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inviato il 13 Aprile 2026 ore 14:26
Infatti Poi neanche io la so fare bene, ma ci provo.... Comunque i Talebani di qualcosa si trovano un po' ovunque |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 14:34
In realtà ben prima della foto digitale c'erano gli scanner per impiego tipografico Ricordo alcune demo fuji dei primi anni '80, ed ovviamente si sta parlando di una qualità ancora oggi ineguagliata dai molti scanner prosumer. (Devo avere ancora in soffitta i dépliant insieme ad alcune copie fatte con la slide duplicating fuji che... sono qualitativamente inarrivabili) Come poi a livello di grafica si potesse intervenire sulle scansioni non lo so |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 15:54
Beh Giorgio una fotografia chimica una volta sottoposta a scansione diventa un file digitale a tutti gli effetti, e quindi può essere postprodotta come tale anche se, presumo, non con tutta l'elasticità propria di un file digitale nativo. P.S. com'era la Fujichrome Duplicating? |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 18:59
“ tutti chi piu chi meno fanno PP „ Negli altri casi c’è sempre il catetere :D |
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inviato il 13 Aprile 2026 ore 21:38
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inviato il 14 Aprile 2026 ore 1:02
La fujichrome duplicating: Mi passò tutta la documentazione un amico tecnico fuji. Le slide demo su formato a lastra -circa- 7x8 mostravano un'ammirevole gamma dinamica, nitidezza e plasticità dei toni. Penso venissero prodotte per stampa a contatto. Io ai tempi lavoravo con la slide dup kodak su 24x36 e quello che ottenevo non era nemmeno minimamente paragonabile: le mie erano una specie di lomography |
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inviato il 14 Aprile 2026 ore 6:05
Figuriamoci, come al solito insomma Fuji si dimistrava essere era un paio di giri avanti a Kodak In due o tre occasioni ho adoperato le famose Kodak Slide Duplicating, e pure avendo seguito alla lettera tutte le raccomandazioni della casa madre, a cominciare dall'illuminazione per seguire alle filtrature, ho ottenuto risultati che a voler essere generosi possono definirsi mediocri, non tanto per la nitidezza, comunque non esaltante, quanto per la pesante e fastidiosa dominante fredda... alla fine c'ho rinunciato anche perché pur avendo sentito parlare della Fuji non sono mai riuscito a procurarmela. P.S. non escludo che i mediocri risultati che ho ottenuto siano stati dovuti pure al fatto che usavo una Kodak per duplicare delle Fuji, sta di fatto però che è stata una gran brutta delusione. |
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inviato il 14 Aprile 2026 ore 6:39
Ho dei duplicati kodak fatti dal lab.che sono perfetti. Il problema era il processo casalingo, inclusa la complessità della filtratura, che pure dopo un po' avevo risolto |
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inviato il 14 Aprile 2026 ore 7:16
“ bè, da quanto si legge nel forum...la pp è cnsiderata il male della fotografia e bisognerebbe solo scattare in jpg e pubblicare quello che esce direttamente dalla macchina. „ foto sempre post prodotta, non dall'utente ma dal sw della macchina! |
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inviato il 14 Aprile 2026 ore 9:49
Ho dei duplicati kodak fatti dal lab.che sono perfetti. ******************************************** Mi pare il minimo... __________________________________________ Il problema era il processo casalingo, inclusa la complessità della filtratura, che pure dopo un po' avevo risolto ******************************************** Un poco complesso il procedimento lo era di sicuro, ma se tu (Kodak) affermi che la pellicola è tarata per luce artificiale, e io adopero la luce artificiale, poi mi dici di controllare la sensibilità EFFETTIVA (che era stampigliata in rosso in coda al bugiardino allegato alla pellicola) e io lo faccio e imposto quella giusta, e alla fine mi raccomandi l'uso dei filtri CC Kodak Wratten accuratamente indicati, se non ricordo male anche sul cartoncino esterno oltre che sul bugiardino, ed io faccio anche questo, e il risultato finale NEPPURE SI AVVICINA all'originale beh... forse c'è qualcosa che non funziona, quantomeno a livello della comunicazione, da parte di Kodak __________________________________________ |
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inviato il 14 Aprile 2026 ore 10:40
Credo che gli elementi importanti da analizzare per quanto riguarda la creazione di una foto sono due: 1_La fotografia non è la realtà C'è sempre una scelta da fare: di tempo, di spazio, di luce, di intenzione. Ogni immagine esclude più di quanto includa. Quindi qualunque sia il supporto, fotografare significa interpretare. 2_La Fotografia con la "F" maiuscola tende all' arte o perlomeno dovrebbe rappresentare il messaggio autoriale del fotografo, l' interpretazione della realtà attraverso un flusso creativo che non può fermarsi all'ideazione e "scatto", quella che definisco fotografia deve arrivare ad un livello di scelta e gestione consapevole e totale del risultato. Non denigro photoshop ne nessun altro metodo comunicativo. Caravaggio artista ha veramente rappresentato più realtà di Modigliani o di Picasso? Pollock è un alieno rispetto a Courbet o Millet? Giusto per chiudere parzialmente il discorso, che se ne dica, i nostri sensi percepiscono una percentuale estremamente ridotta dell'interezza della realtà fisica, c'è chi stima una percentuale al di sotto dell'1%. Ciò che chiamiamo "realtà" e a questo aggiungerei il concetto di "colori fedeli", è una ricostruzione attiva del cervello basata su un filtraggio massiccio degli input sensoriali, funzionale alla nostra sopravvivenza biologica e non alla comprensione totale dell'universo, inoltre . Vista (Spettro Elettromagnetico): L'occhio umano percepisce solo la "luce visibile", che rappresenta una minuscola porzione dello spettro elettromagnetico (circa tra 380 e 750 nanometri). Il resto dello spettro — onde radio, microonde, infrarossi, ultravioletti, raggi X e gamma — per noi è invisibile, sebbene sia costantemente presente. Per l'udito e per tutti gli amanti come me dell'alta fedeltà l'orecchio umano rileva frequenze sonore comprese tra 20Hz e 20kHz. Infrasuoni e ultrasuoni, emessi in natura, sono inaudibili per noi, a differenza di molti animali, anche in questo caso è facile cadere in tranelli basati sui nostri preconcetti su ciò che è "buono" e ciò che definiamo "cattivo". Che il supporto sia digitale o analogico, che sia lavorato fino all'ultimo pixel o meno, c'è a monte una differenza basata sull'intenzione e la capacità di proiettarla su un supporto visibile. |
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