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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 9:59
Grazie degli ottimi consigli. Innanzitutto ho preso il Nikon 20: questo è stato uno dei consigli più preziodi di questa area del forum, più pacata e meno divisa in fazioni e soprattutto con giudizi più corretti su tutte le questioni poste. Salirò solo col 20 e mi accontenterò di quello. Per il resto, ci proverò, non la vedo infattibile. E inizierò l'allenamento senza prendere l'ascensore da qui all'estate! |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 10:39
Perdona le battute visto che io sono stato uno degli autori ma santa pazienza se vai da qualche parte e hai una idea di che sia un obiettivo non ti serve chiedere quale portare, poi alla fine di tutto visto che questa salita ti ha messo un po' di apprensione seguire un consiglio di portare solo un 20 non la vedo una grande scelta, ritornarci una seconda volta per magari rimediare a inquadrature strette sarebbe tragica, se ti trovi a non poterti avvicinare a certi particolari con un solo 20 sei a terra, almeno in tasca una sorta di fisso (anche manuale) da pochi etti che si aggiri attorno ai 100 mm è d'obbligo, questo non solo se vai sull'Etna ma anche a vedere una semplice cascata, il particolare salta sempre fuori e non poterlo fare per mezzo chilo in meno non è gran cosa. Se porti una reflex FF non è una piuma e con un 105/135 manuale son 4 etti in più ma rispetto al solo 20 porti a casa il triplo delle inquadrature e non tutte uguali. Ovviamente parere personale ma un paio di vecchi fissi li ho sempre cacciati nello zaino, magari per sole 10 foto a testa per poi sceglierne due ma se erano a casa non ne sceglievo manco una, se hai l'idea che sia una inquadratura quello che ho appena detto lascialo perdere perché significa che non ti serve, sai già che fare di tuo, nel senso che le liste/ricetta per città, monti, mari e laghi spesso le trovo di importanza assai vana. |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 20:10
Ci sono stato quasi 20 anni fa... senza allenamento se non una quindicina di giorni a fare sù e giù per le scalinate delle città siciliane (che come allenamento non sono male...) e posso affermare che allora mi sembrò una passeggiata. Tecnicamente non ci sono difficoltà, solo sulla sommità del cratere la cresta è relativamente più stretta, ma non è che se metti un piede in fallo precipiti dentro. L'ho fatto a piedi dall'arrivo della funivia fino al cratere sommitale e poi sono sceso a piedi fino al rif. Sapienza, avevo una Nikon D60 col 18-55, ma va detto che sono abituato a muovermi in montagna. Il carico -fotografico- da portare dipende da alcuni fattori molto importanti: In primo luogo la tua acclimatazione e cioè l'abitudine a camminare in quota -oltre i 3000 m- che in sostanza è il tasso di ematocrito che permette al tuo organismo di essere alimentato con la giusta dose di ossigeno. Se non sei acclimatato (cioè se il tuo organismo non è abituato a camminare sotto sforzo in alta quota con l'opportuno tasso di globuli rossi), le possibilià sono due: uno: hai un organismo che in modo naturale non soffre eccessivamente la quota (come mia moglie), ed allora non avrai problemi alla quota della vetta dell'Etna due: soffri la quota (come me) ed allora il tuo progredire in salita si trasformerà in un graduale calvario con l'aumentare della quota con sintomi come: gambe pesanti, mancanza di lucidità mentale, forte affanno dopo pochi passi, cuore accelerato, mal di testa e perfino sonnolenza (questi ultimi due sono sintomi di severo mal di montagna e sarà opportuno che tu scenda al più presto) In questo secondo caso è indispensabile che tu arrivi alla montagna ben allenato e acclimatato (abituato a camminare in alta quota) Questa è la premessa fondamentale Ora parliamo dell'attrezzatura: detto che in cima ti servono lenti minimo dal 24 (ma anche meno sarebbe cosa gradita) fino almeno al 105 (ma anche il 200 sarebbe ottimo)... Pensare di portare la D850 col Sigma 24-105 (che so benissimo cosa significa perché per anni è stato il mio combo da montagna)... è da masochisti. O sei ben allenato oppure è una carico decisamente gravoso. Salire con la D850 ed il 20 è una scelta oculata ma molto limitata, perché il panorama da lassù è molto bello e non avere un tele diventa una grave carenza. Se tu te la senti, potresti portare la D850 col 20 e la Sony RX100 (300 grammi di roba proprio non si sentono nemmeno a 4800m) Ma... se non sei abituato ad andare in alta montagna, allora non correre nessun rischio di viaggiare in sovraccarico: porta solo la RX100 e comunque potrai fare degnamente di tutto. Un ultimo dettaglio tecnico: usa calzature ben robuste a collo alto, la cenere vulcanica è come neve e si infila dappertutto, meglio se ti porti anche un buon paio di ghette e poi considera che la pietra vulcanica è come smeriglio per le suole degli scarponi (io salii con le scarpette da trail ). |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 21:33
“ due: soffri la quota (come me) „ Dovrebbe essere il mio caso. “ potresti portare la D850 col 20 e la Sony RX100 „ Ha molto senso “ usa calzature ben robuste a collo alto „ Le ho, forse le noleggerei in loco per non rovinare le mie, è un buon consiglio? Vorrei portare un po' di duck tape per sigillare gli scarponi con i pantaloni: esagero? |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 21:44
“ Vorrei portare un po' di duck tape per sigillare gli scarponi con i pantaloni: esagero? „ E' una soluzione ma... con una decina di euro compri delle ghette corte da Decathlon che funzionano molto bene allo scopo sul noleggio: beh... considerato come si conciano gli scarponi, forse ti conviene. |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 22:09
Noleggio gli scarponi per salire a 3000 metri per non rovinare le tue? Che le hai comperate a fare? E poi un paio di scarponi non sono infradito e quindi rischi di tornare giù scalzo con delle bolle da record. |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 22:20
“ E poi un paio di scarponi non sono infradito e quindi rischi di tornare giù scalzo con delle bolle da record „ se hai dei piedi come i miei è molto probabile che finisca così, ma se hai un piede regolare non c'è problema. li ho noleggiati per salire allo Stromboli (stesse condizioni dell'Etna) e non ho avuto problemi (e fortuna che l'ho fatto). Di sicuro: per salire non ti servono scarponi tecnici, basta una suola ragionevolmente scolpita ed una tomaia robusta, in sostanza un buon paio di pedule vanno bene (d'estate) Il fatto è che i tuoi bei scarponi semi nuovi, alla fine della discesa diventerebbero un buon paio di vecchi scarponi Io sono salito con le scarpette da trail, alla fine erano tritate. |
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inviato il 24 Febbraio 2026 ore 23:08
L'ho già detto, lo ripeto. Non ci sono problemi di mal di montagna a salire l'Etna. Non siamo a 5000 MT oppure a passare la notte a 3500 arrivando da zero. Arrivi in cima, fai le foto, guardi il panorama e cominci a scendere. Non c'è il tempo per stare male e nemmeno la quota. Questa escursione/ passeggiata/ camminata sull'Etna sta diventando una roba eroica Vai tranquillo. |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 7:23
Paolo... Se tu riesci a muoverti a 7000 metri, è evidente che ti sembri assurdo avere problemi di mal di montagna. Ma non siamo fisiologicamente tutti uguali e nemmeno le giornate sono tutte uguali Io... di mal di montagna me ne intendo, ho provato a soffrirne a 2000m e a non avere nessun problema a 3500, e sono sempre allenato ad andare in montagna È una questione ignorata dai più che merita attenzione. È doveroso rilevare che Erasmo... dice di aver avuto i 'classici' problemi al rif Torino e di aver trovato faticosa la salita allo stromboli, ed allora il peso dell'attrezzatura diventa rilevante. C'è una cura preventiva: prendere alcuni giorni prima una pastiglia al giorno di Diamox, un diuretico anti edematoso che previene in modo molto efficace gran parte dei problemi. È un farmaco ben noto tra gli himalaisti, un vero salvavita; se non ha salvato la mia, quantomeno mi ha risolto situazioni decisamente pessime in quota. Non è doping |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 9:56
La percezione della quota è molto soggettiva. Non credo che a quella quota si possa correre alcun problema di salute (quindi eviterei il Diamox lasciandolo per altre “imprese”), soprattutto se non ci dormi. Sicuramente, alcuni percepiranno una sensazione di fatica maggiore con fiato corto e cuore che può accelerare più facilmente, tutte cose che possono essere affrontate semplicemente rallentando, facendo pause e scattando qualche foto. Non trovo corretto però affermare che in maniera assoluta, a quelle quote, non cambia niente per tutti ed è come essere al livello del mare. Non si parla di mal di montagna, che è un’altra cosa, ma di un senso di affaticamento maggiore, anche perché gran parte del dislivello viene salito rapidamente in jeep e non c’è modo di acclimatarsi. |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 11:19
Probabilmente la verità sta nel mezzo e dipende da tanti fattori. L'idea di non portare la reflex non è da scartare, è comunque un peso in meno. Porterò la compatta Sony e un'action cam. Semmai ci torno un'altra volta, se posso e se vedo che la passeggiata era più leggera di quanto previsto (ma non credo). |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 11:37
“ Non si parla di mal di montagna, che è un’altra cosa, ma di un senso di affaticamento maggiore, anche perché gran parte del dislivello viene salito rapidamente in jeep e non c’è modo di acclimatarsi „ il mal di montagna non è come un semaforo o un interrutore on/off, ci sono infinite variabili molto individuali. quello che è molto interessante del fenomeno è la mancanza di lucidità mentale che si può riscontrare anche a quote che si potrebbero definire basse <2000. Ricordo una volta in cui ero in montagna con un medico rianimatore e lui (un po' anche io), più che mancanza di fiato denunciava questa mancanza di lucidità. Mancanza di lucidità che se si manifesta in modo severo può anche essere causa di gravi incidenti. Sull'uso preventivo del Diamox: cito il caso di un escursionista, che vive al mare e non era mai salito in quota, il cui medico ha consigliato la cura preventiva di cui sopra per un giro sul ghiacciaio dell'Adamello (ci si muove intorno ai 3000). Personalmente lo impiego quando serve (un po' come le pastiglie per il mal di testa...) e cioè quando compaiono i sintomi del mal di montagna come: affanno nel fare una semplice rampa di scale al rifugio. Ricordo una sera al rif. Mantova (m. Rosa) a 3500m, è stata in assoluto la prima volta che usavo il Diamox. Ero in grave affanno già nel muovermi dalla sedia (ed ero allenato... ma non alla quota -non acclimatato-), così decisi di prendere prima una mezza pastiglia, dopo la quale cominciai a stare decisamente meglio e poi presi anche l'altra mezza. Il giorno dopo salimmo alla Margherita 'cantando only you'. NESSUN problema di mal di montagna, passo spedito, ed assoluto benessere (nota: mia moglie che mi accompagnava stava benissimo senza prendere nulla). I medici dello sport con i quali mi sono confrontato e gli amici himalaisti confermano tutti l'opportunità di usare il Diamox, ed anche con una metodologia preventiva piuttosto che quella da me impiegata per affrontare sintomi acuti. La questione di fondo è che è indispensabile conoscere il proprio organismo e sapere come reagise in certe circostanze (in questo caso la rarefazione dell'aria) essere coscienti di questo è un enorme passo in avanti nella sicurezza in montagna. |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 12:36
Mi sono occupato da 40 anni di mal di montagna. Ho parlato a lungo con specialisti e con i dottori che stazionano alla Capanna Margherita. Conosco da molto tempo il Diamox ( ed anche il desametasone come salvavita). Avere il mal di montagna a 2000 metri non esiste. La pressione parziale dell'ossigeno nell'aria è circa il 21% e dimezza ( lo dice la fisica) ogni 5000 mt A 2000 MT ne abbiamo il 18/19% che mai darà mal di montagna ma, al massimo, un po' di affaticamento. Si comincia a soffrirne sui 3000/3300 specialmente se si passa la notte venendo dalla pianura come al Rif. Torino È verissimo quello che dici sulle differenze tra persone ed anche per la stessa persona in momenti diversi. Ho salito il M.Bianco 4 volte e per tre sono andato su a palla mentre una negli ultimi 150 MT mi imponevo di fare 10 passi contando per poi fermarmi. E si nasce predisposti o meno alla quota ma non certo ai 2000 MT. Siccome la cura, farmaci a parte, è scendere, nemmeno fa in tempo ad iniziare sull'Etna che già stai scendendo. Confermo che il Diamox deve essere preso uno due giorni prima senza nessun problema mentre il desametasone è un farmaco che deve essere preso con un medico ed è roba da 8000. |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 13:00
“ Avere il mal di montagna a 2000 metri non esiste „ Non sei me... te lo garantisco l'ultima volta è stata in val Brembana al monte Pietra Quadra (roba da 2200m...) e... sono fisicamente allenato, non prendo nessun farmaco, i valori del sangue sono tutti perfetti ed ogni due anni eseguo la visita per il volo libero con ECG sotto sforzo (insomma... posso dirmi non poco fortunato -per ora- ). a parte tutto, i testi di medicina parlano, appunto, della possibile comparsa dei sintomi già dai 2000m D'altro canto, l'acclimatazione è un'arte che bisogna imparare a padroneggiare... il miglior esempio l'ho avuto in tre giornate nelle quali ho seguito un concatenamento: G.Paradiso, m.Bianco e m. Rosa con discesa col parapendio. Con acclimatazione zero, la sera dormii a Pont Valsavaranche (2000m) -dove giusto un paio di mesi prima avevo il fiatone a camminare- la mattina scendemmo ed andammo a Chamonix, Lì salimmo in funivia alla Aguille du Midì (3700-3800) e lì trascorsi la giornata. La sera scendemmo ed andammo in val d'Ayas dove dormii a 1500m, il giorno successivo salimmo in funivia a punta indren ed aspettando i nostri amici decidemmo di salire alla Gnifetti. Morale... salimmo di corsa con le scarpette (e tutta l'attrezzatura fotografica-video) come se stessimo passeggiando al parco del Ticino Niente di straordinario... solo un perfetto ed efficace esempio di procedura d'acclimatazione |
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inviato il 25 Febbraio 2026 ore 13:32
Salire solo con il 20 non è una brutta idea,se questo avviene con la D850. In quel caso puoi croppare parecchio all'occorrenza |
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