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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 23:35
Se iniziamo a parlare di stack sottili l'unica possibile conseguenza deterministica del discorso è che un dorso digitale ccd phase/hassy con lente seria dia una nitidezza e un microcontrasto minore rispetto alla leica ( immagino che questi stack siano ben più spessi della leica ) ... io questo, pur non avendo mai usato una s2 non lo credo ... ergo non credo sia lo stack ne il ccd ... rimango dell'opinione che sia unicamente la grandezza del sensore in rapporto alla luminosità e al carattere della lente applicata sullo stesso ... |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 0:11
“ Ma che gente: uno si pone una domanda, e lo fucilano! Ma andate un pò tutti quanti a quel Pese! Meglio il Bar Sport di Vigonzone!!! „ Giovanni, ti invito a calmarti, nessuno ti ha fucilato, Ivan ti ha semplicemente riportato una sua opinione. Personalmente so anche della Leibovitz, si presentava sul set dopo giorni/settimane di programmazione del set e lei manco sapeva che fotocamera gli avrebbero dato per fare click. Lei si interessava del visual, della progettazione e del coordinamento con la troupe, fine. Ora direi di passare oltre perchè il tema è molto OT, grazie “ ( immagino che questi stack siano ben più spessi della leica ) „ Oratrix, sulla base di che cosa lo dici? A me risulta che i dorsi CCD P1 non sono mai stati misurati, quindi nessuno conosce lo spessore dello stack, io ce l'ho a casa ma non saprei come misurarlo. Di sicuro quello della Mamiya ZD era sottile perchè si inseriva a parte e conteneva in un caso l'IRcut e nell'altro IRcut + AA ed era spesso c.ca 1mm... anzi, forse meno... poi quello che c'era sul sensore vero e proprio non lo so. Nessuna prova che sia lo stack a determinare questa cosa ma anche nessuna prova che non lo sia. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 0:14
Credo che, come spesso si dice, il primo fattore sia la grandezza del sensore. Subito dopo vengono le ottiche: molti progetti di qualche anno fa privilegiavano il microcontrasto e una resa dei mezzitoni meno compressa rispetto a molte lenti moderne. Solo in terza battuta entrano in gioco il CCD e, più in generale, la resa tonale e la “scienza del colore” di quell’epoca, che riflettevano un certo linguaggio tecnologico ed estetico complessivo. Le vecchie CCD non saranno “magicamente” tridimensionali, ma in alcuni sistemi ben progettati producono una resa tonale e plastica che oggi ha ancora un valore estetico reale. Per questo le intuizioni e i test di Paco hanno comunque un fondamento, e scegliere ancora oggi una vecchia fotocamera CCD, in certi contesti, può avere perfettamente senso. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 9:38
Trovo nelle parole di Filo63 una possibilità importante ed interessante di verità … sono curioso nei prossimi mesi di testare il CCD della M9P e potrò dare la mia impressione reale |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 12:18
Intendiamoci, è ovvio che non voglio sputare fango sulla GFX. La possiedo da tanti anni, ci ho investito soldi e sarei stupido a tenerla se non la reputassi all'altezza. Poi... io sarò strano ma preferisco il 50MP al 100MP per tutta una serie di motivi che non sto ad elencare. A Venezia la GFX mi ha permesso di lavorare in agilità a 6400iso... questa cosa alla S2 è preclusa.

 Quindi, sono sicuro che i moderni CMOS ci garantiscano condizioni di utilizzo estreme ai quale i vecchi CCD non possono arrivare. Detto questo, quando c'è un po' più di luce, io vedo cose uscire dai CCD che sono diverse dai CMOS. Credo che farò delle prove anche se ancora non so in che modo farle, si accettano suggerimenti. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 13:42
Scusa @Paco se gia' fatto...magari scrivo un paio di ovvieta': per prima cosa confrontrei i file a parita' di wb, impostando manualmente la temperatura colore, ad es 5500K in luce diurna. Poi giocando con le curve di contrasto / gestione luci ed ombre si potrebbe cercare di avvicinare un risultato all'altro... |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 15:15
@Ivan. Le staffe NON le perdo perchè mi si contraddice, ma quando leggo certe argomentazioni! E le perdo, quando NON si VUOLE intendere che NON sto sostenendo una "tesi". Allora: 1) NON si può sostenere che se i musicisti sono attentISSIMI agli strumenti che adoperano, gli sciatori agli scarponi & gli sci che hanno sotto i piedi, i piloti ai mezzi che guidano, i chirurghi ai "coltelli" con cui affettano, i pittori ai colori che impiegano ... i fotografi NO! Fanno click, con qualsiasi "roba" gli si ponga sotto l'indice! Avresti dovuto andare a raccontarlo a Gianni Berengo Gardin, ed alla sua M 3 con dedica personalizzata sulla calotta! 2) La notorietà di Salgado vs/ "quelli" che hai citato tu? Si, va bene: non ci sono più le mezze stagioni, la terra, in fin dei conti, è piatta, e gli americani NON sono MAI sbarcati sulla Luna! 3) Posto che NON sto sostenendo una "tesi", NON ho argomentazioni tecniche da esporre. Meglio di me, mooolto meglio di me, lo ha GIA' fatto Alessandro Pollastrini (ed in passato ANCHE Raamiel) "dimostrando", ANCHE con la pubblicazione di immagini, la tesi che tu contrasti con "i fotografi adoperano quello che capita"! "Dimostrando", capisci? Non sostenendo! Pertanto, SE dovessi prendere partito, a chi dovrei dare credito? A te (i fotografi scattano ... ecc.) o a chi "carta canta/villan dorme" sta su realtà pratiche consequenzialmente dimostrate con le immagini? 4) Meglio "i toni arroganti e decisamente fuori luogo", della PROTERVIA e della TRACOTANZA di chi, per sostenere tesi sbagliate (vedi interventi di Alessandro Pollastrini e Raamiel), e le PROPRIE scelte (delle quali a me importa tam quam del dodicesimo foruncolo della mia vita!) mette in campo argomentazioni risibili e puerili! Detto con la massima calma! @ Paco. Detto con la massima calma, ti faccio sommessamente notare che sono stato il "PRIMO" ad indicare Annie Liebovitz (e PURE Helmuth Newton!!!) come fotografi che, nel corso della loro carriera, si sono serviti di attrezzature diverse (il che, però, NON significa AFFATTO che adoperassero ciò che "il primo che passa" metteva sotto le loro dita!)! Vi riverisco! GL |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 15:33
“ per prima cosa confrontrei i file a parita' di wb, impostando manualmente la temperatura colore, ad es 5500K in luce diurna. Poi giocando con le curve di contrasto / gestione luci ed ombre si potrebbe cercare di avvicinare un risultato all'altro... „ Ciao Simone, ma a cosa fai riferimento? Alla prova in notturna degli iso? Oppure alla prova che vorrei fare? Se ti riferisci alla prova che vorrei fare, bisognerebbe capire quali lenti usare perchè in un confronto S2 vs GFX non posso montare le stesse lenti. Per GFX di native ho il 23mm - 32-64 - 100-200 mentre di adattate ho il Canon 50L ed il contax 645 140 F2,8 Mentre per S2 ho gli hasselblad 28mm - 50mm - 100mm + il Leica nativo 70 F2,5 Queste sono le combinazioni possibili. “ Vi riverisco! „ Giovanni, non serve la riverenza, serve che tu smetta di inquinare il topic, ti ho già sollecitato una volta a farlo, grazie. Se è un argomento che ti sta così a cuore, apri un thread in autonomia. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 15:44
La differenza fondamentale, che maggiormente influenza la nitidezza degli scatti CCD dai CMOS è che di fatto i CCD sono dei Global Sutter mentre i CMOS espongono per righe successive, questo crea incoerenze temporali durante l'esposizione molto più presenti di quello che si immagina es: micro-vibrazioni della fotocamera o movimento del fotografo. Questo è tanto più vero quanto il sensore è più grande come nelle medio formato. La migliore risposta cromatica è dall'elevata gamma dinamica che in genere caratterizza i CCD e che con i CMOS si raggiunge con sensori moderni quali i BSI. Per il resto molto fa la differenza tra apparecchi, brand e software sia in macchina che in post. Si pensi che fotocamere dello stesso brand e tecnologia hanno diffenze spesso maggiori di quelle in oggett. Prove come quelle presentate anche se apparentemente rigorose non hanno nulla di scientifico e restano molto soggettive, comunque vanno bene per scambuiare quattro chiacchere in libertà tra persone con Monitor Diversi, Schede Grafiche Altrettanto Diverse che valutano immagini super compresse cercando di vedere differenze di cui molti nemmeno si accorgono. PS. non avrei mai immaginato di essere d'accordo con Giovanni Leoni , il fatto che i grandi della fotografia non si curino di quello che usano mi sembra una sciocchezza sesquipedale. per la questione del Bianco e Nero (OT) e dell' uso delle Color rispetto alle Monocrome da parte dei grandi è ovvio, partendo dal colore si ha la possibilità di ottenere proprio quello che si vuole, contrariamente dal monocrome che in questo è molto limitante. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 15:45
Mamma mia Paco! Ma non sapete leggere? Mi cito: "Le staffe NON le perdo perchè mi si contraddice, ma quando leggo certe argomentazioni! E le perdo, quando NON si VUOLE intendere che NON sto sostenendo una "tesi"." L'inquinatore sarei SOLTANTO io? GL P.S. la "tesi" l'hanno sostenuta ed fattualmente ARGOMENTATE Alessandro Pollastrini (discussine "Bianco e nero digitale") e Raamiel (non ricordo il titolo della discussione), NON io! |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 16:17
“ A Venezia la GFX mi ha permesso di lavorare in agilità a 6400iso... questa cosa alla S2 è preclusa. „ In un altro thread si parla della (presunta) resa tridimensionale di alcune ottiche e della sensazione di tridimensionalità che possono dare alcune fotografie. Alla fine si capisce abbastanza bene che il tutto è molto soggettivo e dipende piuttosto dalla sensibilità di chi guarda. Ecco, la prima delle due fotografie che hai pubblicato sotto il testo che ho quotato, appena vista, mi ha subito dato un'impressione di notevole tridimensionalità. Scusate l'OT. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 16:23
Ma il contax 645 140 F2,8 non può esser montato su leica ? Oppure qualche hasselblad su gfx con adattatore ... |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 16:54
“ La differenza fondamentale, che maggiormente influenza la nitidezza degli scatti CCD dai CMOS è che di fatto i CCD sono dei Global Sutter mentre i CMOS espongono per righe successive, questo crea incoerenze temporali durante l'esposizione molto più presenti di quello che si immagina es: micro-vibrazioni della fotocamera o movimento del fotografo. Questo è tanto più vero quanto il sensore è più grande come nelle medio formato. „ Questa cosa è interessante e non ci avevo mai pensato, quindi, nel CCD la carica avviene simultaneamente e poi per righe verticali viene amplificato il tutto, ma viene amplificata un'immagine acquisita tutta insieme. Mentre nel CMOS l'amplificazione avviene fotodiodo per fotodiodo con letture a righe orizzontali sequenzialmente. E' come se il CCD fosse una sorta di "stacked"? “ Ma il contax 645 140 F2,8 non può esser montato su leica ? Oppure qualche hasselblad su gfx con adattatore ... „ Si certo.... leica-camera.com/it-IT/fotografia/accessori/adapters/adattatore-c-s www. × /eu/it/item/4229/adattatore_fujifilm_h-mount_g www.jogeier.com/leitz-leica-s-adapter-c-contax-645-16038-w-box-2110000 In MP ti giro l'IBAN, appena vedo il bonifico, acquisto e faccio la prova |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 17:07
Ma scusa falla sta prova ... per la scienza questo e altro ... saresti ricordato come colui che ha ridato vita ai vecchi e decrepiti ccd ... memoria eterna su juza |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 17:11
Senza entrare troppo nei tecnicismi, credo che la resa dei CCD storici (Leica S2, Phase One, Hasselblad, ecc.) fosse anche la risposta a un mercato professionale che, all’epoca, investiva in modo importante su strumenti molto specialistici. Oggi le full frame hanno raggiunto livelli qualitativi altissimi e, insieme a sistemi alternativi sempre più competitivi, hanno progressivamente assorbito una parte di quella nicchia. Il risultato è un mercato che tende a investire meno su corpi estremamente dedicati, ma a rinnovare più spesso prodotti pensati per un pubblico più ampio. Forse anche per questo alcune macchine CCD continuano ad avere un senso: non tanto per le prestazioni pure, ma per una certa idea di immagine che nasceva da quel contesto. |
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