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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 13:38
Esiste un movimento fotografico (ancora agli albori) che usa l'ai non solo per mofificare e generare fotografia. Ma usa la AI applicata alla fotografia per estrarre metadati e generare "fotografie documentali" di fenomeni altrimenti invisibili all'occhio. |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 13:48
“ La fotografia documentaria mi sembra un territorio al sicuro della invasione della AI. „ ed invece credo sia proprio questo il campo principe della AI. Il Futuro, o fine ultimo della AI fotografica. |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 14:36
Matteo, credo che prima di tutto sia fondamentale rispondere (e rispondersi) a questo: per quale motivo fotografi? Lo chiedo a te direttamente, in questo caso. Perché tutto il resto assume o perde di senso in base a questa motivazione. Ma vorrei sentire una risposta personale ed onesta. |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 14:49
Sono partito per obbligarmi al confronto con altre persone, il ritratto viene da li. Poi ho capito che mi piaceva, che potevo raccontare qualcosa di me o cose che non riuscivo a dire a parole, ma che per immagini diventavano interessanti e ascoltate anche da altri. Ora nasce la riflessione dopo chiacchere anche con mia moglie che di fotografia non guarda nulla, ma è molto lucida quando si parla di logica. Credo che il mezzo possa ancora essere efficace su certi tipi di racconti, ma che per farlo sia necessario riflettere su come e perchè usarlo e ritornare alle caratteristiche del mezzo come logica. Immortalare un gesto, creare un gesto o un racconto, ma se penso a bellissimi lavori come questo; d7hftxdivxxvm.cloudfront.net/?height=800&quality=50&resize_to= non inizierei ora a studiare per andare in questa direzione per quanto la trovi affascinante Mi sto convincendo che il futuro della fotografia è più pensato, più "lento" non deve fare la gara con AI perchè si perderà |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 14:56
Non puoi gareggiare in velocità con chi è più veloce. Magari provi a sfidarlo dove sei più intelligente |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 15:00
Esatto o dove non può per caratteristiche intrinseche sfidarti |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 15:19
Beh con me sfondi una porta aperta: lentezza e pensiero sono, per quel poco che faccio io, caratteristiche fondanti. Come ho detto più volte, preferisco fare poche cose ma sensate, sedimentate, che possano essere motivo sia di autoriflessione che eventuale pretesto per discuterne con altri. La questione del mezzo, per forza di cose, ha a che fare anche con l'adattamento ai flussi di comunicazione. Ma questo non può non andare ad incidere sul nucleo delle motivazioni individuali. E qui sorge un secondo quesito: il fatto che i reel siano diventati il formato più consumato o che l'AI possa fare cose senza sbattimenti manuali e logistici, perché dovrebbe andare a rimettere totalmente in discussione quello che fai? Perché allora potremmo dire allo stesso modo che anche la pittura è ormai una forma espressiva obsoleta e fuori dalle logiche di consumo attuali. Io ho come l'impressione che la tua preoccupazione sia in buona parte influenzata da un qualche bisogno di "arrivare", di avere maggiore visibilità. Cosa anche lecita...il punto è che oggi la visibilità coincide con lo svuotamento e la superficialità del consumo. E io mi voglio augurare che tu non desideri questo per te stesso ed i tuoi lavori. |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 15:26
Scusate ma una foto deve raccontare per forza? Stesso quesito per la foto d'autore. |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 15:35
Si la foto racconta sempre é intrinseco nel mezzo anche se lo scopo é arredamento Rombro ti giro la domanda, se faccio il lavoro in ai a livello concettuale creando immagini simili alle tue ma parto da mie idee ha valenza minore? Abbiamo sempre detto che il coefficente di difficoltà nell'esecuzione non é un parametro determinante per il valore del risultato, ma é solo questo che conta. Allora la domanda sorge: perché continuare a usare il mezzo fotografico con magari risultati inferiori per la difficoltà della messa in scena? La pittura é cambiata molto a causa della fotografia e certi ambiti pittorici sono scomparsi totalmente |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 16:01
Da un punto di vista strettamente personale, la difficoltà di creare dei set, considerata anche la povertà di elementi, spazi e soggetti a disposizione, per me è anche uno stimolo "terapeutico" visto che per tutta la vita mi sono dedicato più a distruggere e disfarmi che a costruire qualcosa (in tutti i sensi). E ne sto pagando le conseguenze... Ma al di là di questo penso che l'artigianalità abbia sempre quel valore in più quando si realizza qualcosa, anche se a fini concettuali. Poi certo che conta il risultato, soprattutto per chi guarda. Ma distinguiamo però quando diciamo che non conta lo sbattimento che ha portato a quella foto (come il tizio che si sfonda il culo per arrivare su una vetta per poi fare la solita foto del càzzo con lui in cima a braccia aperte) ed il fatto che stiamo guardando qualcosa che è stato realizzato partendo da un set vero. Ora non voglio sembrare un boomer, ma credo che, in questi tempi di bulimia visiva, mantenere un approccio lento e sensato col mezzo fotografico sia ancora necessario per non rimanere risucchiati dal consumo spietato di immagini. A prescindere dal mezzo usato. E questo non può essere spezzato via dalla semplice consapevolezza che le forme di consumo stanno cambiando. Perché in questo folle tritacarne si rischia più di perdere l'onestà delle proprie motivazioni. Non facciamoci inculare dalla smania della visibilità...anche perché bisogna allo stesso modo rendersi conto che onestà intellettiva e grandi numeri non vanno per niente a braccetto, specialmente di questi tempi. |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 16:10
Cioè, Matte, quello che fondamentalmente voglio dire è: non confondiamo la sensatezza ed il potenziale di quello che si fa con la sensatezza o meno del mezzo o della forma usata. |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 16:11
É questo il punto se vuoi visibilità devi seguire il video e lo stile ai. E qui hai già in un certo senso perso se ti fermi al mezzo fotografico. Per me qui é il punto di ripartenza, perché il mezzo fotografi o e cosa posso fare o dire |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 16:12
Eh, ma per questo che ti chiedevo prima per quale motivo lo fai. Per te è così importante avere visibilità? |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 16:21
No infatti il lavoro che sto facendo é fotografico ed é lento e per me funziona. Ma se uno pubblica da qualche parte lo fa per mostrarlo a quel pubblico e se lo fa deve parlare lo stesso linguaggio o é inutile Non si può ignorare cosa abbiamo intorno e secondo me sarebbe anche sbagliato farlo sarebbe come guardare sempre e solo se stessi. Approfitto per aggiungere al discorso anche questa intervista www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2026/02/filippo-maggia-fotogr |
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inviato il 15 Febbraio 2026 ore 16:34
Ma tu pensi che chi ha tanto seguito sui vari social ottenga molta più soddisfazione a livello di dialogo riguardo ai propri lavori? Tu che stai molto dietro a Instagram, lo noterai da solo che lì oltre i numeri non si va. Se poi mi dici che sono forme di promozione utili per finire in mostre e spazi espositivi, lo capisco anche...ma anche lì dipende dall'obiettivo che uno si pone. Io forse qui dentro sono sprecato, ma mentirei se dicessi che muoio dalla voglia di fare delle mostre o essere "conosciuto" da tanti. Qui però entrano in gioco fattori molto personali che sforano parecchio dal tema che stiamo trattando... |
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