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inviato il 02 Aprile 2026 ore 8:50
Mah, in realtà, scattare con un tele di solito comporta una compressione dei piani, più che una separazione, e lo scatto in verticale, secondo me l’accentua perché ti fa vedere maggiormente il davanti e il dietro (compressi). |
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inviato il 02 Aprile 2026 ore 9:04
Si forse mi sono espresso male, era proprio quello che volevo dire anche io Cino: detta più bovinamente, si nota meglio la distinzione data dallo sfocato davanti e dietro. Questo tante volte è davvero gradevolissimo, almeno secondo il mio gusto, e almeno con scene che si sviluppano naturalmente "in verticale". NB Non per questo i due link che ho postato ne devono essere esemplificazione somma della cosa eh, sono solo due miseri scattucci in cui si vedeva un po' l'effetto (peraltro senza nemmeno scomodare diaframmi spalancati, anzi nel secondo caso è proprio tappato a bestia!) per questo li ho messi dei miei senza scomodare altri "autori". |
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inviato il 02 Aprile 2026 ore 9:19
Io sono un orizzontalista convinto, in fondo ci sarà un motivo se abbiamo gli occhi affiancati e non uno sopra l'altro Preferisco l'orizzontale perché mi piace contestualizzare il soggetto e includere l'ambiente attorno, scelgo il verticale solo se me lo chiedono espressamente, per esempio se le foto finiranno sui social. Ma se no orizzontale tutta la vita. |
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inviato il 02 Aprile 2026 ore 9:23
Amante dell'orizzontale preferisco lo scatto quadrato a quello verticale. |
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inviato il 02 Aprile 2026 ore 9:24
“ un motivo se abbiamo gli occhi affiancati e non uno sopra l'altro „ Se l'uomo fosse nato con gli occhi in verticale probabilmente si sarebbe estinto da millenni fa, non potendo avere una visuale ottimale per identificare i pericoli. Non a caso la donna ha un campo visivo più ampio rispetto all'uomo. |
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inviato il 02 Aprile 2026 ore 10:01
Lo scatto verticale viene "richiamato" dalla composizione, in particolare dalle linee che guidano l'occhio, oltre che dalle necessità del soggetto e di cosa si vuol fotografare/rappresentante. Sicuro se c'è un ritratto non ambientato difficile il soggetto richiami uno scatto orizzontale e su un paesaggio vasto difficile venga richiamato quello verticale. Poi c'è da dire che tendenzialmente si usava quasi sempre l'orizzontale perché più simile al campo visivo umano, e ultimamente ha preso importanza quello verticale per "colpa" dei cellulari |
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inviato il 02 Aprile 2026 ore 22:53
Chiamiamo l’orientamento verticale della fotocamera “Portrait" e non è un caso, né una scelta tecnica moderna. Scattare in verticale significa attingere a secoli di psicologia dell’immagine e propaganda visiva. Basta entrare in una chiesa bizantina o in una galleria di ritratti reali, si può notare che quasi nessuno è seduto o sdraiato. I santi nei mosaici di Ravenna e i sovrani come il dipinto di Hans Holbein di Enrico VIII sono monumentali, eretti, verticali. Perché la linea verticale è la linea dell'autorità. Un sovrano dipinto in verticale non sta solo occupando spazio sulla tela; sta dominando lo spettatore. Il formato verticale elimina il paesaggio e il contesto per dirti una cosa sola: "Guarda me, io sono il centro del mondo", è un senso impositivo dell'immagine, del pensiero della persona o santo raffigurato, senza possibilità di replica. Nei mosaici, questa verticalità diventa quasi una scala verso il cielo, un modo per staccare il santo dalla terra e proiettarlo verso l'infinito. Il formato orizzontale permette un'altra prossemica. I cellulari non c'entrano nulla, sono secoli che opere come le pale d'altare delle chiese cristiane, raffigurano personaggi importanti proprio in verticale. |
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inviato il 03 Aprile 2026 ore 6:35
Ringraziandoti per la preziosa spiegazione, Edmondo Parisi, ne faccio tesoro per un'atavica razionalità, protagonista, nel ritrarre il soggetto, del suo inequivocabile centro rispetto allo sfondo, nella propensione di essere ritratto per la sua estensione in altezza. Indi per cui, smartphone o ritagli, qualcosa dell'essere umano, nel voler raggiungere la posizione più alta possibile, rimane sempre ... |
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inviato il 03 Aprile 2026 ore 6:49
Io da sempre scatto indifferentemente in orizzontale ed in verticale. È un istinto che mi rendo conto, non controllare. Questo da un lato è segno che - amando particolarmente le linee - ne ho creato un automatismo nella loro valorizzazione. Dall'altro, è un limite perché non ho mai uniformità di formato che, talvolta, mi rendo conto non essere funzionale; soprattutto se parliamo di serie o reportage (scudate l'esagerazione del termine). Ma l'istinto preferisco lasciarlo libero perché è così che mi sento quando esco per fotografare. |
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inviato il 03 Aprile 2026 ore 9:34
“I cellulari non c'entrano nulla, sono secoli che opere come le pale d'altare delle chiese cristiane, raffigurano personaggi importanti proprio in verticale.“ ********** I cellulari c’entrano eccome dato che ad oggi, oltre ai santi, viene scattato quasi tutto in verticale. Esci con qualcuno che ha ig e vuole foto da caricare sul social anche solo per raccontare la giornata, senza pretese, e prova a fargli (farle) un ritratto ambientato orizzontale… Non gliene frega nulla delle pale di altare la vuole verticale per ig. |
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inviato il 03 Aprile 2026 ore 10:47
“ I cellulari c’entrano eccome dato che ad oggi, oltre ai santi, viene scattato quasi tutto in verticale. Esci con qualcuno che ha ig e vuole foto da caricare sul social anche solo per raccontare la giornata, senza pretese, e prova a fargli (farle) un ritratto ambientato orizzontale… Non gliene frega nulla delle pale di altare la vuole verticale per ig. „ Penso che questo sia vero se intendiamo "fotografia" come mezzo tecnico includendo qualsiasi cosa catturi e imprima un'immagine partendo dalla luce. Se invece intendiamo "fotografia" come arte le foto fatte dal cellulare per Instagram in verticale per raccontare la giornata, non penso facciano testo, così come non farebbero testo gli scatti sia verticali e orizzontali per effettuare misurazioni MTF |
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inviato il 03 Aprile 2026 ore 10:59
Non è un fatto di classificazioni ma di diffusione. I cellulari ormai sono il mezzo più diffuso per la visualizzazione e condivisione di immagine e pochissimi li usano girando lo schermo. E alcune generazioni si stanno formando insieme ai cellulari, per loro lo standard è il verticale. |
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inviato il 03 Aprile 2026 ore 11:29
Si, ma... dato che il titolo del topic ed il suo messaggio di apertura lasciano aperte diverse interpretazioni, continuo a notare che si discute intorno a questo: "il mezzo [fotografico o trasmissivo che sia] agevola il formato verticale perché..." E non su ciò che a mio avviso realmente conterebbe, che è piuttosto: "il formato verticale agevola un determinato aspetto del linguaggio fotografico o determinati generi/soggetti perché..." Che determinati social forzino il formato verticale è lapalissiano; che venga più naturale fotografare in verticale col cellulare è chiaro; come è altrettanto cristallino che il sensore delle macchine fotografiche, essendo un rettangolino trasversale rispetto all'impugnatura, faccia uscire più comodamente scatti in orizzontale... Ma il punto non dovrebbe essere quello: se si usa il formato verticale più spesso, ma SOLO per questi motivi, beh... c'è un vizio di fondo grosso come la penisola scandinava. |
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inviato il 03 Aprile 2026 ore 11:31
joshua jackson, che è relativamente giovane, scatta pratricamente solo in verticale e usa ig per promuovere il suo lavoro. dubito che le due cose non siano collegate |
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inviato il 03 Aprile 2026 ore 11:51
Beh praticamente quoto quanto sostenuto da blackbird, la mia era una precisazione nel senso che dire "ci sono sempre più foto verticali per questo motivo" è un conto, dire "si scatta sempre più fotografie (arte) per vizio di forma dettato dall'uso dei social" come l'esempio di Cencio, è un altro discorso (non ho detto che sia vero o falso, ho proprio detto che bisogna parlarne in questi termini) Bisogna quindi capire se stiamo parlando di diffusione di immagini o diffusione di fotografie, tutto qua PS: Cencio intendi www.joshkjack.com/ ? Esteticamente ha veramente un suo perché. A mio avviso vale la pena di discuterne nel club dei fotografi, non lo conoscevo |
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