottiglia e fa la foto da Pulitzer.

La perfezione non e' una sola, ma e' una sOla (alla romana) se credi di poterla comprare.

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 21:38    

Si arriverà a discutere del nulla fino a pagina 15??

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 22:03    

Prima di arrivarci alla 15° vorrei precisare che dire che un obiettivo ha carattere o dire che una persona ha carattere;
quale? buono, socievole, violento, da testa di pene?

Oppure qualcuno usa il termine per dire che quell'ottica si contraddistingue da un'altra?
Ma come, in quale modo?

Oppure altri usano lo stesso termine per definirlo ottimo? Con quale senso?

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 22:06    

Poeti a parte, dovete ancora spiegarmi che male c'è a dire "carattere" per riferirsi ad una resa complessiva di un obiettivo. Voglio proprio che mi diciate cosa c'è di orribile.

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 22:26    

Niente, di orribile non c'è niente, ma se ci hai fatto caso, ogni discussione prende la stessa piega, perchè le persone stanno male dentro.....e il malessere che hanno dentro lo sfogano sui social......

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 23:09    

Madonna non volevo sviscerare un tugurio MrGreen

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 23:11    

Un problema potrebbe esserci se pensiamo che usando un obiettivo con un determinato carattere riusciamo a rendere interessante una fotografia insignificante.
In una recente discussione sulla nuova Sony megapixellata in arrivo qualcuno sosteneva che più pixel non "fanno la fotografia", mentre un obiettivo dal magnifico bokeh "fa fotografia".
Non ho replicato...là, ma qui dico che non condivido assolutamente.

avatarsenior
inviato il 18 Aprile 2026 ore 23:24    

@Andrea sono d'accordo fino a quando una determinata caratteristica ottica non restituisce un dato effetto per un'immagine prevista. Perché non è neanche vero - come sostengono alcuni - che con qualsiasi attrezzatura puoi fare la fotografia che hai in mente.
Non tanto il bokeh, ma ad es. Non puoi fare una macro 1:1 con un 35mm normale. O come non puoi staccare un soggetto dallo sfondo con un bokeh marcato usando un obiettivo dalla focale corta e dal diaframma minimo molto chiuso.
Insomma, fin quando non si parla di caratteristiche tecniche necessarie per un dato scatto, sono d'accordo con te

avatarjunior
inviato il 19 Aprile 2026 ore 0:50    

Poeti a parte, dovete ancora spiegarmi che male c'è a dire "carattere" per riferirsi ad una resa complessiva di un obiettivo. Voglio proprio che mi diciate cosa c'è di orribile.


Non c'è niente di orribile, si può dire morbido, che vignetta un pò, che ha quella particolare leggera distorsione che rende la foto diversa dalle altre, che ha quel flare che crea una certa atmosfera oppure si può semplicemente dire che ha carattere che è anche più facile. "Carattere" è una parola che Leica ha inventato per vendere le ottiche con lo schema ottico di 50 anni fa, (N.B.: io uso Leica)

avatarsenior
inviato il 19 Aprile 2026 ore 6:08    

poi arriva uno con un culo di bottiglia e fa la foto da Pulitzer.
********************************************

E certo!
Perché quello è uno che ha carattere... LUI, il fotografo... l'uomo insomma, non certo l'obiettivo.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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