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inviato il 15 Aprile 2026 ore 16:31
Un giornalista deve essere sempre mosso dal diritto di cronaca,nulla di più. Se pubblica la foto di un primo piano stretto di una persona sugli spalti deve farlo se quella foto ha un senso e racconta qualcosa (es. il tizio sta esultando,se sventola una bandiera,se piange perchè la squadra perde ecc) e mai se la foto ne lede la dignità. Anche se fotografa un tizio che si fa firmare un libro da Stephen King durante una fiera è diritto di cronaca,così come due ragazzi che tengono in mano la bandiera della loro squadra Anche i servizi più sciocchi (sul caldo in estate) rientrano nel diritto di cronaca Se invece il giornalista pubblica una foto che mi ritrae sul balcone mentre mi gratto il culo,o mentre bevo un caffè seduto fuori da un bar,senza il mio consenso,lo denuncio (o lui o il giornale o entrambi) e vinco. Ad ogni modo chi ha aperto il topic,ovvero Avventuriero, NON è un giornalista. Anche per chi non lo è esiste il diritto di cronaca ma è più vincolante dato che ci deve essere un interesse pubblico (una fiera di cosplay dubito che rientri in questo) |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 1:00
Io sto leggendo attentamente ogni post e sto elaborando riflessioni. Un domanda/curiosita però: Quando agli eventi tipo onomastici, compleanni, sacramenti, ecc. vengono effettuate fotografie ai presenti, non sempre di gruppo, ma anche di sole poche persone per volta e queste fotografie restano, indipendentemente che vengano viste solo dai diretti festeggiati in seguito, oppure che finiscano su un social network, si tratta di fotografie senza alcun genere di liberatoria per ogni singolo individuo! Io firmai un contratto con uno studio foto/videografico per il servizio del mio matrimonio, ma non penso che questo contratto includesse il benestare di tutti gli inviati, ma anche dei camerieri finiti nel servizio! Secondo me la questione dei permessi legali per fotografare qualcuno si presta abbastanza a discussioni. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 7:22
Siamo in un epoca dove siamo filmati e fotografati ovunque. C'è chi si crea profili con migliaia di followers con selfie nel cesso. Negli eventi dove sono chiamato per fotografare devo lottare con le nonnine che vogliono filmare con il loro cagphone. Sono ovunque, non se ne fanno nulla ma devono pigiare, è più forte di loro. Se il tema è fiere cosplay, sono li proprio per farsi fotografare, anzi . Spesso mentre stai fotografando ti trovi un soggetto che si mette in mezzo col cagphone. Negli anni che ho frequentato non ho mai avuto problemi ne ho mai sentito da altri. San Marino Comics, Rimini Comix, Sigurtà, Vinci, Lucca, vari Nerd Show etc. Poi ci sono eventi (chic) a numero chiuso dove vengono chieste liberatorie dagli organizzatori. E' una prassi. Certamente è sempre meglio chiedere e nel 99,9% dei casi ti diranno si e grazie. Per altre tipologie (escluso foto a modelle) non so e non mi interessa, non pratico. La cosidetta foto street per me è nella maggior parte dei casi [negozio 24] azzum. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 9:20
“ Quando agli eventi tipo onomastici, compleanni, sacramenti, ecc. vengono effettuate fotografie ai presenti, non sempre di gruppo, ma anche di sole poche persone per volta e queste fotografie restano, indipendentemente che vengano viste solo dai diretti festeggiati in seguito, oppure che finiscano su un social network, si tratta di fotografie senza alcun genere di liberatoria per ogni singolo individuo! „ Il fotografo viene ingaggiato e prende accordi con il committente. Finito il lavoro consegna le foto pattuite a lui,e basta.Chi partecipa all'evento può tranquillamente dire al fotografo di non voler essere fotografato. Chi pubblica poi sui social ecc è il committente stesso e sempre per legge non dovrebbe farlo senza il permesso della persona ritratta. Questa è la legge,poi ovviamente nessuno lo fa perchè si è tra amici o parenti Ah ovviamente il fotografo non può disporre delle foto senza autorizzazione scritta,quindi non può pubblicare foto sul suo sito o sui suoi social per promuovere la sua attività senza permesso |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 15:05
Teoricamente la nostra legislazione fa una differenza tra scattare la foto e pubblicarla . In luogo pubblico, per fotografare dovresti: - avere specifico consenso del/i soggetto/i ritratto/i (che può anche essere "tacito"); - oscurare eventuali soggetti sullo sfondo; - non ritrarre minori (a meno che un esercente la potestà genitoriale non ti dia l'autorizzazione) per la pubblicazione ovviamente poi andrebbe fatta specifica autorizzazione... |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 15:14
Veramente in un luogo pubblico puoi scattare (quasi) a qualsiasi cosa, è il pubblicarla che è soggetto a liberatoria. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 15:16
In realtà no Rcris Esistono luoghi pubblici in cui non puoi fotografare. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 15:20
“ Veramente in un luogo pubblico puoi scattare (quasi) a qualsiasi cosa, è il pubblicarla che è soggetto a liberatoria. „ Non è esattamente sempre così Rcris....dipende dal contesto. Se fotografo un monumento in una piazza e ci sono persone di sfondo o nei paraggi, in teoria è come scrivi tu. Se fotografo una persona specifica (esempio un ritratto), la teoria dice che devo avere il suo consenso anche solo per scattare la foto. Se il soggetto mi dice esplicitamente che non vuole essere fotografato, sono perseguibile anche penalmente nel caso in cui lo fotografo ignorando il suo diniego. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 15:51
“ In realtà no Rcris Esistono luoghi pubblici in cui non puoi fotografare. „ Ho scritto quasi fra parentesi apposta, ma si tratta di poche eccezioni. “ Se fotografo una persona specifica (esempio un ritratto), la teoria dice che devo avere il suo consenso anche solo per scattare la foto. Se il soggetto mi dice esplicitamente che non vuole essere fotografato, sono perseguibile anche penalmente nel caso in cui lo fotografo ignorando il suo diniego. „ Non è assolutamente così, puoi fotografare chiunque, l'importante è non essere molesto nel farlo (e qualche giudice potrebbe dirti che se il soggetto ha espresso chiaramente il suo diniego e tu perseveri, il tuo comportamente potrebbe essere ritenuto molesto). Per la pubblicazione è come dici tu. www.laleggepertutti.it/128676_si-possono-fare-foto-agli-sconosciuti |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 15:57
@Rcris forse non hai letto bene la risposta che avevo dato sopra....per fotografare un soggetto specifico devi avere il suo consenso, che può essere anche "tacito" ....nel senso che se il soggetto non obietta nulla (o magari sorride....si mette in posa....), allora va da sé che non è assolutamente infastidito dallo scatto e ti sta dando "tacitamente" il suo consenso. Se la persona ti dice chiaramente che NON VUOLE essere fotografata, allora non puoi fotografarla. Come vedi il consenso, per quanto basti quello "tacito", ci vuole, eccome. P.S. è la stessa cosa che hai scritto tu nell'ultima risposta se ci fai caso. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 16:47
Se la persona non ti vede tu la puoi tranquillamente fotografare (ma non pubblicare) e poi eventualmente chiedere il consenso alla pubblicazione (o fare come lo juzino medio amante della caccia fotograFICA che pubblica décollté, terga e cosce senza l'ovvia autorizzazione dell'interessata). Se non importuni la gente puoi fotografare chiunque. Suggerisco la lettura del link sopra postato che spiega tutto bene. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 16:49
Vabbè, ovvio....se la persona NON ti vede il "problema consenso" va chiaramente a farsi benedire!   |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 16:49
In realtà anche se c'è il diniego quella persona si può fotografare. Certo un solo scatto e non inseguendola,perchè in quel caso è molestia. Certo rimane da capire perchè fotografare qualcuno che manifesta la volontà di non essere ripreso,io non lo farei mai. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 16:55
“ In realtà anche se c'è il diniego quella persona si può fotografare. Certo un solo scatto e non inseguendola,perchè in quel caso è molestia. Certo rimane da capire perchè fotografare qualcuno che manifesta la volontà di non essere ripreso,io non lo farei mai. „ Non credo proprio, se la persona è consapevole che la stai fotografando e ti dice ESPRESSAMENTE che non vuole essere fotografata, sei passibile di querela. Sono casi un pò estremi, ma legalmente è così. Ti riporto un estratto del testo di LaLeggePerTutti che secondo me è fatto molto bene al fine di capire il discorso: "Quando l’obiettivo della macchina fotografica è un ambiente più ampio, come può essere una piazza, un giardino, una spiaggia, il fatto che, all’interno della foto, finiscano anche i volti di altre persone non può costituire pregiudizio e fonte di danno, sempre a patto che – come anticipato – lo scatto non venga poi pubblicato senza consenso. Viceversa, quando il fotografo ha come preciso scopo quello di immortalare il volto di un “perfetto sconosciuto”, il suo comportamento costituisce illecito. A dirlo è la Cassazione in una importantissima sentenza che gli artisti di strada dovrebbero conoscere a memoria: si tratta della sentenza n. 9446 del 2018. In base ad essa, chi fotografa un’altra persona, senza che ciò sia giustificato da una delle ragioni che la legge sul diritto d’autore elenca (te le riporto sotto con asterisco), commette il reato di molestie. L’articolo 660 del Codice penale punisce chiunque, per petulanza o altro biasimevole motivo, importuna un’altra persona in un luogo pubblico. In questo caso, secondo la Suprema Corte, basta anche una semplice condotta – in quanto non giustificata da valido motivo – per rientrare nel reato in questione. È quindi da ritenersi biasimevole il comportamento di chi fotografa un’altra persona senza alcuna motivazione riconosciuta dalla normativa. È sufficiente quindi un solo scatto per integrare il reato." * notorietà della persona ritratta; necessità di giustizia; necessità di polizia; scopi didattici o culturali; cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. |
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inviato il 16 Aprile 2026 ore 17:05
“ si tratta della sentenza n. 9446 del 2018. „ E' sempre la solita sentenza del tizio in carrozzina che seguiva insistentemente una donna all'interno di un centro commerciale riprendendola col telefono, cosa che è ben diversa dall'andare in giro a fotografare qualcuno incrociato in un luogo pubblico o aperto al pubblico. |
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